Autore: Don Ga e il Movimento Ragazzi

  • LETTERA AGLI EFESINI (Mons. Marino Poggi)

    LETTERA AGLI EFESINI (Mons. Marino Poggi)

    Con­tin­u­ano gli incon­tri con Mons Mari­no Pog­gi (ter­zo saba­to del mese) per riflet­tere insieme su Let­tera agli Efesini.

    Prossi­mo incon­tro: saba­to 17 feb­braio ore 19,30 – 20,30, (al Sem­i­nario Arcivescov­ile, Sali­ta Emanuele Cav­al­lo, 104, posteg­gio como­do) con breve cena auto­gesti­ta con­di­visa al termine.

    A questo link tro­verete la reg­is­trazione dell’incontro di gen­naio (pre­sente anche in gal­le­ria video)

  • Preti gioiosi, preti vicini, preti che servono

    Preti gioiosi, preti vicini, preti che servono

    Cari ami­ci,
    anco­ra una vol­ta scri­vo le due righe per tut­ti voi ragazzi di Mon­t­ele­co da fuori sede. Ques­ta
    vol­ta sono a Roma a un incon­tro inter­nazionale del dicas­t­ero del clero sul­la For­mazione
    per­ma­nente dei preti. Obi­et­ti­vo del con­veg­no come ren­dere i preti più feli­ci? Come aiu­tar­li a
    vivere bene il loro min­is­tero? Come accom­pa­g­narli durante tut­to il per­cor­so? Per­chè si sa:
    prete felice uguale Popo­lo di Dio felice. Tema inter­es­sante pro­pos­to agli “edu­ca­tori dei
    preti”.
    A questi “edu­ca­tori” ha volu­to nat­u­ral­mente par­lare il Papa e al giovedì siamo andati in aula
    Pao­lo VI ad ascoltar­lo. Giun­to a pie­di benché tra­bal­lante e col bas­tone ha inizia­to il dis­cor­so
    facen­do­mi subito pre­oc­cu­pare; ave­va un fia­tone!! ma via via che parla­va era come se
    pren­desse vita!
    Ci ha las­ci­a­to tre piste di rif­les­sione:
    1) La Gioia del Van­ge­lo; un prete non gioioso e che non par­la del Van­ge­lo è un prete che
    tradisce il suo essere!! For­mare a preti gioiosi e aman­ti, innamorati del Van­ge­lo. Il prete è
    sem­pre dis­ce­po­lo pri­ma di essere prete.
    2) La vic­i­nan­za al Popo­lo di Dio. Il prete prende forza dal popo­lo di Dio, apprende dalle altre
    vocazioni con le quali c’è rec­i­proc­ità. Un prete nasce dal popo­lo di Dio e al popo­lo
    appar­tiene. A lui appar­tiene uno stile sin­odale, di comu­nione di lavo­rare insieme.
    3) Gen­er­a­tivi nel servizio. Un prete gen­era e si rigen­era nel servire; mette l’altro al cen­tro.
    Ha chiesto a noi edu­ca­tori di met­ter­ci a servizio dei preti per­chè essi pos­sano essere a
    servizio degli altri.
    Sono tre piste che van­no benis­si­mo per noi edu­ca­tori di ragazzi, per noi di Mon­t­ele­co.
    Davvero abbi­amo bisog­no di edu­ca­tori gioiosi, feli­ci che stan­no anche loro cer­can­do la
    sor­gente del­la vita, che si sentono in cam­mi­no anche loro ma che qual­cosa han­no inizia­to a
    trovare nel­la vita, qual­cosa che li rende feli­ci di servire. Di edu­ca­tori vici­ni ai ragazzi, umani,
    che sono sta­ti a loro vol­ta ragazzi e ora san­no stare alla dis­tan­za gius­ta dei ragazzi ma
    comunque vici­ni a loro. Di edu­ca­tori che ser­vono i ragazzi che li met­tono al pri­mo pos­to che
    met­tono davan­ti la loro felic­ità alla propria.

