Categoria: Problemi educativi oggi

  • Progetto “PIANTIAMOLA”

    Progetto “PIANTIAMOLA”

    La dio­ce­si sta por­tan­do avan­ti un prog­et­to finanzi­a­to dal­la Regione Lig­uria che si chia­ma PIANTIAMOLA. Pianti­amo­la di fare la guer­ra, di fare ingius­tizie, di gettare via la vita, di chi­ud­er­ci davan­ti a uno scher­mo etc etc.  Pianti­amo la Pace, l’amore, la ver­ità, la gius­tizia , la bon­tà, la mis­eri­cor­dia.…..  Il Movi­men­to Ragazzi coor­di­na un po’ a Gen­o­va questo prog­et­to fat­to con Pont­edec­i­mo, con Cen­tro Stori­co Ragazzi, con Cornigliano e con Prà.  Momen­to comune di questo prog­et­to saran­no tre giorni dal 16 al 18 set­tem­bre a Mon­t­ele­co. Spe­ri­amo di avere con noi alcune decine di ragazzi di queste cinque realtà.

    Mi farà piacere far vedere ai “Ragazzi di Don Ga” il frut­to del nos­tro cam­mi­no tra i “ragazzi di oggi”. La gior­na­ta di Don Ga e Don I ha sem­pre un col­ore di amar­cord ma questo col­ore deve spinger­ci al futuro. Spero pos­si­ate vedere ques­ta bel­la sor­pre­sa dei gio­vani, del futuro di ques­ta cit­tà e di come il Movi­men­to stia cer­can­do la sua posizione nel cam­mi­no di chiesa del­la cit­tà, ponen­dosi in dimen­sione mis­sion­ar­ia e di comu­nione. Spero di avere con noi anche i quat­tro par­ro­ci delle comu­nità che parte­ci­pano con il Movi­men­to Ragazzi al prog­et­to. Anche per don I pen­so sia cosa mer­av­igliosa vedere per lui tan­ta gente.

    Don Ful­ly

  • Lourdes e Monteleco

    Lourdes e Monteleco

    Che c’azzecca??? diran­no subito i più gio­vani e poco avezzi!!!!! La pas­torale 99 pun­to zero con la devozione più anti­ca? E invece sig­nori miei quan­to ci azzec­ca!!!! Sen­tite qua!!

    1. Il vostro don è sta­to a Lour­des al pel­le­gri­nag­gio dioce­sano a portare non solo i bal­di sem­i­nar­isti ma anche la “pas­torale gio­vanile” ovvero grup­pi di ado­les­cen­ti che dalle par­roc­chie dovreb­bero essere man­dati a fare espe­rien­za di servizio ai malati. Un pel­le­gri­nag­gio “stori­co” per­ché il vesco­vo sta­vol­ta si è osti­na­to, nell’anno del sin­o­do, a fare un UNICO PELLEGRINAGGIO DIOCESANO, met­ten­do insieme OFTAL & UNITALSI le due asso­ci­azioni che stori­ca­mente por­tano i malati a lour­des. Beh cose facili direte voi. Si si, ma non per nul­la scontate.
    2. Anche le pietre san­no bene che don Ga e don I era­no dei veri e pro­pri fans di Lour­des!! Loro anda­vano (come io del resto) con l’UNITALSI. Il grande Chic­co Chiarel­la che ricor­diamo con affet­to in cielo, nel suo libro rac­con­ta come l’energia di Don Ga coin­volgesse gli ammalati, con giochi, can­ti risate, scenette, facen­do loro da aut­en­ti­co mat­ta­tore in un cer­chio di gioia che anco­ra oggi si fa a Lour­des l’ultima sera. Don I nat­u­ral­mente pas­sa­va il tem­po a con­fes­sare (e a fare da spon­da alle gio­cose marachelle dei ragazzi che era­no a servizio…)
    3. Per­ché Don Ga e Don I era­no così “pati­ti” di Lour­des? Nat­u­ral­mente per gli ammalati, per­ché il Van­ge­lo ci dice di par­tire da loro, di met­tere gli scar­tati al pri­mo pos­to e umana­mente par­lan­do l’ammalato è sem­pre fas­tidioso, ti ral­len­ta, ti toglie spazio, ti costringe a uscire da te stes­so e tu non vuoi min­i­ma­mente. Nes­suno vuole andare a Gerusalemme a dare se stes­so. Tut­ti pron­ti per il dis­cor­so del­la mon­tagna, per il gran mira­co­lo dell’acqua e del vino (si beve pure lì!!), per le sfide con gli scribi mes­si a tacere. Ma a Gerusalemme Gesù rimane solo. Eppure Lui si era sem­pre mes­so accan­to agli ammalati. Lour­des ti ri-cen­tra la vita, ti resti­tu­isce le priorità.
    4. Ma c’è un’al­tra pro­tag­o­nista incred­i­bile! Ah la Madon­na cer­to!!!! No, o per­lomeno anche ma lì c’è una pread­o­les­cente di 14 anni, sfi­ga­ta, osti­na­ta, anal­fa­be­ta per­ché mai era anda­ta a scuo­la, ammala­ta, povera, figlia di uno accusato di essere ladro, da una famiglia dev­as­ta­ta dal­la crisi ecoom­i­ca deter­mi­na­ta da un cam­bio tec­no­logi­co ( allo­ra dal muli­no ad acqua al muli­no a vapore e oggi?.…). E vede “quel­la Sig­no­ra” in un pos­to mal­sano dove si anda­va a rac­cattare la leg­na delle piene per non essere accus­tai appun­to di fur­to. Anche la Madon­na par­lerà in dialet­to per­ché Bernadette, la ragazz­i­na in ques­tione, quel­lo par­la. E sarà l’ostinazione di ques­ta ragazz­i­na a far nascere tut­to quan­to. Lei la scar­ta­ta!! Ma per­ché Maria non è apparsa nel­la par­roc­chia se vol­e­va una chiesa? Per­ché non ai preti? Per­ché non a qualche buona ragazz­i­na di famiglia ones­ta e ben­pen­sante. Cer­to don Ga ha vis­to Bernadette in tutte le ragazze che dalle comu­nità inizia­vano a salire a mon­t­ele­co e in tut­ti i ragazzi che ha accolto.
    5. Final­mente Maria!!! La devozione sol­i­da, forte di Don Ga a Maria!!! Sen­za roman­ti­cis­mi, ma molto umana e molto cen­tra­ta nel­la chiesa di cui Maria è tipo e mod­el­lo. Don I ha poi persi­no esager­a­to met­ten­do in mostra un fila di madonne in prebi­te­rio a Mon­t­ele­co che sor­pren­dono anche i mar­i­ani più devoti. Ma la figu­ra fem­minile per eccel­len­za nel­la nos­tra fede non pote­va mai man­care nel­la pred­i­cazione di Don Ga.

    Ecco fat­to ami­ci!!! Vis­to che Lour­des e Mon­t­ele­co ci azzec­ca­no? Cosa ci ispi­ra tut­to questo? Vedremo!!! Intan­to i bim­bi più ammalati noi non li abbi­amo mai respin­ti, al mas­si­mo prete­so che fos­sero tute­lati con un edu­ca­tore spe­ciale. Teni­amo­ci questo nel cuore e andi­amo avan­ti adu­can­do a pren­der­si cura dei deboli come Gesù ha fat­to e inseg­na­to. Poi lo Spir­i­to dirà

