Autore: Don Ga e il Movimento Ragazzi

  • Lettera Pastorale del nostro Arcivescovo: incontri con Mons Marino Poggi

    Lettera Pastorale del nostro Arcivescovo: incontri con Mons Marino Poggi

    Ci vedi­amo per il ter­zo incon­tro ven­erdì 21 feb­braio 2025, in Cat­te­drale, ore 18,30

    Per ogni incon­tro è disponi­bile l’audio inte­grale del­la cat­e­ch­esi su www.chiesadigenova.it

  • Emergenza turbina (seconda puntata)

    Emergenza turbina (seconda puntata)

    Nel­la news del mese scor­so ave­va­mo infor­ma­to del “crash” del­la nos­tra glo­riosa turbina e del­la neces­sità di “ricov­er­ar­la” in una offic­i­na apposi­ta per la riparazione. Il pri­mo pas­so è sta­to com­pi­u­to: non sen­za qualche dif­fi­coltà, alcu­ni “val­orosi” ami­ci han­no provve­du­to a smon­tar­la e a trasportar­la. Il momen­to più dif­fi­cile è sta­to portare il camion­ci­no in prossim­ità del­la cab­i­na, ma, come al soli­to, nul­la a Mon­t­ele­co è impos­si­bile. Così con­fidi­amo che non sia impos­si­bile trovare i fon­di per provvedere al paga­men­to del­la riparazione. Nel ringraziare gli ami­ci che han­no già fat­to arrivare il loro con­trib­u­to, per chi desiderasse fare altret­tan­to l’IBAN a cui inviare il bonifi­co è:

    IT12X0333201400000000967311Asso­ci­azione “i ragazzi di monteleco”

    A risen­tir­ci alla terza pun­ta­ta, che, spe­ri­amo pos­sa essere già nel­la prossi­ma news.

  • AIUTARE ANCHE SOLO UN BIMBO, UN RAGAZZO È AIUTARE L’UMANITÀ

    AIUTARE ANCHE SOLO UN BIMBO, UN RAGAZZO È AIUTARE L’UMANITÀ

    Ed ecco­mi dunque di rien­tro dai “giri” mis­sion­ari. Sarete persi­no stu­fi di sen­tir rac­con­tare sem­pre le stesse cose. La fragilità del­la situ­azione inter­nazionale ci inter­pel­la in maniera forte, le dis­par­ità che il nos­tro stile occi­den­tale provo­ca in tut­to il mon­do, ci rende com­pli­ci di situ­azioni assurde. In Cen­trafricana, come del resto in tut­ta l’Africa, se qual­cuno anco­ra non se ne fos­se accor­to, si gio­cano par­tite sui min­er­ali, sulle materie prime che han­no inter­esse a man­tenere quelle popo­lazioni alla mer­cè dei poten­tati e dei nuovi imperi. E se pri­ma c’era solo quel­lo occi­den­tale sot­to varie fac­ce ( Sta­tounitense, Euro­pea, Francese, Inglese) ora den­tro ci sono tut­ti: Rus­si in prim­is, Cine­si, Ara­bi, Ingle­si: insom­ma tut­ti sul suo­lo Africano a far fin­ta di aiutare e dare brici­ole in cam­bio di ric­chezze immense. Sarà poi facile dare la col­pa agli africani che, si sa, sono cor­rot­ti e inca­paci. Una sto­ria che va avan­ti impert­er­ri­ta nonos­tante le cronache manipo­late ci abbiano par­la­to di fine del colo­nial­is­mo. Cuba viene esclusa da ogni aiu­to a causa del­la sua osti­nazione a per­se­ver­are in un sis­tema desue­to e fal­li­menta­re agli occhi persi­no dei suoi fedelis­si­mi che sono rimasti in patria. Ma anch’essa va puni­ta e con­dot­ta a cedere le armi e il suo prezioso ter­ri­to­rio e sovran­ità. Nuovi imperi, nuovi sovranis­mi così somiglianti al nove­cen­to e otto­cen­to si stagliano non all’orizzonte ma ogni giorno sui nos­tri tele­foni­ni. Persi­no Mattarel­la lo ha det­to con chiarez­za. Popoli che poi cer­cano una via di salvez­za nel­la fuga, cer­can­do sper­an­za che non vedono nelle loro terre. E noi, come Chiesa in direzione con­traria, a insis­tere con prog­et­ti e vic­i­nan­za in queste terre in apparen­za sen­za sper­an­za ma che in realtà sono le uniche ad avere sper­an­za nel futuro , non cer­to i nos­tri imperi che tan­fano di morte e cupezza.

