Autore: webmit

  • DOPO IL BELVEDERE DON GA, ECCO PIAZZETTA DON I

    DOPO IL BELVEDERE DON GA, ECCO PIAZZETTA DON I

    Una gran bel­la notizia ci viene dal Comune di Gen­o­va: la Giun­ta comu­nale ha delib­er­a­to di inti­to­lare la piazzetta all’incrocio di via Dogali con cor­so Firen­ze a don I.

    Un grande gra­zie va a Pao­la Mari­no che ha avu­to l’intuizione e la tena­cia di pro­porre e seguire nel tem­po la prat­i­ca fino ad ottenere questo bel­lis­si­mo risultato.

    Preve­di­amo che la cer­i­mo­nia di inti­to­lazione avver­rà nel mese di otto­bre: non appe­na ver­rà fis­sa­ta la data ve lo comunicheremo.

  • IL CALCIO: METAFORA DEL MONDO D’OGGI

    IL CALCIO: METAFORA DEL MONDO D’OGGI

    Vole­vo pren­dere come spun­to, anche se ora­mai sono tal­mente lon­tani da appartenere alla sto­ria, i recen­ti mon­di­ali di cal­cio tenu­ti negli Sta­ti Uni­ti e come con­torno in Cana­da e Mes­si­co. Frut­to di politiche di altri tem­pi evidentemente.

    Mi han­no col­pi­to due fat­ti: il pri­mo come il cal­cio si sia mes­so prono agli inter­es­si dei poten­ti con quell’episodio in cui il pres­i­dente degli Sta­ti Uni­ti ha det­to che non era fal­lo e subito si sono adeguati a togliere la squal­i­fi­ca al gio­ca­tore in ques­tione. Il cal­cio lo sap­pi­amo bene, è utile seguir­lo per­chè ti dà lezioni di geopo­lit­i­ca e di econo­mia. Pros­pera in genere lad­dove ci sono i sol­di, si pone a utile «panem et circens­es»; è giun­to a un liv­el­lo di cor­ruzione e di fol­lia eco­nom­i­ca che dovrebbe in noi provo­care un dis­gus­to enorme. Cer­to, a ved­er­lo, a seguire questi «cam­pi­oni» che in braghette si sfi­dano attra­ver­so un pal­lone, cor­rere, e varie abil­ità non si può credere all’immenso per­cor­so che l’umanità ha fat­to rispet­to al famoso sta­dio «Colosseo» dove gli uomi­ni si diverti­vano a vedere mas­sacrare le per­sone com­pre­si i cre­den­ti in Cristo. Quel­la famosa grande civiltà si diverti­va a vedere ammaz­zare gente. La nos­tra mag­a­ri è rius­ci­ta a fare qualche pas­so avan­ti e diver­tir­si nel­la fes­ta e nelle abil­ità, ter­mi­nate le quali, ci si scam­bia una stret­ta di mano (a meno che tu non si argenti­no ver­rebbe da dire con bat­tuta azzar­da­ta…). Tut­tavia, le mag­a­gne nel cal­cio esistono e sono evi­den­ti: trop­pa col­lu­sione col potere e il danaro in un mon­do che fat­i­ca ad arrivare al ter­mine del giorno.

