Autore: Don Ga e il Movimento Ragazzi

  • NEWS DAL MOVIMENTO RAGAZZI E MONTELECO (Francesco Gnecco)

    NEWS DAL MOVIMENTO RAGAZZI E MONTELECO (Francesco Gnecco)

    Mag­gio mese ric­co di even­ti al Movi­men­to Ragazzi per i nos­tri ragazzi ed educatori.

    - Mese del bivac­co: il 7 e 8 mag­gio a Mon­t­ele­co abbi­amo ripro­pos­to il bivac­co per i ragazzi del cen­tro di Oregi­na. Un bel numero di ragazzi cir­ca 40 a gio­care e vivere ques­ta espe­rien­za forte dopo un anno sco­las­ti­co così impeg­na­ti­vo. Quest’an­no gli edu­ca­tori si sono superati.. tut­to il bivac­co è sta­to un grande “video­gio­co” con i per­son­ag­gi di Super Mario!

    - Mese del tor­neo alla Casa del­l’An­ge­lo: dopo due anni di inter­ruzione abbi­amo final­mente ripreso a gio­care con altri ragazzi di altri cen­tri (Casa del­l’An­ge­lo, La Salle, San Gio­van­ni Bat­tista, Scout di Ses­tri) dove il piacere di stare insieme ha reso prezioso questo even­to! Abbi­amo parte­ci­pa­to con due squadre, i pic­coli e i gran­di. Per la cronaca i pic­coli han­no pure vin­to il tor­neo alla pre­sen­za del Pres­i­dente del­la Sampdoria!!

    - Mese di for­mazione: durante questo mese abbi­amo svolto 3 incon­tri per i gio­vani capi­grup­po il mer­cole­di pomerig­gio e per gli edu­ca­tori il marte­di sera. Ci sti­amo preparan­do per… Mon­t­ele­co 2022! abbi­amo tut­ti voglia di ripren­dere i campi tor­nan­do alla nor­mal­ità, dove ogni ragaz­zo e ogni famiglia pos­sa decidere ser­e­na­mente quante set­ti­mane fare! Per la cronaca.. quest’an­no fare­mo 3 set­ti­mane dal 1 al 21 agos­to.. a breve vedrete in giro i manifesti!

    E se tut­to questo non bastasse…

    Mag­gio è il mese di preparazione per l’e­same di terza media (quest’an­no avre­mo 9 ragazzi chia­mati ad affrontare questo nec­es­sario ed emozio­nante “pas­sag­gio”) e per gli edu­ca­tori di preparazione e rac­col­ta ade­sioni per il CENTRO ESTIVO 2022! dal 13 giug­no al 29 luglio, tut­ti i giorni dalle ore 8 alle ore16 (tranne il ven­er­di con orario 8–14).

    Non ci annoiamo di sicuro e… se qual­cuno volesse venire a dar­ci una mano, lo sapete, la por­ta al Movi­men­to è sem­pre aperta!!!

  • Cammino Sinodale — Sintesi grafica

    Cammino Sinodale — Sintesi grafica

    Alcu­ni risul­tati sono già sicuri: il meto­do sin­odale diven­terà il modo per­ma­nente di essere Chiesa. Tut­ti con­cor­di nel dire che non si può tornare indi­etro… anche per il prossi­mo anno si pros­eguirà nell’ascolto, un ascolto da allargare e appro­fondire sem­pre più. 

    Il testo com­ple­to dei risul­tati dell’ascolto di oltre diec­im­i­la gen­ovesi nel pri­mo anno del cam­mi­no sin­odale si può scari­care dal da questo link.

    La fes­ta di pre­sen­tazione che si è svol­ta il 28 mag­gio si può riv­i­vere col­le­gan­dosi a questo link

  • Pentecoste

    Pentecoste

    La Pen­te­coste è sem­pre sta­ta una fes­ta per molti un poco mis­te­riosa. Ques­ta terza per­sona del­la Trinità fa fat­i­ca a scal­dare la nos­tra devozione. Prefe­ri­amo but­tar­la più sul­la nar­razione , e non cre­do sbagliamo di molto, rac­con­tan­do l’evento del giorno di Pen­te­coste quan­do poveri uomi­ni di Galilea ven­nero com­pre­si da una molti­tu­dine di per­sone prove­ni­en­ti da ogni dove. L’iconografia a volte non aiu­ta. Quelle fiammelle sul­la tes­ta degli apos­toli qua­si fos­sero for­nel­li di Mon­t­ele­co las­ciati acce­si, sviano dall’essenza del­lo Spir­i­to che si man­i­fes­ta più nel nos­tro essere che attorno a esso. E’ un fuo­co tut­to inte­ri­ore quel­lo che sentono gli Apos­toli. Il calore di chi rac­con­ta agli altri quel che è suc­ces­so nel­la sua vita e di come la sua vita è sta­ta trasfor­ma­ta dall’incontro con Gesù che ci ha dona­to il suo Spir­i­to. “Sai erava­mo dod­i­ci anzi undi­ci mal­pre­si, delusi, abbat­tuti, che ave­va­mo las­ci­a­to solo il nos­tro migliore ami­co a morire di morte ver­gog­nosa e poi invece guar­da adesso quan­ti siamo e come la gente crede in Gesù! Guar­da la nos­tra come è cam­bi­a­ta, pri­ma ognuno per con­to pro­prio e ora tut­ti insieme pur nelle nos­tre testo­line così dif­fer­en­ti, pron­ti a dare la vita uno per l’altro, ma non solo per tut­ti quan­ti, per­ché abbi­amo capi­to l’Amore di Dio per noi…”

    La Pen­te­coste è nar­rare le gran­di opere di Dio nel­la nos­tra vita. Pen­sate all’avventura di Mon­t­ele­co! Una ban­da di ragazz­i­ni sopravvis­su­ti alla guer­ra, aggi­ran­te­si tra le mac­erie morali e fisiche del­la sec­on­da guer­ra mon­di­ale e ora ……. Quante sto­rie a Mon­t­ele­co, quante vite, quan­ti incontri…….