    A un cer­to pun­to il Papa ha stop­pa­to il dis­cor­so, par­lan­do tra il pri­mo e il sec­on­do pun­to
    par­lan­do del­la neces­sità del prete di vivere umana­mente e ha let­teral­mente det­to” una
    vol­ta un vec­chio prete mi disse quan­do un prete è inca­pace di gio­care con i bam­bi­ni ha per­so!
    Curioso vero? È un test! C’è bisog­no di sac­er­doti pien­amente umani che giochi­no con i
    bam­bi­ni, accarezzi­no i vec­chi…….”
    Cosa volete che vi dica? Mi sono sen­ti­to benedet­to di aver vis­su­to con preti che han­no
    saputo gio­care con me e con tut­ti noi! Preti gioiosi, preti vici­ni, preti che ser­vivano!!!
    Come non ricor­dare don I in questo anno. Il suo sor­riso la tim­i­da vic­i­nan­za dei suoi occhioni
    azzur­ri, il suo servizio mate­ri­ale in tante fac­cende di Mon­t­ele­co.
    Papa Francesco!! Un Papa inven­ta­to da don Ga!! Aver sen­ti­to quell’esempio mi ha davvero
    riem­pi­to di gioia, di banale orgoglio ad aver rice­vu­to quel sem­plice mes­sag­gio fin dal­la mia
    infanzia.
    Che grazia pot­er gio­care con i bam­bi­ni, i ragazzi impara­re da loro rice­vere da loro sem­pre
    una grande fres­chez­za di vita. Essi ci man­ten­gono umani!!!!
    Da Roma è tutto!!!

    Don Ful­ly

  • Un anno pieno di obiettivi e il Signore non farà mancare le sorprese!!!

    Un anno pieno di obiettivi e il Signore non farà mancare le sorprese!!!

    Cari ami­ci vi scri­vo da Roma in parten­za per Cuba.

    Ho appe­na assis­ti­to a uno splen­di­do con­veg­no sul Creare Casa. Che tenerez­za e dol­cez­za nel sen­tire tante cose che sono state il cam­mi­no di questi anni del Movi­men­to Ragazzi. Che bel­lo sen­tir­si nel sol­co del cam­mi­no dell’intera Chiesa, addirit­tura citan­do il mag­is­tero pontificio.

    Fare “casa” in defin­i­ti­va «è fare famiglia; è impara­re a sen­tir­si uni­ti agli altri al di là di vin­coli util­i­taris­ti­ci o fun­zion­ali, uni­ti in modo da sen­tire la vita un po’ più umana. Creare casa è per­me­t­tere che la pro­fezia pren­da cor­po e ren­da le nos­tre ore e i nos­tri giorni meno inospi­tali, meno indif­fer­en­ti e anon­i­mi. È creare lega­mi che si costru­is­cono con gesti sem­pli­ci, quo­tid­i­ani e che tut­ti pos­si­amo com­piere. Una casa, lo sap­pi­amo tut­ti molto bene, ha bisog­no del­la col­lab­o­razione di tut­ti. Nes­suno può essere indif­fer­ente o estra­neo, per­ché ognuno è una pietra nec­es­saria alla sua costruzione. Questo impli­ca il chiedere al Sig­nore che ci dia la grazia di impara­re ad aver pazien­za, di impara­re a per­donar­ci; impara­re ogni giorno a ricom­in­cia­re. E quante volte per­donare e ricom­in­cia­re? Set­tan­ta volte sette, tutte quelle che sono nec­es­sarie. Creare relazioni for­ti esige la fidu­cia che si ali­men­ta ogni giorno di pazien­za e di per­dono. E così si attua il mira­co­lo di sper­i­menta­re che qui si nasce di nuo­vo; qui tut­ti nasci­amo di nuo­vo per­ché sen­ti­amo effi­cace la carez­za di Dio che ci rende pos­si­bile sognare il mon­do più umano e, per­ciò, più divino».