    Il sec­on­do fat­to che mi ha col­pi­to è sta­ta la for­mazione del­la squadra vin­cente: la mit­i­ca «Roja» la Spagna. Yamin Lamal sem­bra essere spun­ta­to da Ceu­ta, o da un turno del Movi­men­to Ragazzi a Mon­t­ele­co, fate voi. Con quel fac­ci­no da bim­bo, sor­ri­dente, fan­ta­sioso, cre­ati­vo ma molto obbe­di­ente alla squadra. I sovranisti grid­er­an­no che è marocchi­no non spag­no­lo; i buon­isti han­no appe­so in cam­era la foto con cui Mes­si fa il bag­net­to a un bim­bo di pochi mesi ed era pro­prio (casu­al­ità?) Yamin Lamal. A noi ricor­da che il Maroc­co dista 14 chilometri dal­la Spagna. Ma non solo Yamin Lamal gio­ca nel­la Spagna. Il bomber è un cer­to OyarZ­a­bal; la Zeta non mente: un bas­co! Gente delle mon­tagne, dei Pirenei. Popo­lo che lot­ta per l’indipendenza. Ma è spag­no­lo. Un marocchi­no e un bas­co.… trasci­nano la Spagna. Dove gio­ca­va Rodri, nato a Madrid gio­ca nel Bar­cel­lona. Cucurel­la ha fat­to pian­gere tut­ti ricor­dan­do per­chè gio­ca con quel­la zazzera impro­poni­bile; suo figlio che è autis­ti­co solo così lo riconosce in tele­vi­sione; e Cucurel­la come altri sei cal­ci­a­tori è del­la Cat­a­logna, di Bar­cel­lona insom­ma. Insom­ma, la nazionale spag­no­la in maniera ele­gante e molto meno impat­tante di altre (si pen­si alla Fran­cia) ci rac­con­ta che vince la mul­ti­cul­tur­al­ità, tan­to odi­a­ta da alcu­ni, che si vince unen­do le forze, andan­do d’accordo, e nat­u­ral­mente essendo abili nel gio­co del­la pal­la. Il cal­cio ha in sé, metafo­ra del mon­do di oggi, le energie per non perder­si per essere un luo­go di fes­ta. Non tut­to è per­du­to. A vedere il mon­do di oggi in gen­erale si è davvero dis­perati, non si intravede una via di usci­ta, ma se si guar­da intorno a noi dob­bi­amo avere la forza per riconoscere le poten­zial­ità che questo mon­do ha per andare avan­ti. Nelle fragilità dob­bi­amo sco­vare semi di sper­an­za. Fare come Papa Leone che con­tin­ua a tessere per la Pace con cal­ma sen­za trop­pa vis­i­bil­ità, ma sen­za cedere alla men­tal­ità pre­dom­i­nante, pre­po­tente e vio­len­ta. Abbi­amo gli anti­cor­pi per resti­tuire alla nos­tra civiltà un sen­so di pace e comunione.

    Infine, non pos­so non scrivervi dei nos­tri soli­ti tre turni a Mon­t­ele­co carat­ter­iz­za­ti da cucine stra­colme di bim­bi pic­coli tut­ti a servizio del bene comune. Una bel­la e affer­ma­ta novità. I turni dei ragazzi non sono più una novità. Turni dove si accol­go­no tante sto­rie, tante realtà che diven­tano magi­ca­mente gioia e fes­ta, impeg­no e dono di sé nel gio­co. Grat­i­tu­dine per tut­ti quan­ti davvero, edu­ca­tori, capi­grup­po e un popo­lo spes­so più «mis­to» di quan­to si cre­da tra ragazzi di comu­nità e assis­ten­ti e pri­vatis­si­mi cit­ta­di­ni. Ne ripar­lere­mo. A tut­ti un appun­ta­men­to imperdi­bile il 20 set­tem­bre all’Eucarestia per ricor­dare don Ga e don I.

  • A Monteleco il Campo “Base” ACR della diocesi di Genova

    Dal 15 al 20 giug­no, la cor­nice del­la Colo­nia di Mon­t­ele­co ha fat­to da casa al Cam­po di for­mazione per Aiu­to-Edu­ca­tori ACR del­la dio­ce­si di Gen­o­va. È sta­ta un’es­pe­rien­za inten­sa e vis­su­ta a pieno per cir­ca 80 ragazzi e ragazze che han­no scel­to di met­ter­si in gio­co con gen­erosità per preparar­si al servizio nelle pro­prie par­roc­chie. Tra momen­ti di for­mazione, preghiera, lab­o­ra­tori e tan­ta con­di­vi­sione, questi gio­vani han­no costru­ito le basi del loro futuro ruo­lo educa­ti­vo, tor­nan­do a casa con uno zaino cari­co di nuovi stru­men­ti, ami­cizie pro­fonde e quel­l’en­tu­si­as­mo spe­ciale che si crea solo quan­do si vive in Comu­nione nel­l’Amore di Dio.
  • Associazione “I Ragazzi di Monteleco” (di Sara Liga)

    Associazione “I Ragazzi di Monteleco” (di Sara Liga)

