Blog

  • #Diamoci una mano (Nico Pinasco)

    #Diamoci una mano (Nico Pinasco)

    Cari ami­ci buon giorno vi infor­mo sul­la situ­azione del­la cas­sa- Nel peri­o­do dal 01/04/2023 a 30/06/2023 non ci sono state entrate a fronte di uscite per 1001 per buoni spe­sa INS. Per­tan­to il sal­do attuale è di 5194,52 di cui 600 per lavori a Monteleco.

    Come ricorderete, dal­la comu­ni­cazione prece­dente, vi era­no uscite per spese infor­matiche “ignote” che sono state bloc­cate, purtrop­po rimane il dan­no di 500 euro.

    Nel ricor­do del nos­tro nuo­vo ange­lo Rinal­do, che dal Par­adiso sicu­ra­mente ci sta pro­teggen­do, vi auguro una buona estate e arrived­er­ci a Mon­t­ele­co il 24 settembre.

  • Secondo anno di cammino sinodale (Giancarlo e Angela Torre)

    Secondo anno di cammino sinodale (Giancarlo e Angela Torre)

    Nel sec­on­do anno si è con­sol­ida­to lo stile di ascolto in pic­coli grup­pi che ha con­sen­ti­to di definire tre prog­et­ti dioce­sani, uno per cias­cuno dei “cantieri” pro­posti a liv­el­lo nazionale, che abbi­amo così intitolati:

    • Riconoscere il volto di Gesù(appro­fondire l’ascolto del­la Paro­la e avviare per­cor­si di for­mazione per­son­al­iz­za­ti ed espe­rien­ziali)
    • Gli organ­is­mi di parte­ci­pazione(rivedere la fisiono­mia dei con­sigli pas­torali dioce­sano, vic­ar­i­ali, parrocchiali)
    • In ascolto del­la voce dei ragazzi e dei gio­vani(sul­la base delle istanze per­venute creare nelle par­roc­chie luoghi e occa­sioni di incon­tro auto gesti­ti, dove stu­di­are, creare momen­ti di con­vivi­al­ità e di approfondimento)

    Su cias­cuno di questi cantieri si è lavo­ra­to inten­sa­mente nel peri­o­do mar­zo – mag­gio con incon­tri set­ti­manali lab­o­ra­to­ri­ali. Gli incon­tri era­no aper­ti a tut­ti: han­no parte­ci­pa­to rap­p­re­sen­tan­ti di vic­ariati, del­la vita con­sacra­ta e, in misura più lim­i­ta­ta, di asso­ci­azioni e di sac­er­doti. Il pro­cedere del lavoro a liv­el­lo cen­trale veni­va poi ripor­ta­to e dis­cus­so nelle sin­gole realtà locali e ha dato orig­ine a un insieme di pic­coli cantieri “satel­lite” in molti grup­pi par­roc­chiali o vic­ar­i­ali, cos­tituen­do quel­lo che, di fat­to, è diven­ta­to il quar­to cantiere, cosid­det­to delle “buone pratiche”, dove in cias­cu­na realtà locale si dis­cute­va sug­li stes­si temi e si cer­ca­va di impara­re a cam­biare, a col­lab­o­rare, a far entrare lo stile sin­odale nel­la prat­i­ca del­la vita parrocchiale

    Una sin­te­si dei risul­tati è disponi­bile in Diario di Cam­mi­no 2 reperi­bile al link https://www.extragenovasinodale.it/wp-content/uploads/2023/06/Cammino-Sinodale_Secondo-Anno_Diario-di-Cammino_2_BASSA.pdf.

    I poster e i video pre­sen­tati da vic­ariati, par­roc­chie e asso­ci­azioni nell’ambito del cantiere “buone pratiche” si pos­sono scari­care al link https://www.extragenovasinodale.it/buone-pratiche-sinodali-vicariati-parrocchie-vita-consacrata/

  • COME TENERE VIVE LE PICCOLE COMUNITA’

    COME TENERE VIVE LE PICCOLE COMUNITA’

    Cari ami­ci ora­mai sono divenu­to un prete da con­veg­ni e vi scri­vo queste due righe da Luc­ca dove il COP Cen­tro ori­en­ta­men­ti pas­torali mi ha invi­ta­to a tenere un “FOCUS” sul­la pas­torale di mon­tagna, ovvero su come tenere vive le pic­cole comu­nità siano esse di mon­tagna, cam­pagna, pia­nu­ra o mare; e soprat­tut­to, mi ero dimen­ti­ca­to la pre­mes­sa fon­da­men­tale: come ten­er­le vive in assen­za di un prete residente?