    Ma queste cose le sapete. Inutile che le ripeta. Mi piace invece rac­con­tare dei ragazzi, dei bam­bi­ni, che sono il nos­tro cam­po. In Africa la situ­azione è quel­la che sap­pi­amo già. Popo­lazioni gio­vanis­sime, nugoli di bam­bi­ni che appaiono nel­la Savana e che appe­na vedono “l’uomo bian­co” accor­rono con quei loro occhioni enor­mi che scru­tano un qual­cuno per loro tremen­da­mente stra­no, sor­ri­den­ti in una maniera incred­i­bile, ti accer­chi­ano, cer­cano il con­tat­to, forse aspet­tano un “bon bon” (caramel­la) e comunque sono desiderosi di inter­a­gire con te, al lim­ite dell’imbarazzo, ripe­tendo ogni tua paro­la ogni tuo gesto, e riden­do all’impazzata. Abbi­amo vis­i­ta­to asili e scuole. Lo sta­to non garan­tisce e nes­suno le aiu­ta, come sap­pi­amo, men­tre i piani occi­den­tali preve­dono invio mas­s­ic­cio di armi e sol­dati non di penne e quaderni. La scuo­la è affi­da­ta qua­si esclu­si­va­mente alle chiese, le quali fan­no come pos­sono: aule di asi­lo con 80 bam­bi­ni sedu­ti uno accan­to all’altro, I quaderni son tav­o­lette di arde­sie come anni 30 da noi ( mag­a­ri forse così si risparmia car­ta). I maestri sono sol­er­ti, qual­cuno con la bac­chet­ta in mano, del resto una classe di 100 alun­ni come la tieni? Sor­pren­den­ti alun­ni con la giac­ca a ven­to addos­so (“Padre non ha sen­ti­to che ven­to c’era sta­mat­ti­na? Siamo a gen­naio è il ven­to da nord per loro è fred­dis­si­mo!”) men­tre io gli sor­ri­do in maniche corte, goden­do­mi il fres­co ven­ti­cel­lo. Mille domande affastel­lano il cervel­lo. Si inseg­na il San­go e il francese. E le loro lingue, i loro dialet­ti? Anche qua come nel caso di Cuba, cosa inseg­n­er­an­no i sol­er­ti pro­fes­sori e maestri? Quale sto­ria? Quale let­ter­atu­ra? A cosa servirà se poi me li tro­vo in infra­di­to con un mitra in mano? Se non ci sono strade, ospedali, cor­rente elet­tri­ca …. Sarà una preparazione all’emigrazione …. Le clas­si si diradano andan­do avan­ti. All’età del liceo non ce ne sono 100 per aula…. I frati ci mostra­no poi una incred­i­bile scuo­la di musi­ca. Fare un intruglio cul­tur­ale fra musi­ca africana e musi­ca euro­pea e occi­den­tale. E’ lo scopo di un frate intrapren­dente e molto sicuro di sé. Alcu­ni sono arrivati a vin­cere pre­mi in Amer­i­ca! E là si son rifat­ti una vita! E io igno­rante che pen­sa­vo solo al cal­cio (le ragazze e bimbe e donne africane han­no splen­di­di vesti­ti anche se ho scop­er­to che sono stoffe con­fezion­ate in Cina.. men­tre i maschi vestono tut­ti con le maglie di cal­cio europee…per l’Italia prevalen­za Juve nat­u­ral­mente e Milan…..) Musi­ca come riscat­to ma vin­cere un pre­mio negli States non sarà seg­no di deca­den­za umana? Moltissi­mi insom­ma i dub­bi. I nos­tri prog­et­ti di chiesa preved­ereb­bero invece facoltà di filosofia e teolo­gia in loco e non sparse nel mon­do. Al soli­to sap­pi­amo le risposte teoriche. Bel­lis­si­mo viag­gia­re e scam­biare idee e cul­ture ma non se si è costret­ti non se è una col­o­niz­zazione cul­tur­ale. Dovreb­bero essere appun­to “scam­bi”. Cosa pos­si­amo dunque fare per questi bim­bi? Aldilà del­la scuo­la…. L’impegno dei mis­sion­ari nelle scuole come negli ospedali appare molto sim­i­le al bam­bi­no che vuole svuotare il mare col cuc­chi­aino. Ma …. forse è quel­lo che il Sig­nore vuole: essere seg­no con­tro­cor­rente, fas­tidioso di sper­an­za indomi­ta con­tro ogni speranza.

    A Cuba non ci sono frotte di bam­bi­ni in questo sen­so. O, meglio, appaiono essercene molti di più di quan­to non ce ne siano per­ché man­cano i gio­vani e i gio­vani adul­ti. Tut­ti via! Son rimasti vec­chi e bam­bi­ni. Bam­bi­ni e madri. Gli altri sono scap­pati e il tas­so di dena­tal­ità è uguale a quel­lo ital­iano. Anche qua gli stu­den­ti non han­no gran­di prospet­tive. Se diven­ter­an­no lau­re­ati, e qua lo pos­sono diventare tut­ti, saran­no medici sen­za stru­men­ti per fare il medico. Dopo un paio d’anni si dimet­tono e si met­tono in atte­sa di emi­grare. O se sono pro­fes­sori non potran­no andare a scuo­la per­ché man­ca il trasporto, molto meglio cer­care di aprire qualche “negozio” e cer­care di sbar­care il lunario che, altri­men­ti, lo stipen­dio statale ti per­me­t­terebbe di com­prar­ti solo due ampi car­toni di uova…e, poi, fini­to!! Quale prospet­ti­va, con quale entu­si­as­mo stu­di­ano e crescono? Fino ai dod­i­ci anni can­tano anco­ra i procla­mi del­la riv­o­luzione ma poi li trovano qua­si irri­den­ti e si met­tono a sognare “l’America”, dove chissà mag­a­ri non faran­no i pro­fes­sori, dovran­no avere due lavori ma avran­no final­mente una macchi­na. E chissà mai che poi ti riva­luti­no le tue lau­ree. Si sente anche questo. E anche qua a Cuba l’immancabile impronta cinese: stan­no facen­do pan­nel­li solari e cen­trali ter­miche. Rius­ci­ran­no nell’impresa di effi­cientare l’isola? Com­para­n­do Cine­si e cubani viene da sor­rid­ere e la sim­pa­tia, per­do­nate­mi se dico un’ ovvi­età è tut­ta per i cubani… eppure col sole l’isola potrebbe essere auto­suf­fi­ciente e non sof­frire di quel­la caren­za di luce che la pone a lato del­la Repub­bli­ca Cen­trafricana per parec­chie ore al giorno. E stu­di­are sen­za cor­rente elet­tri­ca per uno stu­dente non è così facile e non solo per­ché “si può anche stu­di­are al lume di can­dela, è molto roman­ti­co e aguz­za l’ingegno” ma per­ché i com­put­er a can­dela non li han­no anco­ra inven­tati e forse oggi all’università servono…

