Autore: Don Ga e il Movimento Ragazzi

  • Si alzò e andò in fretta

    Si alzò e andò in fretta

    Il Papa ha scrit­to ai gio­vani una let­tera di con­vo­cazione per la GMG di Lis­bona del 2023 e ha pro­pos­to il Van­ge­lo di Luca 1,39 “Maria si alzò e andò in fret­ta” come spun­to med­i­ta­ti­vo. E’ il bra­no che segue l’annunciazione; l’Angelo ha appe­na det­to a Maria che sua cug­i­na Elis­a­bet­ta benché anziana era inc­in­ta, Maria allo­ra si alza e va in fretta,

    Sen­ti­amo cosa dice il Papa

    Maria si è las­ci­a­ta inter­pel­lare dal bisog­no del­la sua anziana cug­i­na. Non si è tira­ta indi­etro, non è rimas­ta indif­fer­ente. Ha pen­sato più agli altri che a sé stes­sa. E questo ha con­fer­i­to dinamis­mo ed entu­si­as­mo alla sua vita. Ognuno di voi può chieder­si: come reagis­co di fronte alle neces­sità che vedo intorno a me? Pen­so subito a una gius­ti­fi­cazione per dis­im­peg­n­ar­mi, oppure mi inter­es­so e mi ren­do disponi­bile? Cer­to, non potete risol­vere tut­ti i prob­le­mi del mon­do. Ma mag­a­ri potete iniziare da quel­li di chi vi sta più vici­no, dalle ques­tioni del vostro ter­ri­to­rio. Una vol­ta han­no det­to a Madre Tere­sa: “Quel­lo che lei fa è solo una goc­cia nell’oceano”. E lei ha rispos­to: “Ma se non lo faces­si, l’oceano avrebbe una goc­cia in meno”. 2 Davan­ti a un bisog­no con­cre­to e urgente, bisogna agire in fret­ta. Quante per­sone nel mon­do atten­dono una visi­ta di qual­cuno che si pren­da cura di loro! Quan­ti anziani, malati, carcerati, rifu­giati han­no bisog­no del nos­tro sguar­do com­pas­sionev­ole, del­la nos­tra visi­ta, di un fratel­lo o una sorel­la che oltrepas­si le bar­riere dell’indifferenza! Quali “frette” vi muovono, cari gio­vani? Che cosa vi fa sen­tire l’impellenza di muovervi,* tan­to da non rius­cire a stare fer­mi? Tan­ti – col­pi­ti da realtà come la pan­demia, la guer­ra, la migrazione forza­ta, la povertà, la vio­len­za, le calamità cli­matiche – si pon­gono la doman­da: per­ché mi accade questo? Per­ché pro­prio a me? Per­ché adesso? E allo­ra la doman­da cen­trale del­la nos­tra esisten­za è: per chi sono io?”

    E Aggiunge:

    La fret­ta buona ci spinge sem­pre ver­so l’alto e ver­so l’altro. C’è invece la fret­ta non buona, come per esem­pio quel­la che ci por­ta a vivere super­fi­cial­mente, a pren­dere tut­to alla leg­gera, sen­za impeg­no né atten­zione, sen­za parte­ci­pare vera­mente alle cose che fac­ciamo; la fret­ta di quan­do vivi­amo, stu­di­amo, lavo­riamo, fre­quen­ti­amo gli altri sen­za met­ter­ci la tes­ta e tan­to meno il cuore. Può suc­cedere nelle relazioni inter­per­son­ali: in famiglia, quan­do non ascolti­amo mai vera­mente gli altri e non dedichi­amo loro tem­po; nelle ami­cizie, quan­do ci aspet­ti­amo che un ami­co ci fac­cia diver­tire e rispon­da alle nos­tre esi­gen­ze, ma subito lo evi­ti­amo e andi­amo da un altro se vedi­amo che è in crisi e ha bisog­no di noi; e anche nelle relazioni affet­tive, tra fidan­za­ti, pochi han­no la pazien­za di conoscer­si e capir­si a fon­do. Questo stes­so atteggia­men­to pos­si­amo aver­lo a scuo­la, nel lavoro e in altri ambiti del­la vita quo­tid­i­ana. Ebbene, tutte queste cose vis­sute di fret­ta dif­fi­cil­mente porter­an­no frut­to. C’è il ris­chio che rimangano ster­ili. Così si legge nel libro dei Prover­bi: «I prog­et­ti di chi è dili­gente si risolvono in prof­it­to, ma chi ha trop­pa fret­ta – la fret­ta cat­ti­va – va ver­so l’indigenza» (21,5).”