    Non so per­ché mi han­no chiam­a­to: avran­no saputo che sono orig­i­nario di Davagna, o cresci­u­to a San Deside­rio, o che sono sta­to par­ro­co di Pre­man­i­co o forse che pas­so le mie esta­ti a Moli­ni di Fra­conal­to; più prob­a­bile per le mie 12 comu­nità di cam­po a Cuba. Fat­to sta’ che con Don Cal­abrese, altro mon­t­elechi­no ho avu­to l’opportunità di ascoltare anche tante belle espe­rien­ze spe­cial­mente in cam­po giovanile.

    Un espe­rien­za di Bres­cia dove dei gio­vani si stan­no preparan­do a tenere l’oratorio aper­to h24 nonos­tante che il par­ro­co non sarà più res­i­dente lì.

    Alcu­ni rapi­di spunti:

    1. La Pas­torale gio­vanile va avan­ti se si da fidu­cia ai gio­vani. Guar­da , guar­da la fol­lia di Don Ga del­la lib­era repub­bli­ca di Mon­t­ele­co!! Occorre in questo mat­u­rare una scelta cor­ag­giosa che non sem­pre le chiese fan­no. A questi ragazzi è sta­to affida­to, con decre­to del­la dio­ce­si un intero ora­to­rio e la canon­i­ca. Non è inizia­ti­va iso­la­ta ma appog­gia­ta dal­la comu­nità, lungimirante!
    2. La regione Lom­bar­dia appog­gia con un accor­do le scelte degli ora­tori e due ragazzi sono prati­ca­mente a tem­po pieno disponi­bili per la comu­nità dell’oratorio che può essere cosi sem­pre atti­va. Si par­la di pas­torale ordi­nar­ia, riv­ol­ta a tut­ti non di comu­nità di accoglien­za o per il dis­a­gio grave. Anche ques­ta è una scelta lungimi­rante dell’istituzione pub­bli­ca che riconosce un val­ore sociale sen­za tan­ti se e ma ( e sen­za esclud­ere altri) a chi si riv­olge non solo a un grup­po ma all’intera società.
    3. L’oratorio sa bene che dopo le scuole supe­ri­ori quei ragazzi andran­no per il mon­do. Per­ché oggi la realtà è ques­ta; mon­di­ale! E quin­di tut­ti se ne van­no non stan­no attac­cati alla gonna dell’oratorio. Come i figli di Mon­t­ele­co che van­no per il mon­do a vivere i val­ori appre­si, inte­ri­or­iz­za­ti; san­no che là c’è una radice c’è un pun­to fer­mo. Che con­tin­ua a for­mare e inviare. Eppure l’oratorio con­tin­ua a for­mare non si fer­ma non si lamen­ta. Anche questo guar­da lontano!!

    Quan­do vedo queste espe­rien­ze non pos­so che ringraziare il Sig­nore per tut­to ciò che ha fat­to nel Movi­men­to Ragazzi. Da tan­to tem­po noi siamo incam­mi­nati su ques­ta stra­da, occorre solo fare bene ciò che già sti­amo facen­do e con­di­vider­lo. Nat­u­ral­mente con quel­la carat­ter­iz­zazione che ci con­trad­dis­tingue: scegliere i più deboli per stare con tut­ti, for­mare sem­pre nuovi edu­ca­tori pron­ti a donare fidu­cia, sper­an­za e amore.

    E……ricordatevi cha è sta­ta appe­na aper­ta la nuo­va CET a Oregi­na. Abbi­amo 6 ragazzi affi­dati a noi in tut­to e 9 ragazzi di giorno tut­ti i giorni……

    C’e da pregare!!

    Don Ful­ly

  • Il valore del gruppo

    Scar­i­ca
    Condividi
    DescrizioneAntepri­ma
  • LUMEN GENTIUM (Mons. Marino Poggi)

    LUMEN GENTIUM (Mons. Marino Poggi)

    Si sono con­clusi gli incon­tri con Mons Mari­no Pog­gi per riflet­tere insieme su Lumen Gentium.

    La reg­is­trazione degli incon­tri è reperi­bile a questo link o nel­la gal­le­ria video del sito.