    Quale sper­an­za per i bim­bi africani e cubani? Quale sper­an­za per i nos­tri? Aiutare anche solo un bim­bo, un ragaz­zo è aiutare l’umanità. Per questo sen­ti­amo la nos­tra mis­sione di Movi­men­to Ragazzi e Mon­t­ele­co come una mis­sione uni­ver­sale. Del resto da oltre trent’anni siamo aper­ti a queste sfide da tut­to il mondo.

    Chi­u­do con questo fat­to. L’altro giorno in sem­i­nario mi chia­mano. “C’è un sig­nore che vuole par­lare con te” e mi dicono nome e cog­nome. Mi suona famigliare ma non riesco a col­lo­car­lo. Mi si pre­sen­ta davan­ti un omone, incon­fondibile accen­to barese. “Francesco!” Era venu­to a Mon­t­ele­co nel 2001 l’anno del G8. 16 anni. “Dove­va” rimanere su per tut­ta l’estate. Ci rimase, lui e un altro com­pare di merende. Garan­tì per lui la dot­tores­sa Scia­r­ret­ta. Poi riprese la sua stra­da. Ha 42 anni, una dit­ta di impianti elet­tri­ci e cen­trali solari con quar­an­ta dipen­den­ti. Ha vin­to un appal­to nel Water­front. Gira l’Italia a ver­i­fi­care i cantieri. Sposato con due figli. “Voglio che vengano a Mon­t­ele­co!” “Don Ful­ly sono anni che vole­vo venire a Gen­o­va a ringraziare, per­ché quan­to mi ha aiu­ta­to Mon­t­ele­co , quell’anno, ha svolta­to la mia vita. Sono felice di abbrac­cia­r­la” E io felice di abbrac­cia­re lui. La sua foto non è mai spari­ta dalle mie men­sole in nes­sun traslo­co. Ogni sguar­do una preghiera. Ce la farà. Ce l’ha fat­ta! Chi lo ricor­da venne persi­no sul Roc­ciamel­one. Il mon­do si sal­va con i Francesco che non per­dono sper­an­za. Accom­pa­g­ni­amoli e servi­amoli col nos­tro umile esser­ci. Così, in questo mon­do a gambe all’aria, provi­amo a cam­biar­lo col nos­tro umile esser­ci, in direzione con­traria e osti­na­ta naturalmente!

    Don Ful­ly

  • Lettera Pastorale del nostro Arcivescovo: incontri con Mons Marino Poggi

    Lettera Pastorale del nostro Arcivescovo: incontri con Mons Marino Poggi

    Ci vedi­amo per il sec­on­do incon­tro ven­erdì 17 gen­naio 2025, in Cat­te­drale, ore 18

  • Associazione “I Ragazzi di Monteleco” (Sara Liga)

    Associazione “I Ragazzi di Monteleco” (Sara Liga)

    Ecco le ultime news del 2024: il pri­mo anno di attiv­ità dell’ASSOCIAZIONE si chi­ude con un cam­bi­a­men­to impor­tante: l’assemblea dei soci che si è svol­ta lo scor­so 22 dicem­bre in Sem­i­nario ha delib­er­a­to la TRASFORMAZIONE in ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE!

    Questo cam­bi­a­men­to ci con­sen­tirà di iscriver­ci al Reg­istro Regionale del Ter­zo Set­tore e di potere quin­di essere des­ti­natari di don­azioni da parte di Fon­dazioni, Aziende e, ovvi­a­mente, sin­gole per­sone che avran­no ora la pos­si­bil­ità di detrarre dalle imposte le loro donazioni.

    La scelta di diventare APS ci faciliterà nel­la nos­tra azione di ricer­ca fon­di ma richiederà un mag­giore impeg­no e rig­ore nel­la ges­tione degli aspet­ti for­mali ed eco­nomi­ci. Siamo con­vin­ti comunque che, gra­zie alla col­lab­o­razione atti­va di tut­to il Con­siglio e al sup­por­to pro­fes­sion­ale del­lo Stu­dio Pongiglione, rius­cire­mo a far fronte a tut­ti gli adempimenti!

    Il pro­gram­ma del 2025 ci vedrà pri­or­i­tari­a­mente impeg­nati sug­li aspet­ti for­ma­tivi ded­i­cati agli edu­ca­tori per con­sen­tire a ragazzi e ragazze del­la cit­tà di pot­er “ass­apo­rare” il mes­sag­gio educa­ti­vo dei nos­tri padri fonda­tori. A questo scopo è anche nec­es­sario con­tin­uare a man­tenere in effi­cien­za le strut­ture di Mon­t­ele­co per­ché i ragazzi che fre­quen­tano i campi estivi sen­tano che la loro cresci­ta pas­sa anche dal­la cura del­la natu­ra. Una delle pri­or­ità, per­tan­to, sarà atti­vare al più presto la turbina che ci dà l’energia elet­tri­ca con l’acqua delle nos­tre sor­gen­ti e che attual­mente è in tilt.