    Ora si trat­terà di con­tin­uare a creare casa, a Mon­t­ele­co, a Oregi­na con la comu­nità diur­na, con la comu­nità res­i­den­ziale, col PNO, col Centro……….e per me edu­care preti che sap­pi­ano creare case dove la gente si sente abi­ta­ta da un amore grande da un amore che incon­tra nell’Abbraccio di Lui e non fate gli gnor­ri questo Lui è Gesù!!!! …… e per la dio­ce­si creare luoghi dove i gio­vani viven­do insieme pos­sano sco­prire questo abbrac­cio e sen­tire di essere abi­tati da questo Amore (lo Spir­i­to) e pot­er cosi abitare la ter­ra, la città…………

    Il 2024 sarà un grande anno per noi per pot­er appro­fondire tut­to questo. 100 anni dal­la nasci­ta di Don I don Ival­di. Già fis­sato il 12 Mag­gio la mes­sa del suo cen­te­nario alle Vigne, dove lui visse e il 12 mag­gio è il suo com­plean­no appun­to. Poi seguiran­no altre date per far si che Don I ci accom­pa­g­ni con le sue scarpe da Ten­nis e ci illu­mi­ni il cam­mi­no coi suoi fanali azzurri!!!!

    E poi 40 anni di cen­tro Ragazzi, il doposcuo­la nato nel 1984!!!!!!40 anni di fedeltà!!! Fan­tas­ti­co davvero. Cor­ri­amo ver­so le nozze d’oro!!! E quan­to bene, quan­to amore dona­to e ricevuto!!

    Un anno dunque pieno anco­ra una vol­ta di obi­et­tivi e il Sig­nore non farà man­care le sorprese!!!

    Forza Movi­men­to Ragazzi quan­ta stra­da anco­ra da fare!!!!!!

    Don Ful­ly

  • LETTERA AGLI EFESINI (Mons. Marino Poggi)

    LETTERA AGLI EFESINI (Mons. Marino Poggi)

    Con­tin­u­ano gli incon­tri con Mons Mari­no Pog­gi (ter­zo saba­to del mese) per riflet­tere insieme su Let­tera agli Efesini.

    Prossi­mo incon­tro: saba­to 20 gen­naio ore 19,30 – 20,30, in pre­sen­za (al Sem­i­nario Arcivescov­ile, Sali­ta Emanuele Cav­al­lo, 104, posteg­gio como­do) con breve cena auto­gesti­ta con­di­visa al termine

  • Associazione: “I RAGAZZI DI MONTELECO” (Sara Liga)

    Associazione: “I RAGAZZI DI MONTELECO” (Sara Liga)

    Desidero ten­ervi aggior­nati su come sta proce­den­do l’attività dell’Associazione “I ragazzi di Mon­t­ele­co”, e allo­ra eccovi un breve reso­con­to delle deci­sioni prese dal Con­siglio Diret­ti­vo nell’incontro del 28 novem­bre scorso.

    L’Associazione ha scel­to di impeg­nar­si tut­ti gli anni su 3 filoni di attiv­ità coer­en­ti con lo statuto:

    • Un tra­guar­do in fun­zione del man­ten­i­men­to effi­ciente delle strut­ture di Mon­t­ele­co, con­sid­er­a­to il “luo­go principe” dove attuare il mes­sag­gio educa­ti­vo di don Ga e don I.
    • Un even­to culturale/educativo da definire di anno in anno
    • Un obi­et­ti­vo di solidarietà

    Per il 2024 abbi­amo deciso di con­cretiz­zare così gli ind­i­rizzi generali:

    • Ripristino/sostituzione degli infis­si di Casa A: ci orga­nizzer­e­mo con even­ti di rac­col­ta fon­di che ren­der­e­mo noti entro la fine di gen­naio (a segui­to del prossi­mo CD). Chi avesse idee in propos­i­to ci con­tat­ti al più presto!!!
    • Inizia­tive per ricor­dare il cen­te­nario del­la nasci­ta di don Ivaldi:

    Sono pre­visti 3 momenti:

    • 12 mag­gio 2024: pri­mo momen­to di ricor­do inter­no al MR nel giorno del suo com­plean­no, con una S. Mes­sa ded­i­ca­ta nel­la Chiesa delle Vigne
    • 3° domeni­ca di set­tem­bre a Mon­t­ele­co: Sec­on­do momen­to di ricor­do di don I. come “diret­tore spir­i­tuale nel rap­por­to uno a uno”
    • Mese di otto­bre 2024 pres­so il Sem­i­nario Arcivescov­ile: Ter­zo momen­to di ricor­do di don I. come “leader educa­ti­vo” attra­ver­so accom­pa­g­na­men­to e dial­o­go (riv­ol­ta anche agli inseg­nan­ti di religione)
    • Con­tinuiamo con “Diamo­ci una mano” le attiv­ità di sup­por­to a chi si tro­va in con­dizioni di dif­fi­coltà e fragilità attra­ver­so l’erogazione di Buoni spe­sa e l’accompagnamento per neces­sità san­i­tarie e/o buro­cratiche. Siamo tut­ti invi­tati a “dar­ci una mano” per real­iz­zare questo servizio!
  • Era Natale ma non si sapeva ancora…

    Era Natale ma non si sapeva ancora…

    Era Natale e non si sape­va anco­ra.…. Una bel­lis­si­ma can­zone che ha seg­na­to la mia ado­lescen­za e che come tante magie mon­t­ele­chine appare di una attual­ità spaventosa.

    Dice la can­zone che l’uomo ora­mai passeg­gia sul­la Luna (si era reduci dal­la sbor­nia col­let­ti­va del super uomo che anda­va a cac­cia di pianeti e sot­tomet­te­va l’universo in un baleno, sem­bra­va che l’indomani toc­casse a Marte e Giove e a qualche altra galassia.…..poi la poe­sia ritornò presto in prosa e anche sgram­mat­i­ca­ta…) , la sua tec­nolo­gia lo fa potente (erava­mo sot­to scac­co atom­i­co e spaven­tati, ora la tec­nolo­gia fa anche ben peg­gio e comunque lo scac­co atom­i­co lo abbi­amo sem­pre assai attuale) ma anco­ra non ha impara­to ad amare.……ancora fa guerre, anco­ra uccide i fratel­li e le sorelle, anco­ra non ci si capisce gli uni gli altri. Gigante tec­no­logi­co, nano pedagogico.

    Un can­to che ci dice quan­ta stra­da anco­ra dob­bi­amo fare e quan­to sia nec­es­sario ogni vol­ta riaf­fac­cia­r­si al pre­sepe a quel­la grot­ta con­tor­na­ta di ani­mali e di povera gente per scorg­ere il volto di un bam­bi­no che anco­ra si mette nelle nos­tre mani in maniera incred­i­bile, con una fidu­cia da veri fol­li. Si abban­dona a noi per inseg­nar­ci ad amare, invece che pren­der­ci per il col­lo e obbli­gar­ci a fare ciò che dice, Lui incred­i­bil­mente si affi­da, cam­mi­na con noi, si mette nei nos­tri pan­ni, ricom­in­cia da capo ogni vol­ta, così come noi ogni vol­ta ricom­in­ci­amo da capo a sper­are in un mon­do migliore, una pace gius­ta, a sper­are che il com­mer­cio delle armi pren­da una pie­ga a favore dell’uomo e non del­la sua distruzione.

    La tec­nolo­gia ci rende poten­ti, è vero. In quan­ti campi!!! Pen­si­amo alla grande problematica/risorsa del­la intel­li­gen­za arti­fi­ciale, a quel­lo che può rap­p­re­sentare per l’uomo, alle sfide che pone alle nos­tre idee oltre che alle nos­tre capac­ità e al nos­tro modo di pro­durre. Ma cosa è il potere? Di quale potere è venu­to a par­lare il figlio dell’uomo? Quale potere ha un bam­bi­no? Chi sono gli uomi­ni poten­ti di questo mon­do? Sono davvero poten­ti? La sfi­da di questo bim­bo agli imperi di allo­ra è la stes­sa che fa agli imperi di oggi. La tec­nolo­gia ci fa poten­ti? Ma di che potere si trat­ta? Ci fa amare di più? O ci serve solo per allon­ta­n­ar­ci gli uni dagli altri? Torner­e­mo a riconoscer­ci e a trattar­ci come fratel­li e sorelle? Rius­cire­mo a vedere oltre le bar­riere delle guerre; rius­cire­mo a sognare un mon­do davvero più umano per­chè più divi­no? Più divi­no per­ché più umano?

