Autore: Don Ga e il Movimento Ragazzi

  • Notizie dalla Diocesi — (sintesi relazione ai 5 sabati di mons Erio Castellucci, 22 novembre)

    Notizie dalla Diocesi — (sintesi relazione ai 5 sabati di mons Erio Castellucci, 22 novembre)

    La pace di Gesù pas­sa attra­ver­so le ferite. La “pace” di Gesù non è la pace del mon­do. Gesù non inten­de­va la pace in ter­mi­ni qui­etis­ti­ci, la “pace del divano”, ma piut­tosto una “pace che impeg­na” (beati gli oper­a­tori di pace), né la “pace del dit­ta­tore”, tut­ti uguali, sot­tomes­si, ma una “pace che lib­era” (la ver­ità vi farà liberi), né, infine, la “pace del cimitero”, ma è venu­to a portare la vita: io sono la res­ur­rezione e la vita). È una “pace pasquale” (mostrò loro le mani e il costa­to). Le ferite che Gesù fa vedere agli apos­toli la sera di Pasqua sono il sim­bo­lo del­la sua pace. Per inseg­nar­ci il suo stile di pace Gesù-Dio va a cer­care le ferite nei malati, nei pec­ca­tori. Ci pas­sa in mez­zo, altri­men­ti la pace è fin­ta. E con­siglia addirit­tura la “spa­da”, come stru­men­to di pace, per tagliare via dal cuore l’e­go­is­mo: è la pace atti­va degli oper­a­tori di pace che non accettano tut­to, una pace che crea l’in­qui­etu­dine per la gius­tizia, per la lib­ertà, per la ver­ità, altri­men­ti è la pace del mondo.

    3.Sono i suoi dis­ce­poli, siamo noi, a dover com­pletare la sua opera. “Date loro voi stes­si da man­gia­re”: la pace pas­sa attra­ver­so le ferite, la fame, la sete, la nudità, il carcere, l’estraneità, la malat­tia. E sono queste le “domande di esame” che il Figlio dell’uomo ci farà: “Ho avu­to fame, ho avu­to sete, ero povero. ero mala­to, ero straniero, carcer­a­to, mi hai accolto? Sono queste le gran­di ferite del­l’u­man­ità attra­ver­so le quali pas­sa la pace.

    Gesù è vivo e il Reg­no è già qui. “Non state col naso all’in­sù” aspet­tan­do gran­di cose. Il Reg­no di Dio sta crescen­do dal bas­so e lo Spir­i­to sof­fia. Guar­date quel­lo che già è pianta­to. Cer­cate il tesoro, il granel­lo di senape…. Questo è lo stile del­la pace, così si è oper­a­tori di pace, oggi: favorire la cresci­ta di tut­ti i semi di bene che ci sono nel­la sto­ria. E non da soli, ma come popo­lo di Dio, con­vo­cati, dis­ce­poli accor­pati, attra­ver­so i sacra­men­ti nel cor­po di Cristo che è la Chiesa. Siamo mem­bra di un uni­co cor­po: noi siamo den­tro a Cristo nos­tra pace, come parte di Lui, siamo sue mem­bra e Lui ci dà l’en­er­gia per essere oper­a­tori di pace, a com­in­cia­re dalle cose pic­cole. “Non guar­date il cielo”, ci ha det­to, “guar­date den­tro, curate le relazioni, cer­cate le ferite”. Questo è il suo stile di pace.

    Infor­mazioni sui prossi­mi incon­tri, sul sito del­la dio­ce­si clic­can­do For­mazione diocesana_Brochure_2025_2026

  • Continuano gli incontri con Mons Marino Poggi

    Continuano gli incontri con Mons Marino Poggi


    Da molti anni ormai gli ami­ci di Mon­t­ele­co chiedono a mons Mari­no Pog­gi di leg­gere insieme la Paro­la di Dio o i Doc­u­men­ti del­la Chiesa.


    Il prossi­mo incon­tro è
    mer­coledì 17 dicem­bre

    (vedi locan­d­i­na), sem­pre pres­so la Cat­te­drale san Loren­zo, ore 18,30. Mes­sa. Quest’anno leg­giamo gli Atti degli Apos­toli, dove si rac­con­ta la nasci­ta del­la Chiesa e la dif­fu­sione del Van­ge­lo nel mon­do. Alle 19,30 abbi­amo anche la pos­si­bil­ità di fer­mar­ci per con­di­videre qualche domanda.