  • Emergenza Turbina (Giancarlo Torre)

    Emergenza Turbina (Giancarlo Torre)

    Crash…e la turbina è salta­ta! Non sap­pi­amo se la col­pa sia dovu­ta a un difet­to del col­lega­men­to alla rete ENEL o altro, sta di fat­to che il nos­tro “cuore pul­sante di ener­gia” ci ha mollato!

    Non si trat­ta solo di un inci­dente tec­ni­co che com­pro­mette la nos­tra pro­duzione di elet­tric­ità e il venire meno di una fonte non indif­fer­ente di risparmio e di rica­vo dal­la “ven­di­ta” di ener­gia all’ ENEL, ma rischia di incidere in modo deter­mi­nante sul nos­tro prog­et­to educa­ti­vo. Tra i val­ori che i nos­tri don Ga e don I ci han­no trasmes­so, un pos­to impor­tante è sem­pre sta­to la cura del­la natu­ra che ci cir­con­da. Su questo “manda­to” abbi­amo costru­ito il prog­et­to educa­ti­vo in atto che prevede la cura del verde e dei boschi e che è sta­to por­ta­to avan­ti con la regione Piemonte, il risparmio ener­geti­co, che con il con­trib­u­to del­la Fon­dazione Pas­sadore ci ha per­me­s­so di sos­ti­tuire tut­ti gli infis­si di casa A, la sen­si­bi­liz­zazione a tutte le energie alter­na­tive tra cui, la nos­tra glo­riosa turbina, è parte essenziale.

    È di fon­da­men­tale impor­tan­za, per­tan­to, fare in modo di riat­ti­var­la al più presto pos­si­bile. A tale scopo sono sta­ti con­sul­tati degli esper­ti che han­no fat­to una diag­nosi piut­tosto “sev­era”: va smon­ta­ta, trasporta­ta con tutte le pre­cauzioni dal­la “caset­ta” e man­da­ta in valle di Aos­ta pres­so l’unica offic­i­na in gra­do di sos­ti­tuire le par­ti danneggiate…e qui ven­gono, purtrop­po, le note dolen­ti: il pre­ven­ti­vo che ci è sta­to pre­sen­ta­to è di 7.000 euro! Ci è sem­bra­to oppor­tuno infor­mare tut­ti quel­li che han­no Mon­t­ele­co nel cuore e chiedere, a chi ne ha la pos­si­bil­ità, di con­tribuire affinché la nos­tra turbina torni a essere più in for­ma di pri­ma! L’ IBAN è:

    IT12X0333201400000000967311

    Asso­ci­azione “i ragazzi di monteleco”

    *Ricor­diamo che, a segui­to del voto favorev­ole nel­la assem­blea del 22 dicem­bre, la nos­tra Asso­ci­azione è sta­ta trasfor­ma­ta in APS ((Asso­ci­azione di Pro­mozione Sociale) e, per­tan­to, ogni don­azione è detraibile ai fini fiscali.

    *Ricor­diamo anche che sono aperte le iscrizioni / rin­no­vo del tessera­men­to per 2025, la quo­ta è rimas­ta invariata

  • PERCHÉ IL CENTRAFRICA? E PERCHÉ ANDARE IN MISSIONE?

    PERCHÉ IL CENTRAFRICA? E PERCHÉ ANDARE IN MISSIONE?

    Cari ami­ci, men­tre mi leg­gerete io mi tro­verò in Repub­bli­ca Cen­trafricana insieme ai due dia­coni Don Gabriele Bar­bi­eri e don Francesco Quell’Oller. Rien­tr­erò, Dio per­me­t­ten­do, il 13 gen­naio per ripar­tire il giorno 17 gen­naio per Cuba da dove rien­tr­erò il 25 gen­naio. Sem­pre con i due dia­coni che rimar­ran­no a Cuba per due mesi.

    Giron­zolone!!! Ma per­ché tut­ti questi viag­gi? Cos’è ques­ta sto­ria delle mis­sioni? Per­ché il Cen­trafrica? E per­ché andare in mis­sione? Non è una vec­chia idea di una chiesa che va a fare pros­eli­ti e aiutare i poveretti? Non abbi­amo un’al­tra idea oggi di Fede? Con l’ecumenismo che ci dice che in ogni reli­gione c’è qual­cosa di luce mes­savi da Dio stes­so che sen­so ha anco­ra andare a par­lare del Van­ge­lo? E poi non si rischia di andare a trasmet­tere più che altro la nos­tra mala­ta soci­età occi­den­tale a popoli che avreb­bero bisog­no di qual­cosa di più fres­co e sti­molante che vec­chie democra­zie dove ora­mai nes­suno va nem­meno a votare? E poi l’obiezione più comune: ma con tut­to il bisog­no che si ha qua a Gen­o­va per­ché pen­sare alla missione?

    Ho ben tre risposte a tutte queste domande! Non capi­ta a tut­ti i Movi­men­ti di avere un assis­tente che da risposte!!! Saran­no quelle giuste?

