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  • Don Ga, un dono nel cammino della chiesa

    Don Ga, un dono nel cammino della chiesa

    Par­to per Bologna con i sem­i­nar­isti per alcu­ni giorni di vacan­za dopo gli esa­mi, fat­i­ca assai temu­ta. Bologna scelta per­ché ho fat­to ami­cizia con Don Andrea Tur­chi­ni ret­tore inter­re­gionale del­la Romagna che ci ospi­ta con la con­sue­ta ospi­tal­ità emil­iano-romag­no­la e per com­bina­re un po’ arte, cul­tura e sto­ria di chiesa viva. Men­tre par­to però pen­so “Odd­io!! Sono i pri­mi giorni del mese! Gian e Angela mi rag­giunger­an­no anche a Bologna per le solite due righe!! E che gli scri­vo? E quan­do avrò il tempo?”

    Il Sig­nore è buono da sem­pre con me e il saba­to mat­ti­na ci man­dano a vis­itare il museo di Don Olin­to Marel­la e poi a pran­zo in una delle comu­nità a lui inti­to­late. Di cos­tui nul­la so. Ma chi ci ha orga­niz­za­to la per­ma­nen­za a Bologna ha insis­ti­to!! Mi ritro­vo così in un museo molto inno­v­a­ti­vo, bel­lis­si­mo, che ci rac­con­ta una sto­ria di un prete com­pag­no di cam­era di un cer­to Angeli­no Ron­cal­li, e con la sfor­tu­na di avere un fratel­lo grande ami­co di Romo­lo Mur­ri, mod­ernista. Un prete dell’800 che vive fino al 1969, che dall’inizio del suo min­is­tero fon­da luoghi di aggregazione per Ragazzi e che viene sospe­so a Divi­nis per 14 anni; diven­ta pro­fes­sore di let­tere e filosofia, va a Bologna inseg­na nelle scuole statali, guarda­to con sospet­to dal regime per le sue idee ecces­si­va­mente libere, edu­ca al pen­siero criti­co, a essere uomi­ni liberi di fronte a tut­to; durante la guer­ra e nell’immediato dopo fon­da la Cit­tà dei ragazzi. Ne ospi­ta, si dice, fino a novemi­la. Nel frat­tem­po un nuo­vo car­di­nale di Bologna lo rein­te­gra pien­amente come sac­er­dote. Per far capire alla cit­tà i bisog­ni dei ragazzi si mette, ter­mi­na­to di far scuo­la, all’angolo di una delle strade più fre­quen­tate del­la cit­tà con un cap­pel­lo in mano. Lì sos­ta per ore riem­pi­en­do il cap­pel­lo e dis­pen­san­do ascolto a piene mani con con­fes­sioni, benedi­zioni, con­sigli. Le sue opere si reg­ger­an­no sulle questue effet­tuate…… Un “personaggione<2 insom­ma. Nel­la Cit­tà dei ragazzi ci sono persi­no le elezioni, il popo­lo sceglie i suoi rap­p­re­sen­tan­ti…… si for­ma il buon cris­tiano e l’onesto cittadino.