    Don Ful­ly

  • Pentecoste

    Pentecoste

    La Pen­te­coste è sem­pre sta­ta una fes­ta per molti un poco mis­te­riosa. Ques­ta terza per­sona del­la Trinità fa fat­i­ca a scal­dare la nos­tra devozione. Prefe­ri­amo but­tar­la più sul­la nar­razione , e non cre­do sbagliamo di molto, rac­con­tan­do l’evento del giorno di Pen­te­coste quan­do poveri uomi­ni di Galilea ven­nero com­pre­si da una molti­tu­dine di per­sone prove­ni­en­ti da ogni dove. L’iconografia a volte non aiu­ta. Quelle fiammelle sul­la tes­ta degli apos­toli qua­si fos­sero for­nel­li di Mon­t­ele­co las­ciati acce­si, sviano dall’essenza del­lo Spir­i­to che si man­i­fes­ta più nel nos­tro essere che attorno a esso. E’ un fuo­co tut­to inte­ri­ore quel­lo che sentono gli Apos­toli. Il calore di chi rac­con­ta agli altri quel che è suc­ces­so nel­la sua vita e di come la sua vita è sta­ta trasfor­ma­ta dall’incontro con Gesù che ci ha dona­to il suo Spir­i­to. “Sai erava­mo dod­i­ci anzi undi­ci mal­pre­si, delusi, abbat­tuti, che ave­va­mo las­ci­a­to solo il nos­tro migliore ami­co a morire di morte ver­gog­nosa e poi invece guar­da adesso quan­ti siamo e come la gente crede in Gesù! Guar­da la nos­tra come è cam­bi­a­ta, pri­ma ognuno per con­to pro­prio e ora tut­ti insieme pur nelle nos­tre testo­line così dif­fer­en­ti, pron­ti a dare la vita uno per l’altro, ma non solo per tut­ti quan­ti, per­ché abbi­amo capi­to l’Amore di Dio per noi…”

    La Pen­te­coste è nar­rare le gran­di opere di Dio nel­la nos­tra vita. Pen­sate all’avventura di Mon­t­ele­co! Una ban­da di ragazz­i­ni sopravvis­su­ti alla guer­ra, aggi­ran­te­si tra le mac­erie morali e fisiche del­la sec­on­da guer­ra mon­di­ale e ora ……. Quante sto­rie a Mon­t­ele­co, quante vite, quan­ti incontri…….

    La Pen­te­coste se vogliamo è la defin­i­ti­va instal­lazione del­la Trinità nel­la sto­ria del mon­do. Qua ritor­ni­amo all’inizio alla fat­i­ca di pen­sare allo Spir­i­to, anche l’immagine del­la Colom­ba non aiu­ta sem­pre in ques­ta cit­tà infes­ta­ta di pic­cioni ver­so i quali non nutri­amo quel grande affet­to. Lo spir­i­to è Dio che esce da se stes­so e che coin­volge il cuore, le energie, le forze tutte dell’uomo. La Trinità è il fon­da­men­to del­la mis­sione. Noi siamo in perenne mis­sione per­ché Dio è in perenne mis­sione. Dio non sta lassù nei cieli a guardare ma entra nel­la fati­cosa stra­da di trasfig­u­razione dell’uomo in uomo nuo­vo, in Cristo Sig­nore. Uscire da noi stes­si per andare al fratel­lo alla sorel­la è pro­prio vivere questo proces­so, questo pro­cedere di Dio nel­la Storia.

    Quan­ta fat­i­ca ma quan­ta bellez­za. L’innamorato sa bene la fat­i­ca a uscire dal­la log­i­ca del pos­ses­so per entrare nel­la log­i­ca del Dono di sé. E lo Spir­i­to si chia­ma pro­prio così: Dono di sé! Lo Spir­i­to è l’Amore!

    Il dono di sé del­lo sposo e sposa, il dono di sé di un edu­ca­tore ai suoi ragazzi, il dono di sé che cias­cuno fa nel lavoro trasfor­man­do il mon­do a immag­ine del mon­do cre­ato da Dio, il dono di sé dell’ammalato nel con­seg­nar­si a chi se ne prende cura, il dono di sé nel trasfor­mare e con­di­videre la ter­ra, il dono di sé nel con­seg­nar­ci all’Amore di Dio ogni giorno fino all’ultimo.

    La Pen­te­coste sus­ci­ti in noi ques­ta forza che poi è il per­cor­so alla gioia piena come ci spie­ga Gesù. Quan­ti sen­tieri abbi­amo da intrapren­dere. Il sin­o­do che ci vede pro­tag­o­nisti e che ora con­tin­ua per diventare stile di vita. Una chiesa sin­odale e non fat­ta a immag­ine del medio­e­vo col principe, vas­sal­li, val­vassi­ni e via via sog­na­ta così a Mon­t­ele­co dove c’era e c’è un anfiteatro non per caso. La Pas­torale gio­vanile nel­la quale dovre­mo con­tin­uare a portare la nos­tra vic­i­nan­za con tut­ti i ragazzi e non solo con quel­li bravi, bel­li e pro­fu­mati. La nos­tra coop­er­a­ti­va pronta a affrontare nuove sfide e nuovi mon­di del post pan­demia e di tem­pi di guer­ra. La For­mazione per for­mare uomi­ni e donne non suc­cu­bi del Mon­do ma pron­ti nel mon­do a portare pen­sieri dif­fer­en­ti e sti­molan­ti ver­so una somiglian­za sem­pre più stret­ta col Reg­no annun­ci­a­to da Gesù.

    Molti i sen­tieri!! Spir­i­to aiutaci, spir­i­to guidaci. Entra nelle men­ti, nei cuori, nelle brac­cia entra nel vivo esisten­ziale di cias­cun essere umano che ques­ta cieca soci­età ha resa per­ife­ria a noi stessi.

    Buona Pen­te­coste!!!!!

    Don Ful­ly

  • Il sigillo dello Spirito Santo

    Il sigillo dello Spirito Santo

    Cari ami­ci siamo nel peri­o­do post-pasquale e mi è toc­ca­ta una espe­rien­za che avrebbe dovu­to appartenere a don Ga e invece è toc­ca­to a me. A causa di una onda­ta di “pos­i­tiv­ità” ai ver­ti­ci del­la dio­ce­si, che lavo­ran­do insieme, insieme si ammalano, (cosa che i poten­ti del mon­do cerchereb­bero di evitare ma per noi seg­no che le per­sone lavo­ra­no insieme) mi è sta­to chiesto in qual­ità di ret­tore e di coor­di­na­tore del­la pas­torale gio­vanile di ammin­is­trare le cres­ime e così sono anda­to al Chi­ap­peto e a San Cipri­ano (luoghi ben cari a Mon­t­ele­co gius­to? A San Cipri­ano ci sono le tur­chine quelle del Cro­ci­fis­so di Mon­t­ele­co) a donare ai ragazzi IL SIGILLO DELLO SPIRITO SANTO, che altro non vuol dire il seg­no dell’Amore; un olio pro­fu­ma­to con un seg­no di croce sul­la fronte. Davvero se fos­se toc­ca­to a Don Ga che entu­si­as­mo per la dio­ce­si!! Come avrebbe entu­si­as­ma­to tutti.

    Olio: forza Pro­fu­mo: bellez­za Croce: donar­si, amare Fronte: sede del­la deci­sione ovvero del­la lib­ertà dell’uomo.

    In questo peri­o­do di Pasqua cel­e­bran­do la vita nuo­va è pro­prio di questo che abbi­amo bisog­no. Abbi­amo bisog­no di sig­illi, di seg­ni chiari. Seg­ni di forza per­ché ci sen­ti­amo davvero inde­boli­ti e fiac­cati nel­la volon­tà. Due anni di pan­demia e ora ques­ta assur­da guer­ra che nes­suno vuole ma che tut­ti armano. Invece di trovare soluzioni aggravi­amo divi­sioni. Siamo molto stanchi di tut­to questo Sig­nore donaci Forza

    Seg­ni di Bellez­za, di pro­fu­mo, di dol­cez­za, di sapore, di cul­tura, di arte abbi­amo bisog­no di riap­propi­ar­ci di momen­ti bel­li, sereni, di cose che fan­no bene all’umanità. Sig­nore donaci ques­ta bellez­za e fac­cela sco­prire nelle cose semplici

    Seg­ni di Amore, tes­ti­mo­ni­anze di chi sa gettare il cuore oltre l’ostacolo e resiste nell’amore, sputan­do forte con­tro­ven­to, ma così facen­do ci trasmette la Forza di Amare, l’unica vera nos­tra neces­sità. Sig­nore donaci di sen­tir­ci amati di sper­i­menta­re questo amore che bus­sa alla por­ta bas­ta forse solo aprire

    Seg­ni di ragione per­ché sia la mente forte e il cuore ten­ero in questi momen­ti dif­fi­cili del­la vita. Donaci Sig­nore di stare a fronte alta a tes­ta alta quan­do occorre e di abbas­sar­la umil­mente quan­do non capi­amo o sbagliamo, donaci forza nel­la mente per non cedere alla super­fi­cial­ità, per vol­er com­pren­dere e trovare ragionevoli soluzioni per­ché l’amore è l’unica soluzione del­la ragione.