    1. La pri­ma è sem­plice: andi­amo in Cen­trafricana per­ché uno dei due dia­coni, Francesco di Pont­edec­i­mo è figlio di una cop­pia di mis­sion­ari laici che han­no dato la vita per l’Africa e il Sudamer­i­ca lavo­ran­do molto con i frati cap­puc­ci­ni; anco­ra oggi, che Flavio è man­ca­to da oltre dieci anni, essi vivono nel con­ven­to di Pont­edec­i­mo orga­niz­zan­do spedi­zioni di sol­i­da­ri­età con le mis­sioni. Andi­amo dunque in luoghi che Francesco ben conosce, a fare un po’ un pel­le­gri­nag­gio nei luoghi di suo padre, vis­i­tan­do le mis­sioni. Ma nat­u­ral­mente, quan­tunque mer­av­igliosa­mente roman­ti­co e emozio­nante, tut­to ciò non basterebbe come moti­vazione per andare là. In realtà si sta svilup­pan­do tra le due dio­ce­si (non c’entrano dunque i cap­puc­ci­ni) una col­lab­o­razione di alto liv­el­lo, soprat­tut­to per ciò che riguar­da la for­mazione del clero africano. L’obiettivo è for­mare una chiesa africana in Africa, che non “dipen­da” più dall’occidente ma che, rima­nen­do in pro­fon­da comu­nione con “Roma”, pos­sa avviar­si a una dimen­sione pro­pria. Lavoro dunque che guar­da molto lon­tano. Sare­mo ospi­ti del Vesco­vo di Bouar, insom­ma una spedi­zione anche a liv­el­lo dioce­sano. A Cuba inutile che vi spieghi: abbi­amo lì la nos­tra mis­sione e quin­di vis­iter­e­mo il clero di quel­la dio­ce­si, il Vesco­vo Arturo che ormai è anche il pres­i­dente del­la Con­feren­za epis­co­pale cubana. Ecco dunque per­ché Cen­trafrica e Cuba e non Ango­la e Guatemala……..
    2. La sec­on­da è un po’ più com­p­lessa e meriterebbe lib­ri ma ten­to di sin­te­tiz­zare. Un libro anda­va molto di moda una quindic­i­na di anni fa: “l’opzione benedet­to”. Facen­do leva sul­la omon­imia col Papa Benedet­to 16° face­va balenare l’idea che fos­se un’opzione di quel Papa. In realtà il libro era molto bel­lo e pro­pone­va come mod­el­lo delle nos­tre comu­nità la for­mu­la benedet­ti­na degli antichi monas­teri dove c’era “l’ora et lab­o­ra”. Un libro con spun­ti molto bel­li e che dovrebbe essere ben let­to dalle nos­tre liti­giose comu­nità par­roc­chiali ed eccle­siali che fan­no così fat­i­ca a indi­vid­uare tre cris­tiani che si vogliano bene rima­nen­do ognuno se stes­so. Tut­tavia, per alcu­ni era un invi­to ai cris­tiani a “riti­rar­si”, a vivere come nei con­ven­ti, “pochi ma buoni” a fug­gire dal mon­do per vivere quel­la spir­i­tu­al­ità che Gesù ci inseg­na e ad essere così dei seg­ni in mez­zo al mon­do che veni­va un po’ las­ci­a­to fuori, e che pote­va al mas­si­mo avvic­i­nar­si ed entrare. Poi arrivò Francesco, che pren­den­do spun­to anche da quel­la idea bel­la del libro subito ci liberò dall’ossessione di essere in tan­ti, dei numeri, ma anche dall’ossessione di essere per­fet­ti. Per­ché i “pochi ma buoni” lo si vede bene nei grup­pi gio­vanili in cosa si trasfor­ma: in “sin­goli e mal com­bi­nati…” . A forza di selezionare le pecorelle si arri­va ad averne una e le novan­tanove fuori ma le atten­zioni le dedichi­amo a quell’una. Francesco, con­tin­uan­do l’opera di Papa Benedet­to ha rimes­so la Chiesa in atteggia­men­to mis­sion­ario, non rip­ie­ga­ta su se stes­sa, ma pronta a donare la vita per il mon­do, a essere seg­no di un amore più grande, fiduciosa che la sto­ria non la gui­da né Putin, né XI Jin­ping o Trump, ma lo Spir­i­to San­to. “Uscire” non vuol dire fare pros­eli­ti ma donare, fare eso­do, vivere in atteggia­men­to di dono, con una comu­nità che non sarà per­fet­ta ma è occu­pa­ta ad amare gli uomi­ni, a essere pun­to di rifer­i­men­to per un’umanità alla ricer­ca di sen­so e di luce; ospedale di cam­po, dice Papa Francesco, sen­za muri nè cinte come ave­vano i con­ven­ti (ma li ave­vano? O era­no invece cen­tri aper­ti alla soci­età che la con­t­a­mi­na­vano e ne diven­ta­vano ful­cro?) Anche sull’ora et lab­o­ra di San Benedet­to forse dovrem­mo stu­di­are di più.
    3. Ecco­ci allo­ra all’ultimo pun­to. Mis­sion­ari non vuol dire andare a inseg­nare l’italiano, l’inglese, francese o più mod­er­na­mente rus­so, cinese, arabo ad altri popoli pre­sum­i­bil­mente privi di cul­tura. Sig­nifi­ca portare nel­la nos­tra vita lo stile del dono e nelle nos­tre comu­nità lo stile dell’incontro dell’apertura, del coin­vol­gi­men­to, del lavo­rare insieme. E allo­ra sì, cer­to, nel­lo stile del dono c’è la con­di­vi­sione. Il Cen­trafrica è il paese più povero al mon­do, Cuba vive una crisi mai avu­ta in prece­den­za, non c’è nem­meno la luce elet­tri­ca. Si aiu­ta e si aiu­ta atten­ti a non far coin­cidere l’aiuto con l’obbligo del­la fede. E poi ricor­diamo don Ga con sem­plic­ità: “un gela­to è buono, due gelati sono molto buoni, tre gelati: a qual­cuno man­ca un gela­to”. Il Van­ge­lo non pred­i­ca una sobri­età che un “man­gione e beone” non pote­va imporre e che prese le dis­tanze da Gio­van­ni il Bat­tista, ma pred­i­ca la con­di­vi­sione che molti­pli­ca!!!! Portare il Van­ge­lo a popoli poveri? Por­tategli dei sol­di!!!! Il Van­ge­lo è l’unica vera ric­chez­za che abbi­amo, e quel­lo cer­chi­amo di con­di­videre e, poi, anche quel che abbi­amo. Ma la vera forza è il Van­ge­lo, è solo la Paro­la di Dio che ci rende liberi, che ci lib­era, che ci dà sen­so del­la dig­nità umana. Pri­mo con­di­videre il Van­ge­lo che non è un libro ma una pre­sen­za. E’ una pre­sen­za che ti spinge a cam­biare la vita e il mon­do. Che ti spinge a cam­biare l’economia per­ché solo cam­bian­do il modo di relazionar­si degli uomi­ni, assumen­do il par­a­dig­ma del­la fra­ter­nità, si potrà lib­er­are tan­ti popoli dal­la fame e dal­la sot­tomis­sione. Per­ché l’economia non è altro che il relazionar­si degli uomi­ni, non il demo­nio. Dis­cor­so lun­go, non c’è tem­po. Insom­ma, si por­tano i sem­i­nar­isti in mis­sione non per man­darceli o addirit­tura come (sigh!) mi disse uno una vol­ta per punizione! Ma per avere una men­tal­ità mis­sion­ar­ia, per avere comu­nità che, come” l’opzione benedet­to” dice, si amano e si relazio­nano con Gesù al cen­tro (con la Trinità al cen­tro per­ché l’azione è del­la Spir­i­to ver­so il Padre) ma che si aprono al mon­do aman­do­lo e donan­do ciò che han­no rice­vu­to in dono, un dono che è impos­si­bile imp­ri­gionare tra mura siano esse di pietra, ide­o­logiche o psi­co­logiche. Usci­amo da noi stessi!!!