    Mi viene spon­ta­neo, anche se lo fac­cio di rado davan­ti ai sem­i­nar­isti, rac­con­tare di Mon­t­ele­co. Le impronte sono uguali. Un prete un po’ avan­ti di idee rispet­to ai tem­pi, un duro scon­tro sulle aper­ture alle attiv­ità miste in tem­pi in cui era­no rig­orosa­mente sep­a­rate, amore al teatro e alle arti umane, pro­fes­sori di scuo­la, scon­tro con la ger­ar­chia, amore spas­sion­a­to per i ragazzi specie più poveri, dopoguer­ra, filone anar­coide insof­fer­ente alle leg­gi, amante del­la lib­ertà dell’essere umano, fis­sato sull’educare insieme ragazzi e ragazze, volon­tà fer­rea al lim­ite dell’incaponimento, dopoguerra……..e alla fine riabil­i­tazione e aper­tu­ra al futuro….. Il filone mi è appar­so evi­dente e ho anche azzarda­to un pun­to comune ricor­dan­do il nome del Card Ler­caro , gen­ovese, vesco­vo di Bologna dal 1952 al 1967, grande ani­ma del Con­cilio, ma pri­ma par­ro­co dell’Immacolata, ani­ma del Movi­men­to Litur­gi­co gen­ovese spes­so cita­to nelle direzioni spir­i­tu­ali di Don Ival­di e grande pun­to di rifer­i­men­to di tan­ti preti a Gen­o­va. Azzar­do ris­chioso, infat­ti, risped­i­to al mit­tente, per­ché il beato Marel­la pure con Ler­caro si era un po’ scon­tra­to in virtù che ognuno aveva………..il suo vil­lag­gio dei ragazzi……. c’era infat­ti anche quel­lo di Ler­caro che ospi­ta­va ragazzi poveri ma da cui nac­quero poi le men­ti eccelse del­la cit­tà, tut­ti lau­re­ati e per­son­ag­gi sig­ni­fica­tivi, forse in questo sen­so più vici­no a don Ga…..

    Sì, non siamo soli; il beato Olin­to Marel­la (cer­cate cer­cate su inter­net…) , padre Gas­pari­no a Cuneo, Don Zeno con Nomadelfia, don Nan­do a Chi­avari, per tacere gli altri gen­ovesi che non arrivarono ai liv­el­li di don Ga, ma cer­ta­mente fecero altret­tan­to bene…….villaggi, cit­tà, repub­bliche… tut­to dei ragazzi, che siano protagonisti.

    Tut­ta roba cha anco­ra oggi con­tin­ua e che sono caris­mi così impor­tan­ti nel­la Chiesa. Una chiesa che cer­ca di cam­minare sin­odal­mente, insieme e quin­di cer­ca di rac­cogliere tut­ti questi doni per cam­minare insieme ad essi.

    Pen­sate che a Bologna nel­la chiesa di San Domeni­co, dove è cus­todi­to il cor­po del dot­tore del­la Chiesa, ho incon­tra­to padre Can­di­do. Il fonda­tore di Oasis!!!! E’ lì in pen­sione nat­u­ral­mente, in infer­me­ria ma lui dice a accud­ire gli altri che, sì loro sì, sono anziani.

    Quan­to è pic­co­lo il mon­do e quan­ti sono gli incro­ci delle strade che por­tano al bene.

    Con­tinuiamo a essere sale saporoso per il mon­do con le nos­tre opere buone. Al resto pen­sa il Sig­nore coi suoi angeli custodi.

    Don Ful­ly

  • LUMEN GENTIUM (Mons. Marino Poggi) — quarto incontro

    LUMEN GENTIUM (Mons. Marino Poggi) — quarto incontro

    Con­tin­u­ano gli incon­tri con Mons Mari­no Pog­gi (ter­zo saba­to del mese) per riflet­tere insieme su Lumen Gentium.

    Prossi­mo incon­tro saba­to 21 gen­naio ore 19,30 – 20,30, in pre­sen­za (al Sem­i­nario Arcivescov­ile, Sali­ta Emanuele Cav­al­lo, 104, posteg­gio como­do). La reg­is­trazione dei pri­mi incon­tri è reperi­bile a questo link o nel­la gal­le­ria video del sito

  • L’annuncio del Vangelo è sostanzialmente un annuncio vocazionale

    L’annuncio del Vangelo è sostanzialmente un annuncio vocazionale

    Cari ami­ci vi scri­vo di rien­tro da Roma dove ho appe­na con­cel­e­bra­to ai funer­ali di Benedet­to XVI. Ero a Roma per un con­veg­no dei CDV ovvero Cen­tri Dioce­sani Vocazioni. Di cui nat­u­ral­mente sono coor­di­na­tore dioce­sano (non si dice più respon­s­abile, ma più sin­odal­mente coordinatore)

    Emozioni, pen­sieri, incon­tri, sper­anze i con­veg­ni sono tut­to questo . Per questo è bel­lo andar­ci di per­sona anche se poi si lavo­ra tut­to di tele­foni­ni, QR code, filmati……