    La Pen­te­coste se vogliamo è la defin­i­ti­va instal­lazione del­la Trinità nel­la sto­ria del mon­do. Qua ritor­ni­amo all’inizio alla fat­i­ca di pen­sare allo Spir­i­to, anche l’immagine del­la Colom­ba non aiu­ta sem­pre in ques­ta cit­tà infes­ta­ta di pic­cioni ver­so i quali non nutri­amo quel grande affet­to. Lo spir­i­to è Dio che esce da se stes­so e che coin­volge il cuore, le energie, le forze tutte dell’uomo. La Trinità è il fon­da­men­to del­la mis­sione. Noi siamo in perenne mis­sione per­ché Dio è in perenne mis­sione. Dio non sta lassù nei cieli a guardare ma entra nel­la fati­cosa stra­da di trasfig­u­razione dell’uomo in uomo nuo­vo, in Cristo Sig­nore. Uscire da noi stes­si per andare al fratel­lo alla sorel­la è pro­prio vivere questo proces­so, questo pro­cedere di Dio nel­la Storia.

    Quan­ta fat­i­ca ma quan­ta bellez­za. L’innamorato sa bene la fat­i­ca a uscire dal­la log­i­ca del pos­ses­so per entrare nel­la log­i­ca del Dono di sé. E lo Spir­i­to si chia­ma pro­prio così: Dono di sé! Lo Spir­i­to è l’Amore!

    Il dono di sé del­lo sposo e sposa, il dono di sé di un edu­ca­tore ai suoi ragazzi, il dono di sé che cias­cuno fa nel lavoro trasfor­man­do il mon­do a immag­ine del mon­do cre­ato da Dio, il dono di sé dell’ammalato nel con­seg­nar­si a chi se ne prende cura, il dono di sé nel trasfor­mare e con­di­videre la ter­ra, il dono di sé nel con­seg­nar­ci all’Amore di Dio ogni giorno fino all’ultimo.

    La Pen­te­coste sus­ci­ti in noi ques­ta forza che poi è il per­cor­so alla gioia piena come ci spie­ga Gesù. Quan­ti sen­tieri abbi­amo da intrapren­dere. Il sin­o­do che ci vede pro­tag­o­nisti e che ora con­tin­ua per diventare stile di vita. Una chiesa sin­odale e non fat­ta a immag­ine del medio­e­vo col principe, vas­sal­li, val­vassi­ni e via via sog­na­ta così a Mon­t­ele­co dove c’era e c’è un anfiteatro non per caso. La Pas­torale gio­vanile nel­la quale dovre­mo con­tin­uare a portare la nos­tra vic­i­nan­za con tut­ti i ragazzi e non solo con quel­li bravi, bel­li e pro­fu­mati. La nos­tra coop­er­a­ti­va pronta a affrontare nuove sfide e nuovi mon­di del post pan­demia e di tem­pi di guer­ra. La For­mazione per for­mare uomi­ni e donne non suc­cu­bi del Mon­do ma pron­ti nel mon­do a portare pen­sieri dif­fer­en­ti e sti­molan­ti ver­so una somiglian­za sem­pre più stret­ta col Reg­no annun­ci­a­to da Gesù.

    Molti i sen­tieri!! Spir­i­to aiutaci, spir­i­to guidaci. Entra nelle men­ti, nei cuori, nelle brac­cia entra nel vivo esisten­ziale di cias­cun essere umano che ques­ta cieca soci­età ha resa per­ife­ria a noi stessi.

    Buona Pen­te­coste!!!!!

    Don Ful­ly

  • AMORIS LAETITIA (Mons. Marino Poggi)

    AMORIS LAETITIA (Mons. Marino Poggi)

    Con il mese di mag­gio sono ter­mi­nati i bel­lis­si­mi incon­tri sul­la Amor­is Laeti­tia. Per il prossi­mo anno don Mari­no ci ha dato la disponi­bil­ità di far­ci riflet­tere sul­la Lumen Gen­tium (appun­ta­men­to al ter­zo saba­to di ogni mese a com­in­cia­re da ottobre)

    La reg­is­trazione del­l’u­ti­mo incon­tro del 21 mag­gio 2022 è disponi­bile nel­la video gallery del sito o a questo link