    E per finire: tut­to questo , con grande mod­es­tia, noi pos­si­amo dire che a Mon­t­ele­co lo fac­ciamo da più di cinquant’anni per­ché questo era il mes­sag­gio del Con­cilio e l’abbiamo res­pi­ra­to gra­zie a quei due gran­di gigan­ti del­la Fede che era­no don Ga e don I. Se volete ve lo spiego……ma non cre­do ci sia bisog­no che vi scri­va centi­na­ia di pagine!!!

    Don Ful­ly

  • Associazione “i ragazzi di Monteleco”: trasformazione in APS (Sara Liga)

    Associazione “i ragazzi di Monteleco”: trasformazione in APS (Sara Liga)

    Caris­si­mi soci e amici

    Vi scri­vo ques­ta breve nota per infor­mar­vi sul per­cor­so che sta intrapren­den­do la nos­tra Associazione:

    come sapete Il nos­tro impeg­no anche per il prossi­mo anno è di con­tin­uare a cer­care finanzi­a­men­ti per ren­dere sem­pre meglio fruibile la strut­tura, ma le Fon­dazioni con le quali siamo in con­tat­to ci han­no sol­lecitati a mod­i­fi­care la nos­tra Asso­ci­azione in A.P.S., Asso­ci­azione di Pro­mozione Sociale in modo da poter­ci iscri­vere al RUNTS, Reg­istro Uni­co Nazionale del Ter­zo Set­tore, con­dizione impre­scindibile, per motivi fis­cali, per con­tin­uare ad erog­a­re i finanziamenti.

    Il Con­siglio diret­ti­vo dopo aver val­u­ta­to van­tag­gi e oneri di ges­tione legati alla nuo­va ragione sociale, ha dato incar­i­co ad un pro­fes­sion­ista di pre­dis­porre una mod­i­fi­ca dell’attuale statu­to in modo da sot­to­por­la all’approvazione dell’Assemblea alla quale siano pre­sen­ti i tre quar­ti dei soci aven­ti dirit­to di voto!

    È per tale moti­vo che vi invi­to calorosa­mente a parte­ci­pare all’ ASSEMBLEA che è sta­ta fis­sa­ta per il 22 dicem­bre alle ore 18,00 pres­so il Sem­i­nario Arcivescovile.

    Avre­mo un’ora a dis­po­sizione per con­frontar­ci sulle prospet­tive del­la nos­tra Asso­ci­azione pri­ma di parte­ci­pare alla San­ta Mes­sa, fis­sa­ta per le ore 19,00, e scam­biar­ci gli auguri di un San­to Natale.