    Il Papa come sem­pre ci sti­mo­la e ci pone davan­ti a due frette: una buona e una meno buona. Facile dire: il mon­do di oggi va di fret­ta dob­bi­amo smet­tere di inseguir­lo. Quante volte sapete mi è venu­ta la ten­tazione. Dal dar via la macchi­na e la moto e dire “ora fac­cio ciò che si può”, al riti­rar­mi a vivere a Mon­t­ele­co e fare il par­ro­co di Moli­ni di Volt­ag­gio, così almeno si fan­no poche cose e bene. E vi garan­tis­co che il dub­bio me lo por­to den­tro. Ma poi arrivano le urgen­ze: le sca­den­ze di legge, “questo bam­bi­no sof­fre trop­po, sbarel­la a scuo­la, è sem­pre per stra­da che ne fac­ciamo?” “quest’altro si è chiu­so in cam­era davan­ti a un com­put­er, chi lo tira fuori?” La vita ci tira den­tro da mille par­ti e a volte non c’è tem­po, c’è urgen­za, ci vuole fret­ta nel risol­vere le ques­tioni. A volte è pro­prio ques­tione di tem­po, di atti­mi, di ore, di giorni.

    Gesù non ave­va per sé un momen­to nel­la gior­na­ta, eppure ogni tan­to anda­va e si fer­ma­va in silen­zio in preghiera: “tut­ti ti cer­cano!” esplode­va la fret­ta degli apos­toli qua­si rimproverandolo.

    Anche noi nel Movi­men­to ci bar­ca­me­ni­amo tra fret­ta e tra lentez­za più sana e umana. A Mon­t­ele­co urge questo , urge quel­lo!! Poi è arriva­to il covid e ci siamo fer­mati. Eppure…… la bol­let­ta del­la luce arri­va, le norme van rispet­tate, i grup­pi chiedono , l’estate 2023 è già alle porte!! Oh vin­ces­si­mo il superenalotto!!

    La chiesa ha bisog­no di riforme e in fret­ta. Ma poi la gat­ta fret­tolosa par­torisce gat­ti­ni ciechi che non capis­cono dove andare. Cosa occorre cam­biare? E se riman­di­amo sem­pre il cam­bi­a­men­to non è fare muro di gom­ma, oceano di neb­bie nel quale dis­perdere tut­to? LA chiesa va lenta ma non rischia di essere fuori dal mon­do? Chi strap­pa e chi cuce. Guar­da­vo le immag­i­ni del Papa in Bahrein e noi qua a dis­cutere se dob­bi­amo andare noi ai vic­ariati o i vic­ariati devono venire a noi. C’è un abis­so fra chi vola in fret­ta e chi si arra­bat­ta in prob­le­mi inesisten­ti. Ma lui va lento o veloce? Non sare­mo noi che rispon­di­amo solo alle frette di ogni giorno e per­diamo di vista l’insieme?

    Va bene cari ami­ci. Oggi vi ho sem­i­na­to dub­bi atro­ci. Ma pen­so siano dub­bi bel­li che devono inter­rog­a­r­ci per non con­tin­uare a dormire son­ni tran­quil­li che ci impedis­cono di ALZARSI o a sbat­ter­ci in mille direzioni sen­za rag­giun­gere le per­sone da amare.

    *L’impellenza di essere Movi­men­to ver­rebbe da dire che il Papa ci benedica!!!!

    Don Ful­ly

  • LUMEN GENTIUM (Mons. Marino Poggi)

    LUMEN GENTIUM (Mons. Marino Poggi)

    Iniziano gli incon­tri con Mons Mari­no Pog­gi (ter­zo saba­to del mese) per riflet­tere insieme su Lumen Gentium.

    Pri­mo incon­tro saba­to 15 otto­bre ore 19,30 – 20,30, in pre­sen­za (al Sem­i­nario Arcivescov­ile, Sali­ta Emanuele Cav­al­lo, 104, posteg­gio como­do) oppure in stream­ing all’indirizzo: https://private-boa.my.webex.com/meet/testi- breve cena auto­gesti­ta con­di­visa al termine.