    Buon cam­mi­no di Pen­te­coste a tut­ti. A mag­gio il 28 grande tap­pa del Sin­o­do e poi il 4 giug­no grande e bel momen­to in dio­ce­si per i gio­vani alla Guardia. Cam­mini­amo cari ami­ci nel­la gioia del­la Pasqua per rice­vere la forza del­lo Spir­i­to. RICEVETE IL SIGILLO DELLO SPIRITO CHE VI E’ DATO IN DONO !!!

    Don Ful­ly

  • Sputa controvento e sputa forte

    Sputa controvento e sputa forte

    Caris­si­mi non mi sot­trag­go, anzi le apprez­zo sin­ce­ra­mente, alle provo­cazioni del­la chat dei ragazzi di Don Ga dove alcu­ni giorni fa si è scate­na­ta una appas­sion­a­ta dis­cus­sione sul­la guer­ra in Ucraina, un po al di fuori del polit­i­cal­ly correct.

    E’ vero, san­to cielo!! Siamo rimasti sen­za parole per­ché fran­ca­mente cre­de­va­mo di non dover più assis­tere a una cosa del genere.

    Già dicen­do questo ci con­dan­ni­amo. Ciò che accade in Ucraina (dal 2014 tra l’altro ma poi….silenzio!) accade da anni in Siria, nel­lo Yemen in Etipia,e qua e là in tante altre par­ti del mon­do. Ma tant’è…….. finchè non siamo toc­cati ( e cre­de­te­mi aves­si­mo for­ni­ture di Gas solo dal­la Tunisia o gra­no da altre par­ti, poco ci importerebbe anche adesso..) in pri­ma per­sona. Ma questo è solo un inutile sen­so di col­pa. Si supera solo con la con­ver­sione: occhi più aper­ti sul mon­do!! Orec­chie ben tese.

    Ma andi­amo avan­ti. E’ vero che noi siamo cresciu­ti nel­la pace. La mia gen­er­azione almeno. Abbi­amo rimosso gli orrori delle guerre, abbi­amo cre­du­to che non potessero più accadere, che l’orrore con cui si è chiusa la sec­on­da guer­ra mon­di­ale fos­se suf­fi­ciente a ren­der­ci immu­ni. E abbi­amo sbaglia­to di grosso. Col mon­do vir­tuale di oggi, con la soci­età delle immag­i­ni ci è par­so che la guer­ra fos­se un gio­co, un video gio­co; anzi abbi­amo las­ci­a­to crescere intere gen­er­azioni gio­can­do alla guer­ra nei video-games e han­no introi­ta­to il fat­to che la guer­ra è vir­tuale e invece è dan­nata­mente vera. Ci siamo illusi che fab­bri­can­do armi queste fos­sero usate su un altro piane­ta. Eppure sap­pi­amo bene da sem­pre che la nos­tra ter­ra, l’Italia e in specie la Lig­uria, alla quale la cos­ti­tuzione vieta la guer­ra, è uno dei mag­giori pro­dut­tori d’armi. Pro­prio, assur­da­mente per questo fat­to: che intan­to noi non pos­si­amo, nè siamo autor­iz­za­ti, usar­le aven­do per­so l’ultimo con­flit­to. Avrem­mo dovu­to cam­biare stile eco­nom­i­co. “Ma le avreb­bero prodot­ti altri”. Bene. Iniziamo da noi. Cosa com­p­lessa direte voi, e poi ci sono cose che occorre dis­cernere; i cin­go­lati ser­vono ai trat­tori, i radar sono utilis­si­mi; la mari­na mil­itare preser­va le coste e serve per la ricer­ca. Ma infat­ti qua non si vuole met­tere in dis­cus­sione l’esercito o meglio il servizio al bene comune che deve esser­ci in ogni paese. Potrem­mo chia­mar­la pro­tezione civile. Gen­eral­mente non ha bisog­no di bombe a grap­po­lo, né di mis­sili. Sug­li arma­men­ti mil­i­tari davvero potrem­mo spender­ci molto di più a con­trastar­li. E’ insen­sato aumentare le spese mil­i­tari e anche se lo dice la Nato, la Nato non mi pare un dog­ma di fede. “Siamo insieme agli altri non pos­si­amo tirar­ci fuori” . beh allo­ra ha ragione anche il pread­o­les­cente che mas­sacra un coeta­neo a ter­ra per­ché così fan tut­ti e fac­cio parte del bran­co, mica pos­so tirarmene fuori. E allo­ra? Immo­bil­is­mo, quin­di stra­da spi­ana­ta ai dit­ta­tori. E pure questo col Van­ge­lo non c’entra molto.

    Non solo: e allo­ra il dirit­to alla dife­sa? A un popo­lo inva­so non bas­tano carezze, pac­che sulle spalle. Ai nos­tri par­ti­giani non ser­vivano spille da balia per pun­zec­chiare i tedeschi ma mitragli­atri­ci e bombe. Si pos­sono las­cia­re gli ucrai­ni sen­za dife­sa? E’ un dilem­ma che abbi­amo nel cuore. Se non esiste la guer­ra gius­ta, e la chiesa su questo si è ampia­mente pro­nun­ci­a­ta dal Con­cilio Vat­i­cano in poi in modo sem­pre più deciso, esiste il dirit­to di legit­ti­ma dife­sa. Ma un mis­sile è per la dife­sa? E poi non era la dife­sa non vio­len­ta quel­la più aus­pi­ca­bile? Ma se l’assassino ha la pis­to­la pun­ta­ta alla tem­pia di mio figlio, come accade nel più clas­si­co poliziesco o west­ern, pos­so sparar­gli pri­ma io e nat­u­ral­mente far­lo fuori per­ché non ho altra pos­si­bil­ità? Tut­to questo ci dila­nia l’anima. Per­ché in realtà noi tut­ti spareremmo.

    Una vol­ta acclam­a­to che siamo nel­la lin­ea del Van­ge­lo accoglien­do profughi, soste­nen­do le cro­ci rosse, Car­i­tas e quant’altro lag­giù vici­no all’Ucraina, non pos­si­amo elud­ere il prob­le­ma dicen­do “noi cris­tiani ci occu­pi­amo degli ospedali da cam­po e dei fer­i­ti, del­la guer­ra si occu­pino altri”. Per­ché quegli “altri” son bat­tez­za­ti che stan­no ammaz­zan­do altri bat­tez­za­ti tra l’altro, e non pos­so lavar­mi la coscien­za solo ospi­tan­do (tra l’altro non si capisce per­ché questi profughi siano veri e altri era­no indesiderati….ma questo sarebbe trop­po, las­ci­amo stare) o aiu­tan­do mag­a­ri stan­do in poltrona. Anche questo ci dila­nia l’anima.