    Tut­ti gli incon­tri sono vis­i­bili in ques­ta playlist

  • Una tenda nella città

    Una tenda nella città

    Sti­amo uscen­do pian piani­no dal dis­tanzi­a­men­to impos­to­ci dal­la pan­demia che ci ha comunque fer­i­ti tut­ti, fat­to vio­len­za. Non dob­bi­amo soltan­to ripar­tire, dob­bi­amo in qualche modo “rigener­ar­ci”, pas­sare dal sen­tir­ci fram­men­tati alla gioia ritrova­ta di stare “insieme”, ritrovare la nos­tra vera natu­ra, quel­la del­la relazione, del­la gra­tu­ità, del­la rec­i­proc­ità. Forse per questo la rispos­ta all’invito sin­odale all’ascolto è sta­ta così mas­s­ic­cia… più di diec­im­i­la per­sone in pochi mesi si sono riu­ni­ti in pic­coli grup­pi per riflet­tere su come pos­si­amo vivere oggi la buona novel­la, come riconoscer­ci com­pag­ni di viag­gio, come trasmet­tere alla soci­età di oggi conc­re­ta­mente la vera dig­nità delle per­sone… Per rac­con­tar­ci l’esperienza vis­su­ta in questi mesi, i pri­mi risul­tati dell’ascolto e rilan­cia­r­ci nel­la espe­rien­za sin­odale che con­tin­ua e che spe­ri­amo pos­sa diventare lo stile per­ma­nente del nos­tro essere Chiesa, ci ritro­vi­amo il 28 mag­gio dalle 9.30 alle 13 pres­so il Por­to Anti­co sot­to il ten­done di Piaz­za delle Feste.

    Tut­ti sono invi­tati in un cli­ma di fes­ta come seg­no e tes­ti­mo­ni­an­za di comunione.

  • AMORIS LAETITIA (Mons. Marino Poggi)

    AMORIS LAETITIA (Mons. Marino Poggi)

    Appun­ta­men­to men­sile: con Mons Mari­no Pog­gi leg­giamo insieme l’Esortazione apos­toli­ca sull’amore nel­la famiglia: Amor­is Laetitia.

    Gli incon­tri si ter­ran­no gen­eral­mente il ter­zo saba­to del mese. Il prossi­mo incon­tro è pro­gram­ma­to per saba­to 21 Mag­gio ore 19,30, in pre­sen­za (al Sem­i­nario Arcivescov­ile, Sali­ta Emanuele Cav­al­lo, 104) oppure in stream­ing all’indirizzo:

    https://private-boa.my.webex.com/meet/testi

    La reg­is­trazione del set­ti­mo incon­tro del 23 aprile 2022 è disponi­bile nel­la video gallery del sito o a questo link

    Tut­ti gli incon­tri sono vis­i­bili in ques­ta playlist

  • Il sigillo dello Spirito Santo

    Il sigillo dello Spirito Santo

    Cari ami­ci siamo nel peri­o­do post-pasquale e mi è toc­ca­ta una espe­rien­za che avrebbe dovu­to appartenere a don Ga e invece è toc­ca­to a me. A causa di una onda­ta di “pos­i­tiv­ità” ai ver­ti­ci del­la dio­ce­si, che lavo­ran­do insieme, insieme si ammalano, (cosa che i poten­ti del mon­do cerchereb­bero di evitare ma per noi seg­no che le per­sone lavo­ra­no insieme) mi è sta­to chiesto in qual­ità di ret­tore e di coor­di­na­tore del­la pas­torale gio­vanile di ammin­is­trare le cres­ime e così sono anda­to al Chi­ap­peto e a San Cipri­ano (luoghi ben cari a Mon­t­ele­co gius­to? A San Cipri­ano ci sono le tur­chine quelle del Cro­ci­fis­so di Mon­t­ele­co) a donare ai ragazzi IL SIGILLO DELLO SPIRITO SANTO, che altro non vuol dire il seg­no dell’Amore; un olio pro­fu­ma­to con un seg­no di croce sul­la fronte. Davvero se fos­se toc­ca­to a Don Ga che entu­si­as­mo per la dio­ce­si!! Come avrebbe entu­si­as­ma­to tutti.

    Olio: forza Pro­fu­mo: bellez­za Croce: donar­si, amare Fronte: sede del­la deci­sione ovvero del­la lib­ertà dell’uomo.

    In questo peri­o­do di Pasqua cel­e­bran­do la vita nuo­va è pro­prio di questo che abbi­amo bisog­no. Abbi­amo bisog­no di sig­illi, di seg­ni chiari. Seg­ni di forza per­ché ci sen­ti­amo davvero inde­boli­ti e fiac­cati nel­la volon­tà. Due anni di pan­demia e ora ques­ta assur­da guer­ra che nes­suno vuole ma che tut­ti armano. Invece di trovare soluzioni aggravi­amo divi­sioni. Siamo molto stanchi di tut­to questo Sig­nore donaci Forza

    Seg­ni di Bellez­za, di pro­fu­mo, di dol­cez­za, di sapore, di cul­tura, di arte abbi­amo bisog­no di riap­propi­ar­ci di momen­ti bel­li, sereni, di cose che fan­no bene all’umanità. Sig­nore donaci ques­ta bellez­za e fac­cela sco­prire nelle cose semplici

    Seg­ni di Amore, tes­ti­mo­ni­anze di chi sa gettare il cuore oltre l’ostacolo e resiste nell’amore, sputan­do forte con­tro­ven­to, ma così facen­do ci trasmette la Forza di Amare, l’unica vera nos­tra neces­sità. Sig­nore donaci di sen­tir­ci amati di sper­i­menta­re questo amore che bus­sa alla por­ta bas­ta forse solo aprire

    Seg­ni di ragione per­ché sia la mente forte e il cuore ten­ero in questi momen­ti dif­fi­cili del­la vita. Donaci Sig­nore di stare a fronte alta a tes­ta alta quan­do occorre e di abbas­sar­la umil­mente quan­do non capi­amo o sbagliamo, donaci forza nel­la mente per non cedere alla super­fi­cial­ità, per vol­er com­pren­dere e trovare ragionevoli soluzioni per­ché l’amore è l’unica soluzione del­la ragione.