    Vi aspet­to numerosi!!! A presto Sara

  • Lettera Pastorale del nostro Arcivescovo: incontri con Mons Marino Poggi

    Lettera Pastorale del nostro Arcivescovo: incontri con Mons Marino Poggi

    Ci vedi­amo per il pri­mo incon­tro ven­erdì 13 dicem­bre, in Cat­te­drale, ore 18

  • A Natale arriva un Cuore nuovo

    A Natale arriva un Cuore nuovo

    Oggi mi voglio un po’ lus­trare le medaglie e poi vi dirò per­ché. Appe­na arriva­to al Movi­men­to Ragazzi nel 1998 abbi­amo prova­to a met­tere su un grup­po di ragazzi e abbi­amo cer­ca­to, al soli­to, un nome per dar­gli un’identità, cosa impor­tante se si trat­ta di ado­les­cen­ti. Lo chia­mam­mo all’inizio “Grup­po Cuore” per­ché dall’esperienza del Ceis e seguen­do un poco i cam­mi­ni pro­pos­to­ci dal­la Dott Scia­r­ret­ta si parla­va soprat­tut­to delle emozioni, dei sen­ti­men­ti e ci si pro­pone­va di “edu­care il cuore”, di preparare alla vita i ragazzi sapen­do riconoscere e gestire i pro­pri sen­ti­men­ti. Ben presto il grup­po decise di chia­mar­si “Grup­po Frec­cia” dal famoso film (allo­ra) di Lig­a­bue. Decisa­mente meglio di grup­po Cuore che fran­ca­mente sape­va un po di dolciastro.

    Tut­tavia l’educazione di tut­to il ragaz­zo, mente , cuore , cor­po, ani­ma è sta­to sem­pre un mantra del Movi­men­to e che don Ga ha sem­pre ben incul­ca­to. La scuo­la in genere vuole occu­par­si solo del­la tes­ta. Ai gen­i­tori impor­ta un bel cor­po ben vesti­to, nutri­to, in salute e che stia nel pos­to gius­to (sot­to i loro occhi pos­si­bil­mente) che fac­cia fare bel­la figu­ra. L’anima è del­e­ga­ta ai preti e robe sim­ili. Del cuore non gliene impor­ta nessuno.

    Ebbene, da poche set­ti­mane, è usci­ta una enci­cli­ca di Papa Francesco sul “CUORE” . Come sem­pre Papa Francesco riesce a entu­si­as­mar­mi e se pro­fes­sion­al­mente questo lo direi di ogni Papa e Vesco­vo che mi si pre­sen­ti davan­ti (Papi e Vescovi non sono un con­cor­so di sim­pa­tia, di bellez­za, di cul­tura dif­fi­cile da far capire in giro) con Papa Francesco mi sale pro­prio … dal cuore!! Sì, par­la pro­prio del Cuore a par­tire da una frase “DILEXIT NOS” che vuol dire “CI HA AMATO!” Sì, solo un’ espe­rien­za di sen­tir­si amati può rimet­tere in gio­co la nos­tra vita. Non è sen­ti­men­tal­is­mo, non è “oriz­zon­tal­is­mo”, non è essere dol­ci­as­tri: è l’essenza del­la nos­tra fede. L’amore!

    Leg­giuc­chi­a­to tut­to, sto appro­fonden­do le prime pagine e sono davvero fan­tas­tiche. Ci con­fer­mano la bon­tà del nos­tro stile educa­ti­vo che attra­ver­so il gio­co cer­ca di far uscire tut­ti i doni pre­sen­ti nel ragaz­zo com­p­rese le emozioni. Il Papa ci con­for­ta dicen­do che il Cuore non è solo la sede dei sen­ti­men­ti ma è il cen­tro di tut­ta la per­sona, che non è la mente, non è nem­meno l’anima ma è uni­co e questo uni­co lo chia­ma cuore. Vi con­di­vi­do alcu­ni pezzi bel­lis­si­mi e vi invi­to a leg­gere la enci­cli­ca. Ne tro­ver­e­mo gio­va­men­to per la nos­tra opera educa­ti­va. Occorre nel­la nos­tra azione “met­ter­ci il cuore” per­ché è pro­prio la man­can­za di cuore che ci fa accettare ogni ingius­tizia, ogni guer­ra, ogni vio­len­za così come se fos­sero rou­tine, nor­mal­ità. Si par­la di intel­li­gen­za arti­fi­ciale: occhio che non ci ren­dano anche il cuore arti­fi­ciale; ma forse questo è un po’ più dif­fi­cile per fortuna.

     23. Nell’era dell’intelligenza arti­fi­ciale, non pos­si­amo dimen­ti­care che per sal­vare l’umano sono nec­es­sari la poe­sia e l’amore. Ciò che nes­sun algo­rit­mo potrà mai alber­gare sarà, ad esem­pio, quel momen­to dell’infanzia che si ricor­da con tenerez­za e che, mal­gra­do il pas­sare degli anni, con­tin­ua a suc­cedere in ogni ango­lo del piane­ta. Pen­so all’uso del­la forchet­ta per sig­illare i bor­di di quei panze­rot­ti fat­ti in casa con le nos­tre mamme o nonne. È quel momen­to di apprendis­ta­to culi­nario, a metà stra­da tra il gio­co e l’età adul­ta, in cui si assume la respon­s­abil­ità del lavoro per aiutare l’altro. Come questo del­la forchet­ta, potrei citare migli­a­ia di pic­coli det­tagli che com­pon­gono le biografie di tut­ti: far sboc­cia­re sor­risi con una bat­tuta, trac­cia­re un dis­eg­no al con­troluce di una fines­tra, gio­care la pri­ma par­ti­ta di cal­cio con un pal­lone di pez­za, con­ser­vare dei ver­met­ti in una scat­o­la di scarpe, sec­ca­re un fiore tra le pagine di un libro, pren­der­si cura di un uccelli­no cadu­to dal nido, esprimere un deside­rio sfoglian­do una margheri­ta. Tut­ti questi pic­coli det­tagli, l’ordinario-straordinario, non potran­no mai stare tra gli algo­rit­mi. Per­ché la forchet­ta, le bat­tute, la fines­tra, la pal­la, la scat­o­la di scarpe, il libro, l’uccellino, il fiore… si appog­giano sul­la tenerez­za che si con­ser­va nei ricor­di del cuore.