    Pos­si­amo anche poi iniziare a pen­sare alle cause di tut­to questo e alle con­seguen­ze. Sot­to ci stan­no enor­mi inter­es­si. La guer­ra è tut­to un inter­esse eco­nom­i­co. Sig­ni­fica­ti­vo l’arrivo di molti mer­ce­nari, che guar­da caso son quel­li che fan­no poi mas­sac­ri. Per­ché i popoli sono molto più mis­chiati di quan­to non immag­ini­amo. E la guer­ra non la vogliono questo è sicuro. Ma noi siamo sta­ti inter­es­sati in questi anni a costru­ire un ordine eco­nom­i­co più gius­to o abbi­amo prete­so solo che l’inflazione non ci fos­se, che le nos­tre mense fos­sero riem­pi­bili a prezzi bassi, aumen­tan­do il nos­tro stile di vita in maniera persi­no eccen­tri­ca a volte? Schiere di oli­garchi occi­den­tali e ori­en­tali, ara­bi e cine­si, sono pro­posti come mod­el­li di vita, inse­gui­ti, ado­rati per un self­ie o una fir­ma, e invece non fan­no altro che preparare le prossime guerre. “Con noi questo non c’entra non siamo oli­garchi”. Forse ma non ho mai sen­ti­to un genoano sper­are che la squadra andasse in terza cat­e­go­ria per far gio­care i nos­tri ragazzi e lì si, div­i­den­dosi i sol­di guadag­nati al bot­tegh­i­no vin­cere di cat­e­go­ria in cat­e­go­ria; piut­tosto sbavava­mo di deside­rio che un oli­gar­ca rus­so o arabo com­prasse il Genoa. Questo per dire una sce­ma­ta, ma alla fine indica­ti­va. E allo­ra noi che ci cre­di­amo assolti siamo tut­ti coin­volti. A dar segui­to alla fol­lia del­la guer­ra del riar­mo c’è un ris­chio enorme di effet­to domi­no dal­la Mol­davia, Tran­si­tria, Fin­lan­dia, Bielorus­sia, Esto­nia, Let­to­nia e via dicen­do. Se esci dai con­fi­ni ital­iani la gente non vive in pace. Sono sta­to un paio d’anni fa a Sara­je­vo e la situ­azione non è per nul­la tran­quil­la, stan buoni per non perdere gli aiu­ti ma tut­ti pron­ti a scattare illusi da sog­ni impe­ri­al­is­ti­ci quali la grande Ser­bia o la grande Alba­nia. Il nazion­al­is­mo sof­fia sulle situ­azioni ingiuste o incan­cren­ite o che non si vogliono risol­vere. Il fat­to è che la diver­sità di stile di vita tra noi e il resto del mon­do rimane enorme. Ma causa ingius­tizie. La dis­tan­za tra cen­tri e per­iferie aumen­ta. Tra metropoli e campagne/montagne/isole ci sono abis­si cul­tur­ali e eco­nomi­ci e di lavoro. Dietro ogni crisi ci sono moti­vazioni e cause pre­cise, ricon­ducibili all’economia. “Sei un social­ista”, diran­no in molti. “Ciò che con­ta è la con­ver­sione del cuore, non del sis­tema”. Gius­to, vero e per questo serve la preghiera. Ma il cuore deve con­ver­tir­si a cer­care con la ragione meto­di di scam­bio e di relazione giusti; cioè una econo­mia gius­ta. Per­ché l’economia non è un Dio che va da solo, ma qual­cosa che è gov­er­na­to dall’uomo e dalle sue scelte. E l’economia di salvez­za, di gius­tizia non è solo la bilan­cia o il 50% per­ché a volte facen­do così si è ingiusti. Il dis­cor­so è lun­go ma occor­rerà far­lo. Scusate ma non vi è venu­to in mente sen­ten­do che il gas rus­so è mac­chi­a­to di Sangue e fomen­ta sangue, di chi­ud­ere il rubi­net­to del gas? Ovvero dis­dire subito le for­ni­ture? Per­ché no? Final­mente instal­lare i pan­nel­li solari, cam­biare le fonti ener­getiche con buona pace delle belle arti. Chi ci guadagna con queste for­ni­ture? Pren­di­amole dagli altri pae­si almeno. Chi ci ha lega­to mani e pie­di al gas rus­so? Noi poveri comu­ni mor­tali non abbi­amo infor­mazioni tali da pot­er capire bene, per­ché non ce le dan­no, ma è cer­to che qual­cuno sa bene il per­ché si è scate­na­ta sta guer­ra. Non cre­do ai malan­ni di un uomo solo. Cre­do ai tan­ti che ora si ingras­sano bel­li con­tenti ( e con­tan­ti) e soddisfatti.

    Insom­ma Ful­ly, non ciurlare nel man­i­co. Che fare?

    1. Pre­gare. Si pre­gare per­ché sen­za il suo Aiu­to, la sua Grazia siamo inca­paci di scegliere le cose giuste, le vedi­amo mag­a­ri ma non ne abbi­amo la forza. Pre­gare non per fug­gire, non per girar­si dall’altra parte, non per del­e­gare a Dio ciò che Lui ha manda­to noi a fare, non per placare la nos­tra coscien­za ma per ascoltare Lui, l’unico che ci ren­da capaci di ascoltare gli altri
    2. Accogliere, ospitare, aiutare accom­pa­gnare. Ridare uman­ità alla vita, al mon­do, resti­tuire un sor­riso e una sol­i­da­ri­età a queste per­sone che fug­gono dalle bombe e dai massacri.
    3. Per quan­to può apparire dis­umano non odi­are, non fis­sar­ci sul “nemi­co”. Il nemi­co è il demo­nio ed è den­tro di noi quan­do ci instil­la l’odio. Non dif­fondere parole d’odio, né man­i­festare con­tro qual­cuno. Ma sem­pre spie­gare quan­to il dial­o­go sia l’unica sor­gente del­la pace.
    4. Stu­di­are, infor­mar­si, conoscere, svilup­pare l’idea di un mon­do gius­to in modo eco­nom­i­co, fare piani di inves­ti­men­to che per­me­t­tano di dis­in­ve­stire sulle armi. Abbi­amo eccel­len­ze in Italia dedite solo alle armi. E per armi non mi riferisco alle doppi­ette dei cac­cia­tori. Fac­ciamo con­trat­ti sulle eccel­len­ze che ci com­petono a favore degli esseri umani nel­la vera uni­ca lot­ta che abbi­amo da fare insieme quel­la con­tro i cam­bi climatici.
    5. Non aval­lare l’idea che allargan­do la guer­ra si tro­va la gius­tizia, che più armi entra­no e più pace si vede. Si vedrà più morte.

    Autode­ter­mi­nazione dei popoli e indipen­den­za per chi vuole essere indipen­dente con sta­ti che attuino scam­bi liberi delle materie prime che apparten­gono ai popoli; nes­suna col­o­niz­zazione ide­o­log­i­ca e culturale.

    1. Denu­cleariz­zazione del mon­do, dis­truzione armi chimiche, dis­truzione armi a dis­truzione di mas­sa, di car­ri armati, trasfor­mazione delle navi, ritiro di ogni trup­pa mil­itare straniera da qual­si­asi luo­go, attra­ver­so le quali molte nazioni occu­pano interi pae­si altrui. For­mazione di una forza mul­ti­lat­erale di pace che man­ten­ga l’ordine. Non solo euro­pea ma anche mon­di­ale. Abo­lizione del dirit­to di veto non solo per la Rus­sia e la Cina ma per Europa e Amer­i­ca. (pen­sate 60 anni di votazioni con 99,8% a favore di togliere l’embargo a Cuba annul­late per­ché solo uno si oppone­va. E’ uno scandalo.)

    Utopie? Lo so. Ma ora­mai son decen­ni che ci han­no det­to di smet­ter­la con le utopie che tan­to non si real­iz­zano. E a forza di non cred­er­ci ecco­ci qua!! La pace va cer­ca­ta, va costru­i­ta. Da ragaz­zo anche a Mon­t­ele­co can­ta­vo “E ti pren­dono in giro se con­tinui a cer­car­la Ma non dar­ti per vin­to, per­ché Chi ci ha già rin­un­ci­a­to e ti ride alle spalle forse è anco­ra più paz­zo di te”

    Ne sono pro­prio con­vin­to, chi ha rin­un­ci­a­to alla pace è un paz­zo. Cer­to l’avremo in pienez­za nel Reg­no dei cieli, ma solo se la cercher­e­mo e costru­ire­mo osti­nata­mente qua sul­la ter­ra; sputi­amo con­tro ven­to ma sputi­amo forte amici.

    Don Ful­ly

  • Signore dacci forza di risorgere

    Signore dacci forza di risorgere

    La quares­i­ma di Mon­t­ele­co è inizia­ta con la peste suina, una bel­la pen­iten­za che ci toc­ca e ci caricher­e­mo sulle spalle per por­tar­la fino alla res­ur­rezione. Ma subito dopo è inizia­ta una croce ben più grande per tut­ti. La sci­agu­ra­ta guer­ra di Ucraina che ci è piovu­ta come al soli­to all’improvviso dal cielo quan­do col sen­no di poi così improvvisa non era. Una croce pesante che sus­ci­ta in noi tante domande per­ché è ovvio che risol­vere tut­to in un “siamo nelle mani di un paz­zo” è un po sem­plicis­ti­co e occor­rerebbe sapere come mai siamo fini­ti even­tual­mente nelle mani di questo paz­zo, tra par­ente­si ono­ra­to da moltissi­mi fino a dieci giorni fa.