  • 18 Settembre — Ritorno a Monteleco (Silvio Cantoni)

    18 Settembre — Ritorno a Monteleco (Silvio Cantoni)

    Sono ormai molti anni che si svolge l”incontro di set­tem­bre a Monte Leco, in quel­lo che, per lun­go tem­po, è sta­to il reg­no di “Don Ga” e di “don I”, ma cre­do che mai, come in ques­ta solare domeni­ca del 18 set­tem­bre 2022, si sia res­pi­ra­to “tra i pas­si d’a Buchet­ta” un cli­ma così sim­i­le a quel­lo che c’era in quel luo­go al tem­po in cui era­no in vita i due sac­er­doti, don Gas­pare Canepa e don Giuseppe Ival­di. Il moti­vo di tut­to questo è da ricer­care nel­la sig­ni­fica­ti­va pre­sen­za di moltissi­mi “ex mon­t­ele­chi­ni” che si sono ritrovati dopo molti anni riu­ni­ti nel luo­go del­la loro infanzia e gioven­tù, per accogliere i resti mor­tali di don I che sono sta­ti deposti nel­la Chiesa ded­i­ca­ta agli Angeli Cus­to­di e per appren­dere che in futuro ritorner­an­no anche quel­li di don Ga, per una loro ricon­giun­zione solo ter­re­na, per­ché in Par­adiso sono già riu­ni­ti da molto tem­po. Quan­do sono state scop­erte le due lapi­di dei due cofonda­tori di Monte Leco più che la com­mozione ha preval­so un sen­so di grat­i­tu­dine a Dio per aver­ci rida­to un seg­no molto tan­gi­bile del loro pas­sag­gio su ques­ta ter­ra, nel luo­go dove tut­ti noi abbi­amo cer­ca­to di appren­dere come si fa a cam­minare sulle orme di quel Gesù che loro han­no ama­to così tan­to inten­sa­mente da saper­Lo trasferire nei nos­tri cuori. Molti anziani “mon­t­ele­chi­ni”, alcu­ni dei quali ultra­ot­tan­ten­ni, uni­ti assieme ad un folto grup­po di gio­vani prove­ni­en­ti dai quat­tro pun­ti car­di­nali del­la nos­tra cit­tà e con­venu­ti a Monte Leco per un raduno di tre giorni di rif­les­sione sui temi educa­tivi, han­no dato il seg­no tan­gi­bile di una con­ti­nu­ità che non è solo ide­ale, ma conc­re­ta, nel­l’azione educa­ti­va che Monte Leco ha por­ta­to avan­ti, tramite don Ga e don I, fin dal 1951 e che ora pros­egue , nel­la per­sona di don Fully.

  • Il cammino del Movimento Ragazzi

    Il cammino del Movimento Ragazzi

    MARTA E MARIA LUCA 10,38–42

    38Men­tre era­no in cam­mi­no, entrò in un vil­lag­gio e una don­na, di nome Mar­ta, lo ospitò. 39Ella ave­va una sorel­la, di nome Maria, la quale, sedu­ta ai pie­di del Sig­nore, ascolta­va la sua paro­la. 40Mar­ta invece era dis­tol­ta per i molti servizi. Allo­ra si fece avan­ti e disse: «Sig­nore, non t’im­por­ta nul­la che mia sorel­la mi abbia las­ci­a­ta sola a servire? Dille dunque che mi aiu­ti». 41Ma il Sig­nore le rispose: «Mar­ta, Mar­ta, tu ti affan­ni e ti agi­ti per molte cose, 42ma di una cosa sola c’è bisog­no. Maria ha scel­to la parte migliore, che non le sarà tol­ta».

    Questo bra­no è il bra­no che la Chiesa ital­iana e quin­di del­la nos­tra dio­ce­si ha scel­to per il sec­on­do anno del cam­mi­no sin­odale. Oggi è di moda chia­mar­la “icona”. E’ il bra­no che ci deve ispi­rare e che deve guidare la nos­tra azione anche come Movi­men­to Ragazzi dono del­la chiesa gen­ovese. Un bra­no mer­av­iglioso che può essere facil­mente frain­te­so. Ma andi­amo per ordine

    Gesù era in cam­mi­no: il Movi­men­to Ragazzi è in cam­mi­no, è sul­la stra­da, una stra­da che si chia­ma scuo­la, che si chia­ma Oregi­na, che si chia­ma immi­grazione, che si chia­ma fragilità famil­iare, che si chia­ma crisi ado­lescen­ziale, che si chia­ma lot­ta alla super­fi­cial­ità e alla indi­vid­u­al­ità, che si chia­ma soli­tu­dine sì con gioia pos­si­amo definir­ci in cam­mi­no. Non siamo dis­tan­ti dal popo­lo di Dio ma immer­si den­tro cam­mi­nan­do e con­div­i­den­do gioie e sper­anze, lacrime e fatiche.