    La reg­is­trazione dell’incontro del 19 novem­bre si tro­va a questo link

  • E PACE AGLI UOMINI AMATI DAL SIGNORE

    E PACE AGLI UOMINI AMATI DAL SIGNORE

    È il gri­do del­la notte di Natale. Da duemi­la e più anni lo ascolti­amo, lo can­ti­amo ma non lo abbi­amo anco­ra né com­pre­so né mes­so in prat­i­ca. Dunque la casa è costru­i­ta sul­la sab­bia e rischia di crollare.

    Papa Leone ci ha par­la­to fin da subito di Pace “LA Pace sia con voi” e di Pace dis­ar­ma­ta e dis­ar­mante. Per questo Natale è usci­ta una nota del­la Cei su questo tema che riprende l’immediato invi­to che gli fece il Papa a costru­ire “case del­la Pace” a essere casa di Pace per gli uomi­ni. A dire il vero la nos­tra dio­ce­si subito si era adegua­ta pro­po­nen­do a tut­ti un cam­mi­no di Evan­ge­liz­zazione a par­tire dal­la Pace. Annun­cia­re Gesù è annun­cia­re la Pace.

    Ora la nota del­la Cei si fa anco­ra più esplici­ta. Non è breve, benchè si chi­a­mi nota, ma anzi è un appro­fondi­men­to molto ben arti­co­la­to sul tema del­la pace. Non c’è dub­bio che il suo pres­i­dente Card. Zup­pi, derivante dal mon­do di Sant’Egidio, sia par­ti­co­lar­mente prepara­to sul tema. Ma davvero non ci si era mai spin­ti così in avan­ti su questo tema. Vi invi­to a leg­gere la nota, molto luci­da e molto dura che prende posizione assai netta.

    Anz­i­tut­to svela con lungimi­ran­za che l’Europa viene mes­sa in croce dai ven­ti di guer­ra e viene mes­sa in mez­zo da poten­ti impe­ri­al­is­mi evi­den­te­mente mai sopi­ti: Rus­si, Amer­i­cani, Ottomani, Calif­fati vari, Cina, India, sono i vec­chi imperi a cui molti vor­reb­bero addirit­tura appog­gia­r­si, dimen­ti­can­do la sto­ria di Israele che, a forza di bal­lon­zo­lare fra impero Egiziano e impero Assiro-Babilonese, fu spaz­za­to via. Occorre seguire il Sig­nore, il Dio del­la Pace. Ci vuol poco a capire che la guer­ra all’Ucraina è una guer­ra all’Europa sostenu­ta anche dagli Sta­ti Uni­ti. Per­ché in un’era di imperi l’Europa è l’unica che si rifi­u­ta di esser­lo, almeno fino­ra. Ma la ten­tazione è pro­prio quel­la. Riar­mar­si, sostenere che la guer­ra è inelut­ta­bile, persi­no nec­es­saria. È già par­ti­ta la cam­pagna dei gior­nali (in mano a pochi edi­tori) delle tele­vi­sioni (idem come sopra) suadente, non diret­ta ma sub­dola, fat­ta di pic­cole abi­tu­di­ni, di video­giochi, di spez­zoni tele­vi­sivi, di lin­guag­gio appar­ente­mente sporti­vo. Ci stan­no preparan­do alla guer­ra. L’Avvenire, gior­nale dei vescovi, del­la chiesa ital­iana è l’unico a non scivolare in ques­ta direzione par­lan­do osti­nata­mente di Pace. Davvero la lun­ga e arti­co­la­ta nota del­la Cei affronta la situ­azione inter­nazionale con lungimi­ran­za sen­za cedere min­i­ma­mente ai ven­ti di guer­ra. Nes­sun odio alla Rus­sia, all’America ai musul­mani all’oriente; ma fer­ma e deter­mi­na­ta oppo­sizione alla trasver­sale lob­by delle armi che sof­fia ven­ti di guer­ra e che vede ben alleati tut­ti questi imperi, non per i popoli ma con­tro di essi, scar­i­can­do sul­la gente le bombe per pot­er­si tenere danaro, ric­chez­za, potere, inequità. Stra­no che gli ami­ci demonolo­gi, che vedono il demo­nio ovunque, tac­ciano e non lo vedono dietro questo mostru­oso movi­men­to di Mam­mona, il Dio denaro che sof­fia sulle guerre.

    La Cei, dunque, prende posizione anche sul­la pro­duzione di armi e sug­li inves­ti­men­ti a cui un cre­dente è richiesto di fug­gire. Un fat­to non pro­prio scon­ta­to. E in maniera net­ta e precisa.

