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  • “Evangelizzazione, sinodalità e fraternità di parrocchie: “che cosa lo Spirito sta dicendo alla chiesa di Dio che è in Genova?”

    “Evangelizzazione, sinodalità e fraternità di parrocchie: “che cosa lo Spirito sta dicendo alla chiesa di Dio che è in Genova?”

    A con­clu­sione del­la fes­ta di saba­to 8 giug­no, momen­to di aper­tu­ra del­la prossi­ma fase pro­fet­i­ca del cam­mi­no sin­odale, il nos­tro vesco­vo, padre Mar­co ha pre­sen­ta­to la sua let­tera pas­torale “Evan­ge­liz­zazione, sin­odal­ità e fra­ter­nità di par­roc­chie. E’ un pun­to di parten­za e non di arri­vo. In altre parole, non met­ti­amo­la nel cas­set­to, ma – come ci ha chiesto p. Mar­co – “par­lia­mone, mi rac­co­man­do, par­lia­mone” per crescere come Chiesa di Gen­o­va che evan­ge­liz­za, tes­ti­mo­nian­do un modo di vivere sin­odale e frater­no.  La Let­tera è scar­i­ca­bile a questo link: Let­tera Pas­torale “Evan­ge­liz­zazione, sin­odal­ità e fra­ter­nità di parrocchie”

  • Bilancio educativo Il Sentiero del Movimento Ragazzi (a cura di Andrea Mandelli)

    Bilancio educativo Il Sentiero del Movimento Ragazzi (a cura di Andrea Mandelli)

    Il nos­tro bilan­cio è cen­tra­to sul tema educa­ti­vo. Cre­di­amo utile indi­care alcune riflessioni:

    APERTURA – a ogni pas­so l’orizzonte si spos­ta e cresce non appe­na saliamo, spes­so ci costringono a guardare nel­la stes­sa parte dell’orizzonte

    GENTILEZZA – è riv­o­luzionar­ia, ma ci vuole preparazione e lavoro

    L’ALTRO – oltre al val­ore dell’accogliere, che non richiede cam­bi­a­men­to c’è il riconoscere, cioè com­pren­dere il val­ore pro­prio per come è l’altro

    IL LAVORO – come oppor­tu­nità di realizzazione

    LA COMPETENZA – in quan­to ricer­ca del miglio­ra­men­to di sé

    LA TRASCENDENZA – sapere andare oltre una ricer­ca di profondità

    LA COLLABORAZIONE — il val­ore del lavo­rare insieme, larelazione

    LA LEALTA’ – con­tro l’ambiguità

    L’ATTENZIONE – cioè la CURA

    GLI OPERATORI DELLA COOPERATIVA – un val­ore se pen­sati come obiettivi

    Scar­i­ca il bilan­cio in pdf

  • Associazione “i ragazzi di Monteleco” (Sara Liga)

    Associazione “i ragazzi di Monteleco” (Sara Liga)

    Ecco un aggior­na­men­to sulle attiv­ità che l’Associazione ha real­iz­za­to in questi mesi:

    Il Prog­et­to educa­ti­vo, approva­to nel­la assem­blea di mar­zo, è sta­to pre­sen­ta­to a due Fon­dazioni attive nel­la nos­tra cit­tà: La fon­dazione Pas­sadore e la Fon­dazione Cos­ta. Ecco la risposta:

    • Fon­dazione Pas­sadore ha eroga­to 25.000,00 euro final­iz­zate al “sosteg­no delle attiv­ità di adegua­men­to del­la strut­tura Casa A di Mon­t­ele­co per l’ac­quis­to di nuovi infis­si interni ed esterni”. A fine set­tem­bre, a campi estivi con­clusi, l’avvio dei lavori.
    • Fon­dazione Cos­ta ha dona­to uten­sili per la cuci­na. Le foto del­la con­seg­na sono pub­bli­cate sui canali social del­la Fondazione.

    Sem­pre in attuazione del Prog­et­to Educa­ti­vo, alla fine del mese di mag­gio è sta­ta real­iz­za­ta una attiv­ità di for­mazione di Pri­mo Soc­cor­so, fon­da­men­tale per garan­tire la sicurez­za dei gio­vani ospi­ti delle nos­tre Case.

    La for­mazione. a cui han­no parte­ci­pa­to 25 edu­ca­tori, è sta­ta real­iz­za­ta pres­so il SIMAV, Cen­tro di Sim­u­lazione Avan­za­ta dell’Università di Genova.

    A segui­to del­la For­mazione è sta­to pre­dis­pos­to un elen­co di dis­pos­i­tivi e di far­ma­ci che devono essere sem­pre pre­sen­ti a Mon­t­ele­co e si è provve­du­to alla pri­ma fornitura.

