Autore: Don Ga e il Movimento Ragazzi

  • AMORIS LAETITIA (Mons. Marino Poggi)

    AMORIS LAETITIA (Mons. Marino Poggi)

    Appun­ta­men­to men­sile: con Mons Mari­no Pog­gi leg­giamo insieme l’Esortazione apos­toli­ca sull’amore nel­la famiglia: Amor­is Laetitia.

    Gli incon­tri si ter­ran­no gen­eral­mente il ter­zo saba­to del mese. Il prossi­mo incon­tro è pro­gram­ma­to per saba­to 26 Mar­zo ore 19,30, in pre­sen­za (al Sem­i­nario Arcivescov­ile, Sali­ta Emanuele Cav­al­lo, 104) oppure in stream­ing all’indirizzo:

    https://private-boa.my.webex.com/meet/testi

    La reg­is­trazione del ses­to incon­tro del 19 feb­braio 2022 è disponi­bile nel­la video gallery del sito o a questo link

  • Signore dacci forza di risorgere

    Signore dacci forza di risorgere

    La quares­i­ma di Mon­t­ele­co è inizia­ta con la peste suina, una bel­la pen­iten­za che ci toc­ca e ci caricher­e­mo sulle spalle per por­tar­la fino alla res­ur­rezione. Ma subito dopo è inizia­ta una croce ben più grande per tut­ti. La sci­agu­ra­ta guer­ra di Ucraina che ci è piovu­ta come al soli­to all’improvviso dal cielo quan­do col sen­no di poi così improvvisa non era. Una croce pesante che sus­ci­ta in noi tante domande per­ché è ovvio che risol­vere tut­to in un “siamo nelle mani di un paz­zo” è un po sem­plicis­ti­co e occor­rerebbe sapere come mai siamo fini­ti even­tual­mente nelle mani di questo paz­zo, tra par­ente­si ono­ra­to da moltissi­mi fino a dieci giorni fa.

    Ques­ta guer­ra risveg­lia in noi le domande sul­la pace e sul­la costruzione e ven­di­ta di armi, sul­la gius­tizia e su un nuo­vo ordine mon­di­ale mai più ricostru­ito, sulle ques­tioni dell’energia mai risolte e sem­pre più ine­ludi­bili, sulle ques­tioni del nos­tro stile di vita non più adat­to a sop­portare sac­ri­fi­ci, sul rap­por­to con tan­ti pae­si che conos­ci­amo solo mar­ginal­mente gra­zie all’immigrazione, sulle nos­tre conoscen­ze storiche e geogra­fiche improvvisa­mente così bal­bet­tan­ti, sul nos­tro mene­freghis­mo e inca­pac­ità a vedere le cose ad ampio rag­gio acce­cati soprat­tut­to dall’urgenza degli affari. Tante cro­ci che intasano il nos­tro cuore e rischi­ano di schi­antar­ci al suo­lo uni­ta­mente alle cro­ci mate­ri­ali di per­sone che scap­pano dalle bombe, dal­la fame, dal­la per­se­cuzione, dal­la guer­ra frat­ri­ci­da di due popoli che baciano le stesse icone e sono “costret­ti” a sparar­si addosso.

    Iniziamo ques­ta via cru­cis appe­san­ti­ti e sfi­ac­cati dal­la croce del covid, le forze sem­bra­no man­care eppure anco­ra una vol­ta il Sig­nore ci chiede di abbrac­cia­re ques­ta croce e salire fino alla res­ur­rezione. Ci chiede di trovare strade di luce, di vita nuo­va, di per­dono. Anco­ra una vol­ta e anco­ra e ancora.

    Il demo­nio , che non è Putin per inciso e a scan­so di frain­tendi­men­ti, esiste ed è divi­sione e si insin­ua in noi per divider­ci den­tro. Dividere la pace dal­la gius­tizia, la fra­ter­nità dall’identità, il pro­gres­so dall’equità, l’energia dal­la sosteni­bil­ità. Cer­ca di con­vin­cer­ci che l’amore non esiste, che dare la vita è inutile, che solo nel­la guer­ra potrem­mo avere tut­ti i reg­ni del­la terra.