    Alcu­ni pen­sieri a ruo­ta lib­era. Dopo quar­an­ta anni ho ri-rice­vu­to alcu­ni pun­ti fon­da­men­tali del­la nos­tra fede e del­la nos­tra stes­sa espe­rien­za di Mon­t­ele­co. Uno è questo: l’annuncio del Van­ge­lo è sostanzial­mente un annun­cio vocazionale. E’ chia­mare l’uomo a essere se stes­so. Ma chi è l’uomo? Cosa fare del­la pro­pria vita, inesora­bil­mente vota­ta a una morte cer­ta? Risorge? Si risorge? Ma cosa sarà mai una vita risor­ta? Con­tem­plare col col­lo stor­to e una espres­sione celes­tiale (ine­beti­ta per il mon­do) il vuo­to che si spalan­ca alzan­do gli occhi? Che uomo/donna vuoi diventare? Non è forse la doman­da che Mon­t­ele­co pone a migli­a­ia di ragazzi?

    Di qui si capisce che la pie­ga “vocazionale” non trat­ta tan­to di preti, suore, frati e affi­ni vari, ma l’uomo, l’umanità in quan­to tale. Gesù è venu­to e ha chiam­a­to. Pietro, Bar­tolomeo, Fil­ip­po…… Andrea e Gio­van­ni gli era­no andati dietro per­ché cos ave­va det­to Gio­van­ni il Bat­tista…. Il Van­ge­lo è rispon­dere a una chia­ma­ta, ma direi la vita stes­sa è rispon­dere alla vita. Dal momen­to che si è vivi, occorre rispon­dere. Anche la più nichilista è comunque una risposta….

    I Magi che sti­amo cel­e­bran­do sono per­son­ag­gi che si pon­gono in cam­mi­no, che si chiedono, che ricer­cano, che scru­tano ciò che accade e pure con spir­i­to criti­co; a un pri­mo momen­to di fidu­cia ver­so Erode segue l’accorgersi di ciò che accade e cam­biar strada……

    La ricer­ca del­la pro­pria stra­da dura tut­ta la vita. LA vocazione è uni­ca e uguale per tut­ti: seguire le orme di Gesù!! LA vocazione è uni­ca per tut­ti: dare la vita, amare!!! Poi essendo ognuno uni­co e irripetibile allo­ra diven­ta “uno splen­di­do poliedro” che è la chiesa, la comu­nità, l’umanità, dove ognuno appor­ta il suo uni­co con­trib­u­to non sos­ti­tu­ibile da nes­suno. Pen­siero che non deve affos­sar­ci nel sen­so di col­pa ma illu­mi­nar­ci per la grandez­za del­la chia­ma­ta ricevuta.

    Per­ché non ci sono preti? Per­ché c’è poca fede. Per­ché c’è poca comu­nità. Ognuno chiu­so den­tro il suo ego­is­mo, suoi dolori, i suoi fal­li­men­ti……. Per questo man­cano anche artigiani/e, professionisti/e, artisti/e, operai/e, impiegati/e che siano votati al bene che setac­ci­no la loro vita quo­tid­i­ana in cer­ca di quel tesoro che è l’amore vis­su­to. Man­ca tut­to alla nos­tra chiesa, alla società……….

    Occorre ripren­dere, con­tin­uare a sem­i­nare la buona novel­la come sempre.

    Las­ci­amo­ci con una ulte­ri­ore doman­da: quale è la vocazione del Movi­men­to Ragazzi? Quale il suo pos­to nel­la chiesa, nel­la soci­età? Non vogliamo essere il cen­tro del mon­do, ma il nos­tro con­trib­u­to nell’oggi, con questi ragazzi, in questo con­testo sociale quale è? Cosa ci chiede il Sig­nore in questo con­testo di Sin­o­do? Quali i nos­tri obiettivi?