    Entrò in un vil­lag­gio: nel­la cit­tà noi siamo pre­sen­ti, nel­la chiesa noi siamo pre­sen­ti; sen­tir­ci parte del vil­lag­gio glob­ale è la nos­tra carat­ter­is­ti­ca che non ci pone al riparo den­tro a castel­li o for­ti­ni ma ci espone alle mille domande dell’oggi; noi nel vil­lag­gio ci siamo!

    Lo Ospitò: l’ospitalità con­tin­ua a essere una carat­ter­is­ti­ca por­tante del nos­tro essere a Mon­t­ele­co , a Oregi­na, a Oasis, nei vicoli, a Pont­edec­i­mo, e ora a Cornigliano a Prà…….. Sì l’ospitalità ci deve con­trad­dis­tinguere. Rita e don Ga a brac­cia e pen­to­la aper­ta ci han­no inseg­na­to questo anche quan­do cos­ta anche quan­do pas­si per scemo.

    Mar­ta e Maria: due donne anz­i­tut­to, non dimen­tichi­amo­lo, per sot­to­lin­eare una vol­ta di più l’importanza fem­minile, la forza fem­minile che è lei che ospi­ta, non Laz­zaro che pure vive­va in casa, che pure era pari gra­do come fratel­lo. Due donne diverse; pare ved­er­le fare i ques­tionari per il carat­tere che face­va­mo anni 80……..una emo­ti­va, atti­va, primaria…..l’altra sec­on­daria, pas­si­va, non emotiva…….una fre­net­i­ca l’altra cal­ma. E qua può esser­ci il grande frain­tendi­men­to. Gesù appog­gia una e incalza l’altra!!! La teo­ria con­tro la prat­i­ca e Gesù sceglie la teo­ria. Quante volte ho sen­ti­to nelle dis­cus­sioni fra edu­ca­tori, far adul­ti, fra ex mon­t­ele­chi­ni ques­ta divi­sione!! I teori­ci del bla bla e i prati­ci. I teori­ci con­vin­ti che sen­za teo­ria la prat­i­ca è inutile. I prati­ci arrab­biati per­ché i teori­ci non fan­no nul­la. Ognuno con­vin­to del pro­prio assun­to sen­za sapere quan­to in realtà i teori­ci siano poi prati­ci e quan­to i prati­ci abbiano invece poten­ti teorie. Ognuno con una ric­chez­za incred­i­bile. Ognuno che dice a Gesù: digli che mi aiu­ti!!! Ma a Gesù di questo non impor­ta nul­la. Lui benedice un’unica grande cosa, che è pri­maria: l’ASCOLTO!!! Che è appun­to il tema del sec­on­do anno di Sin­o­do. Il tema è l’Ascolto l’unico che riesce a rompere la soli­tu­dine “MI HA LASCIATA SOLA

    Non las­ci­amo­ci soli, sti­amo­ci vici­ni. Ascolti­amo­ci dedichi­amo­ci tem­po per ascoltar­ci rec­i­p­ro­ca­mente, come equipes varie che siamo, sia in coop, che a Mon­t­ele­co, che nel diamo­ci una mano.

    Ascolti­amo poi i ragazzi, le decine, centi­na­ia di ragazzi che ven­gono da noi. Han­no dirit­to a che noi ci fer­mi­amo ai loro pie­di e li ascolti­amo. Gio­can­do con loro, stan­do con loro, affi­an­can­doli, accom­pa­g­nan­doli. Ma sem­pre ascoltan­do, con le orec­chie con il cuore con il cor­po con gli occhi con tut­to noi stes­si. Altri­men­ti davvero per­diamo il sen­so, l’orientamento e fac­ciamo cose inutili. Fare dob­bi­amo fare, il servizio è essen­ziale. Gesù ha fat­to, Gesù ha det­to “se non met­tete in prat­i­ca siete stolti”, Gesù si è car­i­ca­to del­la croce mica ha fat­to teo­ria, ma pri­ma ha ascolta­to!!! Pri­ma del coman­da­men­to dell’Amore c’è ASCOLTA Israele!!