    Noi dob­bi­amo scegliere la pace, in maniera osti­na­ta; e con lei la gius­tizia, la fra­ter­nità, l’accoglienza, la con­so­lazione, il sup­por­to umano, l’intelligenza che cer­ca strade nuove di pace. La res­ur­rezione questo è. Il Sig­nore ci chiede di digiunare dall’odio per preparar­ci a una stra­da nuo­va. Anco­ra una vol­ta. Cre­de­va­mo che la lezione fos­se servi­ta e invece ecco­ci anco­ra qua. Ma dici­amo­lo sommes­sa­mente, solo noi cre­de­va­mo che l’ordine mon­di­ale post sec­on­da guer­ra mon­di­ale fos­se idil­li­a­co. Il resto del mon­do è sem­pre sta­to in guer­ra. Noi ci cul­liamo nel nos­tro benessere, del quale tra l’altro ci lagni­amo con­tin­u­a­mente. Men­tre il resto del mon­do sof­fre da sem­pre. Dob­bi­amo smet­tere di occu­par­ci solo di noi stes­si. Finchè al mon­do ci sarà anche solo una guer­ra anche in un altro con­ti­nente tut­ti siamo in guer­ra. E tut­ti invece vor­rem­mo la pace.

    Sig­nore dac­ci forza di risorg­ere. Portaci alla res­ur­rezione. Dona la tua pace e il tuo amore. Ren­di­ci costrut­tori di pace e gius­tizia. Non las­cia­r­ci nel ven­erdì san­to. Guardan­do queste madri che scap­pano coi loro bim­bi fa che covi­amo con loro, ospi­tan­dole, un mon­do di pace e non di vendet­ta. Ora siamo nel­la croce, donaci di vedere al ter­mine di ques­ta quares­i­ma mon­di­ale la tua luce, fa che oltre le nubi adden­sate vedi­amo che anco­ra il sole c’è, che è pos­si­bile qual­cosa di nuo­vo. L’aurora di una nuo­va età. Un sen­tiero mai per­cor­so, un pen­siero che osa sognare ciò che nes­suno mai ha pen­sato. Siamo in atte­sa. Sen­tinel­la dim­mi quan­to dur­erà la notte?

    Don Ful­ly

  • AMORIS LAETITIA (Mons. Marino Poggi)

    AMORIS LAETITIA (Mons. Marino Poggi)

    Appun­ta­men­to men­sile: con Mons Mari­no Pog­gi leg­giamo insieme l’Esortazione apos­toli­ca sull’amore nel­la famiglia: Amor­is Laetitia.

    Gli incon­tri si ter­ran­no gen­eral­mente il ter­zo saba­to del mese. Il prossi­mo incon­tro è pro­gram­ma­to per saba­to 19 feb­braio ore 19,30, in pre­sen­za (al Sem­i­nario Arcivescov­ile, Sali­ta Emanuele Cav­al­lo, 104) oppure in stream­ing all’indirizzo:

    https://private-boa.my.webex.com/meet/testi

    La reg­is­trazione del quin­to incon­tro del 15 gen­naio 2022 è disponi­bile nel­la video gallery del sito o a questo link

  • #Diamoci una mano (a cura di Rinaldo Rocca)

    #Diamoci una mano (a cura di Rinaldo Rocca)

    Ricor­do che il codice IBAN del con­to pres­so la Ban­ca Pas­sadore è IT65V 03332 01404 000000813723.

    In questo peri­o­do sono sta­ti ver­sa­ti Euro 2.000. Non ci sono state spese quin­di il sal­do al 31.01.2022 è di Euro 5.213. Inoltre sono sta­ti ver­sa­ti Euro 150 per il Cro­ci­fis­so di Mon­t­ele­co e Euro 150 per lavori da effet­tuare a Mon­t­ele­co. In questo momen­to l’at­tiv­ità di “Diamo­ci una mano” sta aiu­tan­do due famiglie con capo­famiglia inva­li­di, sen­za la pos­si­bil­ità di lavo­rare e sen­za aver rag­giun­to i req­ui­si­ti per una pen­sione e che vivono con un min­i­mo dovu­to al Red­di­to di neces­sità. Il grup­po, purtrop­po esiguo nel numero, cer­ca di aiutare, risol­ven­do prob­le­mi buro­crati­ci, con­tat­tan­do patronati e medici ami­ci, per cer­care di miglio­rare un po’ la loro qual­ità di vita. Il sal­do attuale ci per­me­tte per tut­to il 2022, oltre ad alcu­ni buoni spe­sa, un pic­co­lo aiu­to men­sile alle famiglie di cui ci sti­amo occupando.