    Il Sig­nore ci provo­ca. Leg­giamo insieme i seg­ni dei tem­pi, come la stel­la lo fu per i Magi. Il Sig­nore ci chia­ma. LA sto­ria urge. Maria si alzò in fret­ta. E noi?

    Don Ful­ly

  • Domenica 11 Dicembre — incontro in seminario

    Domenica 11 Dicembre — incontro in seminario

    Domeni­ca 11 dicem­bre, ore 18.00/21.00 incon­tro pres­so il Sem­i­nario Arcivescovile

  • LUMEN GENTIUM (Mons. Marino Poggi) — terzo incontro

    LUMEN GENTIUM (Mons. Marino Poggi) — terzo incontro

    Con­tin­u­ano gli incon­tri con Mons Mari­no Pog­gi (ter­zo saba­to del mese) per riflet­tere insieme su Lumen Gentium.

    Prossi­mo incon­tro saba­to 17 dicem­bre ore 19,30 – 20,30, in pre­sen­za (al Sem­i­nario Arcivescov­ile, Sali­ta Emanuele Cav­al­lo, 104, posteg­gio como­do). La reg­is­trazione dei pri­mi incon­tri è reperi­bile a questo link o nel­la gal­le­ria video del sito

  • #Diamoci una mano (a cura di Rinaldo Rocca)

    #Diamoci una mano (a cura di Rinaldo Rocca)

    Cari ami­ci, ecco­ci a fare il pun­to sul con­to di “Diamo­ci una mano”.

    Il sal­do al 30 giug­no era di euro 3.744 e nel peri­o­do sono sta­ti spe­si euro 1.000 per buoni acquiso pres­so I’ns, sono sta­ti cor­risposti euro 500 a OASIS per acquis­to pan­no­li­ni per i bam­bi­ni degli asili da loro gesti­ti, 27 euro di spese ban­car­ie, 400 euro per vis­ite mediche e pratiche dei patronati e 750 euro per le lapi­di di don Ga e don I a Mon­t­ele­co. Le entrate sono state 3.300 per don­azioni e euro 450 per ven­di­ta lib­ri e ricavi del­la gior­na­ta di Mon­t­ele­co. Il sal­do attuale è di euro 4.842.

    Come tut­ti sapran­no il 18 set­tem­bre a Mon­t­ele­co c’è sta­ta una ricor­ren­za spe­ciale. Sono state traslati in chiesa i resti di don Ival­di e pre­dis­poste due lapi­di sia per lui che per don Gas­pare. I resti di don Ga saran­no por­tati in futuro. E’ sta­to pos­si­bile far­lo per­ché sono i fonda­tori del­la chiesa di Mon­t­ele­co. Un bel­lis­si­mo momen­to per ricordarli.

    A nome del comi­ta­to di “Diamo­ci una mano” desidero ringraziare tut­ti gli ami­ci che ci han­no aiu­ta­to e con­tin­uer­an­no a dare un aiu­to. Che il San­to Natale ci fac­cia essere anco­ra più vici­ni a chi ha delle dif­fi­coltà. Sti­amo aiu­tan­do un grup­po di per­sone che han­no prob­le­mi sia medici che eco­nomi­ci. Per quest’anno Oasis ci ha chiesto un aiu­to in quan­to gestis­cono più bam­bi­ni di quel­li riconosciu­ti dal Comune. Per chi volesse, in occa­sione del San­to Natale fare un gesto di sol­i­da­ri­età, può uti­liz­zare il con­to cor­rente indi­ca­to in calce.