    Buon cam­mi­no di Pen­te­coste a tut­ti. A mag­gio il 28 grande tap­pa del Sin­o­do e poi il 4 giug­no grande e bel momen­to in dio­ce­si per i gio­vani alla Guardia. Cam­mini­amo cari ami­ci nel­la gioia del­la Pasqua per rice­vere la forza del­lo Spir­i­to. RICEVETE IL SIGILLO DELLO SPIRITO CHE VI E’ DATO IN DONO !!!

    Don Ful­ly

  • AMORIS LAETITIA (Mons. Marino Poggi)

    AMORIS LAETITIA (Mons. Marino Poggi)

    Appun­ta­men­to men­sile: con Mons Mari­no Pog­gi leg­giamo insieme l’Esortazione apos­toli­ca sull’amore nel­la famiglia: Amor­is Laetitia.

    Gli incon­tri si ter­ran­no gen­eral­mente il ter­zo saba­to del mese. Il prossi­mo incon­tro è pro­gram­ma­to per saba­to 23 Aprile ore 19,30, in pre­sen­za (al Sem­i­nario Arcivescov­ile, Sali­ta Emanuele Cav­al­lo, 104) oppure in stream­ing all’indirizzo:

    https://private-boa.my.webex.com/meet/testi

    La reg­is­trazione del set­ti­mo incon­tro del 26 mar­zo 2022 è disponi­bile nel­la video gallery del sito o a questo link

  • La voce del Papa (dalla Fratelli Tutti)

    La voce del Papa (dalla Fratelli Tutti)

    “L’inganno è¨ nel cuore di chi tra­ma il male, la gioia invece è di chi pro­muove la pace” (Pr 12,20). Tut­tavia, c’è chi cer­ca soluzioni nel­la guer­ra, che spes­so «si nutre del per­ver­ti­men­to delle relazioni, di ambizioni ege­moniche, di abusi di potere, di pau­ra dell’altro e del­la diver­sità vista come ostacolo».

     La guer­ra non è¨ un fan­tas­ma del pas­sato, ma è¨ diven­ta­ta una minac­cia costante. Il mon­do sta trovan­do sem­pre più dif­fi­coltà  nel lento cam­mi­no del­la pace che ave­va intrapre­so e che com­in­ci­a­va a dare alcu­ni frutti.

    Poichè si stan­no cre­an­do nuo­va­mente le con­dizioni per la pro­lif­er­azione di guerre, ricor­do che la guer­ra è¨ la negazione di tut­ti i dirit­ti e una dram­mat­i­ca aggres­sione all’ambiente. Se si vuole un aut­en­ti­co svilup­po umano inte­grale per tut­ti, occorre pros­eguire sen­za stan­car­si nell’impegno di evitare la guer­ra tra le nazioni e tra i popoli.

    A tal fine bisogna assi­cu­rare il dominio incon­trasta­to del dirit­to e l’infaticabile ricor­so al negozi­a­to, ai buoni uffi­ci e all’arbitrato, come pro­pos­to dal­la Car­ta delle Nazioni Unite, vera nor­ma giuridi­ca fon­da­men­tale. Voglio ril­e­vare che i 75 anni delle Nazioni Unite e l’esperienza dei pri­mi 20 anni di questo mil­len­nio mostra­no che la piena appli­cazione delle norme inter­nazion­ali è real­mente effi­cace, e che il loro man­ca­to adem­pi­men­to è noci­vo. La Car­ta delle Nazioni Unite, rispet­ta­ta e appli­ca­ta con trasparen­za e sin­cer­ità è¨ un pun­to di rifer­i­men­to obbli­ga­to­rio di gius­tizia e un vei­co­lo di pace. Ma ciò esige di non mascher­are inten­zioni ille­git­time e di non porre gli inter­es­si par­ti­co­lari di un Paese o di un grup­po al di sopra del bene comune mon­di­ale. Se la nor­ma viene con­sid­er­a­ta uno stru­men­to a cui ricor­rere quan­do risul­ta favorev­ole e da elud­ere quan­do non lo è¨, si sca­te­nano forze incon­trol­la­bili che dan­neg­giano grave­mente le soci­età, i più deboli, la fra­ter­nità, l’ambiente e i beni cul­tur­ali, con perdite irrecu­per­abili per la comu­nità globale.

    E’ così che facil­mente si opta per la guer­ra avan­zan­do ogni tipo di scuse appar­ente­mente uman­i­tarie, difen­sive o pre­ven­tive, ricor­ren­do anche alla manipo­lazione dell’informazione. Di fat­to, negli ulti­mi decen­ni tutte le guerre han­no prete­so di avere una gius­ti­fi­cazione. Il Cat­e­chis­mo del­la Chiesa Cat­toli­ca par­la del­la pos­si­bil­ità di una legit­ti­ma dife­sa medi­ante la forza mil­itare, con il pre­sup­pos­to di dimostrare che vi siano alcune «rig­orose con­dizioni di legit­tim­ità  morale. Tut­tavia si cade facil­mente in una inter­pre­tazione trop­po larga di questo pos­si­bile dirit­to. Così si vogliono gius­ti­fi­care indeb­ita­mente anche attac­chi “pre­ven­tivi” o azioni bel­liche che dif­fi­cil­mente non trasci­nano a«mali e dis­or­di­ni più gravi del male da eliminare»

     La ques­tione è che, a par­tire dal­lo svilup­po delle armi nucleari, chimiche e bio­logiche, e delle enor­mi e cres­cen­ti pos­si­bil­ità offerte dalle nuove tec­nolo­gie, si è¨ dato alla guer­ra un potere dis­trut­ti­vo incon­trol­la­bile, che colpisce molti civili inno­cen­ti. In ver­ità «mai l’umanità ha avu­to tan­to potere su se stes­sa e niente garan­tisce che lo uti­lizzerà  bene». Dunque non pos­si­amo più¹ pen­sare alla guer­ra come soluzione, dato che i rischi prob­a­bil­mente saran­no sem­pre supe­ri­ori all’ipotetica util­ità che le si attribuisce. Davan­ti a tale realtà, oggi è¨ molto dif­fi­cile sostenere i cri­teri razion­ali mat­u­rati in altri sec­oli per par­lare di una pos­si­bile “guer­ra giusta”.