    Don Ga dice­va alle mamme che sfre­ga­vano tut­to il giorno la casa tiran­do la cera a luci­do, ma non sta­vano a ascoltare i figli, che quel che face­vano era tem­po per­so se appun­to poi man­ca­va la relazione coi figli. “ma lo fac­cio per lui, per­ché viva in una casa puli­ta!” Ma se poi mi dimen­ti­co di lui tut­ta pre­sa dalle fac­cende di case, se poi impedis­co agli ami­ci di entrare per­ché altri­men­ti la casa si sporca, se poi non lo vado a vedere a un momen­to per lui impor­tante per­ché devo pulire i vetri……

    Quan­ti ragazzi han­no bisog­no di essere ascoltati!!!! Quan­to tem­po per­diamo noi per ascoltarli?

    Ma dai Ful­ly!!! Siamo molto in gam­ba!! Sì è vero, pen­sate che al pri­mo incon­tro delle Bus­sole c’erano 24 ragazzi, da tut­ta Genova…….una gioia immen­sa. Pen­sate al nos­tro cen­tro a Oregi­na: le liste d’attesa sono infi­nite, dovrem­mo rad­doppi­are gli spazi e gli edu­ca­tori….. Però sapete se non teni­amo viva la fiamma del Van­ge­lo, lo sti­mo­lo del­la Paro­la rischi­amo di afflos­cia­r­ci, di andare col si è sem­pre fat­to così, di essere autoref­eren­ziali per­ché siamo bravi.

    Ascoltare Gesù è il pri­mo grande imper­a­ti­vo del Movi­men­to Ragazzi!!!!!!!

    Don Ful­ly

    il cammino del movimento ragazzi
  • ESTATE A MONTELECO (Francesco Gnecco)

    ESTATE A MONTELECO (Francesco Gnecco)

    Final­mente quest’an­no a Mon­t­ele­co abbi­amo potu­to rifare i campi estivi sen­za lim­i­tazione e subito la rispos­ta dei ragazzi è sta­ta notev­ole! 40 ragazzi la pri­ma set­ti­mana, ded­i­ca­ta ai ragazzi dai 13 ai 17 anni, e più di 80 ragazzi nelle altre due suc­ces­sive set­ti­mane. Tan­ti ragazzi han­no chiesto di fare più set­ti­mane e questo è sicu­ra­mente un dato sul­la buona rius­ci­ta dei campi. Molti bam­bi­ni anche pic­coli e piano piano iniziano a fare i campi anche i figli dei gio­vani edu­ca­tori del Freccia.

    La pri­ma set­ti­mana con ambi­en­tazione del “Re Leone” ha vis­to una buonis­si­ma parte­ci­pazione dei ragazzi nel gio­co e nelle attiv­ità pro­poste dagli educatori.

    Durante la sec­on­da set­ti­mana abbi­amo viag­gia­to con “Raya e l’ul­ti­mo dra­go” e abbi­amo vis­su­to una bel­la set­ti­mana come una vol­ta. tan­ti bam­bi­ni, tan­ti capi­grup­po.. giochi e risate!

    Nel­la terza, ambi­en­tazione “Encan­to”, nonos­tante l’al­to numero di parte­ci­pan­ti tut­to è anda­to molto bene!

    Ogni anno sta miglio­ran­do il rap­por­to con le comu­nità di minori, i Servizi Sociali e questo rende sem­pre più Mon­t­ele­co un luo­go accogliente, famil­iare, piacevole.

    Ogni anno a mag­gio pen­si­amo sem­pre sia dif­fi­cile trovare volon­tari disponi­bili a venire ai campi, trovare le energie… poi ogni anno appe­na arri­va domeni­ca ci accor­giamo sem­pre che “ne vale dan­nata­mente la pena!”.