    Ringrazio infini­ta­mente chi ha volu­to anco­ra sosten­er­ci per­me­t­ten­do­ci, in questo anno e mez­zo di attiv­ità, di aiutare per­sone in dif­fi­coltà. Nel tem­po alcune situ­azioni si sono risolte in modo autonomo, soprat­tut­to per chi ave­va per­so il lavoro, in altri casi siamo rius­ci­ti a portare ver­so una com­ple­ta autono­mia chi non sape­va come muover­si. I molti casi risolti ci incor­ag­giano ad andare avan­ti e con­tin­uare la nos­tra attiv­ità con l’aiu­to di voi tutti.

  • Un progetto per pre adolescenti e adolescenti

    Un progetto per pre adolescenti e adolescenti

    La regione Lig­uria sta preparan­do una con­ven­zione con le dio­ce­si lig­uri per sostenere lo sfor­zo educa­ti­vo, post-pan­demia riv­olto a ado­les­cen­ti e preadolescenti.

    E’ una buona notizia e rima­ni­amo in atte­sa di conoscere bene le indi­cazioni del­la con­ven­zione e svilup­parne i contenuti,

    Ma riflet­ti­amo un atti­mo solo sui ter­mi­ni del progetto.

    Pre-Ado­les­cen­ti. Chi sono? Il pre-ado­les­cente è il ragazzo/a che va tra i 12 e i 14 anni. E’ quel­la età che non più bambino/a non anco­ra gio­vane né pien­amente ado­les­cente è l’età più abban­do­na­ta e meno cura­ta dall’intero sis­tema educa­ti­vo ital­iano. L’adolescente è infat­ti più attraente; già mez­zo uomo/donna ragiona, è qua­si svilup­pa­to nel fisi­co, indipen­dente abbas­tan­za nelle cose di autono­mia spic­ci­o­la. Il pre ado­les­cente invece ha carat­ter­is­ti­ca anco­ra tipiche del bam­bi­no, spes­so non sa assumer­si una respon­s­abil­ità, non la regge nel tem­po; ha uno sfasa­men­to forte tra fisi­co, volon­tà e emozioni. I gen­i­tori non san­no come pren­der­lo. Pic­co­lo ma già alto un metro e ottan­ta o al con­trario dall’aspetto di un bam­bi­no pic­co­lo ma già qua­si quindi­cenne. Tut­ti lo guardano sospet­tosi. E’ in piena trasfor­mazione. Si è ten­tati di ten­er­lo per mano ma lui non vuole più. E tut­tavia ha bisog­no anco­ra di tut­to. Neanche la legge lo con­sid­era al di sot­to dei 14 anni. Eppure bas­ta osser­var­li spes­so han­no l’aspetto di un adul­to. Estranei spes­so a loro stessi.

    Ma il pread­o­les­cente, che in genere fre­quen­ta le scuole medie appare al ter­mine del­la pri­ma media, si con­cen­tra in sec­on­da e terza media sfio­ran­do i pri­mi mesi delle supe­ri­ori, per poi diventare un ado­les­cente vero e pro­prio: è pro­prio il pane quo­tid­i­ano del Movi­men­to Ragazzi. E’ l’età vera e pro­pria in cui si for­ma il carat­tere , in cui si pon­gono basi per una ado­lescen­za che non sia una vera e pro­pria guer­ra mon­di­ale. E’ l’età in cui i ragazzi ne com­bi­nano di ogni col­ore, si met­tono alla pro­va, sfi­dano i gran­di, han­no bisog­no di essere appog­giati da qual­cuno che non si spaven­ti di loro ma sap­pia guardare in loro la grandez­za di Dio che si man­i­fes­ta nel­la novità di un uomo/donna nuo­vo! I dodi­cen­ni sono affasci­nan­ti, liberi, sin­ceri, capaci di qual­si­asi grandez­za e qual­si­asi scioc­chez­za. Bisog­nosi del grup­po, del bran­co ma bisog­nosi di una pro­pria per­son­ale iden­tità. In essi esplode l’affettività anco­ra immatu­ra total­mente ma che cer­ca dis­per­ata­mente di amare ed essere ama­ta. Spaven­tano, non bam­bi­ni, non gran­di…… a volte inca­paci anco­ra di veri ragion­a­men­ti…… gli adul­ti così se ne dis­tac­cano e li las­ciano andare “ora­mai è grande”!