    A nome del Con­siglio Diret­ti­vo, desidero ringraziare tut­ti col­oro che han­no des­ti­na­to il loro 5x1000 alla nos­tra Asso­ci­azione. Come sapete solo dal­lo scor­so anno, ovvero da quan­do siamo diven­tati Enti del Ter­zo Set­tore, è sta­to pos­si­bile per noi ben­e­fi­cia­re di questo con­trib­u­to e direi che gra­zie alla disponi­bil­ità e all’attenzione di tut­ti voi abbi­amo ottenu­to 2.511,00 euro di ver­sa­men­ti!!! Un risul­ta­to molto pos­i­ti­vo che ci con­sen­tirà di apportare ulte­ri­ori miglior­ie alla strut­tura di Mon­t­ele­co e di offrire una “casa accogliente” dove i nos­tri gio­vani ospi­ti pos­sano vivere un’es­pe­rien­za di vita comu­ni­taria impor­tante per la loro cresci­ta. Vi invi­to quin­di a pros­eguire nel­la vos­tra atten­zione e gen­erosità e, oltre a rin­no­vare anche quest’anno la vos­tra per­son­ale scelta, a dif­fondere i dati dell’Associazione anche a vostri famil­iari, ami­ci, grup­pi ….  con gratitudine.

  • PROGETTO “PIAZZETTA DON I” (di Paola Marino)

    PROGETTOPIAZZETTA DON I” (di Paola Marino)

    L’idea di tito­lare a Don I la piazzetta pos­ta all’in­cro­cio tra Cor­so Dogali e Cor­so Firen­ze, in prossim­ità del Castel­lo D’Al­ber­tis, mi balenò in tes­ta anni fa, dopo la tito­lazione del Belvedere a Don Ga, anche gra­zie all’in­ter­es­sa­men­to di un ex mem­bro del Con­siglio di Cir­co­scrizione del Munici­pio Cen­tro Est che mi diede le “dritte” nec­es­sarie per inoltrare la doman­da ai com­pe­ten­ti uffi­ci. Con­fes­so che in assen­za di risposte uffi­ciali iniziai a rasseg­n­ar­mi. La pan­demia che si ver­i­ficò suc­ces­si­va­mente non fu cer­to di aiu­to. Soltan­to lo scor­so anno, sem­pre gra­zie all’am­i­co che già ave­va caldeg­gia­to la pro­pos­ta, inoltrai nuo­va richi­es­ta al Munici­pio, riceven­do poi istruzioni su quan­to sarebbe sta­to nec­es­sario pro­durre a liv­el­lo ammin­is­tra­ti­vo-buro­crati­co per dar cor­so e final­iz­zare la doman­da. Al di là degli aspet­ti isti­tuzion­ali, ammin­is­tra­tivi, topono­mas­ti­ci, ecc. riten­go che dedi­care a Don I uno spazio così vici­no a Don Ga e alla vec­chia sede del Movi­men­to Ragazzi fos­se un atto dovu­to, la trac­ciatu­ra di una lin­ea immag­i­nar­ia che unisce Don Ga, Don I e la sede del Movi­men­to Ragazzi che, da casa, ho sot­to gli occhi tut­ti i giorni e che mi emoziona ogni vol­ta sia per­ché sus­ci­ta ricor­di indelebili ren­den­doli attuali, sia per­ché mi per­me­tte di fer­mar­mi a riflet­tere su quan­to la mia vita sia sta­ta impronta­ta dagli inseg­na­men­ti dei due Sac­er­doti, dalle espe­rien­ze vis­sute al MR e a Mon­t­ele­co. Ho con­stata­to che sono sta­ti ese­gui­ti lavori di potatu­ra e pulizia sia del­la Piazzetta che del­la tar­ga appos­ta sul Belvedere, van­dal­iz­za­ta con scritte e ade­sivi vari. Ora mi piac­erebbe che nel­la cab­i­na tele­fon­i­ca pre­sente nel­la Piazzetta potesse essere real­iz­za­ta una pic­co­la bib­liote­ca di libero scam­bio che con­tenga anche scrit­ti su Don Ga e Don I: vedremo! Le tem­p­is­tiche preve­dono pas­sag­gi pres­so altre Isti­tuzioni e ragionevol­mente arriver­e­mo a set­tem­bre pri­ma che sia tut­to pron­to: un “mon­t­elechi­no” che siede nel Con­siglio Comu­nale è il nos­tro avam­pos­to per conoscere gli svilup­pi del­l’iter, oltre che un sosten­i­tore dei val­ori che han­no seg­na­to le nos­tre vite. Non appe­na ci saran­no aggior­na­men­ti informerò tut­ti quan­ti affinché tut­ti pos­sano parte­ci­pare a questo even­to, mag­a­ri pic­co­lo per il quartiere e la cit­tà ma di grande val­ore per noi.
  • ALLE ORIGINI DEI CAMPI ESTIVI