    INTESTAZIONE: DON DORAGROSSA*100 ANNI DON GA

    IBAN: IT65/V/03332/01404/000000813723

    CONTO CORRENTE n. 813723

  • Due righe da Cuba

    Due righe da Cuba

    Cari ami­ci scri­vo queste due righe da Cuba da dove sto rien­tran­do. La prospet­ti­va è quin­di capo­vol­ta. Da ques­ta parte del mon­do le parole sono le stesse che in Italia. “C’ è crisi, c’è crisi eco­nom­i­ca, siamo sen­za sper­an­za” ma come dice Papa Francesco “la realtà è supe­ri­ore all’idea”. E chi vede, vive, toc­ca la realtà si accorge che spes­so le pro­prie idee sono un po’ arretrate. Qua la crisi è dura, duris­si­ma e l’emigrazione for­tis­si­ma. Di qua si pos­sono cogliere con mag­gior lucid­ità i mis­teri che avvol­go­no il mon­do. Il cam­bi­a­men­to di epoca dicono in tan­ti. L’emigrazione, i sis­te­mi eco­nomi­ci, la cit­tad­i­nan­za atti­va, il peso che ha la vita umana. Enor­mi rif­les­sioni già vis­sute anni fa che peri­odica­mente si ripro­pon­gono quan­do ven­go qua in ques­ta terra.

    Il Natale ci ricor­da per for­tu­na che c’è un Dio che ci sta cer­can­do, che ci cer­ca ogni giorno nonos­tante noi siamo asso­lu­ta­mente smar­ri­ti di fronte alla com­p­lessità del momen­to. Come la pecorel­la Bianchi­na che ci rac­con­ta­va don Ga era tut­ta sporca, arruf­fa­ta e piena di spine doloran­ti; ma il bel pas­tore se la car­icò sulle spalle e la riportò alla gioia del­la comunità.

    Per il Movi­men­to Ragazzi mi auguro pro­prio questo anche dal ved­er­ci domeni­ca prossi­ma 11 Dicem­bre insieme in seminario.

    Las­cia­r­ci riportare con gioia al nos­tro caris­ma al nos­tro esser­ci nel­la Chiesa. Il Movi­men­to Ragazzi sem­pre in anticipo sui tem­pi è sta­to sem­pre ader­ente alla realtà. La realtà dei ragazzi che era­no abban­do­nati, che era­no sot­tosti­mati, che era­no igno­rati, che era­no mal­trat­tati. Bel­li i pro­gram­mi sco­las­ti­ci, i pro­gram­mi cat­e­chis­ti­ci ma la realtà era quel ragaz­zo che ave­vi davan­ti e che entra­va pre­po­ten­te­mente nel­la tua vita.

    Rac­con­tano di Padre Umile noto frate gen­ovese con­tem­po­ra­neo di don Ga che anda­va in giro a Gen­o­va chieden­do aiu­to per i suoi bam­bi­ni, un giorno fece cari­care un camion­ci­no da un negoziante di ogni cosa che ser­vi­va alla comu­nità; al momen­to di pagare disse che non ave­va sol­di e che quei bam­bi­ni dove­vano pur man­gia­re; il negoziante rispose duro “questo non è un mio prob­le­ma è vostro “ Padre umile gli rispose “ bene, da oggi è anche il tuo!”

    Il Movi­men­to Ragazzi ha il com­pi­to di dire alle comu­nità cris­tiane “questo ragaz­zo è tuo!” Lo so che è tremen­do, lo so che non ha una famiglia per­fet­ta alle spalle, lo so che è povero, lo so che è sta­to edu­ca­to a val­ori super­fi­ciali, ma insieme dob­bi­amo affrontare un cam­mi­no educativo.

    “ma non è il nos­tro com­pi­to noi dob­bi­amo annun­cia­re il Van­ge­lo e pre­gare” Bene a questi ragazzi noi siamo deb­itori infat­ti di una buona notizia. Di un Dio che ci ama, che ci cer­ca, che si fa uomo, che entra nell’umanità e la trasfor­ma poten­zian­dola col suo Spir­i­to di Amore capace di amare sem­pre e oltre. E se si sono per­du­ti li andi­amo a cer­care come fa Dio nel Natale che ce ne ha avu­to del cor­ag­gio a vivere in mez­zo a noi, in quell’epoca come in ogni epoca del mondo.