    Natale ci mette davan­ti a ques­ta scelta. A una vita nuo­va. A nuove relazioni, più dis­ar­mate, più sim­ili a quelle di un bam­bi­no. A iniziare dalle relazioni con i vici­ni per esten­der­la a tutte le relazioni pos­si­bili. Questo è l’uomo, un bim­bo nel­la man­gia­toia, un uomo che si dà da man­gia­re che diven­ta Pane per tut­ti. Ques­ta è la dimen­sione dell’uomo; questo è il potere dell’uomo: dar­si sen­za sos­ta; amare.

    Non c’è altro potere cui anelare se non quel­lo di Betlemme, pane da con­di­videre.

    Don Ful­ly

  • LETTERA AGLI EFESINI (Mons. Marino Poggi)

    LETTERA AGLI EFESINI (Mons. Marino Poggi)

    Con­tin­u­ano gli incon­tri con Mons Mari­no Pog­gi (ter­zo saba­to del mese) per riflet­tere insieme su Let­tera agli Efesini.

    Sec­on­do incon­tro: saba­to 18 novem­bre ore 19,30 – 20,30, in pre­sen­za (al Sem­i­nario Arcivescov­ile, Sali­ta Emanuele Cav­al­lo, 104, posteg­gio como­do) con breve cena auto­gesti­ta con­di­visa al termine.

    La reg­is­trazione del pri­mo incon­tro si può trovare nel­la gal­le­ria video del sito o a questo link diretto

  • NOTE TECNICHE DI PARTECIPAZIONE ALL’APS “I RAGAZZI DI MONTELECO” (Nico Pinasco)

    NOTE TECNICHE DI PARTECIPAZIONE ALLAPS “I RAGAZZI DI MONTELECO” (Nico Pinasco)

    In data 23 otto­bre 2023 si è cos­ti­tui­ta l’APS (Asso­ci­azione di Pro­mozione Sociale) di cui qui trovate lo statu­to in pdf.

    È sta­to elet­to un con­siglio diret­ti­vo com­pos­to da:

    Alice Gava

    Domeni­co Pinasco (Nico) SEGRETARIO 

    Gian­car­lo Torre 

    Gian­fran­co Pitto 

    Mat­tia Olla 

    Pao­la Marino 

    Ric­car­do Mosci VICEPRESIDENTE 

    Sari­na Liga (Sara) PRESIDENTE 

    Quan­to pri­ma vi comu­nicher­e­mo i progetti/obiettivi per il 2024.

    L’APS ha un IBAN: IT12 X 03332 01400 000000967311

    su cui ver­sare le don­azioni e la quo­ta asso­cia­ti­va, 20€, per l’anno prossi­mo 2024.

    Per diventare soci del­la Asso­ci­azione, ver­sate la quo­ta asso­cia­ti­va indi­can­do nel­la causale:

    • NOME E COGNOME
    • CODICE FISCALE 
    • DATA DI NASCITA 
    • INDIRIZZO
    • MAIL a cui inviare comunicazioni
    • NR TELEFONO 

    In atte­sa che il con­siglio deliberi ind­i­rizzi di comu­ni­cazione sui SOCIAL le infor­mazioni ver­ran­no veico­late attraverso: 

    • Newslet­ter sito don Ga (https://www.don-ga.it/)
    • Grup­po FB i ragazzi di don Ga
    • Grup­po FB Movi­men­to Ragazzi 

    Vi atten­di­amo numerosi. 

  • Associazione: “I RAGAZZI DI MONTELECO” (Sara Liga)

    Associazione: “I RAGAZZI DI MONTELECO” (Sara Liga)

    A tut­ti gli ami­ci di Mon­t­ele­co e del Movi­men­to Ragazzi ho il piacere e l’onore di comu­ni­carvi che sono sta­ta indi­ca­ta come pres­i­dente del­la nuo­va asso­ci­azione “i ragazzi di Monteleco”.