    Grande un corno! E allo­ra loro cer­cano pun­ti di rifer­i­men­to, su inter­net, nei tele­foni­ni, ovunque. Stan­no las­cian­do il como­do cor­ri­mano dei gen­i­tori ma anco­ra non han­no affer­ra­to il cor­ri­mano del­la vita. Noi adul­ti che cer­chi­amo con­ferme e sicurezze con loro per­diamo la bus­so­la, non ci ori­en­ti­amo, ci richi­u­di­amo in noi stes­si o all’opposto inva­di­amo il loro cam­po e ci sos­ti­tu­iamo a loro.

    Grande sfi­da quel­la dei pread­o­les­cen­ti. Occor­rono luoghi dove essi pos­sono ritrovar­si, avere pun­ti di rifer­i­men­to oltre ai loro genitori.

    E qui ecco il prog­et­to. “Semi di ven­to” . Sem­i­nare pun­ti luce dove i ragazzi trovano chi li accoglie. Diventare semi di sper­an­za, di accoglien­za. Chi­ami­amoli doposcuo­la, chi­ami­amoli scuole del­la pace, chi­ami­amoli ora­tori, chi­ami­amoli locan­de. Ma impeg­ni­amo­ci come comu­nità cris­tiana a viver­li, aprir­li, gestir­li, coor­di­narli, offrir­li. Il Movi­men­to c’è!!!

    Ado­les­cen­ti : L’adolescente con le sue tris­tezze, i suoi entu­si­as­mi le sue alta­l­ene emo­tive è decisa­mente più affasci­nante. Il mon­do con­sum­ista lo corteggia, lo insegue. Gli adul­ti ne sono spaven­tatis­si­mi. Li vor­reb­bero chiusi in casa ma che escano, dedi­ti allo stu­dio oltre ogni lim­ite ma alle­gri, tut­ti a pos­to sen­ti­men­tal­mente ma con chi va bene a mam­ma e papà, molto seri ma non noiosi, attac­cati a mam­ma e papà ma agli occhi degli altri che appa­iano indipen­den­ti. Insom­ma proi­et­ti­amo su di loro tut­ta la nos­tra con­fusa ado­lescen­za non risol­ta. Loro avreb­bero bisog­no del­la seren­ità dei loro gen­i­tori più che di dis­cor­si o prediche , che pure ricer­cano e ascoltano oltre ogni appar­ente rifi­u­to. Anche qua la ten­tazione di noi adul­ti è di mol­lare la pre­sa, sparire, abban­donare, las­cia­re il cam­po ad altri edu­ca­tori. Del resto nell’età del­la ado­lescen­za la pre­sa sei costret­to a mol­lar­la…… ma non a mol­lare il mes­sag­gio educa­ti­vo, la tes­ti­mo­ni­an­za, la relazione. Spes­so gli ado­les­cen­ti si sentono soli nel loro per­cor­so, non sentono da parte degli adul­ti la nec­es­saria lib­ertà nel trat­tar­li. Invece con loro occorre appren­dere la fat­i­ca del­la relazione. Stan­no crescen­do, si stan­no for­man­do, abbi­amo a che fare con qual­cosa di nuo­vo. Al ter­mine dell’adolescenza avre­mo da con­tem­plare e bas­ta. Ci par­rà impos­si­bile e invece…

    Altro tema grande è quan­do finis­ca l’adolescenza. Nel mon­do di oggi pare non finire mai. Di adul­ti ado­les­cen­ti ne è pieno il mon­do. Eppure un proces­so educa­ti­vo dovrebbe avere il cor­ag­gio di dare un ter­mine. Arrivare a dis­cernere le pro­prie respon­s­abil­ità. Rispon­dere in pri­ma per­sona. Ecco un adul­to. E’ nec­es­sario avere 30 anni? 35? Ci vuole cer­ta­mente un lavoro, una autono­mia. Ci può essere una fase di gioven­tù che fa entrare nell’adulto, sep­pur ancor gio­vane. Ma trascinare l’adolescenza a età impens­abili non è forse la stra­da migliore. A un cer­to pun­to si trat­ta di impara­re a scegliere. Ma rima­ni­amo all’età per noi impor­tante 14/18 anni …19? ma non di più. Anche di ques­ta età la comu­nità cris­tiana ha il dovere di occu­par­si, di fornire pun­ti e pon­ti di accom­pa­g­na­men­to; edu­ca­tori, spazi. Anche qua spazio alla fan­ta­sia ma occorre agire per pen­sare a questo. Il Papa Francesco ci ha pun­go­la­to nel­la Cristus Viv­it ma …