    Las­ci­amo­ci anco­ra una vol­ta amare in quel bim­bo che si dona come cibo in una man­gia­toia. E’ l’unico cibo di cui abbi­amo bisog­no, l’altro madre terre ce lo dona altret­tan­to, essere amati. E poi poni­amo­ci anche noi nel­la man­gia­toia a las­cia­r­ci man­gia­re dal­la vita, dai fratel­li e sorelle………

    La sto­ria ci chia­ma a com­piere una opera grande nel­la chiesa: richia­mare a tut­ti l’attenzione a tut­ti i ragazzi. Uni­amo­ci per affrontare bene insieme questo per­cor­so rispon­di­amo di sì al Sig­nore che ci chia­ma a cam­minare insieme alla chiesa per essere seg­no del suo amore nel mondo.

    Buon Natale, insieme

    Don Ful­ly

  • LUMEN GENTIUM (Mons. Marino Poggi) — secondo incontro

    LUMEN GENTIUM (Mons. Marino Poggi) — secondo incontro

    Pros­eguono gli incon­tri con Mons Mari­no Pog­gi per riflet­tere insieme su Lumen Gen­tium.

    Sec­on­do incon­tro saba­to 19 novem­bre ore 19,30 – 20,30, in pre­sen­za (al Sem­i­nario Arcivescov­ile, Sali­ta Emanuele Cav­al­lo, 104, posteg­gio como­do). Al ter­mine breve cena autogestita. 

    La reg­is­trazione del­la pri­ma lezione è reperi­bile nel­la gal­le­ria video del sito o a questo link

  • Il libro dei giochi di Monteleco (Sara Liga)

    Il libro dei giochi di Monteleco (Sara Liga)

    Ha pre­so il via il prog­et­to di creazione del Libro dei giochi di Monteleco

    Nel cor­so del pri­mo anno di ascolto del Sin­o­do abbi­amo riscon­tra­to che moltissime par­roc­chie han­no il prob­le­ma dei gio­vani: pochissi­mi ragazzi fre­quen­tano la par­roc­chia ma soprat­tut­to si è per­sa la capac­ità di attrarre e par­lare ai giovani.

    Man­cano gli edu­ca­tori capaci di dare con­ti­nu­ità alla cresci­ta dei ragazz­i­ni che, aven­do con­clu­so il per­cor­so di cat­e­ch­esi lega­to alla Pri­ma Comu­nione e alla Cres­i­ma, non trovano pro­poste adeguate ai loro bisogni.

    Pro­prio quel­lo che è sta­ta sem­pre la carat­ter­is­ti­ca del MR: attrarre i gio­vani attra­ver­so il gio­co e attra­ver­so il gio­co trasmet­tere i val­ori!

    Abbi­amo allo­ra pen­sato di atti­var­ci per non dis­perdere il pat­ri­mo­nio di giochi accu­mu­lati nel cor­so degli anni che rap­p­re­sen­tano il pat­ri­mo­nio del Movi­men­to Ragazzi, costru­en­do il libro dei Giochi di Monte Leco che, attra­ver­so la definizione di schede tec­niche col­le­gate a situazioni/ liv­el­lo di matu­rità del gruppo/valori sot­tostan­ti ecc., pos­sa essere uno stru­men­to oper­a­ti­vo per «aspi­ran­ti educatori»

    La final­ità è uti­liz­zare questo pat­ri­mo­nio per far rinascere l’attenzione all’importanza che riveste l’educazione dei gio­vani, e pro­porre alle par­roc­chie «lab­o­ra­tori» di for­mazione di pic­coli grup­pi di aspi­ran­ti edu­ca­tori, all’interno dei quali appren­dere una metodolo­gia educa­ti­va sperimentandola.

    Abbi­amo già real­iz­za­to due incon­tri inter­gen­er­azion­ali: alcu­ni “anziani” e un bel grup­pet­to di gio­vani con Don Ful­ly han­no com­in­ci­a­to a lavo­rare per real­iz­zare questo sogno!

    Siamo nel­la fase di rac­cogliere tut­to il mate­ri­ale che cias­cuno di noi ha cus­todi­to gelosa­mente negli anni! L’invito è duplice: chiedi­amo a col­oro che han­no mate­ri­ale rel­a­ti­vo ai giochi o che avessero voglia di parte­ci­pare al prog­et­to di met­ter­si in con­tat­to con Sara (sliga@hotmail.it)…saranno accolti a brac­cia aperte!