  • Progetto “PIANTIAMOLA”

    Progetto “PIANTIAMOLA

    La dio­ce­si sta por­tan­do avan­ti un prog­et­to finanzi­a­to dal­la Regione Lig­uria che si chia­ma PIANTIAMOLA. Pianti­amo­la di fare la guer­ra, di fare ingius­tizie, di gettare via la vita, di chi­ud­er­ci davan­ti a uno scher­mo etc etc.  Pianti­amo la Pace, l’amore, la ver­ità, la gius­tizia , la bon­tà, la mis­eri­cor­dia.…..  Il Movi­men­to Ragazzi coor­di­na un po’ a Gen­o­va questo prog­et­to fat­to con Pont­edec­i­mo, con Cen­tro Stori­co Ragazzi, con Cornigliano e con Prà.  Momen­to comune di questo prog­et­to saran­no tre giorni dal 16 al 18 set­tem­bre a Mon­t­ele­co. Spe­ri­amo di avere con noi alcune decine di ragazzi di queste cinque realtà.

    Mi farà piacere far vedere ai “Ragazzi di Don Ga” il frut­to del nos­tro cam­mi­no tra i “ragazzi di oggi”. La gior­na­ta di Don Ga e Don I ha sem­pre un col­ore di amar­cord ma questo col­ore deve spinger­ci al futuro. Spero pos­si­ate vedere ques­ta bel­la sor­pre­sa dei gio­vani, del futuro di ques­ta cit­tà e di come il Movi­men­to stia cer­can­do la sua posizione nel cam­mi­no di chiesa del­la cit­tà, ponen­dosi in dimen­sione mis­sion­ar­ia e di comu­nione. Spero di avere con noi anche i quat­tro par­ro­ci delle comu­nità che parte­ci­pano con il Movi­men­to Ragazzi al prog­et­to. Anche per don I pen­so sia cosa mer­av­igliosa vedere per lui tan­ta gente.

    Don Ful­ly

  • Domenica 18 settembre: a Monteleco – GIORNATA DI DON GA E DON I

    Domenica 18 settembre: a Monteleco – GIORNATA DI DON GA E DON I

    L’incontro del 18 set­tem­bre a Mon­t­ele­co, non sarà solo la tradizionale occa­sione di salutar­cia chiusura dei campi, ma sarà il momen­to cel­e­bra­ti­vo per deporre i resti di Don I nel­la nos­tra chiesa. E’ un priv­i­le­gio che si ris­er­va in genere ai fonda­tori delle chiese, nat­u­ral­mente con tut­ti i bol­li e cris­mi di comune, curia e quan­t’al­tro. Don I riposa per sem­pre a Mon­t­ele­co. Ora lui nat­u­ral­mente direbbe che riposi­amo in par­adiso. Ma come seg­no di aver­lo vici­no è pro­prio una cosa bel­la. Lo sen­tire­mo sem­pre vici­no. Chiaro che la sper­an­za è che non riman­ga solo, ma che un giorno anche don Ga lo pos­sa rag­giun­gere.  Col­go qua l’oc­ca­sione per chiedere asso­lu­ta­mente per­dono per il modo che abbi­amo usato per porre Don Ival­di nel luo­go prescel­to. La col­pa è mia. Stava­mo eseguen­do i lavori nel modo indi­ca­to, taglian­do i mat­toni rossi col flessibile, quan­do io mi sono accor­to che la pias­tra di mar­mo del pavi­men­to del­l’altare era solo appog­gia­ta; una vol­ta tol­ta mi è par­so più sem­plice aprire un buco da sopra con mazzetta e pun­ta, lavoro fat­to dai volon­tari in mez­za mat­ti­na­ta. Non sape­vo che tante per­sone ave­vano stu­di­a­to l’al­tro per­cor­so per­den­do­ci molto tem­po in tante riu­nioni e che si sono sen­tite prese in giro, ma è sta­to un gesto istin­ti­vo sul momen­to. Me ne scu­so avrei dovu­to chia­mare pri­ma al tele­fono. Mi serve ad allun­gare la lista di errori di tes­tardag­gine da scon­tare lassù. per cel­e­brare questo momen­to, dal momen­to che l’Ar­civesco­vo non pote­va venire di pomerig­gio mi è par­so gius­to chiedere al par­ro­co delle Vigne, vis­to che don I era canon­i­co delle Vigne. Così sarà con noi il vesco­vo ausil­iario Nico­lo’ Anselmi.

    DOMENICA 18 SETTEMBREMONTELECO

    Ore 11.00 accoglienza

    Ore 11.30 assem­blea Ami­ci di Monteleco

    Ore 12.30 pran­zo fru­gale pre­via comu­ni­cazione e gra­di­ta offerta. 