    ALLE ORIGINI DEI CAMPI ESTIVI

    Ho ulti­ma­mente let­to un bel libro, “Gen­o­va bru­cia”, che rac­coglie e rac­con­ta tut­ti i bom­bar­da­men­ti che Gen­o­va ha subito nell’ultima guer­ra mon­di­ale.  È impres­sio­n­ante oggi a 80 anni dal­la fine del­la guer­ra pen­sare che Beirut, Gaza e tan­ti altri luoghi nel mon­do sono oggi come erava­mo noi ottan­ta anni fa. Una cit­tà rasa al suo­lo, bom­bar­da­ta, feri­ta, dis­trut­ta. Mac­erie e bas­ta. Bam­bi­ni si aggi­ra­no per le strade. Persi­no le chiese sono state bom­bar­date e non poche. In estate la situ­azione col cal­do può peg­gio­rare. La scuo­la non c’è, le famiglie sono impeg­nate a spostare mac­erie e ricostru­ire…. L’idea di portare questi ragazzi a trascor­rere delle gior­nate all’aria buona, in com­pag­nia, donan­do loro alcu­ni giorni di gioia e alle­gria che si pos­sano col­le­gare all’idea del­la fede che unisce e che ci trasmette ques­ta gioia e ques­ta pos­si­bil­ità di vita è l’idea di due preti gio­vani quali sono don Ga e don I ma non sono i soli. Molti altri cer­cano di seguirne l’esempio. Così nascono i Grest, i campi estivi che poi col tem­po mod­i­f­i­cano la loro impostazione, diven­ter­an­no “le colonie” per tut­ti e poi col boom eco­nom­i­co si trasformer­an­no in vacanze garan­tite e queste espe­rien­ze diven­ter­an­no campi di formazione.

    Tut­tavia, la base di parten­za era sem­plice: riscop­er­ta del­la natu­ra, aria buona, fres­co, cibo garan­ti­to sano, buono, abbon­dante, alle­gria e pos­si­bil­ità di trascor­rere ore serene, che facessero per­cepire una vita pos­si­bile (e non dimen­ti­care la realtà) sot­to lo sguar­do del­la Chiesa e del Sig­nore. Qual­cuno storcerà il naso di fronte a questi obi­et­tivi. Sen­to già le obiezioni: e la for­mazione? E i con­tenu­ti? Quan­do il momen­to di preghiera è garan­ti­to nel­la sua sem­plic­ità e l’Eucarestia cel­e­bra l’unione nel­la car­ità i con­tenu­ti emer­gono da sé. La lode in mez­zo alla creazione, per­cepire Dio pre­sente nel­la vita dei fiu­mi, dei boschi, per­cepire tut­to come dono è un modo sem­plice e forte di sen­tire la pre­sen­za di un Dio come Gesù ce lo ha pre­sen­ta­to. Stare bene vivere bene stare alle­gri non è lode di Dio? Vivere gior­nate da fratel­li aiu­tan­dosi non è bel­lo? Dei bam­bi­ni dei ragazz­i­ni che devono fare se non gio­care e attra­ver­so il gio­co impara­re quelle poche fon­da­men­tali regole di vita che servi­ran­no per sem­pre? E non è lì che impara­no a esprimere sé stes­si? Quale con­tenu­to devono rice­vere? L’unico con­tenu­to è la vita di Gesù nei momen­ti di preghiera!  Par­largli di Lui, di come Lui parla­va di Dio, di come Lui inseg­na­va ad amar­si. E viver­lo nel­la gioia.