    E’ impor­tante aggiun­gere che, con lo svilup­po del­la glob­al­iz­zazione, ciò che può apparire come una soluzione imme­di­a­ta o prat­i­ca per una deter­mi­na­ta regione, dà adi­to a una cate­na di fat­tori vio­len­ti molte volte sot­ter­ranei che finisce per colpire l’intero piane­ta e aprire la stra­da a nuove e peg­giori guerre future. Nel nos­tro mon­do ormai non ci sono solo “pezzi” di guer­ra in un Paese o nell’altro, ma si vive una “guer­ra mon­di­ale a pezzi”, per­chè le sor­ti dei Pae­si sono tra loro forte­mente con­nesse nel­lo sce­nario mondiale.

    Come dice­va San Gio­van­ni XXIII «riesce qua­si impos­si­bile pen­sare che nell’era atom­i­ca la guer­ra pos­sa essere uti­liz­za­ta come stru­men­to di gius­tizia». Lo affer­ma­va in un peri­o­do di forte ten­sione inter­nazionale, e così diede voce al grande aneli­to alla pace che si dif­fonde­va ai tem­pi del­la guer­ra fred­da. Raf­forzò la con­vinzione che le ragioni del­la pace sono più for­ti di ogni cal­co­lo di inter­es­si par­ti­co­lari e di ogni fidu­cia pos­ta nell’uso delle armi. Però non si colsero pien­amente le occa­sioni offerte dal­la fine del­la guer­ra fred­da, per la man­can­za di una visione del futuro e di una con­sapev­olez­za con­di­visa cir­ca il nos­tro des­ti­no comune. Invece si cedette alla ricer­ca di inter­es­si par­ti­co­lari sen­za far­si cari­co del bene comune uni­ver­sale. Così si è fat­to di nuo­vo stra­da l’ingannevole fan­tas­ma del­la guerra.

    Ogni guer­ra las­cia il mon­do peg­giore di come lo ha trova­to. La guer­ra è¨ un fal­li­men­to del­la polit­i­ca e dell’umanità, una resa ver­gog­nosa, una scon­fit­ta di fronte alle forze del male. Non fer­mi­amo­ci su dis­cus­sioni teoriche, pren­di­amo con­tat­to con le ferite, toc­chi­amo la carne di chi subisce i dan­ni. Riv­ol­giamo lo sguar­do a tan­ti civili mas­sacrati come “dan­ni col­lat­er­ali”. Doman­di­amo alle vit­time. Pres­ti­amo atten­zione ai profughi, a quan­ti han­no subito le radi­azioni atom­iche o gli attac­chi chimi­ci, alle donne che han­no per­so i figli, ai bam­bi­ni muti­lati o pri­vati del­la loro infanzia. Con­sid­e­ri­amo la ver­ità di queste vit­time del­la vio­len­za, guardiamo la realtà  coi loro occhi e ascolti­amo i loro rac­con­ti col cuore aper­to. Così potremo riconoscere l’abisso del male nel cuore del­la guer­ra e non ci turberà il fat­to che ci trat­ti­no come ingenui per­chè abbi­amo scel­to la pace.

    Nep­pure le norme saran­no suf­fi­ci­en­ti, se si pen­sa che la soluzione ai prob­le­mi attuali con­sista nel dis­suadere gli altri medi­ante la pau­ra, minac­cian­doli con l’uso delle armi nucleari, chimiche o bio­logiche. Infat­ti, se si pren­dono in con­sid­er­azione le prin­ci­pali minac­ce alla pace e alla sicurez­za con le loro moltepli­ci dimen­sioni in questo mon­do mul­ti­po­lare del XXI sec­o­lo, come, ad esem­pio, il ter­ror­is­mo, i con­flit­ti asim­metri­ci, la sicurez­za infor­mat­i­ca, le prob­lem­atiche ambi­en­tali, la povertà, non pochi dub­bi emer­gono cir­ca l’inadeguatezza del­la deter­ren­za nucleare a rispon­dere effi­cace­mente a tali sfide. Sif­fat­te pre­oc­cu­pazioni assumono ancor più con­sis­ten­za quan­do con­sid­e­ri­amo le cat­a­stro­fiche con­seguen­ze uman­i­tarie e ambi­en­tali che derivano da qual­si­asi uti­liz­zo degli ordig­ni nucleari con dev­as­tan­ti effet­ti indis­crim­i­nati e incon­trol­la­bili nel tem­po e nel­lo spazio.