    Abbi­amo la disponi­bil­ità di aver­lo con noi anche anno prossi­mo a ved­er­ci una vol­ta al mese per riflet­tere tra noi. La pro­pos­ta è di leg­gere let­tera agli Efesi­ni. Invier­e­mo suc­ces­si­va­mente i det­tagli organizzativi.

  • Movimento Ragazzi e Sinodo (Gianfranco Pitto)

    Movimento Ragazzi e Sinodo (Gianfranco Pitto)

    Fate bene tutte le cose buone che fate sapen­do che le cose che fate, le fate insieme ad una Chiesa in Cam­mi­no di cui siamo parte e non “rap­p­re­sen­tazione uni­ca sola e aut­en­ti­ca. Questo ci avreb­bero det­to don Ga e don I se avessero vis­su­to con noi il Sin­o­do oggi. Mon­t­ele­co e il Movi­men­to Ragazzi che abbi­amo vis­su­to e vivi­amo sono forse la raf­fig­u­razione plas­ti­ca di questo spir­i­to sin­odale. Mon­t­ele­co dove la diver­sità è una ric­chez­za e l’ap­parte­nen­za non è mai pos­ses­so di una ver­ità asso­lu­ta o delle cose che nel tem­po, ognuno “nel suo”, abiti­amo.
    Noi “abbi­amo ” ma non posse­di­amo, siamo al tem­po stes­so tes­ti­moni e cus­to­di pro tem­pore.
    Trac­ciamo un sen­tiero con i nos­tri pas­si insieme ad altri mille pas­si attra­ver­so cam­mi­ni diver­si. Siamo ” rega­lo” per­ché a nos­tra vol­ta anche a noi è sta­to regala­to…
    Ques­ta è forse la nos­tra vera lib­ertà, la lib­ertà e la fede che don Ga e don I ci han­no rac­con­ta­to e fat­to vivere rega­lan­do­ci occhi nuovi in gra­do di pot­er vedere oltre e nonos­tante noi.

  • Il Bilancio Educativo del Movimento Ragazzi (Andrea Mandelli)

    Il Bilancio Educativo del Movimento Ragazzi (Andrea Mandelli)

    Il Bilan­cio Educa­ti­vo rac­con­ta e misura l’attività svol­ta dal­la Coop­er­a­ti­va Sociale Il Sen­tiero del Movi­men­to Ragazzi durante l’anno 2022, rap­p­re­sen­ta­done il caris­ma, l’ambito e la mis­sion rel­a­ti­va, gli obi­et­tivi, la strate­gia e gli strumenti.

    • Il caris­ma deri­va dal­la figu­ra di don Gas­pare Canepa, sacerdote/educatore dioce­sano, che ha fonda­to le avven­ture ped­a­gogi­co-educa­tive di Mon­t­ele­co, e del Movi­men­to Ragazzi ed è sta­to ispi­ra­tore per la cos­ti­tuzione del­la Coop­er­a­ti­va. Il Sen­tiero, che ne ha ripreso e svilup­pa­to le intu­izioni. • L’ambito è quel­lo del­la pas­torale dei giovani

    • La mis­sion è educa­ti­va, in quan­to riguar­da la cresci­ta del­la per­sona, che è

    perse­gui­ta attra­ver­so i seguen­ti obiettivi:

    • La cura for­ma­ti­va, cioè l’attenzione for­ma­ti­va per i gio­vani educatori

    • La cura educa­ti­va, cioè l’attenzione educa­ti­va per bam­bi­ni e ragazzi

    Con­sul­ta il bilan­cio nel­la sezione archivi e doc­u­men­ti a questo link

  • Bilancio 2022

    Scar­i­ca
    Condividi
    DescrizioneAntepri­ma
  • PASTORALE GIOVANILE: SIAMO CAPACI DI UN’ACCOGLIENZA CORDIALE?

    PASTORALE GIOVANILE: SIAMO CAPACI DI UN’ACCOGLIENZA CORDIALE?

    Cari ami­ci, ne ven­go da una tre giorni romana di riu­nione dei cen­tri region­ali vocazion­ali. Sped­i­to lag­giù da don Alber­to di Chi­avari, il respon­s­abile Lig­ure vola­to con­tem­po­ranea­mente a Lis­bona a preparare la GMG , Gior­na­ta Mon­di­ale del­la Gioven­tù. A con­clu­sione del tut­to viene proclam­a­to il tema del prossi­mo anno del­la pas­torale vocazionale; lo spie­ga e legge don Michele Gianola da oltre 6 anni respon­s­abile del­la pas­torale vocazionale e un po’ pre­sente in ogni com­mis­sione su sem­i­nari o pas­torale gio­vanile, insom­ma uno sul pezzo.