    Questo come sem­pre cercher­e­mo di fare a Mon­t­ele­co. Per car­ità, il con­tenu­to non man­ca: la PACE! Ma cosa volete a bim­bi e ragazzi il mes­sag­gio di Pace arri­va nel modo in cui li si trat­ta, nel­la for­ma in cui li si edu­ca al con­flit­to vis­su­to nelle regole e nell’accettazione del­la scon­fit­ta così come del­la vit­to­ria; nel rispet­to che si ha di loro; nell’abituarli che si pos­sono pas­sare diverse ore al giorno sen­za cel­lu­lare; nel mostrare quan­to è bel­lo sper­i­menta­re il pro­prio cor­po nel­la cor­sa, nel can­to, nel lavoro, nel saltare, roto­lar­si, infan­gar­si. La Pace non è star sedu­ti zit­ti e muti; quel­la è la pace di noi anziani che vor­rem­mo, la pace dei cimi­teri per non essere dis­tur­bati. Ma la Pace di Gesù non è quel­la che dà il mon­do. È la pace del­la gius­tizia, vis­su­ta in accese assem­blee del gio­co, ricer­ca­ta nei mille scon­tri che si han­no in una vita comu­ni­taria. E’ la pace di chi si sente ama­to e accetta­to per come è. È la pace di chi sente che gli altri ti cre­dono capace di miglio­rar­ti. È la Pace che da qua­si 80 anni cer­chi­amo di portare a Mon­t­ele­co per for­mare gente di Pace, pace nel­la scuo­la e nel­la fab­bri­ca, nel­la polit­i­ca e nel­lo sport, in famiglia, in auto­mo­bile, nel­la chiesa. Amen!

  • Associazione “I Ragazzi di Monteleco” (di Sara Liga)

    Associazione “I Ragazzi di Monteleco” (di Sara Liga)

    È con grande piacere che vi comu­ni­co, a nome di tut­to il Con­siglio Diret­ti­vo dell’Associazione, che mer­coledì 20 mag­gio a Mon­t­ele­co abbi­amo rice­vu­to la visi­ta del Con­siglio di Ammin­is­trazione del­la Fon­dazione Pas­sadore che, come sapete, lo scor­so anno ha finanzi­a­to la real­iz­zazione del­la nuo­va scala anti­ncen­dio di Casa A, inter­ven­to impor­tante non solo per met­tere a nor­ma la strut­tura ma anche per ampli­are il numero di posti let­to da met­tere a dis­po­sizione dei ragazzi.

    Il CdA del­la Fon­dazione ha deciso di svol­gere a Mon­t­ele­co l’incontro di approvazione del loro bilan­cio per con­sen­tire ai nuovi com­po­nen­ti del Con­siglio di conoscere la nos­tra realtà e di ver­i­fi­care diret­ta­mente la real­iz­zazione delle opere finanziate.

    Nel cor­so del­la visi­ta, abbi­amo avu­to modo di fare vis­itare ai nos­tri ospi­ti il com­p­lesso del­la strut­tura e di rac­con­tare in maniera più pre­cisa le attiv­ità del­la nos­tra asso­ci­azione: tut­ti han­no espres­so il loro apprez­za­men­to per l’impegno, la qual­ità dei prog­et­ti e il ruo­lo che svol­giamo per i ragazzi del­la nos­tra città.

    Siamo inoltre lieti di comu­ni­carvi che, a segui­to di questo incon­tro, la Fon­dazione Pas­sadore ha delib­er­a­to ulte­ri­ori finanzi­a­men­ti a nos­tro favore, non vin­co­lati a opere speci­fiche. Si trat­ta di un seg­no di grande fidu­cia nei con­fron­ti del nos­tro lavoro, che ci per­me­t­terà di pro­gram­mare con mag­giore seren­ità le attiv­ità future e di raf­forzare i servizi che offriamo.

    Un ringrazi­a­men­to a tut­ti col­oro che si sono prodi­gati per la rius­ci­ta del­l’in­con­tro, ded­i­can­do tem­po per ren­dere la colo­nia puli­ta e accogliente dopo i mesi di chiusura inver­nale, per la preparazione e il servizio del pran­zo, ren­den­do vis­i­bile il grande amore e l’im­por­tan­za che Mon­t­ele­co ha nel­la vita di tut­ti noi.

  • G8: 25 ANNI INUTILI?

    G8: 25 ANNI INUTILI?