    Dob­bi­amo anche chieder­ci quan­to sia sosteni­bile un equi­li­bro basato sul­la pau­ra, quan­do esso tende di fat­to ad aumentare la pau­ra e a minare le relazioni di fidu­cia fra i popoli. La pace e la sta­bil­ità inter­nazion­ali non pos­sono essere fon­date su un fal­so sen­so di sicurez­za, sul­la minac­cia di una dis­truzione rec­i­p­ro­ca o di totale annien­ta­men­to, sul sem­plice man­ten­i­men­to di un equi­lib­rio di potere. In tale con­testo, l’obiettivo finale dell’eliminazione totale delle armi nucleari diven­ta sia una sfi­da sia un imper­a­ti­vo morale e umanitario.[La cres­cente inter­dipen­den­za e la glob­al­iz­zazione sig­nif­i­cano che qualunque rispos­ta diamo alla minac­cia delle armi nucleari, essa deb­ba essere col­let­ti­va e con­cer­ta­ta, basa­ta sul­la fidu­cia rec­i­p­ro­ca. Quest’ultima può essere costru­i­ta solo attra­ver­so un dial­o­go che sia sin­ce­ra­mente ori­en­ta­to ver­so il bene comune e non ver­so la tutela di inter­es­si velati o “par­ti­co­lari»

     E con il denaro che si imp­ie­ga nelle armi e in altre spese mil­i­tari cos­ti­tu­iamo un Fon­do mon­di­ale per elim­inare final­mente la fame e per lo svilup­po dei Pae­si più poveri, così che i loro abi­tan­ti non ricor­ra­no a soluzioni vio­lente o ingan­nevoli e non siano costret­ti ad abban­donare i loro Pae­si per cer­care una vita più dignitosa

  • Sputa controvento e sputa forte

    Sputa controvento e sputa forte

    Caris­si­mi non mi sot­trag­go, anzi le apprez­zo sin­ce­ra­mente, alle provo­cazioni del­la chat dei ragazzi di Don Ga dove alcu­ni giorni fa si è scate­na­ta una appas­sion­a­ta dis­cus­sione sul­la guer­ra in Ucraina, un po al di fuori del polit­i­cal­ly correct.

    E’ vero, san­to cielo!! Siamo rimasti sen­za parole per­ché fran­ca­mente cre­de­va­mo di non dover più assis­tere a una cosa del genere.

    Già dicen­do questo ci con­dan­ni­amo. Ciò che accade in Ucraina (dal 2014 tra l’altro ma poi….silenzio!) accade da anni in Siria, nel­lo Yemen in Etipia,e qua e là in tante altre par­ti del mon­do. Ma tant’è…….. finchè non siamo toc­cati ( e cre­de­te­mi aves­si­mo for­ni­ture di Gas solo dal­la Tunisia o gra­no da altre par­ti, poco ci importerebbe anche adesso..) in pri­ma per­sona. Ma questo è solo un inutile sen­so di col­pa. Si supera solo con la con­ver­sione: occhi più aper­ti sul mon­do!! Orec­chie ben tese.

    Ma andi­amo avan­ti. E’ vero che noi siamo cresciu­ti nel­la pace. La mia gen­er­azione almeno. Abbi­amo rimosso gli orrori delle guerre, abbi­amo cre­du­to che non potessero più accadere, che l’orrore con cui si è chiusa la sec­on­da guer­ra mon­di­ale fos­se suf­fi­ciente a ren­der­ci immu­ni. E abbi­amo sbaglia­to di grosso. Col mon­do vir­tuale di oggi, con la soci­età delle immag­i­ni ci è par­so che la guer­ra fos­se un gio­co, un video gio­co; anzi abbi­amo las­ci­a­to crescere intere gen­er­azioni gio­can­do alla guer­ra nei video-games e han­no introi­ta­to il fat­to che la guer­ra è vir­tuale e invece è dan­nata­mente vera. Ci siamo illusi che fab­bri­can­do armi queste fos­sero usate su un altro piane­ta. Eppure sap­pi­amo bene da sem­pre che la nos­tra ter­ra, l’Italia e in specie la Lig­uria, alla quale la cos­ti­tuzione vieta la guer­ra, è uno dei mag­giori pro­dut­tori d’armi. Pro­prio, assur­da­mente per questo fat­to: che intan­to noi non pos­si­amo, nè siamo autor­iz­za­ti, usar­le aven­do per­so l’ultimo con­flit­to. Avrem­mo dovu­to cam­biare stile eco­nom­i­co. “Ma le avreb­bero prodot­ti altri”. Bene. Iniziamo da noi. Cosa com­p­lessa direte voi, e poi ci sono cose che occorre dis­cernere; i cin­go­lati ser­vono ai trat­tori, i radar sono utilis­si­mi; la mari­na mil­itare preser­va le coste e serve per la ricer­ca. Ma infat­ti qua non si vuole met­tere in dis­cus­sione l’esercito o meglio il servizio al bene comune che deve esser­ci in ogni paese. Potrem­mo chia­mar­la pro­tezione civile. Gen­eral­mente non ha bisog­no di bombe a grap­po­lo, né di mis­sili. Sug­li arma­men­ti mil­i­tari davvero potrem­mo spender­ci molto di più a con­trastar­li. E’ insen­sato aumentare le spese mil­i­tari e anche se lo dice la Nato, la Nato non mi pare un dog­ma di fede. “Siamo insieme agli altri non pos­si­amo tirar­ci fuori” . beh allo­ra ha ragione anche il pread­o­les­cente che mas­sacra un coeta­neo a ter­ra per­ché così fan tut­ti e fac­cio parte del bran­co, mica pos­so tirarmene fuori. E allo­ra? Immo­bil­is­mo, quin­di stra­da spi­ana­ta ai dit­ta­tori. E pure questo col Van­ge­lo non c’entra molto.