    21. Il nucleo di ogni essere umano, il suo cen­tro più inti­mo, non è il nucleo dell’anima ma dell’intera per­sona nel­la sua iden­tità uni­ca, che è di ani­ma e cor­po. Tut­to è uni­fi­ca­to nel cuore, che può essere la sede dell’amore con tutte le sue com­po­nen­ti spir­i­tu­ali, psichiche e anche fisiche. In defin­i­ti­va, se in esso reg­na l’amore, la per­sona rag­giunge la pro­pria iden­tità in modo pieno e lumi­noso, per­ché ogni essere umano è sta­to cre­ato anz­i­tut­to per l’amore, è fat­to nelle sue fibre più pro­fonde per amare ed essere amato.

    E poi Francesco aggiunge poco dopo che:

    Il mon­do può cam­biare a par­tire dal cuore

    28. Solo a par­tire dal cuore le nos­tre comu­nità rius­ci­ran­no a unire le diverse intel­li­gen­ze e volon­tà e a paci­fi­car­le affinché lo Spir­i­to ci gui­di come rete di fratel­li, per­ché anche la paci­fi­cazione è com­pi­to del cuore. Il Cuore di Cristo è estasi, è usci­ta, è dono, è incon­tro. In Lui diven­ti­amo capaci di relazionar­ci in modo sano e felice e di costru­ire in questo mon­do il Reg­no d’amore e di gius­tizia. Il nos­tro cuore uni­to a quel­lo di Cristo è capace di questo mira­co­lo sociale.

    29. Pren­dere sul serio il cuore ha con­seguen­ze sociali. Come inseg­na il Con­cilio Vat­i­cano II, «cias­cuno di noi deve adop­er­ar­si per mutare il suo cuore, apren­do gli occhi sul mon­do intero e su tutte quelle cose che gli uomi­ni pos­sono com­piere insieme per con­durre l’umanità ver­so un migliore des­ti­no». [20] Per­ché «gli squilib­ri di cui sof­fre il mon­do con­tem­po­ra­neo si col­legano con quel più pro­fon­do squilib­rio che è rad­i­ca­to nel cuore dell’uomo». [21] Di fronte ai dram­mi del mon­do, il Con­cilio invi­ta a tornare al cuore, spie­gan­do che l’essere umano «nel­la sua inte­ri­or­ità, trascende l’universo delle cose: in quelle pro­fon­dità egli tor­na, quan­do fa ritorno a se stes­so, là dove lo aspet­ta quel Dio che scru­ta i cuori (cfr 1 Sam 16,7; Ger 17,10) là dove sot­to lo sguar­do di Dio egli decide del suo des­ti­no». [22]

    30. Questo non sig­nifi­ca fare trop­po affi­da­men­to su noi stes­si. Sti­amo atten­ti: ren­di­amo­ci con­to che il nos­tro cuore non è auto­suf­fi­ciente, è frag­ile ed è fer­i­to. Ha una dig­nità onto­log­i­ca, ma allo stes­so tem­po deve cer­care una vita più dig­ni­tosa. [23] Dice anco­ra il Con­cilio Vat­i­cano II che «il fer­men­to evan­geli­co sus­citò e sus­ci­ta nel cuore dell’uomo ques­ta irrefren­abile esi­gen­za di dig­nità», [24] tut­tavia per vivere sec­on­do ques­ta dig­nità non bas­ta conoscere il Van­ge­lo né fare mec­ca­ni­ca­mente ciò che esso ci coman­da. Abbi­amo bisog­no dell’aiuto dell’amore divi­no. Andi­amo al Cuore di Cristo, il cen­tro del suo essere, che è una for­nace ardente di amore divi­no e umano ed è la mas­si­ma pienez­za che pos­sa rag­giun­gere l’essere umano. È lì, in quel Cuore, che riconos­ci­amo final­mente noi stes­si e impar­i­amo ad amare.

    Cari ami­ci che amate Mon­t­ele­co, non è lì sot­to quel Cuore san­guinante del cro­ci­fis­so di Mon­t­ele­co, che ci accoglie con le sue brac­cia aperte, che abbi­amo sen­ti­to la for­nace ardente che ci bru­cia e ci dona pienez­za? Las­ci­amo­ci cam­biare il cuore da quel cro­ci­fis­so che non è poi se non la tap­pa finale inizia­ta davan­ti a una grot­ta. Guardiamo a quel cuore Bam­bi­no che tro­ver­e­mo nel­la grot­ta uni­to a quel Cuore che tut­to med­i­ta­va nel silen­zio, nel­la dis­crezione e nel servizio umile che era Maria. Natale è il mes­sag­gio che è pos­si­bile rinascere con un cuore nuo­vo e non gra­zie a un trapianto di…. Barnard (bat­tuta da Boomer..) A Natale pos­si­amo cam­biare il cuore! Lo pos­si­amo chiedere non a Bab­bo Natale che è un sem­plice San Nico­la ma a Gesù Bam­bi­no sì!!

    Che Natale vi sia ten­ero cari amici!!

    Don Ful­ly