  • Si alzò e andò in fretta

    Si alzò e andò in fretta

    Il Papa ha scrit­to ai gio­vani una let­tera di con­vo­cazione per la GMG di Lis­bona del 2023 e ha pro­pos­to il Van­ge­lo di Luca 1,39 “Maria si alzò e andò in fret­ta” come spun­to med­i­ta­ti­vo. E’ il bra­no che segue l’annunciazione; l’Angelo ha appe­na det­to a Maria che sua cug­i­na Elis­a­bet­ta benché anziana era inc­in­ta, Maria allo­ra si alza e va in fretta,

    Sen­ti­amo cosa dice il Papa

    “Maria si è las­ci­a­ta inter­pel­lare dal bisog­no del­la sua anziana cug­i­na. Non si è tira­ta indi­etro, non è rimas­ta indif­fer­ente. Ha pen­sato più agli altri che a sé stes­sa. E questo ha con­fer­i­to dinamis­mo ed entu­si­as­mo alla sua vita. Ognuno di voi può chieder­si: come reagis­co di fronte alle neces­sità che vedo intorno a me? Pen­so subito a una gius­ti­fi­cazione per dis­im­peg­n­ar­mi, oppure mi inter­es­so e mi ren­do disponi­bile? Cer­to, non potete risol­vere tut­ti i prob­le­mi del mon­do. Ma mag­a­ri potete iniziare da quel­li di chi vi sta più vici­no, dalle ques­tioni del vostro ter­ri­to­rio. Una vol­ta han­no det­to a Madre Tere­sa: “Quel­lo che lei fa è solo una goc­cia nell’oceano”. E lei ha rispos­to: “Ma se non lo faces­si, l’oceano avrebbe una goc­cia in meno”. 2 Davan­ti a un bisog­no con­cre­to e urgente, bisogna agire in fret­ta. Quante per­sone nel mon­do atten­dono una visi­ta di qual­cuno che si pren­da cura di loro! Quan­ti anziani, malati, carcerati, rifu­giati han­no bisog­no del nos­tro sguar­do com­pas­sionev­ole, del­la nos­tra visi­ta, di un fratel­lo o una sorel­la che oltrepas­si le bar­riere dell’indifferenza! Quali “frette” vi muovono, cari gio­vani? Che cosa vi fa sen­tire l’impellenza di muovervi,* tan­to da non rius­cire a stare fer­mi? Tan­ti – col­pi­ti da realtà come la pan­demia, la guer­ra, la migrazione forza­ta, la povertà, la vio­len­za, le calamità cli­matiche – si pon­gono la doman­da: per­ché mi accade questo? Per­ché pro­prio a me? Per­ché adesso? E allo­ra la doman­da cen­trale del­la nos­tra esisten­za è: per chi sono io?”

    E Aggiunge:

    “La fret­ta buona ci spinge sem­pre ver­so l’alto e ver­so l’altro. C’è invece la fret­ta non buona, come per esem­pio quel­la che ci por­ta a vivere super­fi­cial­mente, a pren­dere tut­to alla leg­gera, sen­za impeg­no né atten­zione, sen­za parte­ci­pare vera­mente alle cose che fac­ciamo; la fret­ta di quan­do vivi­amo, stu­di­amo, lavo­riamo, fre­quen­ti­amo gli altri sen­za met­ter­ci la tes­ta e tan­to meno il cuore. Può suc­cedere nelle relazioni inter­per­son­ali: in famiglia, quan­do non ascolti­amo mai vera­mente gli altri e non dedichi­amo loro tem­po; nelle ami­cizie, quan­do ci aspet­ti­amo che un ami­co ci fac­cia diver­tire e rispon­da alle nos­tre esi­gen­ze, ma subito lo evi­ti­amo e andi­amo da un altro se vedi­amo che è in crisi e ha bisog­no di noi; e anche nelle relazioni affet­tive, tra fidan­za­ti, pochi han­no la pazien­za di conoscer­si e capir­si a fon­do. Questo stes­so atteggia­men­to pos­si­amo aver­lo a scuo­la, nel lavoro e in altri ambiti del­la vita quo­tid­i­ana. Ebbene, tutte queste cose vis­sute di fret­ta dif­fi­cil­mente porter­an­no frut­to. C’è il ris­chio che rimangano ster­ili. Così si legge nel libro dei Prover­bi: «I prog­et­ti di chi è dili­gente si risolvono in prof­it­to, ma chi ha trop­pa fret­ta – la fret­ta cat­ti­va – va ver­so l’indigenza» (21,5).”