    E, infine, per la pri­ma vol­ta in tan­ti anni si per­me­tte di dire che la pre­sen­za dei cap­pel­lani mil­i­tari può essere di cer­to dif­fer­ente e rimanere effi­cace­mente e spir­i­tual­mente atti­va in maniera dif­fer­ente che entrare coi gra­di nell’esercito. Una vera bom­ba. Vedremo se avrà fat­ti con­seguen­ti. Curiosità!

    Infine, per noi del Movi­men­to Ragazzi l’altro ter­mine che appare nel doc­u­men­to è “edu­care” ‚edu­care alla Pace. È un fat­to lento, costante, per­se­ver­ante. Edu­care a relazioni vere, pro­fonde, paci­fiche. Edu­care l’ascolto, l’incontro, la val­oriz­zazione dell’altro. Edu­care i ragazzi a vol­er­si bene. Ad aiutare i più poveri. A difend­er­si, sì ma con la non vio­len­za che non è debolez­za ma forza.

    A un vec­chio Boomer come me cresci­u­to nel Movi­men­to a pane e Ghan­di, pane e Luther King, tut­to ciò sem­bra persi­no super­fluo, qua­si anti­co, assoda­to, chiaro come l’acqua. E invece…eccoci anco­ra qua come Benedet­to XV a par­lare inascoltati di inutili stra­gi, di fol­lia del­la guer­ra men­tre tut­ti fan­no spal­luc­ce speran­do che a loro non toc­chi. Ma davvero abbi­amo a cuore i nos­tri nipoti? Davvero li vogliamo vedere attac­cati da droni spun­tati da chissà dove per difend­ere il mer­ca­to e la ric­chez­za di pochi?

    Alzi­amo la voce per far sen­tire che noi vogliamo economie giuste non di guer­ra e che vogliamo vivere con tut­ti in san­ta pace.

    Un gra­zie di cuore alla Cei che osa l’inosabile, che va con­tro cor­rente. Arriverà di cer­to il dilu­vio di critiche, ma non si può sem­pre tacere, occorre annun­ziare il Van­ge­lo sem­pre, e a Natale il Van­ge­lo dice “PACE IN TERRA AGLI UOMI AMATI DAL SIGNORE” e sic­come par­la ai pas­tori vuol dire che in questi “UOMINI” sono com­pre­si TUTTI GLI UOMINI!

    Cosa del resto palese in un bim­bo che si offre da man­gia­re e che nasce in una povertà dis­ar­ma­ta e dis­ar­mante men­tre il potere già cer­ca di uccider­lo. E lui incon­tra i magi di Ori­ente, non gli spara…

    Buon Natale gente…!

    Don Ful­ly

  • 100 Anni di Don Minetti: chi era costui?

    100 Anni di Don Minetti: chi era costui?

    I mon­t­ele­chi­ni doc sicu­ra­mente avran­no sen­ti­to par­lare del fan­tomati­co ISTITUTO CATECHISTICO DON MINETTI, for­ma giuridi­ca di Fon­dazione di Reli­gione, sot­to la quale vive Mon­t­ele­co e persi­no lo stes­so Movi­men­to Ragazzi, ragion per cui sono state cos­ti­tu­ite 25 anni fa la coop­er­a­ti­va IL SENTIERO DEL MOVIMENTO RAGAZZI e più recen­te­mente le forme asso­cia­tive, ulti­ma delle quali, “I RAGAZZI DI MONTELECO”.

    Vi con­fi­do che all’inizio del mio servizio, quan­do vidi questo fan­tomati­co ISTITUTO CATECHISTICO DON MINETTI, ci rimasi assai per­p­lesso, spe­cial­mente leggen­do il suo statu­to, data­to 1938 e fir­ma­to dall’allora “Cav­a­liere d’Italia”, pro­prio Lui, lui, lui!!!