    Post-pan­demia: è il peri­o­do che ci toc­ca ammes­so che esista una post pan­demia e non entri­amo in una nuo­va era pan­dem­i­ca sof­fusa e dif­fusa con cui fare i con­ti in una ter­ra mala­ta. E’ chiaro che ado­les­cen­ti e pre ado­les­cen­ti che vivono asse­tati di relazioni e crescono solo sper­i­men­tan­do relazioni tra coetanei e tra loro e gli adul­ti han­no pati­to l’inverosimile le chiusure, la pau­re, le ribel­lioni, le illu­sioni, gli stop and go di questi ulti­mi due anni. Psi­colo­gi, psichi­a­tri soci­olo­gi ce lo rac­con­tano ogni giorno ma noi inseg­nan­ti e gen­i­tori non abbi­amo bisog­no del­la rete per capire ciò che è sot­to i nos­tri occhi. Le fragilità aumen­tano i prob­le­mi si molti­pli­cano. La chiesa si schiera accan­to a loro con l’insolita inizia­ti­va del Papa di chia­mare a se pread­o­les­cen­ti e ado­les­cen­ti il giorno di Pas­quet­ta. Ma come e i rischi? Osser­van­do ogni pre­cauzione ma dob­bi­amo occu­par­ci di loro. Chiuse le chiese, chiusi gli sport, chiuse le scuole da far­si in DAD, sti ragazzi han­no una sola opzione: andare dove si spende. Li si, li puoi. In sicurez­za naturalmente.

    E allo­ra aprire “spazi di incon­tro” gra­tu­iti non solo eco­nomi­ca­mente ma nelle relazioni è il nos­tro com­pi­to di chiesa oggi. E il 18 aprile sarà solo un seg­no. Poi dovre­mo cam­minare. Aiu­tati un min­i­mo anche dal­la soci­età civile ma soprat­tut­to con le nos­tre gambe con il nos­tro entu­si­as­mo, la nos­tra voglia di crescere insieme. Aprire luoghi, fisi­ci e non, di relazione e incon­tro, di cam­mi­no, di pre­sen­za. Ripuntare gli occhi sul cam­mi­no, sul­la sper­an­za e non solo sul virus e le sue pau­re. Ogni comu­nità deve sen­tir­si chia­ma­ta a questo grande gesto di amore. Preghi­amo per questo per­ché noi come Movi­men­to pos­si­amo aiutare tut­ti a fare questo. Del resto è il nos­tro pane di ogni giorno e mai abbi­amo smes­so di far­lo nem­meno in questi due anni.

    Don Ful­ly

  • LA NOSTRA E’ LA CHIESA DEL “MANIMAN”?

    LA NOSTRA E’ LA CHIESA DELMANIMAN”?

    Cari ami­ci del Movi­men­to vi scri­vo nel giorno dei Magi, l’Epifania man­i­fes­tazione di Gesù a tut­ti i popoli. Beh insom­ma è un po’ la fes­ta di Gas­pare insom­ma!! Uno dei Magi. Che poi fos­sero tre lo rac­con­tano i van­geli apoc­ri­fi. I Van­geli di Fede rac­con­tano di “alcu­ni” magi da Ori­ente. Anco­ra una vol­ta per­sone lon­tane di altre fedi intrave­dono una stel­la, un seg­no, intu­is­cono che qual­cosa sta per accadere di impor­tante per la pro­pria vita. Un richi­amo anco­ra una vol­ta a cam­minare insieme anche con chi noi non reputi­amo idonei alla fede. Anco­ra una vol­ta il Sin­o­do e la sacra scrit­tura ci invi­tano ad ascoltare anche chi non crede o chi ha altre fedi. Chi ha nel cuore un sin­cero deside­rio di “met­ter­si in gio­co” di “met­ter­si in cam­mi­no”. Uscire dagli sche­mi, iniziare cose nuove. Per noi del movi­men­to, cer­to, una cosa che da sem­pre attuiamo. Pro­prio questo fece don Ga. Fare rete con chi non crede come noi, lavo­rare per il bene comune insieme a per­sone che non sono “i nos­tri”. E’ questo il nos­tro modo di annun­cia­re sen­za tan­ti dis­cor­si. Questo i nos­tri edu­ca­tori fan­no ogni giorno. Far si che ognuno apra i pro­pri scrig­ni, o per meglio dire lo scrig­no del pro­prio cuore, e impari a donarli riconoscen­do in ogni uomo la pre­sen­za dell’Assoluto. Un modo di lavo­rare di fron­tiera che ora la chiesa mette al centro.