    Ques­ta guer­ra risveg­lia in noi le domande sul­la pace e sul­la costruzione e ven­di­ta di armi, sul­la gius­tizia e su un nuo­vo ordine mon­di­ale mai più ricostru­ito, sulle ques­tioni dell’energia mai risolte e sem­pre più ine­ludi­bili, sulle ques­tioni del nos­tro stile di vita non più adat­to a sop­portare sac­ri­fi­ci, sul rap­por­to con tan­ti pae­si che conos­ci­amo solo mar­ginal­mente gra­zie all’immigrazione, sulle nos­tre conoscen­ze storiche e geogra­fiche improvvisa­mente così bal­bet­tan­ti, sul nos­tro mene­freghis­mo e inca­pac­ità a vedere le cose ad ampio rag­gio acce­cati soprat­tut­to dall’urgenza degli affari. Tante cro­ci che intasano il nos­tro cuore e rischi­ano di schi­antar­ci al suo­lo uni­ta­mente alle cro­ci mate­ri­ali di per­sone che scap­pano dalle bombe, dal­la fame, dal­la per­se­cuzione, dal­la guer­ra frat­ri­ci­da di due popoli che baciano le stesse icone e sono “costret­ti” a sparar­si addosso.

    Iniziamo ques­ta via cru­cis appe­san­ti­ti e sfi­ac­cati dal­la croce del covid, le forze sem­bra­no man­care eppure anco­ra una vol­ta il Sig­nore ci chiede di abbrac­cia­re ques­ta croce e salire fino alla res­ur­rezione. Ci chiede di trovare strade di luce, di vita nuo­va, di per­dono. Anco­ra una vol­ta e anco­ra e ancora.

    Il demo­nio , che non è Putin per inciso e a scan­so di frain­tendi­men­ti, esiste ed è divi­sione e si insin­ua in noi per divider­ci den­tro. Dividere la pace dal­la gius­tizia, la fra­ter­nità dall’identità, il pro­gres­so dall’equità, l’energia dal­la sosteni­bil­ità. Cer­ca di con­vin­cer­ci che l’amore non esiste, che dare la vita è inutile, che solo nel­la guer­ra potrem­mo avere tut­ti i reg­ni del­la terra.

    Noi dob­bi­amo scegliere la pace, in maniera osti­na­ta; e con lei la gius­tizia, la fra­ter­nità, l’accoglienza, la con­so­lazione, il sup­por­to umano, l’intelligenza che cer­ca strade nuove di pace. La res­ur­rezione questo è. Il Sig­nore ci chiede di digiunare dall’odio per preparar­ci a una stra­da nuo­va. Anco­ra una vol­ta. Cre­de­va­mo che la lezione fos­se servi­ta e invece ecco­ci anco­ra qua. Ma dici­amo­lo sommes­sa­mente, solo noi cre­de­va­mo che l’ordine mon­di­ale post sec­on­da guer­ra mon­di­ale fos­se idil­li­a­co. Il resto del mon­do è sem­pre sta­to in guer­ra. Noi ci cul­liamo nel nos­tro benessere, del quale tra l’altro ci lagni­amo con­tin­u­a­mente. Men­tre il resto del mon­do sof­fre da sem­pre. Dob­bi­amo smet­tere di occu­par­ci solo di noi stes­si. Finchè al mon­do ci sarà anche solo una guer­ra anche in un altro con­ti­nente tut­ti siamo in guer­ra. E tut­ti invece vor­rem­mo la pace.

    Sig­nore dac­ci forza di risorg­ere. Portaci alla res­ur­rezione. Dona la tua pace e il tuo amore. Ren­di­ci costrut­tori di pace e gius­tizia. Non las­cia­r­ci nel ven­erdì san­to. Guardan­do queste madri che scap­pano coi loro bim­bi fa che covi­amo con loro, ospi­tan­dole, un mon­do di pace e non di vendet­ta. Ora siamo nel­la croce, donaci di vedere al ter­mine di ques­ta quares­i­ma mon­di­ale la tua luce, fa che oltre le nubi adden­sate vedi­amo che anco­ra il sole c’è, che è pos­si­bile qual­cosa di nuo­vo. L’aurora di una nuo­va età. Un sen­tiero mai per­cor­so, un pen­siero che osa sognare ciò che nes­suno mai ha pen­sato. Siamo in atte­sa. Sen­tinel­la dim­mi quan­to dur­erà la notte?

    Don Ful­ly

  • Un progetto per pre adolescenti e adolescenti

    Un progetto per pre adolescenti e adolescenti

    La regione Lig­uria sta preparan­do una con­ven­zione con le dio­ce­si lig­uri per sostenere lo sfor­zo educa­ti­vo, post-pan­demia riv­olto a ado­les­cen­ti e preadolescenti.

    E’ una buona notizia e rima­ni­amo in atte­sa di conoscere bene le indi­cazioni del­la con­ven­zione e svilup­parne i contenuti,

    Ma riflet­ti­amo un atti­mo solo sui ter­mi­ni del progetto.

    Pre-Ado­les­cen­ti. Chi sono? Il pre-ado­les­cente è il ragazzo/a che va tra i 12 e i 14 anni. E’ quel­la età che non più bambino/a non anco­ra gio­vane né pien­amente ado­les­cente è l’età più abban­do­na­ta e meno cura­ta dall’intero sis­tema educa­ti­vo ital­iano. L’adolescente è infat­ti più attraente; già mez­zo uomo/donna ragiona, è qua­si svilup­pa­to nel fisi­co, indipen­dente abbas­tan­za nelle cose di autono­mia spic­ci­o­la. Il pre ado­les­cente invece ha carat­ter­is­ti­ca anco­ra tipiche del bam­bi­no, spes­so non sa assumer­si una respon­s­abil­ità, non la regge nel tem­po; ha uno sfasa­men­to forte tra fisi­co, volon­tà e emozioni. I gen­i­tori non san­no come pren­der­lo. Pic­co­lo ma già alto un metro e ottan­ta o al con­trario dall’aspetto di un bam­bi­no pic­co­lo ma già qua­si quindi­cenne. Tut­ti lo guardano sospet­tosi. E’ in piena trasfor­mazione. Si è ten­tati di ten­er­lo per mano ma lui non vuole più. E tut­tavia ha bisog­no anco­ra di tut­to. Neanche la legge lo con­sid­era al di sot­to dei 14 anni. Eppure bas­ta osser­var­li spes­so han­no l’aspetto di un adul­to. Estranei spes­so a loro stessi.

    Ma il pread­o­les­cente, che in genere fre­quen­ta le scuole medie appare al ter­mine del­la pri­ma media, si con­cen­tra in sec­on­da e terza media sfio­ran­do i pri­mi mesi delle supe­ri­ori, per poi diventare un ado­les­cente vero e pro­prio: è pro­prio il pane quo­tid­i­ano del Movi­men­to Ragazzi. E’ l’età vera e pro­pria in cui si for­ma il carat­tere , in cui si pon­gono basi per una ado­lescen­za che non sia una vera e pro­pria guer­ra mon­di­ale. E’ l’età in cui i ragazzi ne com­bi­nano di ogni col­ore, si met­tono alla pro­va, sfi­dano i gran­di, han­no bisog­no di essere appog­giati da qual­cuno che non si spaven­ti di loro ma sap­pia guardare in loro la grandez­za di Dio che si man­i­fes­ta nel­la novità di un uomo/donna nuo­vo! I dodi­cen­ni sono affasci­nan­ti, liberi, sin­ceri, capaci di qual­si­asi grandez­za e qual­si­asi scioc­chez­za. Bisog­nosi del grup­po, del bran­co ma bisog­nosi di una pro­pria per­son­ale iden­tità. In essi esplode l’affettività anco­ra immatu­ra total­mente ma che cer­ca dis­per­ata­mente di amare ed essere ama­ta. Spaven­tano, non bam­bi­ni, non gran­di…… a volte inca­paci anco­ra di veri ragion­a­men­ti…… gli adul­ti così se ne dis­tac­cano e li las­ciano andare “ora­mai è grande”!