    Essere l’assistente di un robo fir­ma­to da “lui, lui, lui” non mi piace­va molto. Poi un giorno, non so chi, mi regalò, o forse lo trovai in giro, un libro di Don Durante del 1960 inti­to­la­to “Un don Bosco in miniatu­ra – DON VINCENZO MINETTI”. Lo lessi di cor­sa e ammet­to che vi trovai quel filo rosso del Sig­nore e del­la sua provvi­den­za che scrive su righe storte. Poi, anni dopo, quan­do diven­ni par­ro­co del­la Provvi­den­za incon­trai la Sig­no­ra Sil­via Rina del 1933; mi prese in sim­pa­tia grande e poi capii per­ché. Mi regalò un libro del 1940 di Umber­to Mon­ti “Pre’ Minet­ti – un edu­ca­tore da ricor­dare” . anche questo divo­ra­to e la con­fer­ma che la Dio­ce­si ave­va vis­to bene a inti­to­lare le sue case a questo prete di Cer­tosa anche se nato a Sampier­dare­na nel 1856 e mor­to 100 anni fa nel 1935. E ora capirete per­ché e cosa c’entra lui con Don Ga e tut­ti noi. La Sig­no­ra Sil­via mi ha las­ci­a­to anche una foto dove si vede lei e la sua marea di fratel­li, una famiglia delle tante dell’epoca non cer­ta­mente in agio e che a Don Minet­ti ave­va affida­to i suoi ragazzi. Lei era prati­ca­mente l’ultima e se conobbe diret­ta­mente don Minet­ti non lo ricor­da­va. Sco­prii che con un salto di solo una per­sona ave­vo già incon­tra­to diret­ta­mente don Minet­ti!! E pazien­za se all’epoca in cui fon­darono la Fon­dazione di Reli­gione (prob­a­bil­mente pro­prio per non cadere nelle mani del fas­cio) era fir­ma­ta pro­prio da “ello”.

    E allo­ra: Don Minet­ti nasce nel 1856 alla Cel­la di Sampier­dare­na, da emi­granti di Ova­da, fer­rovieri. La mam­ma era sorel­la di un padre di San Fil­ip­po (e qui ci ricol­leghi­amo a don Ga e don I e all’attuale col­lab­o­razione con Padre Decaroli). Presto va alla Cer­tosa per pas­sare poi agli Arti­gianel­li fon­dati da Don Francesco Mon­te­bruno (Mon­te­bruno ….. qual­cuno sa come si chia­ma l’asilo Oasis in Albaro tenu­to dal­la nos­tra coop­er­a­ti­va? ….. Mon­te­bruno …… tut­to ha un filo…) Minet­ti Vin­cen­zo diven­ta dunque inseg­nante, mae­stro per la pre­ci­sione e nel 1880 è mae­stro nelle civiche scuole di Gen­o­va (civiche ….. che ci sia sot­to l’indicazione di una vocazione futu­ra del Movi­men­to a col­lab­o­rare con le scuole “civiche”?) E ci rimane per 40 anni!!

    Nel frat­tem­po fre­quen­ta l’Azione Cat­toli­ca e fon­da la Soci­età Opera­ia Cat­toli­ca del­la Cer­tosa; buon attore si pre­mu­ra di inscenare opere; è un buon cat­e­chista e forse questo gli fa balenare in tes­ta un’idea: non potrei divenire “sac­er­dote”?… come si dice­va allora….

    Nel 1886, 14 Mar­zo, prese la deci­sione di andare da Don Bosco. Don Bosco ha fonda­to l’oratorio di Sampier­dare­na e spes­so veni­va a vis­itare la sua crea­tu­ra. Vin­cen­zo Minet­ti andò, espose al san­to i suoi dub­bi e le sue sper­anze, don Bosco gli chiese “per­ché vuol far­si prete?” “per­ché così potrei atten­dere meglio e con più effi­ca­cia all’insegnamento del­la dot­t­ri­na cris­tiana”. Lin­guag­gio d’altri tem­pi nat­u­ral­mente ma il deside­rio di annun­cia­re il Van­ge­lo traspare. Don Bosco gli pose una mano sul­la spal­la e disse “Si fac­cia prete allora!”

    Iniz­iò gli stu­di e nel 1889 venne ordi­na­to sac­er­dote. Fu da subito evi­dente la sua inten­zione di dedi­car­si ai gio­vani. Fon­da la pic­co­la con­gregazione degli operai di San Giuseppe. Gli “operai” era­no i cat­e­chisti che FORMAVA per­ché fos­sero capaci a “inseg­nare”. E pure qua ….. for­ma­tore di for­ma­tori!! E ben presto ….. “rac­coglie­va nel suo cor­tile i fan­ci­ul­li delle scuole pub­bliche che ne avessero fat­ta doman­da; dopo una mezz’ora di ricreazione era­no avviati per clas­si nelle aule dove gli inseg­nan­ti per un quar­to d’ora spie­ga­vano il cat­e­chis­mo e poi assis­te­vano i ragazzi nel­lo svol­gi­men­to dei loro com­pi­ti, dis­tribuen­do loro gra­tuita­mente penne, copie e quaderni.” Inutile dire che si riv­ol­ge­va soprat­tut­to ai poveri che non ave­vano altro …. Cosa ne dite cari mon­t­ele­chi­ni? Questo face­va il doposcuo­la già nel 1890 ….. pri­ma del Genoa!!