    Per noi è una grande respon­s­abil­ità, per­ché anche per noi c’è il con­tin­uo ris­chio di fer­mar­ci, di chi­ud­er­ci, di esclud­ere, di con­tar­ci, di fer­mar­si nel “si è sem­pre fat­to così” dimen­ti­can­do che il Movi­men­to nacque pro­prio per dire cose nuove del “si è sem­pre fat­to così” che Gen­o­va impone­va, un po’ pri­gion­iera del suo “man­i­man”; man­i­man i ragazzi che vivono con le ragazze chissà cosa suc­cede; man­i­man che i nos­tri ragazzi incon­tra­no quel­li dei vicoli o delle per­iferie; man­i­man che un can­to fat­to un po’ più rapi­do del gre­go­ri­ano fa perdere la spir­i­tu­al­ità; man­i­man che ci sono altre reli­gioni i nos­tri si per­dono; man­i­man che se si lavo­ra con le assis­ten­ti sociali per­diamo la nos­tra vocazione e il nos­tro “speci­fi­co” (ma quale sarà mai lo “speci­fi­co” di chi crede se non l’ostinazione nell’amore, l’immersione nel­lo Spir­i­to?); man­i­man che ci si con­fronta aper­ta­mente col modo di pen­sare di oggi e dei gio­vani ci las­ci­amo con­vin­cere..; man­i­man che se si usano le scien­ze umane dell’educazione si perde lo spir­i­tuale e via dicen­do… se ne son sen­tite delle belle e mag­a­ri fos­sero rimaste ferme ai tem­pi del sec­o­lo scorso…continuano a sen­tir­si e for­ti in giro. Così accul­turati da diventare la chiesa del man­i­man e non la chiesa lib­er­ante di quel­li che sof­frono del maniman…

    E’ un grande tesoro quel­lo che noi abbi­amo rice­vu­to dai nos­tri fonda­tori, cor­ag­giosi cap­i­tani di rotte nuove. Dob­bi­amo ora met­ter­lo a servizio di tut­ti. Può essere quel bel momen­to di cresci­ta per noi. Provi­amo­ci. Vi promet­to che la prossi­ma vol­ta vi par­lerò di un bel prog­et­to regionale di atten­zione del­la chiesa ver­so pread­o­les­cen­ti e ado­les­cen­ti, nel quale vor­rem­mo essere pre­sen­ti come attori e trasci­na­tori. Nel nome di Don Bosco, di don Minet­ti, di don Ga. Ma per fare ciò dovre­mo un po’, covid per­me­t­ten­do, ser­rare le fila, incon­trar­ci e con­di­videre il cammino.

    E per finire alcune chic­che da con­di­videre. Essere ret­tore mi fa conoscere pic­cole cose che sono sim­patiche e importanti.

    Per esem­pio lo sapete che Papa Francesco tra le filas­troc­che ered­i­tate dai suoi ante­nati gen­ovesi quan­do era pic­co­lo ricor­da e can­tic­chia “olidin olidin oli­den sabu a camug­gi dumene­ga a zena” ? Lo aspet­ti­amo a Mon­t­ele­co a cantare insieme il nos­tro inno!!!

    Lo sapete che il nos­tro cro­ci­fis­so nell’ultima guer­ra è sta­to bom­barda­to ed è una delle opere super­sti­ti dei con­ven­ti delle suore tur­chine rasi al suo­lo in cen­tro durante i bom­bar­da­men­ti? Quel Crsi­to gron­da dunque sangue vero, la sof­feren­za del­la guer­ra, la tris­tez­za degli sfol­lati….. è un Cristo sfol­la­to pure Lui. Pen­si­amo a questo men­tre lo preghi­amo affascinati…

    Don Ful­ly

  • AMORIS LAETITIA (Mons. Marino Poggi)

    AMORIS LAETITIA (Mons. Marino Poggi)

    Appun­ta­men­to men­sile: con Mons Mari­no Pog­gi leg­giamo insieme l’Esortazione apos­toli­ca sull’amore nel­la famiglia: Amor­is Laetitia.