    Ci legge guar­da caso la Chris­tus Viv­it numeri 216 è la let­tera del Papa sul­la Pas­torale giovanile….

    . In tutte le nos­tre isti­tuzioni dob­bi­amo svilup­pare e poten­ziare molto di più la nos­tra capac­ità di accoglien­za cor­diale, per­ché molti gio­vani che arrivano si trovano in una pro­fon­da situ­azione di orfanez­za. E non mi riferisco a deter­mi­nati con­flit­ti famil­iari, ma ad un’esperienza che riguar­da allo stes­so modo bam­bi­ni, gio­vani e adul­ti, madri, padri e figli. Per tan­ti orfani e orfane nos­tri con­tem­po­ranei – forse per noi stes­si – le comu­nità come la par­roc­chia e la scuo­la dovreb­bero offrire per­cor­si di amore gra­tu­ito e pro­mozione, di affer­mazione e cresci­ta……………..

    ………… Fare “casa” in defin­i­ti­va «è fare famiglia; è impara­re a sen­tir­si uni­ti agli altri al di là di vin­coli util­i­taris­ti­ci o fun­zion­ali, uni­ti in modo da sen­tire la vita un po’ più umana. Creare casa è per­me­t­tere che la pro­fezia pren­da cor­po e ren­da le nos­tre ore e i nos­tri giorni meno inospi­tali, meno indif­fer­en­ti e anon­i­mi. È creare lega­mi che si costru­is­cono con gesti sem­pli­ci, quo­tid­i­ani e che tut­ti pos­si­amo com­piere. Una casa, lo sap­pi­amo tut­ti molto bene, ha bisog­no del­la col­lab­o­razione di tut­ti. Nes­suno può essere indif­fer­ente o estra­neo, per­ché ognuno è una pietra nec­es­saria alla sua costruzione.

    Questo impli­ca il chiedere al Sig­nore che ci dia la grazia di impara­re ad aver pazien­za, di impara­re a per­donar­ci; impara­re ogni giorno a ricom­in­cia­re. E quante volte per­donare e ricom­in­cia­re? Set­tan­ta volte sette, tutte quelle che sono nec­es­sarie. Creare relazioni for­ti esige la fidu­cia che si ali­men­ta ogni giorno di pazien­za e di per­dono. E così si attua il mira­co­lo di sper­i­menta­re che qui si nasce di nuo­vo; qui tut­ti nasci­amo di nuo­vo per­ché sen­ti­amo effi­cace la carez­za di Dio che ci rende pos­si­bile sognare il mon­do più umano e, per­ciò, più divi­no».[114]

    218. In questo quadro, nelle nos­tre isti­tuzioni dob­bi­amo offrire ai gio­vani luoghi appro­priati, che essi pos­sano gestire a loro piaci­men­to e dove pos­sano entrare e uscire lib­era­mente, luoghi che li accol­gano e dove pos­sano recar­si spon­tanea­mente e con fidu­cia per incon­trare altri gio­vani sia nei momen­ti di sof­feren­za o di noia, sia quan­do desider­a­no fes­teggia­re le loro gioie. Qual­cosa del genere han­no real­iz­za­to alcu­ni ora­tori e altri cen­tri gio­vanili, che in molti casi sono l’ambiente in cui i gio­vani vivono espe­rien­ze di ami­cizia e di innamora­men­to, dove si ritrovano, pos­sono con­di­videre musi­ca, attiv­ità ricre­ative, sport, e anche la rif­les­sione e la preghiera, con pic­coli sus­si­di e diverse pro­poste. In questo modo si fa stra­da quell’indispensabile annun­cio da per­sona a per­sona, che non può essere sos­ti­tu­ito da nes­suna risor­sa o strate­gia pastorale.