    Si rac­con­ta nel libro delle attiv­ità estive di “ripe­tizioni” ( A Cuba anco­ra oggi si par­la di “repa­so”); delle gite alla Madon­na del Guardia, al Gar­bo, alla Madon­net­ta, a Coro­na­ta, Gaz­zo, Acquas­an­ta….; del­la sua opera grafi­ca di stampe illus­trate per il cat­e­chis­mo dif­fuse in tut­ta Italia (uso delle immag­i­ni…); fondò anche soci­età gin­niche a San Teodoro; la sua opera davvero si espanse in tut­ta la Valpol­cev­era , Sampier­dare­na, Lagac­cio; fondò e iniz­iò a costru­ire la chiesa del Borghet­to; dopo la grande guer­ra si dedicò agli orfanel­li col “Patrona­to di San Giuseppe” apren­do una tipografia e una faleg­name­ria per dar lavoro ai ragazzi che durarono però poco. Il tut­to nat­u­ral­mente andan­do a chiedere “benef­i­cen­za” a chi pote­va sen­za altri fon­di. Altri tem­pi. Basti pen­sare che inseg­nò alle ele­men­tari come prete, pur essendo la scuo­la laica e sen­za pos­si­bil­ità di fare lì cat­e­chis­mo. Eppure, il Comune lo pre­miò ai 40 anni di insegnamento.

    Don Minet­ti andò incon­tro anche a un grande fal­li­men­to. A 70 anni iniz­iò a cer­care come tutte queste opere avreb­bero potu­to andare avan­ti. Cer­cò nei Sale­siani, in don Ori­one ma non si dimostrarono inter­es­sati; si affidò a una soci­età di Milano che in quat­tro e quattr’otto fal­lì, dopo aver­lo estromes­so dal­la opera; fu manda­to a Roma quat­tro anni. Ritornò e ci fu di mez­zo persi­no il tri­bunale. Ma ora­mai Don Minet­ti era anziano e mala­to. Volò in cielo nel 1935.

    Un prete dona­to com­ple­ta­mente ai ragazzi, ai poveri, all’educazione. Capite bene che allo­ra chia­mar­ci don Minet­ti ci è meno indi­gesto. E poi ci sen­ti­amo così parte di una larga sto­ria che da Don Bosco arri­va diret­ta­mente a noi: una sto­ria di fede, di bene, di idee, di avven­ture tutte tese a far si che i nos­tri ragazzi cres­cano bene e fac­ciano del­la loro vita un capolavoro.

    Gra­zie Sig­nore per­ché ci accom­pa­g­ni sem­pre e ci chi­a­mi a essere operai del­la tua vigna. Operai di San Giuseppe o di Don Ga e don I non impor­ta sem­pre san­ti sono e alcu­ni del­la por­ta accan­to … par­don del­la colo­nia accanto.

    Don Ful­ly

  • Riprendono gli incontri con Mons Marino Poggi

    Riprendono gli incontri con Mons Marino Poggi


    Da molti anni ormai gli ami­ci di Mon­t­ele­co chiedono a mons Mari­no Pog­gi di leg­gere insieme la Paro­la di Dio o i Doc­u­men­ti del­la Chiesa. 

    La sede degli incon­tri si è sposta­ta dal MR a Oregi­na, al sem­i­nario (seguen­do Ful­ly) e dall’anno scor­so alla Cat­te­drale per offrire ques­ta pos­si­bil­ità a tut­ta la dio­ce­si. Il prossi­mo incon­tro è mer­coledì 19 novem­bre (vedi locan­d­i­na), sem­pre pres­so la Cat­te­drale san Loren­zo. Quest’anno leg­ger­e­mo gli Atti degli Apos­toli, dove si rac­con­ta la nasci­ta del­la Chiesa e la dif­fu­sione del Van­ge­lo nel mon­do. Alle 19,30 abbi­amo anche la pos­si­bil­ità di fer­mar­ci per con­di­videre qualche domanda.

    La reg­is­trazione dell’incontro del 15 otto­bre si tro­va a questo link

  • Notizie dalla Diocesi — Gesù: Pace a Voi: formazione diocesana per tutti

    Notizie dalla Diocesi — Gesù: Pace a Voi: formazione diocesana per tutti

    Dall’inizio del cam­mi­no sin­odale, ormai inizia­to quat­tro anni fa, in ogni incon­tro è emer­sa la richi­es­ta di una for­mazione riv­ol­ta a tut­ti, preti, con­sacrati, laici, tut­ti insieme.

    una for­mazione riv­ol­ta a tut­ti, preti, con­sacrati, laici, tut­ti insieme.