    Sono affi­an­ca­ta in questo com­pi­to da un grup­pet­to di con­siglieri che mette insieme “vec­chie” e nuove gen­er­azioni del Movi­men­to Ragazzi. Insieme sono sicu­ra che rius­cire­mo a ren­dere attivi e oper­a­tivi gli scopi del­la nos­tra rin­no­va­ta Asso­ci­azione che ripren­do sin­teti­ca­mente qui di seguito:

    -man­tenere vive le radi­ci dell’esperienza educa­ti­va trasmes­saci da don Ga e don I
    -sup­port­are l’azione educa­ti­va svol­ta da MOVIMENTO RAGAZZI
    -sup­port­are nel­la ges­tione degli immo­bili di Mon­t­ele­co
    -sup­port­are l’organizzazione dei turni estivi a Mon­t­ele­co
    -aiu­to con­cre­to a ragazzi e famiglie o adul­ti frag­ili che si riv­ol­go­no alle nos­tre strut­ture (doposcuo­la del MR, asili nido OASIS………….)
    Imme­di­ata­mente dopo il pri­mo incon­tro del con­siglio diret­ti­vo , fis­sato per il 28 novem­bre prossi­mo, vi comu­nicher­e­mo i progetti/obiettivi per l’anno prossi­mo sui quali rite­ni­amo di poter­ci impegnare

    Spero forte­mente che tut­ti col­oro che han­no avu­to la pos­si­bil­ità di vivere l’esperienza di Mon­t­ele­co abbiano voglia di parte­ci­pare a questo nuo­vo per­cor­so che si sta avvian­do sia impeg­nan­dosi oper­a­ti­va­mente sia anche solo diven­tan­do soci e accom­pa­g­nan­do­ci.
    Mi auguro di rice­vere disponi­bil­ità e sup­por­to da tanti!!!

  • UN POPOLO DI BATTEZZATI

    UN POPOLO DI BATTEZZATI

    C’è una realtà che il Con­cilio vat­i­cano sec­on­do ha ripor­ta­to tan­to alla luce e che, a 60 anni dal con­cilio anco­ra non è emer­sa con chiarez­za nel­la nos­tra vita quo­tid­i­ana di Chiesa: la realtà dei bat­tez­za­ti e del val­ore del bat­tes­i­mo che ci rende Figli di Dio, Fratel­li di Gesù, tem­pio del­lo Spir­i­to Santo.

    La Chiesa in questo momen­to di gran­di cam­bi­a­men­ti nel mon­do è chia­ma­ta a risco­prire le ver­ità essen­ziali del­la pro­pria fede, le cose sem­pli­ci e di base. E ques­ta è pro­prio la realtà del bat­tes­i­mo con la quale noi accogliamo il fat­to di essere figli, cioè di rice­vere la vita in dono, di non essere i padroni del­la vita ma i servi­tori del­la vita. E’ una realtà davvero ele­mentare che ci fa sco­prire amati, ci fa sco­prire non più frut­to del caso ma frut­to di una sto­ria di amore.

    La guer­ra, la vio­len­za, la soli­tu­dine, la morte, il pec­ca­to ci ten­tano nel­la direzione di sen­tire la vita come una oppres­sione, come una inutile cor­sa che por­ta alla morte e al non sen­so; dove tut­to è inutile tan­to tri­on­fa il più forte, il male, il cin­is­mo; dove l’attesa non è l’agognata pen­sione ma il dis­solver­si nel nul­la. Un cicli­co ripeter­si sen­za senso.

    Gesù rompe le catene di questo giro, ci lib­era in una prospet­ti­va dif­fer­ente: accogliere la sua pro­pos­ta di essere suoi fratel­li e fratel­li di tut­to il mon­do, di essere figli amati oltre la morte, ci rende capaci di affrontare la vita in libertà.

    Il bat­tez­za­to ha scop­er­to una vita nuo­va e desidera viver­la in pienez­za. E annun­cia­r­la con tutte le sue forze per lib­er­are altri fratel­li. La sua ami­cizia con Gesù, la sua fra­ter­nità con tut­ti gli uomi­ni è rad­i­ca­ta in lui, si nutre con la Paro­la, con l’Eucarestia, con l’Amore fraterno.

    La vita del bat­tez­za­to diven­ta così vita per­son­ale di comu­nione con Gesù nel­lo Spir­i­to, ma anche vita di fra­ter­nità nel­la comu­nità, che non è comu­nità asfit­ti­ca e rip­ie­ga­ta su di sé (set­ta) ma vera comu­nità aper­ta alla comu­nione “cos­mi­ca”, “uni­ver­sale”.