    Sono pas­sati 25 anni dai giorni del G8 che a breve cele­br­ere­mo. Io c’ero, nes­suno me lo deve rac­con­tare. E al soli­to ho scrit­to bene le impres­sioni di quei giorni tan­to per non dimen­ti­care. Ricor­do lo smar­ri­men­to al ter­mine di quei giorni dopo tut­ta la emozione per l’attesa, lo stu­pore per 300.000 per­sone che dis­cute­vano paci­fi­ca­mente del futuro del piane­ta, alla fac­cia di quegli otto che face­vano altra roba. E ricor­do molto bene chi c’era fra quegli otto: qual­cuno c’è sem­pre, qual­cun altro è sta­to sos­ti­tu­ito da futuri emuli. Tut­tavia il mon­do glob­ale è assai dif­fer­ente oggi. Lo sgo­men­to era dato alla fine da ciò che era suc­ces­so. E dal­la net­ta sen­sazione che si era vis­su­to un even­to spar­ti­acque. E, infat­ti, il movi­men­to per un mon­do migliore non si riunì più, col­pi­to e divi­so da quegli even­ti, incrim­i­na­to di essere vio­len­to e non cred­i­bile. Non so se furono infil­trati apposi­ta­mente, man­dati a ottenere ciò che poi suc­cesse, so che il risul­ta­to fu quel­lo: un movi­men­to intero scred­i­ta­to. Qua­si che nes­suno potesse più osare dis­tur­bare l’ordine mon­di­ale impos­to dal G8.  Sem­bra­vano idee finite, sepolte. E, invece, come un’araba fenice, ma noi cre­den­ti direm­mo come un seme che muore e rinasce più rigoglioso di pri­ma, ecco nel 2015 spun­tar fuori da Roma, dal Papa, l’enciclica Lauda­to Sii. Allo­ra non era più un povero prete di cam­pagna (Pre­man­i­co) che si era mes­so in tes­ta, dal­la dis­per­azione, di fare l’ecologista, di re-impiantare la turbina a Mon­t­ele­co, di edu­care a uno stile di vita dif­fer­ente di quel­lo impos­to dal­la ricer­ca del PIL a tut­ti i costi, di vis­itare ripetu­ta­mente e persi­no di andare in quel­la parte del sud del mon­do dove si vive, nonos­tante che una pic­co­la fet­ta di poten­ti sprechi e con­su­mi la gran parte delle ris­erve del piane­ta. No! Era, e lo dico con orgoglio, la mia Chiesa che pren­de­va posizione, che annun­ci­a­va a tut­ti che se Dio ama gli uomi­ni e ha dato la vita per il mon­do, allo­ra questo piane­ta va con­di­vi­so ed è pos­si­bile far­lo con e per il bene di tut­ti. Ciò che, in quei giorni, tut­ti dice­vano essere parole ever­sive, parole impos­si­bile, parole non attua­bili, era­no pari pari riprese dal mag­is­tero del­la Chiesa. E non mi si par­li di vio­len­za, che la vio­len­za quel giorno fu inizia­ta solo da una parte. Res­ta sta­bilire solo se con coscien­za e ret­ta inten­zione o per dabbe­nag­gine e incom­pe­ten­za. Le reazioni vio­lente ci sono state e sono state sbagli­ate, come sem­pre e comunque è sbagli­a­ta qual­si­asi tipo di vio­len­za, ma il movi­men­to era paci­fi­co. Ma non è questo che inter­es­sa. Le parole del­la Lauda­to Sii sono state derise, crit­i­cate, dis­obbe­dite, come lo era­no quelle del movi­men­to e, quel che è grave, soprat­tut­to da chi avrebbe dovu­to accoglier­le con fil­iale rispet­to. Ma riman­gono lì, a dare sper­an­za a tut­ti quei ger­mogli nati dal seme che mori­va.  Si era anche svilup­pa­ta una sen­si­bil­ità con­di­visa, con mol­ta fat­i­ca, che ave­va por­ta­to le democra­zie a pren­dere deci­sioni impor­tan­ti nel cam­po del­lo svilup­po sosteni­bile. Ma gli impe­ri­al­is­mi han­no avu­to il sopravven­to. E non sapen­do come affrontare un argo­men­to trasver­salmente dif­fu­so nel popo­lo (per­ché è innega­bile che non affrontare i prob­le­mi di equi­lib­rio del­la ter­ra, seg­nalati nel­la enci­cli­ca, a patirne non sono solo i poveri ma anche i tan­ti ric­chi del piane­ta) han­no rispolver­a­to l’antica arma di dis­trazione e dis­truzione: la guer­ra mon­di­ale, sta­vol­ta fat­ta a pezzetti. È evi­dente che queste guerre ser­vono solo a sviare il piane­ta dai suoi prob­le­mi per per­me­t­tere a chi lucra su una dis­eguaglian­za che fa spaven­to di impedire che si fac­ciano riforme che freni­no lo spaven­toso dis­e­qui­lib­rio e met­tano a ris­chio gli iniqui guadag­ni che pochi fan­no a svan­tag­gio di tut­ti. Solo il denaro muove tut­to ciò: mam­mona! Denaro per pochi, non per tut­ti, per­ché nat­u­ral­mente la mon­e­ta pove­ri­na non c’entra nul­la e il gius­to salario di un operaio è benedet­to, cosi come quel­lo di un pro­fes­sion­ista, di un arti­giano o di un contadino.