    Sono nati così, lo scor­so anno, i “5 sabati”, reg­is­tran­do una pre­sen­za al di sopra di ogni aspet­ta­ti­va: cias­cun incon­tro è sta­to segui­to in pre­sen­za da cir­ca 1000 per­sone, dis­tribuite in 6 sedi decen­trate (quest’anno saran­no 8) col­le­gate con la Cat­te­drale di san Loren­zo, in streaming.

    La sec­on­da edi­zione dei “5 sabati”, che prende il via dal prossi­mo 22 novem­bre fino a mar­zo, trat­ta un tema par­ti­co­lar­mente urgente: “Gesù: pace a voi”, per accen­dere nei cuori­il deside­rio di una pace che com­in­ci den­tro cias­cuno e si apra alla comunità.

    Per saperne di più fate click sul codice QR del­la locan­d­i­na, oppure scar­i­cate la brochure com­ple­ta clic­can­do sul sito del­la diocesi 

    For­mazione diocesana_Brochure_2025_2026

  • Riprendono gli incontri con Mons Marino Poggi

    Riprendono gli incontri con Mons Marino Poggi

    Da molti anni ormai gli ami­ci di Mon­t­ele­co chiedono a mons Mari­no Pog­gi di leg­gere insieme la Paro­la di Dio o i Doc­u­men­ti del­la Chiesa. La sede degli incon­tri si è sposta­ta dal MR a Oregi­na, al sem­i­nario (seguen­do Ful­ly) e dall’anno scor­so alla Cat­te­drale per offrire ques­ta pos­si­bil­ità a tut­ta la diocesi.

    Il prossi­mo ciclo di incon­tri parte dal prossi­mo mer­coledì 15 otto­bre (vedi locan­d­i­na), sem­pre pres­so la Cat­te­drale san Loren­zo. Quest’anno leg­ger­e­mo gli Atti degli Apos­toli, dove si rac­con­ta la nasci­ta del­la Chiesa e la dif­fu­sione del Van­ge­lo nel mon­do. Alle 19,30 abbi­amo anche la pos­si­bil­ità di fer­mar­ci per con­di­videre qualche domanda.

  • Angeli Custodi in piazza

    Angeli Custodi in piazza

    Abbi­amo appe­na fes­teggia­to la nos­tra fes­ta. Quel­la con­vinzione che Dio ci guar­di con amore e si pren­da cura di noi per­sonal­mente, in una for­ma quan­tunque mis­te­riosa, impreved­i­bile, ma anche uno stile di vita. Diventare noi stes­si Angeli Cus­to­di, pren­der­si cura, come dici­amo nel nos­tro annuale prog­et­to: pren­der­ci cura e for­mare a pren­der­si cura.

    In quest’ottica, per così dire spir­i­tuale, mi piace vedere la marea di per­sone che è sce­sa in piaz­za per dare sol­i­da­ri­età e accom­pa­g­na­men­to alla flot­ta che por­ta­va aiu­ti uman­i­tari alla popo­lazione di Gaza. Molte le critiche arrivate: siete politi­ci, non pen­sate a Gaza ma a voi stes­si, avete obi­et­tivi dif­fer­en­ti che non l’aiuto ai palesti­ne­si, siete inutili, siete stru­men­tal­iz­za­ti dai ter­ror­isti, etc etc.