    Non solo: e allo­ra il dirit­to alla dife­sa? A un popo­lo inva­so non bas­tano carezze, pac­che sulle spalle. Ai nos­tri par­ti­giani non ser­vivano spille da balia per pun­zec­chiare i tedeschi ma mitragli­atri­ci e bombe. Si pos­sono las­cia­re gli ucrai­ni sen­za dife­sa? E’ un dilem­ma che abbi­amo nel cuore. Se non esiste la guer­ra gius­ta, e la chiesa su questo si è ampia­mente pro­nun­ci­a­ta dal Con­cilio Vat­i­cano in poi in modo sem­pre più deciso, esiste il dirit­to di legit­ti­ma dife­sa. Ma un mis­sile è per la dife­sa? E poi non era la dife­sa non vio­len­ta quel­la più aus­pi­ca­bile? Ma se l’assassino ha la pis­to­la pun­ta­ta alla tem­pia di mio figlio, come accade nel più clas­si­co poliziesco o west­ern, pos­so sparar­gli pri­ma io e nat­u­ral­mente far­lo fuori per­ché non ho altra pos­si­bil­ità? Tut­to questo ci dila­nia l’anima. Per­ché in realtà noi tut­ti spareremmo.

    Una vol­ta acclam­a­to che siamo nel­la lin­ea del Van­ge­lo accoglien­do profughi, soste­nen­do le cro­ci rosse, Car­i­tas e quant’altro lag­giù vici­no all’Ucraina, non pos­si­amo elud­ere il prob­le­ma dicen­do “noi cris­tiani ci occu­pi­amo degli ospedali da cam­po e dei fer­i­ti, del­la guer­ra si occu­pino altri”. Per­ché quegli “altri” son bat­tez­za­ti che stan­no ammaz­zan­do altri bat­tez­za­ti tra l’altro, e non pos­so lavar­mi la coscien­za solo ospi­tan­do (tra l’altro non si capisce per­ché questi profughi siano veri e altri era­no indesiderati….ma questo sarebbe trop­po, las­ci­amo stare) o aiu­tan­do mag­a­ri stan­do in poltrona. Anche questo ci dila­nia l’anima.

    Pos­si­amo anche poi iniziare a pen­sare alle cause di tut­to questo e alle con­seguen­ze. Sot­to ci stan­no enor­mi inter­es­si. La guer­ra è tut­to un inter­esse eco­nom­i­co. Sig­ni­fica­ti­vo l’arrivo di molti mer­ce­nari, che guar­da caso son quel­li che fan­no poi mas­sac­ri. Per­ché i popoli sono molto più mis­chiati di quan­to non immag­ini­amo. E la guer­ra non la vogliono questo è sicuro. Ma noi siamo sta­ti inter­es­sati in questi anni a costru­ire un ordine eco­nom­i­co più gius­to o abbi­amo prete­so solo che l’inflazione non ci fos­se, che le nos­tre mense fos­sero riem­pi­bili a prezzi bassi, aumen­tan­do il nos­tro stile di vita in maniera persi­no eccen­tri­ca a volte? Schiere di oli­garchi occi­den­tali e ori­en­tali, ara­bi e cine­si, sono pro­posti come mod­el­li di vita, inse­gui­ti, ado­rati per un self­ie o una fir­ma, e invece non fan­no altro che preparare le prossime guerre. “Con noi questo non c’entra non siamo oli­garchi”. Forse ma non ho mai sen­ti­to un genoano sper­are che la squadra andasse in terza cat­e­go­ria per far gio­care i nos­tri ragazzi e lì si, div­i­den­dosi i sol­di guadag­nati al bot­tegh­i­no vin­cere di cat­e­go­ria in cat­e­go­ria; piut­tosto sbavava­mo di deside­rio che un oli­gar­ca rus­so o arabo com­prasse il Genoa. Questo per dire una sce­ma­ta, ma alla fine indica­ti­va. E allo­ra noi che ci cre­di­amo assolti siamo tut­ti coin­volti. A dar segui­to alla fol­lia del­la guer­ra del riar­mo c’è un ris­chio enorme di effet­to domi­no dal­la Mol­davia, Tran­si­tria, Fin­lan­dia, Bielorus­sia, Esto­nia, Let­to­nia e via dicen­do. Se esci dai con­fi­ni ital­iani la gente non vive in pace. Sono sta­to un paio d’anni fa a Sara­je­vo e la situ­azione non è per nul­la tran­quil­la, stan buoni per non perdere gli aiu­ti ma tut­ti pron­ti a scattare illusi da sog­ni impe­ri­al­is­ti­ci quali la grande Ser­bia o la grande Alba­nia. Il nazion­al­is­mo sof­fia sulle situ­azioni ingiuste o incan­cren­ite o che non si vogliono risol­vere. Il fat­to è che la diver­sità di stile di vita tra noi e il resto del mon­do rimane enorme. Ma causa ingius­tizie. La dis­tan­za tra cen­tri e per­iferie aumen­ta. Tra metropoli e campagne/montagne/isole ci sono abis­si cul­tur­ali e eco­nomi­ci e di lavoro. Dietro ogni crisi ci sono moti­vazioni e cause pre­cise, ricon­ducibili all’economia. “Sei un social­ista”, diran­no in molti. “Ciò che con­ta è la con­ver­sione del cuore, non del sis­tema”. Gius­to, vero e per questo serve la preghiera. Ma il cuore deve con­ver­tir­si a cer­care con la ragione meto­di di scam­bio e di relazione giusti; cioè una econo­mia gius­ta. Per­ché l’economia non è un Dio che va da solo, ma qual­cosa che è gov­er­na­to dall’uomo e dalle sue scelte. E l’economia di salvez­za, di gius­tizia non è solo la bilan­cia o il 50% per­ché a volte facen­do così si è ingiusti. Il dis­cor­so è lun­go ma occor­rerà far­lo. Scusate ma non vi è venu­to in mente sen­ten­do che il gas rus­so è mac­chi­a­to di Sangue e fomen­ta sangue, di chi­ud­ere il rubi­net­to del gas? Ovvero dis­dire subito le for­ni­ture? Per­ché no? Final­mente instal­lare i pan­nel­li solari, cam­biare le fonti ener­getiche con buona pace delle belle arti. Chi ci guadagna con queste for­ni­ture? Pren­di­amole dagli altri pae­si almeno. Chi ci ha lega­to mani e pie­di al gas rus­so? Noi poveri comu­ni mor­tali non abbi­amo infor­mazioni tali da pot­er capire bene, per­ché non ce le dan­no, ma è cer­to che qual­cuno sa bene il per­ché si è scate­na­ta sta guer­ra. Non cre­do ai malan­ni di un uomo solo. Cre­do ai tan­ti che ora si ingras­sano bel­li con­tenti ( e con­tan­ti) e soddisfatti.