    Occa­sione per aut­o­fi­nanziare Mon­t­ele­co con magli­ette , gadget…

    Ore 15.00 San­ta Mes­sa con Nico­lo’ Ansel­mi, vesco­vo ausil­iare e benedi­zione resti di don Ival­di nel­la chiesa degli Angeli Custodi.

  • Una lettera in paradiso (Rinaldo Rocca)

    Una lettera in paradiso (Rinaldo Rocca)

    Il 12 giug­no scor­so, final­mente superati tut­ti i prob­le­mi legati alla pan­demia, è sta­to pos­si­bile effet­tuare la pre­mi­azione del con­cor­so “Una let­tera in Par­adiso”. La man­i­fes­tazione è sta­ta molto bel­la e chi volesse rived­er­la qua­si inte­gra­mente può col­le­gar­si al link https:youtu.be/L9bz57ZfF68 . Per ques­ta man­i­fes­tazione siamo rius­ci­ti a con­tenere le spese anche gra­zie al Ret­tore del Sem­i­nario (Don Ful­ly) che ha mes­so a dis­po­sizione il mag­nifi­co audi­to­ri­um del sem­i­nario, con­tribuen­do alla splen­di­da rius­ci­ta del­la gior­na­ta. Le spese sono state euro 585 per i pre­mi e le riprese video, denaro che ave­va­mo accan­to­na­to dal­la ven­di­ta dei pri­mi due lib­ri su Don Ga. Desidero inoltre ringraziare Faus­to De Vita che si è spe­so moltissi­mo sia per la preparazione , l’organizzazione e l’ottima rius­ci­ta dell’evento.

  • #Diamoci una mano (a cura di Rinaldo Rocca)

    #Diamoci una mano (a cura di Rinaldo Rocca)

    Sul con­to cor­rente di “Diamo­ci una mano” erava­mo rimasti a fine gen­naio con un sal­do di euro 5.213. Nel peri­o­do ci sono sta­ti ver­sa­men­ti per Euro 550 (di cui 150 per aiu­to Ucraina), per acquis­to buoni spe­sa euro 2000 e spese ban­car­ie euro 19; attual­mente il sal­do è di euro 3.744. For­tu­nata­mente alcune delle famiglie che sti­amo aiu­tan­do si stan­no nor­mal­iz­zan­do. In questo peri­o­do i nos­tri inter­ven­ti sono sta­ti prin­ci­pal­mente nell’accompagnamento, quan­do nec­es­sario, per effet­tuare vis­ite mediche o esa­mi speci­fi­ci e abbi­amo con­tin­u­a­to a sostenere alcune famiglie con buoni spesa.

    Nei mesi scor­si, gra­zie all’autorizzazione con­ces­sa dal nos­tro Arcivesco­vo Mons. Mar­co Tas­ca, abbi­amo provve­du­to a traslare a Mon­t­ele­co i resti di Don Ival­di. La col­lo­cazione defin­i­ti­va sarà ad uno dei due lati del­la scala che por­ta all’altare. Per ora, in atte­sa dei lavori, i costi sono sta­ti euro 220 sostenu­ti anche questi dal­la ven­di­ta dei libri.

    Auguro una buona estate a tut­ti e final­mente pos­si­amo dire che dopo due anni di un Mon­t­ele­co parzial­mente fun­zio­nante quest’anno è aper­to ed è in attiv­ità a pieno regime.

  • Lourdes e Monteleco

    Lourdes e Monteleco

    Che c’azzecca??? diran­no subito i più gio­vani e poco avezzi!!!!! La pas­torale 99 pun­to zero con la devozione più anti­ca? E invece sig­nori miei quan­to ci azzec­ca!!!! Sen­tite qua!!