    Io la vedo diver­sa­mente: io vedo che forse c’è un risveg­lio di coscien­ze di fronte alla guer­ra, a quel­la guer­ra, su cui le attuali diri­gen­ze degli sta­ti ci stan­no indot­tri­nan­do con i loro mass-media, con i loro slo­gan solo in apparen­za con­trari alla guer­ra, ma con le azioni esat­ta­mente in quel­la direzione. La gente sce­sa in stra­da non ha volu­to girar­si dall’altra parte come il sac­er­dote, il levi­ta, ma ha volu­to osti­nata­mente dire “fac­ciamo qual­cosa”. Mi pare super­fluo qui ricor­dare che nes­suno ce l’ha con gli ebrei nè tan­tomeno col popo­lo israeliano, ma cer­ta­mente i loro gov­er­nan­ti, per usare un eufemis­mo, non sono lungimi­ran­ti e non ascoltano cer­to gli inseg­na­men­ti del­la Bib­bia Pri­mo tes­ta­men­to a cui fan­no rifer­i­men­to. Che Israele bloc­casse gli aiu­ti uman­i­tari era cer­to, non li fa pas­sare da mesi, pos­si­amo dire da decen­ni, vis­to che da decen­ni, non dà nem­meno l’acqua a quel popo­lo. Tut­tavia, citan­do Mons. Gron­dona e Guc­ci­ni, anche se poco o nul­la arrivasse bisog­na­va pur fare qual­cosa, anche un gesto sim­bol­i­co. E non si dove­va las­cia­re sole quelle per­sone. Ben vengano dunque gli scioperi (dove chi sci­opera non si allun­ga il week­end ma paga in pri­ma per­sona rin­un­cian­do a una gior­na­ta di lavoro). Cer­to un po’ tar­di­vi se si deve indi­vid­uare una col­pa. Ma qual­cosa occorre fare per Gaza, per l’Ucraina, per il Con­go, per il Sudan, per le decine di popoli in guer­ra con le armi che noi ven­di­amo loro. Con che dirit­to poi vor­rem­mo ten­er­ci fuori da un con­flit­to? Allo­ra agiamo ma non bas­ta uno sciopero, non bas­ta un cor­teo, pur impor­tan­ti, finan­co nec­es­sari. Occorre pen­sare e pen­sare, riflet­tere, costru­ire un altro mon­do un’altra econo­mia, altri­men­ti tut­to questo è solo un ribol­lire di pan­cia, pla­ca­to il quale, ritor­ni­amo ai nos­tri son­ni tran­quil­li. Quale mon­do sog­ni­amo? Quel­lo dove (sigh!) il dirit­to inter­nazionale con­ta fino a un cer­to pun­to? Lo dirò anche al vig­ile urbano che mi mul­terà per il posteg­gio “eh, lei non può mul­tar­mi, io ho dirit­to a parcheg­gia­re dove voglio, il dirit­to munic­i­pale con­ta fino a un cer­to pun­to, fino al pun­to dove mi rompe le scat­ole”. Lo dirò anche alla guardia di finan­za “eh, guar­di, io non pago le tasse, lei vuole costru­ire ospedali ma io sto bene di salute e vado in clin­i­ca pri­va­ta; quin­di, il suo dirit­to statale di rac­cogliere le tasse vale fino a un cer­to punto…”

    Noi lig­uri poi dob­bi­amo ben pen­sare a che cosa vogliamo fare: Gen­o­va cap­i­tale dell’idrogeno, dell’economia blu, del­la robot­i­ca, del tur­is­mo, o ….. cap­i­tale delle armi? Ehh­hh, sospi­ra­no quel­li del com­mer­ciale: …. la lin­ea è sot­tile non si può dis­tinguere!!! Baro­lo e Car­carone sono due bot­tiglie di rosso uguali ma si dis­tin­guono benissimo!

    Qual­cuno ha det­to “si è risveg­li­a­ta la gen­er­azione del G8”, spe­ri­amo! Spe­ri­amo che i ragazzi in piaz­za tan­ti anni fa, ora adul­ti quar­an­ten­ni, pren­dano in mano la situ­azione e pensi­no a qual­cosa di nuo­vo. Il cat­toli­co anti­co, tradizionale e, dunque papali­no, ha un suo cre­do: si chia­ma Lauda­to Sii. C’è scrit­to tut­to! Di cer­to si dirà che i paci­fisti sono ingenui, lo si è sem­pre det­to, che godono del­lo stile di vita che il cap­i­tal­is­mo gli offre (e questo è un po’ più sogget­ti­vo, non per tut­ti è così) che le guerre ci sono sem­pre state! Vero, ma forse noi cre­den­ti cre­di­amo in un Dio che ha det­to “Pace a voi”! Ma non puoi schier­ar­ti con le piazze che sono con­tro il gov­er­no, faresti polit­i­ca! A parte che polit­i­ca dob­bi­amo far­la per vocazione cris­tiana, appun­to pren­der­ci cura del bene comune, ma, come dice­vo, io cre­do che questo gri­do del popo­lo, e che di popo­lo si trat­ti bas­ta­va essere (io non c’ero ma vede­vo le foto che mi man­da­vano) nei cortei con famiglie e car­rozzine di bim­bi pic­coli, per dire bas­ta a questo cli­ma di guer­ra, a questo far fin­ta di nul­la finché non dovran­no par­tire i nos­tri figli, per­ché pri­ma o poi dovran­no par­tire per i vari fron­ti e tan­ti già ci sono. E allo­ra sì, questo gri­do va accolto, non va igno­ra­to. Cer­to come dice­va Radi­ni-Tedeschi nell’800 non siamo ami­ci di tut­ti gli scioperi, ma quan­do ci vuole ci vuole. Cer­to colpisce che si rag­giungano certe cifre di parte­ci­pazione per qual­cosa che col mon­do dei con­trat­ti di lavoro in apparen­za non c’entra. Ma c’entra eccome. La for­bice tra ric­chi e poveri si allarga e col panem (notate il boom di trasmis­sioni legate al cibo) et circens­es (dal cal­cio mala­to alle mille stu­p­idag­gi­ni che invadono web e tele­vi­sioni) stan­no rius­cen­do a fare stare tut­ti zit­ti. Forse è avvenu­to un sus­sul­to delle coscien­ze. Spe­ri­amo non finis­ca. Che non vuol dire spe­ri­amo che ci sia sciopero o che si occu­pino i bina­ri (spero non deb­ba pren­dere le dis­tanze dai vio­len­ti che mi pare una cosa ovvia) ma che spe­ri­amo che questo gri­do pos­sa essere ascolta­to. Ter­mi­no ripe­tendo ques­ta bel­lis­si­ma frase che don Ga propina­va (non so se sia sua…): Un gela­to è buono, due gelati sono molto buoni, tre gelati… a qual­cuno man­ca un gela­to. Nes­suno vuole la fame o vivere a pane e acqua ma, se esage­ri­amo, poi la vita ci chiederà di con­to… “Emmu sa detu” 80 anni fa…vorremmo con­tin­uare a vivere in Pace. Gra­zie. Cam­bi­amo l’economia aiu­ti­amo i pae­si del Sud del mondo!