    Grande un corno! E allo­ra loro cer­cano pun­ti di rifer­i­men­to, su inter­net, nei tele­foni­ni, ovunque. Stan­no las­cian­do il como­do cor­ri­mano dei gen­i­tori ma anco­ra non han­no affer­ra­to il cor­ri­mano del­la vita. Noi adul­ti che cer­chi­amo con­ferme e sicurezze con loro per­diamo la bus­so­la, non ci ori­en­ti­amo, ci richi­u­di­amo in noi stes­si o all’opposto inva­di­amo il loro cam­po e ci sos­ti­tu­iamo a loro.

    Grande sfi­da quel­la dei pread­o­les­cen­ti. Occor­rono luoghi dove essi pos­sono ritrovar­si, avere pun­ti di rifer­i­men­to oltre ai loro genitori.

    E qui ecco il prog­et­to. “Semi di ven­to” . Sem­i­nare pun­ti luce dove i ragazzi trovano chi li accoglie. Diventare semi di sper­an­za, di accoglien­za. Chi­ami­amoli doposcuo­la, chi­ami­amoli scuole del­la pace, chi­ami­amoli ora­tori, chi­ami­amoli locan­de. Ma impeg­ni­amo­ci come comu­nità cris­tiana a viver­li, aprir­li, gestir­li, coor­di­narli, offrir­li. Il Movi­men­to c’è!!!

    Ado­les­cen­ti : L’adolescente con le sue tris­tezze, i suoi entu­si­as­mi le sue alta­l­ene emo­tive è decisa­mente più affasci­nante. Il mon­do con­sum­ista lo corteggia, lo insegue. Gli adul­ti ne sono spaven­tatis­si­mi. Li vor­reb­bero chiusi in casa ma che escano, dedi­ti allo stu­dio oltre ogni lim­ite ma alle­gri, tut­ti a pos­to sen­ti­men­tal­mente ma con chi va bene a mam­ma e papà, molto seri ma non noiosi, attac­cati a mam­ma e papà ma agli occhi degli altri che appa­iano indipen­den­ti. Insom­ma proi­et­ti­amo su di loro tut­ta la nos­tra con­fusa ado­lescen­za non risol­ta. Loro avreb­bero bisog­no del­la seren­ità dei loro gen­i­tori più che di dis­cor­si o prediche , che pure ricer­cano e ascoltano oltre ogni appar­ente rifi­u­to. Anche qua la ten­tazione di noi adul­ti è di mol­lare la pre­sa, sparire, abban­donare, las­cia­re il cam­po ad altri edu­ca­tori. Del resto nell’età del­la ado­lescen­za la pre­sa sei costret­to a mol­lar­la…… ma non a mol­lare il mes­sag­gio educa­ti­vo, la tes­ti­mo­ni­an­za, la relazione. Spes­so gli ado­les­cen­ti si sentono soli nel loro per­cor­so, non sentono da parte degli adul­ti la nec­es­saria lib­ertà nel trat­tar­li. Invece con loro occorre appren­dere la fat­i­ca del­la relazione. Stan­no crescen­do, si stan­no for­man­do, abbi­amo a che fare con qual­cosa di nuo­vo. Al ter­mine dell’adolescenza avre­mo da con­tem­plare e bas­ta. Ci par­rà impos­si­bile e invece…

    Altro tema grande è quan­do finis­ca l’adolescenza. Nel mon­do di oggi pare non finire mai. Di adul­ti ado­les­cen­ti ne è pieno il mon­do. Eppure un proces­so educa­ti­vo dovrebbe avere il cor­ag­gio di dare un ter­mine. Arrivare a dis­cernere le pro­prie respon­s­abil­ità. Rispon­dere in pri­ma per­sona. Ecco un adul­to. E’ nec­es­sario avere 30 anni? 35? Ci vuole cer­ta­mente un lavoro, una autono­mia. Ci può essere una fase di gioven­tù che fa entrare nell’adulto, sep­pur ancor gio­vane. Ma trascinare l’adolescenza a età impens­abili non è forse la stra­da migliore. A un cer­to pun­to si trat­ta di impara­re a scegliere. Ma rima­ni­amo all’età per noi impor­tante 14/18 anni …19? ma non di più. Anche di ques­ta età la comu­nità cris­tiana ha il dovere di occu­par­si, di fornire pun­ti e pon­ti di accom­pa­g­na­men­to; edu­ca­tori, spazi. Anche qua spazio alla fan­ta­sia ma occorre agire per pen­sare a questo. Il Papa Francesco ci ha pun­go­la­to nel­la Cristus Viv­it ma …

    Post-pan­demia: è il peri­o­do che ci toc­ca ammes­so che esista una post pan­demia e non entri­amo in una nuo­va era pan­dem­i­ca sof­fusa e dif­fusa con cui fare i con­ti in una ter­ra mala­ta. E’ chiaro che ado­les­cen­ti e pre ado­les­cen­ti che vivono asse­tati di relazioni e crescono solo sper­i­men­tan­do relazioni tra coetanei e tra loro e gli adul­ti han­no pati­to l’inverosimile le chiusure, la pau­re, le ribel­lioni, le illu­sioni, gli stop and go di questi ulti­mi due anni. Psi­colo­gi, psichi­a­tri soci­olo­gi ce lo rac­con­tano ogni giorno ma noi inseg­nan­ti e gen­i­tori non abbi­amo bisog­no del­la rete per capire ciò che è sot­to i nos­tri occhi. Le fragilità aumen­tano i prob­le­mi si molti­pli­cano. La chiesa si schiera accan­to a loro con l’insolita inizia­ti­va del Papa di chia­mare a se pread­o­les­cen­ti e ado­les­cen­ti il giorno di Pas­quet­ta. Ma come e i rischi? Osser­van­do ogni pre­cauzione ma dob­bi­amo occu­par­ci di loro. Chiuse le chiese, chiusi gli sport, chiuse le scuole da far­si in DAD, sti ragazzi han­no una sola opzione: andare dove si spende. Li si, li puoi. In sicurez­za naturalmente.

    E allo­ra aprire “spazi di incon­tro” gra­tu­iti non solo eco­nomi­ca­mente ma nelle relazioni è il nos­tro com­pi­to di chiesa oggi. E il 18 aprile sarà solo un seg­no. Poi dovre­mo cam­minare. Aiu­tati un min­i­mo anche dal­la soci­età civile ma soprat­tut­to con le nos­tre gambe con il nos­tro entu­si­as­mo, la nos­tra voglia di crescere insieme. Aprire luoghi, fisi­ci e non, di relazione e incon­tro, di cam­mi­no, di pre­sen­za. Ripuntare gli occhi sul cam­mi­no, sul­la sper­an­za e non solo sul virus e le sue pau­re. Ogni comu­nità deve sen­tir­si chia­ma­ta a questo grande gesto di amore. Preghi­amo per questo per­ché noi come Movi­men­to pos­si­amo aiutare tut­ti a fare questo. Del resto è il nos­tro pane di ogni giorno e mai abbi­amo smes­so di far­lo nem­meno in questi due anni.

    Don Ful­ly

  • LA NOSTRA E’ LA CHIESA DEL “MANIMAN”?

    LA NOSTRA E’ LA CHIESA DEL “MANIMAN”?