    Il Papa come sem­pre ci sti­mo­la e ci pone davan­ti a due frette: una buona e una meno buona. Facile dire: il mon­do di oggi va di fret­ta dob­bi­amo smet­tere di inseguir­lo. Quante volte sapete mi è venu­ta la ten­tazione. Dal dar via la macchi­na e la moto e dire “ora fac­cio ciò che si può”, al riti­rar­mi a vivere a Mon­t­ele­co e fare il par­ro­co di Moli­ni di Volt­ag­gio, così almeno si fan­no poche cose e bene. E vi garan­tis­co che il dub­bio me lo por­to den­tro. Ma poi arrivano le urgen­ze: le sca­den­ze di legge, “questo bam­bi­no sof­fre trop­po, sbarel­la a scuo­la, è sem­pre per stra­da che ne fac­ciamo?” “quest’altro si è chiu­so in cam­era davan­ti a un com­put­er, chi lo tira fuori?” La vita ci tira den­tro da mille par­ti e a volte non c’è tem­po, c’è urgen­za, ci vuole fret­ta nel risol­vere le ques­tioni. A volte è pro­prio ques­tione di tem­po, di atti­mi, di ore, di giorni.

    Gesù non ave­va per sé un momen­to nel­la gior­na­ta, eppure ogni tan­to anda­va e si fer­ma­va in silen­zio in preghiera: “tut­ti ti cer­cano!” esplode­va la fret­ta degli apos­toli qua­si rimproverandolo.

    Anche noi nel Movi­men­to ci bar­ca­me­ni­amo tra fret­ta e tra lentez­za più sana e umana. A Mon­t­ele­co urge questo , urge quel­lo!! Poi è arriva­to il covid e ci siamo fer­mati. Eppure…… la bol­let­ta del­la luce arri­va, le norme van rispet­tate, i grup­pi chiedono , l’estate 2023 è già alle porte!! Oh vin­ces­si­mo il superenalotto!!

    La chiesa ha bisog­no di riforme e in fret­ta. Ma poi la gat­ta fret­tolosa par­torisce gat­ti­ni ciechi che non capis­cono dove andare. Cosa occorre cam­biare? E se riman­di­amo sem­pre il cam­bi­a­men­to non è fare muro di gom­ma, oceano di neb­bie nel quale dis­perdere tut­to? LA chiesa va lenta ma non rischia di essere fuori dal mon­do? Chi strap­pa e chi cuce. Guar­da­vo le immag­i­ni del Papa in Bahrein e noi qua a dis­cutere se dob­bi­amo andare noi ai vic­ariati o i vic­ariati devono venire a noi. C’è un abis­so fra chi vola in fret­ta e chi si arra­bat­ta in prob­le­mi inesisten­ti. Ma lui va lento o veloce? Non sare­mo noi che rispon­di­amo solo alle frette di ogni giorno e per­diamo di vista l’insieme?

    Va bene cari ami­ci. Oggi vi ho sem­i­na­to dub­bi atro­ci. Ma pen­so siano dub­bi bel­li che devono inter­rog­a­r­ci per non con­tin­uare a dormire son­ni tran­quil­li che ci impedis­cono di ALZARSI o a sbat­ter­ci in mille direzioni sen­za rag­giun­gere le per­sone da amare.

    *L’impellenza di essere Movi­men­to ver­rebbe da dire che il Papa ci benedica!!!!

    Don Ful­ly