    Insom­ma, cari ami­ci, gli Angeli cus­to­di ci chiedono di cus­todire la Pace, di cus­todire i Poveri (a propos­i­to Papa Leone ha appe­na scrit­to la esor­tazione sui poveri che si chia­ma “Ti ho ama­to!”) di cus­todire i nos­tri ragazzi e bim­bi. Se non diven­ter­e­mo Angeli Cus­to­di anche noi, temo che loro, quel­li veri, fac­ciano davvero sciopero …… No! Tran­quil­li, Dio lavo­ra anche quan­do sci­opera, mai ci abban­don­erà. I suoi Angeli rin­uncer­an­no allo stipen­dio ma ci pro­tegger­an­no sem­pre … se ci lascer­e­mo proteggere.

    Don Ful­ly

  • Il sentiero del Movimento Ragazzi: Progetti e Realizzazioni (Bilancio 2024)

    Il sentiero del Movimento Ragazzi: Progetti e Realizzazioni (Bilancio 2024)

    Care socie e cari soci,
    dal­la sezione archivi o da questo link si può scari­care l’ultimo bilan­cio educa­ti­vo e sociale del “Sen­tiero del movi­men­to Ragazzi”, coop­er­a­ti­va nata dalle intu­izioni ped­a­gogiche di don Ga e dall’esperienza decen­nale di Mon­t­ele­co. Con­frontan­do­lo con i prece­den­ti bilan­ci, tut­ti reperi­bili sul­lo stes­so sito, si può apprez­zare la cresci­ta di ques­ta orga­niz­zazione, che com­prende moltissi­mi aspet­ti, come si può vedere nell’indice del Bilan­cio (qui a destra) e ogni anno viene arric­chi­ta di nuovi obi­et­tivi, prog­et­ti. In par­ti­co­lare, nel 2024, le novità sono:

    NIDO DI INFANZIA OASISMONTEBRUNO (pas­sato da 25 a 45 posti)

    MOVIMENTO IN CAMPO (Cam­po­morone) e UN PASSO ALLA SVOLTA

    NIDO DI INFANZIA DI GAVI

    NIDO DI INFANZIA OASIS MONTEBRUNO (pas­sato da 25 a 45 posti)

    INDICE

  • Riprendono gli incontri con Mons Marino Poggi

    Riprendono gli incontri con Mons Marino Poggi

    Ripren­dono gli incon­tri con Mons Mari­no Pog­gi
    Parte dal prossi­mo mer­coledì 15 otto­bre un ciclo di incon­tri e cat­e­ch­esi a cura di mons Mari­no Pog­gi
    su Atti degli Apos­toli
    pres­so la Cat­te­drale san Loren­zo
    Orario: 18,30–19,30 con pos­si­bil­ità di fer­mar­si fino alle 19,45 per domande

    Gli incon­tri (ter­zo mer­coledì del mese) seguono questo cal­en­dario:
    – 15 otto­bre
    – 19 novem­bre
    – 17 dicem­bre
    – 21 gen­naio
    – 18 feb­braio
    – 18 mar­zo
    – 15 aprile
    – 20 maggio