    Cari ami­ci del Movi­men­to vi scri­vo nel giorno dei Magi, l’Epifania man­i­fes­tazione di Gesù a tut­ti i popoli. Beh insom­ma è un po’ la fes­ta di Gas­pare insom­ma!! Uno dei Magi. Che poi fos­sero tre lo rac­con­tano i van­geli apoc­ri­fi. I Van­geli di Fede rac­con­tano di “alcu­ni” magi da Ori­ente. Anco­ra una vol­ta per­sone lon­tane di altre fedi intrave­dono una stel­la, un seg­no, intu­is­cono che qual­cosa sta per accadere di impor­tante per la pro­pria vita. Un richi­amo anco­ra una vol­ta a cam­minare insieme anche con chi noi non reputi­amo idonei alla fede. Anco­ra una vol­ta il Sin­o­do e la sacra scrit­tura ci invi­tano ad ascoltare anche chi non crede o chi ha altre fedi. Chi ha nel cuore un sin­cero deside­rio di “met­ter­si in gio­co” di “met­ter­si in cam­mi­no”. Uscire dagli sche­mi, iniziare cose nuove. Per noi del movi­men­to, cer­to, una cosa che da sem­pre attuiamo. Pro­prio questo fece don Ga. Fare rete con chi non crede come noi, lavo­rare per il bene comune insieme a per­sone che non sono “i nos­tri”. E’ questo il nos­tro modo di annun­cia­re sen­za tan­ti dis­cor­si. Questo i nos­tri edu­ca­tori fan­no ogni giorno. Far si che ognuno apra i pro­pri scrig­ni, o per meglio dire lo scrig­no del pro­prio cuore, e impari a donarli riconoscen­do in ogni uomo la pre­sen­za dell’Assoluto. Un modo di lavo­rare di fron­tiera che ora la chiesa mette al centro.

    Per noi è una grande respon­s­abil­ità, per­ché anche per noi c’è il con­tin­uo ris­chio di fer­mar­ci, di chi­ud­er­ci, di esclud­ere, di con­tar­ci, di fer­mar­si nel “si è sem­pre fat­to così” dimen­ti­can­do che il Movi­men­to nacque pro­prio per dire cose nuove del “si è sem­pre fat­to così” che Gen­o­va impone­va, un po’ pri­gion­iera del suo “man­i­man”; man­i­man i ragazzi che vivono con le ragazze chissà cosa suc­cede; man­i­man che i nos­tri ragazzi incon­tra­no quel­li dei vicoli o delle per­iferie; man­i­man che un can­to fat­to un po’ più rapi­do del gre­go­ri­ano fa perdere la spir­i­tu­al­ità; man­i­man che ci sono altre reli­gioni i nos­tri si per­dono; man­i­man che se si lavo­ra con le assis­ten­ti sociali per­diamo la nos­tra vocazione e il nos­tro “speci­fi­co” (ma quale sarà mai lo “speci­fi­co” di chi crede se non l’ostinazione nell’amore, l’immersione nel­lo Spir­i­to?); man­i­man che ci si con­fronta aper­ta­mente col modo di pen­sare di oggi e dei gio­vani ci las­ci­amo con­vin­cere..; man­i­man che se si usano le scien­ze umane dell’educazione si perde lo spir­i­tuale e via dicen­do… se ne son sen­tite delle belle e mag­a­ri fos­sero rimaste ferme ai tem­pi del sec­o­lo scorso…continuano a sen­tir­si e for­ti in giro. Così accul­turati da diventare la chiesa del man­i­man e non la chiesa lib­er­ante di quel­li che sof­frono del maniman…

    E’ un grande tesoro quel­lo che noi abbi­amo rice­vu­to dai nos­tri fonda­tori, cor­ag­giosi cap­i­tani di rotte nuove. Dob­bi­amo ora met­ter­lo a servizio di tut­ti. Può essere quel bel momen­to di cresci­ta per noi. Provi­amo­ci. Vi promet­to che la prossi­ma vol­ta vi par­lerò di un bel prog­et­to regionale di atten­zione del­la chiesa ver­so pread­o­les­cen­ti e ado­les­cen­ti, nel quale vor­rem­mo essere pre­sen­ti come attori e trasci­na­tori. Nel nome di Don Bosco, di don Minet­ti, di don Ga. Ma per fare ciò dovre­mo un po’, covid per­me­t­ten­do, ser­rare le fila, incon­trar­ci e con­di­videre il cammino.

    E per finire alcune chic­che da con­di­videre. Essere ret­tore mi fa conoscere pic­cole cose che sono sim­patiche e importanti.

    Per esem­pio lo sapete che Papa Francesco tra le filas­troc­che ered­i­tate dai suoi ante­nati gen­ovesi quan­do era pic­co­lo ricor­da e can­tic­chia “olidin olidin oli­den sabu a camug­gi dumene­ga a zena” ? Lo aspet­ti­amo a Mon­t­ele­co a cantare insieme il nos­tro inno!!!

    Lo sapete che il nos­tro cro­ci­fis­so nell’ultima guer­ra è sta­to bom­barda­to ed è una delle opere super­sti­ti dei con­ven­ti delle suore tur­chine rasi al suo­lo in cen­tro durante i bom­bar­da­men­ti? Quel Crsi­to gron­da dunque sangue vero, la sof­feren­za del­la guer­ra, la tris­tez­za degli sfol­lati….. è un Cristo sfol­la­to pure Lui. Pen­si­amo a questo men­tre lo preghi­amo affascinati…

    Don Ful­ly

  • Un Natale in cammino

    Un Natale in cammino

    Un Natale diver­so dagli ulti­mi, rit­mi di vita total­mente dif­fer­en­ti, una comu­nità fis­sa attorno fat­ta da 14 gio­van­ot­ti che stan­no ver­i­f­i­can­do il loro cam­mi­no per met­ter­si al servizio del popo­lo di Dio.

    Una Chiesa che sta cam­mi­nan­do insieme. La nos­tra equipe del Movi­men­to Ragazzi che sta aiu­tan­do come non mai la dio­ce­si e cresce la nos­tra respon­s­abil­ità. Toc­cante vedere Angela che arringa una fol­la di preti mai visti così numerosi sui risul­tati dei pri­mi incon­tri del sinodo.

    Ben presto andremo a fes­teggia­re i 70 anni di mes­sa di Don Stanis­lao, dei padri fil­ip­pi­ni di via Lomelli­ni, anti­co tes­ti­mone degli anni in cui Don Ga e Don I furono i “par­ro­ci” di quel­la chiesa di San Fil­ip­po, cus­to­den­do i seg­reti delle attiv­ità antifas­ciste che lì con­vergevano e che ave­vano costret­to i padri fil­ip­pi­ni a fug­gire o a finire nei campi di sterminio.

    Ben presto fes­tegger­e­mo i 150 anni di don Bosco a Sampier­dare­na, data stor­i­ca anche per noi del Movi­men­to Ragazzi, che poi in realtà si chia­ma Opera Dioce­sana Ragazzi – Isti­tu­to cat­e­chis­ti­co don Minet­ti. “Anco­ra con ‘sta sto­ria di don Ga come don Bosco gen­ovese…” Eppure, cari miei, don Minet­ti mica è una figu­ra mito­log­i­ca, ma un mae­stro gio­vane di Cer­tosa che andò (appun­to 150 anni fa) a con­fes­sar­si da Don Bosco per dis­cernere la sua vocazione. E don Bosco gli sug­gerì di entrare nel clero sec­o­lare (non nei sale­siani) e di fare tut­to il bene che sen­ti­va nel cuore. Don Minet­ti “pree minet­ti” conosci­u­to da tut­ti i gen­ovesi, così fece. E operò instan­ca­bil­mente per i ragazzi e gli operai gio­vani di Cer­tosa fon­dan­do luoghi dove accogliere i ragazzi (oggi li chi­amerem­mo doposcuo­la… o mag­a­ri cen­tri diurni o mag­a­ri CET) Alla sua morte la dio­ce­si gli inti­tolò esat­ta­mente le opere ded­i­cate ai ragazzi….

    150 anni!! È sto­ria. Ma la sto­ria con­tin­ua, anco­ra oggi, e vor­rem­mo si dif­fondesse in cit­tà. Aprire ora­tori, doposcuo­la, cen­tri dove i ragazzi, tut­ti, pos­sano essere accolti, ascoltati e sostenu­ti nelle loro soli­tu­di­ni , nelle loro difficoltà…..

    Questo è sin­o­do…… ascoltare i ragazzi, i preadolescenti…….camminare con loro

    Cam­mini­amo dunque ver­so Betlemme, insieme ai Magi di Ori­ente, ai poveri del­la ter­ra, a ogni uomo. La casa del pane dove tro­ver­e­mo nutri­men­to non solo per i den­ti ma per la nos­tra uman­ità. Ric­chi di sper­an­za, di fidu­cia, di amore ripar­tire­mo per il cam­mi­no più ric­chi del­la Sua uman­ità, povera ma ric­ca, ric­ca del­la certez­za di essere amati e lan­ciati nel­la vita per amare.