    Insom­ma Ful­ly, non ciurlare nel man­i­co. Che fare?

    1. Pre­gare. Si pre­gare per­ché sen­za il suo Aiu­to, la sua Grazia siamo inca­paci di scegliere le cose giuste, le vedi­amo mag­a­ri ma non ne abbi­amo la forza. Pre­gare non per fug­gire, non per girar­si dall’altra parte, non per del­e­gare a Dio ciò che Lui ha manda­to noi a fare, non per placare la nos­tra coscien­za ma per ascoltare Lui, l’unico che ci ren­da capaci di ascoltare gli altri
    2. Accogliere, ospitare, aiutare accom­pa­gnare. Ridare uman­ità alla vita, al mon­do, resti­tuire un sor­riso e una sol­i­da­ri­età a queste per­sone che fug­gono dalle bombe e dai massacri.
    3. Per quan­to può apparire dis­umano non odi­are, non fis­sar­ci sul “nemi­co”. Il nemi­co è il demo­nio ed è den­tro di noi quan­do ci instil­la l’odio. Non dif­fondere parole d’odio, né man­i­festare con­tro qual­cuno. Ma sem­pre spie­gare quan­to il dial­o­go sia l’unica sor­gente del­la pace.
    4. Stu­di­are, infor­mar­si, conoscere, svilup­pare l’idea di un mon­do gius­to in modo eco­nom­i­co, fare piani di inves­ti­men­to che per­me­t­tano di dis­in­ve­stire sulle armi. Abbi­amo eccel­len­ze in Italia dedite solo alle armi. E per armi non mi riferisco alle doppi­ette dei cac­cia­tori. Fac­ciamo con­trat­ti sulle eccel­len­ze che ci com­petono a favore degli esseri umani nel­la vera uni­ca lot­ta che abbi­amo da fare insieme quel­la con­tro i cam­bi climatici.
    5. Non aval­lare l’idea che allargan­do la guer­ra si tro­va la gius­tizia, che più armi entra­no e più pace si vede. Si vedrà più morte.

    Autode­ter­mi­nazione dei popoli e indipen­den­za per chi vuole essere indipen­dente con sta­ti che attuino scam­bi liberi delle materie prime che apparten­gono ai popoli; nes­suna col­o­niz­zazione ide­o­log­i­ca e culturale.

    1. Denu­cleariz­zazione del mon­do, dis­truzione armi chimiche, dis­truzione armi a dis­truzione di mas­sa, di car­ri armati, trasfor­mazione delle navi, ritiro di ogni trup­pa mil­itare straniera da qual­si­asi luo­go, attra­ver­so le quali molte nazioni occu­pano interi pae­si altrui. For­mazione di una forza mul­ti­lat­erale di pace che man­ten­ga l’ordine. Non solo euro­pea ma anche mon­di­ale. Abo­lizione del dirit­to di veto non solo per la Rus­sia e la Cina ma per Europa e Amer­i­ca. (pen­sate 60 anni di votazioni con 99,8% a favore di togliere l’embargo a Cuba annul­late per­ché solo uno si oppone­va. E’ uno scandalo.)

    Utopie? Lo so. Ma ora­mai son decen­ni che ci han­no det­to di smet­ter­la con le utopie che tan­to non si real­iz­zano. E a forza di non cred­er­ci ecco­ci qua!! La pace va cer­ca­ta, va costru­i­ta. Da ragaz­zo anche a Mon­t­ele­co can­ta­vo “E ti pren­dono in giro se con­tinui a cer­car­la Ma non dar­ti per vin­to, per­ché Chi ci ha già rin­un­ci­a­to e ti ride alle spalle forse è anco­ra più paz­zo di te”

    Ne sono pro­prio con­vin­to, chi ha rin­un­ci­a­to alla pace è un paz­zo. Cer­to l’avremo in pienez­za nel Reg­no dei cieli, ma solo se la cercher­e­mo e costru­ire­mo osti­nata­mente qua sul­la ter­ra; sputi­amo con­tro ven­to ma sputi­amo forte amici.

    Don Ful­ly