    Gli incon­tri si ter­ran­no gen­eral­mente il ter­zo saba­to del mese. Il ter­zo incon­tro è pro­gram­ma­to per saba­to 11 Dicem­bre ore 19,30, in pre­sen­za (al Sem­i­nario Arcivescov­ile, Sali­ta Emanuele Cav­al­lo, 104) oppure in stream­ing all’indirizzo:

    https://private-boa.my.webex.com/meet/testi

    La reg­is­trazione del ter­zo incon­tro del 20 novem­bre è disponi­bile nel­la video gallery del sito

  • Messa di Natale insieme

    Messa di Natale insieme

    In set­tem­bre in occa­sione del­la visi­ta del Vesco­vo ci erava­mo impeg­nati a parte­ci­pare come Movi­men­to Ragazzi al cam­mi­no sin­odale ormai in cor­so nel­la nos­tra dio­ce­si come in tutte le altre chiese locali del mondo.

    Pro­poni­amo di fare il pri­mo pas­so in occa­sione del­la mes­sa che tradizional­mente cele­bri­amo insieme per il Natale.

    L’appuntamento è per saba­to 18 dicem­bre in Sem­i­nario, Sali­ta Cav­al­lo 104:

    alle 16,30, fare­mo un lab­o­ra­to­rio insieme, appro­fonden­do una delle domande sulle quali papa Francesco ci invi­ta a riflettere

    alle 19,00, Mes­sa, segui­ta da un brin­disi di auguri 

    (per chi fos­se inter­es­sato a parte­ci­pare al lab­o­ra­to­rio, con­tattare Sil­vio Can­toni silvcant@gmail.com)

  • Alcune “good news” (a cura di Francesco Gnecco)

    Alcune “good news” (a cura di Francesco Gnecco)

    Ciao vi scri­vo per con­di­videre alcune belle notizie cap­i­tate recentemente:

    - la set­ti­mana scor­sa una ragaz­za M.N. che ora ha 25 anni si è lau­re­a­ta in infer­mieris­ti­ca, e direte “e quin­di?!” Quel­la ragaz­za cir­ca 15 anni fa era venu­ta al nos­tro doposcuo­la di Oregi­na appe­na iscrit­ta in pri­ma media, io e Simone l’ave­va­mo segui­ta nei 3 anni delle medie, quan­do erava­mo pis­chelli­ni pure noi… poi ha fre­quen­ta­to il nos­tro PNO pri­ma iscrit­ta a un liceo poi ave­va per­so un anno, l’ab­bi­amo sostenu­ta e accom­pa­g­na­to ver­so un nuo­vo ori­en­ta­men­to sco­las­ti­co, sino al diplo­ma e poi…

    Durante il lock­down abbi­amo sostenu­to la sua famiglia con I buoni spe­sa, M. ha un fratel­lo che ora ha 16 anni e parte­ci­pa anche lui al nos­tro cen­tro di Oregi­na. Mi ha emozion­a­to ques­ta notizia, per­ché so quan­to impeg­no e fat­i­ca M. ci abbia mes­so in questi anni!

    E’ un risul­ta­to pazzesco per­ché può rap­p­re­sentare un lavoro sicuro e una vita per lei diver­sa rispet­to alle fatiche pas­sate dal­la mam­ma. Ed è sta­ta anche una bel­la notizia per noi edu­ca­tori, per quelle gior­nate in cui ci chiedi­amo a che mai servirà tut­to lo sbat­tone e la pazien­za nel sem­i­nare giorno dopo giorno insieme ai ragazzi, ora abbi­amo una rispos­ta in più!!!

    -lune­di grande novità in asi­lo Oasis. E nata una nuo­va e inter­es­sante col­lab­o­razione con il Sem­i­nario. Soli­ta­mente gli stu­den­ti durante i loro anni di stu­dio ven­gono invi­tati a fare servizio. Ful­ly ha scel­to per i nuovi arrivati di svol­gere servizio con i più pic­coli, nel nido in cen­tro stori­co. Una vol­ta a set­ti­mana saran­no chia­mati a vivere la mat­ti­na insieme ai bim­bi e alle maestre, a impara­re a entrare in relazione con i più pic­coli sen­za tante parole ma soprat­tut­to con lo sguar­do, il cor­po, la presenza…per impara­re a sper­i­menta­re e colti­vare la loro pater­nità che dovrà essere vis­su­ta nel loro servizio sac­er­do­tale in maniera gra­tui­ta e riv­ol­ta a tut­ti. Impara­re a vivere la loro pater­nità sul mod­el­lo del­la pater­nità di Dio. All’inizio i sem­i­nar­isti era­no un po’ sor­pre­si di ques­ta inizia­ti­va ma è bas­ta­ta una man­i­na tesa ver­so di loro per far cam­biare prospet­ti­va. preghi­amo per loro, per i nos­tri futuri sacerdoti!