    La battaglia con­tin­ua, dunque, sia fat­ta con l’umile voce del­la pecorel­la del Sig­nore di Assisi che con l’ancor più soave rug­gi­to di un Leone. Il G8 non è pas­sato invano. Riv­ive in ognuno di noi che abbia un sus­sul­to civile, un cuore che si apra ver­so il prossi­mo, una tes­ta che ragioni per il bene di tut­ti e sog­ni un mon­do migliore.

    L’ultimo capi­to­lo dell’enciclica di Papa Leone riprende il ter­mine “Civiltà dell’Amore”, ter­mine caro a Pao­lo VI (che ai miei tem­pi, anni 80, alcu­ni sem­i­nar­isti definirono “il Demo­nio!”) (sich!) Che sia l’ennesimo fiore di quei giorni? O forse son quei giorni che era­no una messe abbon­dante del­la Paro­la sem­i­na­ta nei cuori di tan­ti, sem­i­na che evi­den­te­mente non ha ces­sato di pro­durre frutti.

  • Assemblea Associazione “I Ragazzi di Monteleco” (di Sara Liga)

    Un sin­teti­co aggior­na­men­to a segui­to dell’Assemblea del 13 aprile scor­so che con 37 soci pre­sen­ti sui 59 iscrit­ti ha approva­to il bilan­cio con­sun­ti­vo del 2025 e pre­ven­ti­vo del 2026.
    Come sapete ques­ta è sta­ta l’Assemblea con­clu­si­va del manda­to del Con­siglio Diret­ti­vo in car­i­ca ed è sta­ta l’occasione per fare una ren­di­con­tazione e val­u­tazione di quan­to real­iz­za­to in questi tre anni ma soprat­tut­to per evi­den­ziare i prog­et­ti anco­ra da atti­vare non solo per man­tenere in effi­cien­za le strut­ture di Mon­t­ele­co ma anche per miglio­rar­le in otti­ca di sosteni­bil­ità ambi­en­tale: come per esem­pio la manuten­zione e ampli­a­men­to alle vasche del­la Sor­gente delle 7 Fontane a sup­por­to dell’attività del­la Turbina idroelet­tri­ca e il per­cor­so per arrivare a “lib­er­are” defin­i­ti­va­mente la strut­tura dall’utilizzo del gas.
    Sen­za tralas­cia­re gli aspet­ti educa­tivi, che sono il fon­da­men­to dell’insegnamento dei nos­tri sac­er­doti e Angeli Cus­to­di, attra­ver­so l’attenzione alla for­mazione degli edu­ca­tori e la parte­ci­pazione ai tavoli di Co-Pro­gram­mazione dei servizi sociali atti­vati dal Comune di Gen­o­va e ai quali parte­cip­i­amo per dis­eg­nare il futuro dei servizi riv­olti ai minori frag­ili del­la nos­tra città.
    Altro ambito di atten­zione e impeg­no è l’attività svol­ta dal grup­po “Diamo­ci Una Mano”a sup­por­to di persone/famiglie frag­ili con aiu­ti non solo eco­nomi­ci ma di accom­pa­g­na­men­to per gli aspet­ti san­i­tari e di relazione con le Istituzioni.
    L’Assemblea si è con­clusa con l’elezione del nuo­vo Con­siglio Diret­ti­vo che rimar­rà in car­i­ca fino al 2028: le cariche sociali sono state ricon­fer­mate e tre nuovi con­siglieri sono sta­ti nom­i­nati in sos­ti­tuzione di tre con­siglieri, due dimis­sioni per motivi per­son­ali e per la perdi­ta del com­pianto Nico Pinasco.
    Il nuo­vo con­siglio è così composto:
    - Sari­na Liga — Presidente
    - Gian­car­lo Torre — Pres­i­dente onorario
    - Ric­car­do Mosci — Vicepresidente
    - Mat­tia Olla
    - Alice Gava
    - Francesco Gnecco
    - Ester Oprea
    - Fabio Olla — segretario
    Il nuo­vo Con­siglio ringrazia per la fidu­cia e si impeg­na a con­tin­uare le azioni intrap­rese con spir­i­to di servizio e con­fi­dan­do nel­l’at­ti­va parte­ci­pazione di tut­ti i soci.
  • VIVA IL 25 APRILE E ANCHE MONTELECO! (di Paola Marino)