    1. Il vostro don è sta­to a Lour­des al pel­le­gri­nag­gio dioce­sano a portare non solo i bal­di sem­i­nar­isti ma anche la “pas­torale gio­vanile” ovvero grup­pi di ado­les­cen­ti che dalle par­roc­chie dovreb­bero essere man­dati a fare espe­rien­za di servizio ai malati. Un pel­le­gri­nag­gio “stori­co” per­ché il vesco­vo sta­vol­ta si è osti­na­to, nell’anno del sin­o­do, a fare un UNICO PELLEGRINAGGIO DIOCESANO, met­ten­do insieme OFTAL & UNITALSI le due asso­ci­azioni che stori­ca­mente por­tano i malati a lour­des. Beh cose facili direte voi. Si si, ma non per nul­la scontate.
    2. Anche le pietre san­no bene che don Ga e don I era­no dei veri e pro­pri fans di Lour­des!! Loro anda­vano (come io del resto) con l’UNITALSI. Il grande Chic­co Chiarel­la che ricor­diamo con affet­to in cielo, nel suo libro rac­con­ta come l’energia di Don Ga coin­volgesse gli ammalati, con giochi, can­ti risate, scenette, facen­do loro da aut­en­ti­co mat­ta­tore in un cer­chio di gioia che anco­ra oggi si fa a Lour­des l’ultima sera. Don I nat­u­ral­mente pas­sa­va il tem­po a con­fes­sare (e a fare da spon­da alle gio­cose marachelle dei ragazzi che era­no a servizio…)
    3. Per­ché Don Ga e Don I era­no così “pati­ti” di Lour­des? Nat­u­ral­mente per gli ammalati, per­ché il Van­ge­lo ci dice di par­tire da loro, di met­tere gli scar­tati al pri­mo pos­to e umana­mente par­lan­do l’ammalato è sem­pre fas­tidioso, ti ral­len­ta, ti toglie spazio, ti costringe a uscire da te stes­so e tu non vuoi min­i­ma­mente. Nes­suno vuole andare a Gerusalemme a dare se stes­so. Tut­ti pron­ti per il dis­cor­so del­la mon­tagna, per il gran mira­co­lo dell’acqua e del vino (si beve pure lì!!), per le sfide con gli scribi mes­si a tacere. Ma a Gerusalemme Gesù rimane solo. Eppure Lui si era sem­pre mes­so accan­to agli ammalati. Lour­des ti ri-cen­tra la vita, ti resti­tu­isce le priorità.
    4. Ma c’è un’al­tra pro­tag­o­nista incred­i­bile! Ah la Madon­na cer­to!!!! No, o per­lomeno anche ma lì c’è una pread­o­les­cente di 14 anni, sfi­ga­ta, osti­na­ta, anal­fa­be­ta per­ché mai era anda­ta a scuo­la, ammala­ta, povera, figlia di uno accusato di essere ladro, da una famiglia dev­as­ta­ta dal­la crisi ecoom­i­ca deter­mi­na­ta da un cam­bio tec­no­logi­co ( allo­ra dal muli­no ad acqua al muli­no a vapore e oggi?.…). E vede “quel­la Sig­no­ra” in un pos­to mal­sano dove si anda­va a rac­cattare la leg­na delle piene per non essere accus­tai appun­to di fur­to. Anche la Madon­na par­lerà in dialet­to per­ché Bernadette, la ragazz­i­na in ques­tione, quel­lo par­la. E sarà l’ostinazione di ques­ta ragazz­i­na a far nascere tut­to quan­to. Lei la scar­ta­ta!! Ma per­ché Maria non è apparsa nel­la par­roc­chia se vol­e­va una chiesa? Per­ché non ai preti? Per­ché non a qualche buona ragazz­i­na di famiglia ones­ta e ben­pen­sante. Cer­to don Ga ha vis­to Bernadette in tutte le ragazze che dalle comu­nità inizia­vano a salire a mon­t­ele­co e in tut­ti i ragazzi che ha accolto.
    5. Final­mente Maria!!! La devozione sol­i­da, forte di Don Ga a Maria!!! Sen­za roman­ti­cis­mi, ma molto umana e molto cen­tra­ta nel­la chiesa di cui Maria è tipo e mod­el­lo. Don I ha poi persi­no esager­a­to met­ten­do in mostra un fila di madonne in prebi­te­rio a Mon­t­ele­co che sor­pren­dono anche i mar­i­ani più devoti. Ma la figu­ra fem­minile per eccel­len­za nel­la nos­tra fede non pote­va mai man­care nel­la pred­i­cazione di Don Ga.

    Ecco fat­to ami­ci!!! Vis­to che Lour­des e Mon­t­ele­co ci azzec­ca­no? Cosa ci ispi­ra tut­to questo? Vedremo!!! Intan­to i bim­bi più ammalati noi non li abbi­amo mai respin­ti, al mas­si­mo prete­so che fos­sero tute­lati con un edu­ca­tore spe­ciale. Teni­amo­ci questo nel cuore e andi­amo avan­ti adu­can­do a pren­der­si cura dei deboli come Gesù ha fat­to e inseg­na­to. Poi lo Spir­i­to dirà

    Don Ful­ly