  • Un Natale in cammino

    Un Natale in cammino

    Un Natale diver­so dagli ulti­mi, rit­mi di vita total­mente dif­fer­en­ti, una comu­nità fis­sa attorno fat­ta da 14 gio­van­ot­ti che stan­no ver­i­f­i­can­do il loro cam­mi­no per met­ter­si al servizio del popo­lo di Dio.

    Una Chiesa che sta cam­mi­nan­do insieme. La nos­tra equipe del Movi­men­to Ragazzi che sta aiu­tan­do come non mai la dio­ce­si e cresce la nos­tra respon­s­abil­ità. Toc­cante vedere Angela che arringa una fol­la di preti mai visti così numerosi sui risul­tati dei pri­mi incon­tri del sinodo.

    Ben presto andremo a fes­teggia­re i 70 anni di mes­sa di Don Stanis­lao, dei padri fil­ip­pi­ni di via Lomelli­ni, anti­co tes­ti­mone degli anni in cui Don Ga e Don I furono i “par­ro­ci” di quel­la chiesa di San Fil­ip­po, cus­to­den­do i seg­reti delle attiv­ità antifas­ciste che lì con­vergevano e che ave­vano costret­to i padri fil­ip­pi­ni a fug­gire o a finire nei campi di sterminio.

    Ben presto fes­tegger­e­mo i 150 anni di don Bosco a Sampier­dare­na, data stor­i­ca anche per noi del Movi­men­to Ragazzi, che poi in realtà si chia­ma Opera Dioce­sana Ragazzi – Isti­tu­to cat­e­chis­ti­co don Minet­ti. “Anco­ra con ‘sta sto­ria di don Ga come don Bosco gen­ovese…” Eppure, cari miei, don Minet­ti mica è una figu­ra mito­log­i­ca, ma un mae­stro gio­vane di Cer­tosa che andò (appun­to 150 anni fa) a con­fes­sar­si da Don Bosco per dis­cernere la sua vocazione. E don Bosco gli sug­gerì di entrare nel clero sec­o­lare (non nei sale­siani) e di fare tut­to il bene che sen­ti­va nel cuore. Don Minet­ti “pree minet­ti” conosci­u­to da tut­ti i gen­ovesi, così fece. E operò instan­ca­bil­mente per i ragazzi e gli operai gio­vani di Cer­tosa fon­dan­do luoghi dove accogliere i ragazzi (oggi li chi­amerem­mo doposcuo­la… o mag­a­ri cen­tri diurni o mag­a­ri CET) Alla sua morte la dio­ce­si gli inti­tolò esat­ta­mente le opere ded­i­cate ai ragazzi….

    150 anni!! È sto­ria. Ma la sto­ria con­tin­ua, anco­ra oggi, e vor­rem­mo si dif­fondesse in cit­tà. Aprire ora­tori, doposcuo­la, cen­tri dove i ragazzi, tut­ti, pos­sano essere accolti, ascoltati e sostenu­ti nelle loro soli­tu­di­ni , nelle loro difficoltà…..

    Questo è sin­o­do…… ascoltare i ragazzi, i preadolescenti…….camminare con loro

    Cam­mini­amo dunque ver­so Betlemme, insieme ai Magi di Ori­ente, ai poveri del­la ter­ra, a ogni uomo. La casa del pane dove tro­ver­e­mo nutri­men­to non solo per i den­ti ma per la nos­tra uman­ità. Ric­chi di sper­an­za, di fidu­cia, di amore ripar­tire­mo per il cam­mi­no più ric­chi del­la Sua uman­ità, povera ma ric­ca, ric­ca del­la certez­za di essere amati e lan­ciati nel­la vita per amare.

    Dal sem­i­nario, dove non per nul­la si sem­i­na, con cuore grande cam­mini­amo insieme

    Don Ful­ly