    Ques­ta è la Chiesa; una famiglia di bat­tez­za­ti che han­no una dig­nità enorme di figli. Non sono i sud­di­ti di una cas­ta sac­er­do­tale. I pres­bi­teri sono gli “anziani” nel­la fede che ren­dono pre­sen­ti nel­la comu­nità gli “apos­toli” col­oro che han­no rice­vu­to il manda­to di annun­cia­re al mon­do che siamo figli. Sono a servizio del­la comu­nità sono donati alla comu­nità. Ma l’attore prin­ci­pale è la comu­nità, sono i battezzati.

    E allo­ra per­ché fac­ciamo così tan­ta fat­i­ca a recepire ques­ta realtà? Per­ché se man­ca il prete tut­to si fer­ma? Per­ché se non c’è il “don” allo­ra non si dice man­co più la preghiera a tavola; per­ché non si legge la Paro­la di Dio, non ci si riu­nisce a pre­gare insieme, non si orga­niz­zano forme di sol­i­da­ri­età e di tutela del bene comune?

    Per­ché si fa così fat­i­ca a capire che riu­nir­si attorno alla Paro­la è pro­prio dei figli? Che appas­sion­ar­si alla conoscen­za, allo stu­dio del­la Paro­la è roba di tut­ti e non solo di stu­diosi? Che toc­ca ai bat­tez­za­ti ten­er viva una comu­nità, che la comu­nità esiste se dei bat­tez­za­ti si riu­nis­cono non per­ché ci sono quat­tro mura da tenere in pie­di. La Chiesa vive di bat­tez­za­ti: lad­dove ci sono arriverà o si cos­ti­tuirà un pres­bitero (prete) che giungerà a servizio.

    Per me Mon­t­ele­co ha sem­pre inseg­na­to questo. Il prete è assai impor­tante ma sono i bat­tez­za­ti che han­no in dono la vita nuo­va di Gesù: gli edu­ca­tori, i capi­grup­po, le cuoche…………

    Il Con­cilio ci ha las­ci­a­to in ered­ità ques­ta realtà che era ora­mai sepol­ta e dimen­ti­ca­ta, ma che era così vic­i­na all’essenziale las­ci­a­to­ci da Gesù. Si chia­ma il Bat­tes­i­mo dove cias­cuno è sac­er­dote, re e pro­fe­ta ma insieme agli altri non per con­to pro­prio, come per­sona non come individuo.

    Ques­ta realtà bene viene espres­sa nei Movi­men­ti che sono appun­to fra­ter­nità trasver­sali all’interno del­la fra­ter­nità grande che è la Chiesa; e anche nelle asso­ci­azioni di fedeli laici che si orga­niz­zano alla luce del­la vita rice­vu­ta dal Vangelo.

    In ques­ta prospet­ti­va si col­lo­ca dunque la for­ma asso­cia­ti­va dei RAGAZZI DI MONTELECO. Una asso­ci­azione di bat­tez­za­ti, aper­ta anche a chi non lo è, che si fa cari­co del caris­ma educa­ti­vo di Mon­t­ele­co e degli stru­men­ti attra­ver­so i quali questo caris­ma viene por­ta­to avan­ti, in prim­is la strut­tura di Monteleco.

    Quan­ti di noi han­no riscop­er­to a Mon­t­ele­co il fat­to di essere figli, di essere amati, di essere fratel­li e fratel­li del mon­do intero. Ecco questo spir­i­to vogliamo con­tin­uare nel ricor­do dei nos­tri fonda­tori Don Ga e don I.

    Uno spir­i­to che ci per­me­t­ta di essere Chiesa viva fat­ta di pietre vive, non una strut­tura medio­e­vale di vas­sal­li e val­vassi­ni, ma una comu­nione di fratel­li che ten­ta di capire come amare.

    Risco­pri­amo il nos­tro bat­tes­i­mo ami­ci cari. Risco­pri­amo la nos­tra ami­cizia con Gesù e il nos­tro deside­rio di fra­ter­nità ver­so tut­ti, nes­suno escluso.

    Questo vuol dire essere sin­odali, in comu­nione, in cammino.

    Don Ful­ly