    Dal sem­i­nario, dove non per nul­la si sem­i­na, con cuore grande cam­mini­amo insieme

    Don Ful­ly

  • Compagni di viaggio

    Compagni di viaggio

    Vi aspet­terete chissà quali rac­con­ti da parte del ret­tore del sem­i­nario , alta teolo­gia, alta spir­i­tu­al­ità e, invece, io volo sem­pre molto bas­so: vi parlerò……di Mon­t­ele­co, naturalmente!.

    Con i sem­i­nar­isti abbi­amo deciso che il pri­mo saba­to e domeni­ca del mese, essendo­ci il pel­le­gri­nag­gio alla Guardia e già che siamo in mar­cia, i ragazzi si fer­mano a casa. Così il pri­mo saba­to di questo mese io e il vice ret­tore erava­mo “liberi” e abbi­amo accetta­to l’invito a cena dei nos­tri ami­ci afgani. Infat­ti un grup­po di afgani, una intera famiglia com­pos­ta da sette per­sone, ha trova­to ospi­tal­ità in cit­tà vici­no al sem­i­nario in una casa a loro des­ti­na­ta in atte­sa che tro­vi­no una sis­temazione e una inte­grazione defin­i­ti­va. Si sono sen­ti­ti in dovere di “ricam­biare “ l’ospitalità con un invi­to a cena. Vera attual­iz­zazione del­la vedo­va di Zarep­ta col pro­fe­ta Elia. Abbi­amo por­ta­to con noi un sem­i­nar­ista che ave­va fat­to ami­cizia con loro e ci siamo pre­sen­tati nel­la “loro” nuo­va casa. Molto grande, bel­la ma asso­lu­ta­mente dis­ador­na. Non vi darò nat­u­ral­mente nul­la di indizi che pos­sano iden­ti­fi­care né luoghi né per­sone , nat­u­ral­mente per­ché abbi­amo capi­to che queste per­sone, se sono qua, non è per­ché siano povere, ma per­chè han­no lavo­ra­to con noi ital­iani e sono ad asso­lu­to ris­chio di vita per questo. Ma questo sarebbe un altro capi­to­lo sul­la retor­i­ca del­la bon­tà del­la guer­ra e delle mis­sioni che non voglio aprire e mi ten­go per me.

    I nos­tri ami­ci, conosciu­ti nel­la loro per­ma­nen­za in sem­i­nario in questi due mesi, ci han­no prepara­to dell’ottimo yogurt trat­to diret­ta­mente dal lat­te, con melan­zane e sugo, una specie di parmi­giana afgana con­di­ta con un peper­on­ci­no nascos­to che mi ha fat­to pen­sare alla con­nes­sione mon­tana tra Aspromonte e vette dell’Himalaya evi­den­te­mente unite dal­lo stes­so amore per il pic­cante. La bevan­da nat­u­ral­mente preferi­ta è del buon thè degus­ta­to al ter­mine del rapi­do pran­zo quan­do ci si spos­ta subito a con­ver­sare su seg­gi­ole e divanet­ti arrivati da chissà dove e si vede. Anche gli afgani come i cubani dis­tin­guono bene pran­zo da con­ver­sazione; pran­zo rapi­do e poi a dis­cor­rere in altro luogo……ricordo il ter­rore dei cubani quan­do vede­vano gli ital­iani con­tin­uare a tavola per ore a chiacchierare…..

    Le donne sono nat­u­ral­mente ves­tite in abiti tradizion­ali ador­nate da un ricama­tis­si­mo velo col­oratis­si­mo, e han­no un non so che di regale, di principesco nei loro movi­men­ti, tranne nat­u­ral­mente la pic­col­i­na che pas­sa tut­ta la ser­a­ta a gio­care e scherzare con noi come solo le bimbe peper­ine san­no fare. Col capo­famiglia si par­la nat­u­ral­mente anche di fede e di reli­gione. Francesco, il sem­i­nar­ista e don Tom­my sono sor­pre­si dal­la grande aper­tu­ra di quest’uomo nel par­lare e ascoltare di reli­gione. Del resto era lui; quan­do era ospi­ta­to in sem­i­nario, a passeg­gia­re col suo lun­go “rosario musul­mano” la MISBAHAH, con i 99 nomi di Dio, sem­pre in mano; era sem­pre lui a invitar­ci a pren­dere un thè nel­la casa di accoglien­za. “Sarà un Sufi” azzar­do io con la mia cul­tura da Wikipedia. E ci azzec­co alla pri­ma. Appar­tiene a quel­la cor­rente mist­i­ca dell’Islamismo incline al dial­o­go, all’ecumenismo. E’ molto bel­lo pas­sare la ser­a­ta, fino alle 21, a par­lare di Dio, a gio­care con la bim­ba, a gustare il thè (che fa sem­pre meno male di una bir­ra o un ruhm cubano…)…ad ascoltar­ci!! Pro­prio come vuole il SINODO DIOCESANO.

    Oh mam­ma mia, direte voi!!!! Due osser­vazioni: ma don Ful­ly ha impara­to improvvisa­mente il phas­tun? O meglio il par­si afgano? E Mon­t­ele­co che c’entra?

    Ecco­mi qua ragazzi impazi­en­ti !!! Come par­lare il phas­tun? Vis­to che il mio inglese, tra l’altro in dis­u­so e ora­mai con­fu­so con lo spag­no­lo, serve gius­to per dire “the cat is on table?” e non cer­to di Dio…..

    La rispos­ta è sem­plice: con noi a cena c’era SOGOL e una sua ami­ca albanese ANGY. SOGOL è una nos­tra bim­ba di Mon­t­ele­co degli anni duemi­la, venu­ta per tan­ti anni; una aut­en­ti­ca pepe­ri­na, impos­si­bile dimen­ti­car­la, la sua ener­gia da bim­ba era incon­teni­bile, era la clas­si­ca ragazz­i­na da Don Ga. S‑C-A-T-E-N-A-T‑A!!! Ricor­do che era appe­na arriva­ta in Italia dall’Iran e a Mon­t­ele­co sta­va con suo fratel­lo Najab. Ci ave­va col­pi­to tut­ti per la sua voglia di vivere; sem­pre in movi­men­to, sem­pre a dirne una, a pen­sarne cen­to e farne mille. La sua lin­gua par­si è sim­i­le al far­si afgano. E quin­di lei tra­duce­va ogni cosa!! Ecco spie­ga­to l’arcano. Dunque la con­nes­sione coi fratel­li afgani è avvenu­ta tramite ……Mon­t­ele­co. Ave­vate dub­bi che Mon­t­ele­co col­le­ga il mon­do? Io no…

    Beh nat­u­ral­mente il fat­to che Sogol fos­se a dis­tan­za di anni anco­ra così entu­si­as­ta di Mon­t­ele­co ha favorito il tut­to non cre­dete? E lei è esat­ta­mente, come era da bim­ba; ora­mai gio­vane don­na ma sem­pre piena di gioia, di entu­si­as­mo e alle­gria, capace di far gio­care le bimbe per ore con la sua risa­ta, il suo movi­men­to, e nat­u­ral­mente è rimas­ta uguale la sua sete di gius­tizia e il suo amore per le cose asso­lu­ta­mente giuste e dritte. (non ritene­va nor­male che aves­si­mo cena­to a lume di … cel­lu­lare per­ché l ampia sala non ave­va luce essendo salta­ta o chissachè…) Sogol tut­to questo l’ha inna­to , ma mag­a­ri illu­di­amo­ci un poco che anche a Mon­t­ele­co lo abbia rinforzato…o almeno ha incon­tra­to un luo­go adat­to a lei.

    E così cari ami­ci con questo spir­i­to di guardare al futuro gra­zie alle nos­tre salde radi­ci appres­ti­amo­ci al nos­tro anno sin­odale: ascoltan­do, ascoltan­do tut­ti anche i nos­tri fratel­li afgani…che di cose, sec­on­do me, ne avreb­bero parec­chie da dirci…cosiccome i nos­tri bim­bi che in questi anni ce ne han­no dette di cose. Siamo feli­ci di con­tin­uare in questo ascolto e di sen­tir­ci nel sol­co del­la chiesa.

    Don Ful­ly