    Gior­na­ta di lavori a Mon­t­ele­co, tut­ti total­mente dis­con­nes­si da inter­net ma con­nes­si fisi­ca­mente con ami­ci e amiche, vec­chi e nuovi.Abbiamo puli­to le case e i servizi igien­i­ci, sis­tem­ato i let­ti, abbi­amo ridip­in­to le scale, il cor­ri­doio del pri­mo piano, i let­ti in leg­no di casa A, questi ulti­mi van­dal­iz­za­ti da scritte irripetibili così come gli arma­di e le porte delle stanze sulle quali, però, nul­la abbi­amo potu­to fare.Come sem­pre, abbi­amo rime­di­a­to all’incuria dei vari grup­pi che sog­gior­nano a Mon­t­ele­co, pia­ga ques­ta che ci perse­gui­ta da anni: pur volen­do che Mon­t­ele­co sia aper­ta a tut­ti, ci tro­vi­amo poi di fronte a dis­or­dine, spor­cizia, man­ca­to rispet­to delle cose comu­ni. Quan­do poi seg­na­liamo man­canze, ci sen­ti­amo rispon­dere che non è vero o che non è loro col­pa: solo qual­cuno, di fronte all’evidenza, si scusa a posteriori.La nuo­va cel­la frig­orifera aspet­ta l’intervento dell’elettricista per il com­ple­ta­men­to, i lavori per la mes­sa in fun­zione dell’impianto ril­e­vazione fumi (obbli­ga­to­rio) per casa A, anche se un po’ a rilen­to, pro­ce­dono, come quel­li per la scala antincendio.
    Sare­mo poi nelle mani delle isti­tuzioni pre­poste per tut­ti gli aspet­ti tec­ni­ci e buro­crati­ci volti a ottenere le tan­to attese cer­ti­fi­cazioni di conformità.Al di là di quan­to la benef­i­cen­za ci abbia sor­riso (vedi rifaci­men­to cel­la frig­orifera e scala anti­ncen­dio) i costi sostenu­ti e da sostenere sono ril­e­van­ti: con­fidi­amo di farcela e pot­er met­tere a dis­po­sizione di tut­ti col­oro che sog­giorner­an­no a Mon­t­ele­co una strut­tura dig­ni­tosa e sicura.Resta il lavoro delle vasche acqua posizion­ate alle 7 Fontane che ormai han­no fat­to il pro­prio tem­po e deb­bono essere sostituite.La pausa pran­zo è servi­ta a ricari­care le bat­terie per ripar­tire ed è sta­to un momen­to di con­di­vi­sione nel seg­no del­lo spir­i­to di Mon­t­ele­co: famiglie intere, ragazze e ragazzi, gio­vani e “anziani” tut­ti sedu­ti a una lun­ga tavola­ta… Se i lavori da finire non fos­sero sta­ti urgen­ti sono cer­ta sarem­mo sta­ti lì fino a sera!Alcune gio­vani famiglie saran­no a Mon­t­ele­co ad agos­to per aiutare e vivere espe­rien­za di vita comune.Non pos­so fare a meno di pen­sare che don Ga e don I ci abbiano guarda­to da lassù con­tenti di vedere come la crea­tu­ra da loro pen­sa­ta sia anco­ra oggi popo­la­ta da per­sone volen­terose, pronte a las­cia­r­si coin­vol­gere dal­lo spir­i­to di vic­i­nan­za che a Mon­t­ele­co si res­pi­ra ogni momen­to. Un ringrazi­a­men­to par­ti­co­lare a chi è rius­ci­to a coin­vol­gere nuove leve: sono cer­ta che una vol­ta sta­ti a Mon­t­ele­co non lo si dimen­tichi più.Sono pro­gram­mate altre gior­nate di lavoro a Mon­t­ele­co, pri­ma del­l’inizio del­la sta­gione esti­va: 23 mag­gio e 13 giug­no. L’in­vi­to a parte­ci­pare è riv­olto a tutte e tut­ti, nes­suno esclu­so! Non ci sono solo lavori pesan­ti da fare, per cui forza, ven­ite gente!