    219. «L’amicizia e il con­fron­to, spes­so anche in grup­pi più o meno strut­turati, offre l’opportunità di raf­forzare com­pe­ten­ze sociali e relazion­ali in un con­testo in cui non si è val­u­tati e giu­di­cati. L’esperienza di grup­po cos­ti­tu­isce anche una grande risor­sa per la con­di­vi­sione del­la fede e per l’aiuto rec­i­pro­co nel­la tes­ti­mo­ni­an­za. I gio­vani sono capaci di guidare altri gio­vani e di vivere un vero apos­to­la­to in mez­zo ai pro­pri ami­ci».[115]

    220. Questo non sig­nifi­ca che si isoli­no e per­dano ogni con­tat­to con le comu­nità par­roc­chiali, i movi­men­ti e le altre isti­tuzioni eccle­siali. Essi però si inseri­ran­no meglio in comu­nità aperte, vive nel­la fede, desiderose di irra­di­are Gesù Cristo, gioiose, libere, frater­ne e impeg­nate. Queste comu­nità pos­sono essere i canali in cui loro sentono che è pos­si­bile colti­vare relazioni preziose

    Quan­do io rileg­go per l’ennesima vol­ta queste parole di Papa Francesco ringrazio per la pro­fezia di don Ga e di Mon­t­ele­co, del Movi­men­to Ragazzi che sono sta­ti e con­tin­u­ano a essere ques­ta famiglia, ques­ta casa dove si colti­vano relazioni dove si vivono espe­rien­ze educa­tive, dove si accom­pa­g­nano a divenire gran­di. Gesti sem­pli­ci umani……..come gio­care insieme per un ragaz­zo, cor­rere, saltare, cantare, gri­dare, ridere……..

    Queste che paiono parole riv­o­luzionar­ie nel­la pas­torale per noi non sono altro che la quo­tid­i­an­ità da tan­ti anni, è quel che Mon­t­ele­co ogni estate , e a dire il vero per tut­to l’anno, cer­ca di fare.

    E’ un po uno stile che cer­co di portare nel sem­i­nario. Diventare luoghi disponi­bili ai gio­vani dove i gio­vani pos­sono fare espe­rien­ze di incon­tro vero intan­to, non vir­tuale (bel­lo stru­men­to che aiu­ta cer­to ma che ahimè mor­ti­fi­ca anche l’approccio umano) ma poi pro­fon­do per­ché libero, non inva­si­vo, rispet­toso e “fiducioso” cioè fidan­dosi dei gio­vani e dan­do loro oppor­tu­nità di esprimer­si; l’amore gra­tu­ito e non util­i­taris­ti­co per­ché un gio­vane ci può offrire tem­po, può far­ci servizi utili (coro, edu­ca­tore, litur­gista, car­i­tat­ev­ole…) e far­ci fare bel­la figu­ra ren­den­do “gio­vanile” l’ambiente. Davvero dif­fi­cile las­ciar andare un gio­vane alla sua vita!!

    Questo mi con­vince sem­pre più quan­to sia impor­tante con­di­videre le nos­tre espe­rien­ze con la dio­ce­si e far­le con­di­videre dai gio­vani che le vivono ogni giorno; noi anziani pos­si­amo mostrare le radi­ci, le sor­gen­ti invis­i­bili da dove si attinge tan­ta ener­gia e pas­sione umana e educativa.

    Sapere che anche la pas­torale vocazionale nazionale va in ques­ta direzione mi con­vince sem­pre più del­la bon­tà del­la nos­tra pro­pos­ta dell’esigenza di aprire Libere Repub­bliche dei Ragazzi in ogni vic­ari­a­to e di sti­mo­lare le comu­nità a farlo!!!!

    Non erava­mo pazzi vision­ari ma attua­tori di quel Con­cilio , di quel­la stra­da che la Chiesa ha intrapre­so tan­ti anni fa e che con fat­i­ca cer­ca di percorrere.

    Men­tre scri­vo giunge la notizia del­la nasci­ta al cielo di Rinal­do Roc­ca. Una per­sona fon­da­men­tale nel­la sto­ria di Mon­t­ele­co e del Movi­men­to Ragazzi. Una per­sona san­ta nel vero sen­so del­la paro­la. Quel­lo che ci ha trasmes­so ancor più negli ulti­mi tem­pi lo si legge solo nelle pagine dei san­ti. Guardare la malat­tia e la morte come l’ha guar­da­ta lui è ciò che ogni cris­tiano desidera e chiede al Signore.

    Rinal­do, un vero Sig­nore in ogni senso.

    Don Ful­ly

  • Educare (manoscritto di Don Ga)

    Scar­i­ca
    Condividi
    DescrizioneAntepri­ma