    Uno dei dis­pos­i­tivi più impor­tan­ti è il defib­ril­la­tore semi­au­to­mati­co: il nos­tro Seg­re­tario, Nico Pinasco, ha gen­erosa­mente deciso di donarlo all’Associazione.

    Dopo la Mes­sa in ricor­do di Don I cel­e­bra­ta alle Vigne , vi aggiorner­e­mo sulle altre inizia­tive pro­gram­mate per il cen­te­nario del­la sua nascita.

    In questi giorni siamo impeg­nati a orga­niz­zare il Trivac­co degli edu­ca­tori a Mon­t­ele­co del 20–22 set­tem­bre prossi­mo, ded­i­ca­to a fare una val­u­tazione dell’andamento dei campi estivi, che cul­min­erà nell’ ormai tradizionale incon­tro di fine estate il 22 set­tem­bre, indi­cazioni più det­tagli­ate su orario e orga­niz­zazione saran­no for­nite al più presto!

    Con­tin­ua, infine, “Diamo­ci una mano” per chi si tro­va in con­dizioni di dif­fi­coltà e fragilità. Siamo sem­pre tut­ti invi­tati a “dar­ci una mano” per real­iz­zare questo servizio!

  • Quanto resta della notte? (terzo anno di Cammino Sinodale)

    Quanto resta della notte? (terzo anno di Cammino Sinodale)

    Grande fes­ta saba­to 8 giug­no mat­ti­na al por­to anti­co. “Quan­to res­ta del­la notte?” è sta­to il tito­lo trat­to da una can­zone di Guc­ci­ni ispi­ra­ta al pro­fe­ta Isaia

    Clic­can­do su questo link trovate foto e video del­l’even­to, video inte­grale (youtube) a questo link

    E’ sta­ta la con­clu­sione del ter­zo anno di cam­mi­no sin­odale in cui ci si è inter­ro­gati sui gran­di temi riguardan­ti la Chiesa di oggi: come aprire le porte del­la Chiesa, come adeguare il suo lin­guag­gio, come for­mar­si per essere una vera comu­nità, come rivedere il ruo­lo dei laici nel­la Chiesa e, in par­ti­co­lare, quel­lo delle donne, come rivedere le pro­prie strut­ture orga­niz­za­tive per adeguar­le alle domande del mon­do di oggi.

    Il cuore del­la fes­ta è sta­to il rac­con­to e la tes­ti­mo­ni­an­za di tante voci di pro­tag­o­nisti che han­no fat­to riv­i­vere i momen­ti più sig­ni­fica­tivi del cam­mi­no, tra aspet­ta­tive, fatiche, ma comunque con tan­to impeg­no, sper­an­za e soprat­tut­to sorrisi.

    Il risul­ta­to del cam­mi­no è con­fluito in 60 pro­poste per rispon­dere alle domande che oggi ci fac­ciamo per svol­gere con stile sin­odale l’annuncio del Van­ge­lo nel­la nos­tra Chiesa. Le pro­poste sono con­tenute nel Diario del Cam­mi­no invi­a­to alla CEI come con­trib­u­to del­la chiesa gen­ovese (scar­i­ca la relazione finale).

  • CREARE CASA

    CREARE CASA

    A breve iniziano i nos­tri turni di Mon­t­ele­co che avran­no a tema “creare Casa” un tema nazionale del servizio nazionale delle vocazioni che ci richia­ma una realtà molto semplice.

    Creare casa vuol dire creare una casa inte­ri­ore anz­i­tut­to che è il vero com­pi­to educa­ti­vo di Mon­t­ele­co. Raf­forzare la per­sona, far crescere nel­la lib­ertà un ragaz­zo per­ché pos­sa sen­tir­si a casa con se stes­so. Parole? Non pro­prio. Bib­li­ca­mente vi ricor­do cosa disse già nel pri­mo tes­ta­men­to Dio a Re Davide “vuoi costru­ir­mi tu una casa? (il tem­pio di Gerusalemme); sarò io a costru­ire quel­la casa e sarà la tua dis­cen­den­za”. Eh si Dio vuole abitare nel­la nos­tra casa non fat­ta di mura ma fat­ta di cel­lule, di coscien­za, di scelte, di lib­ertà, di mon­do spir­i­tuale. Vuole vivere con noi. Creare casa inte­ri­ore è davvero importante.

    Creare casa vuol dire poi creare un ambi­ente famigliare frater­no fat­to di relazioni. Una casa è fat­ta di relazioni e ci si vive bene, ci si tor­na per­ché lì si han­no relazioni vere, for­ti e libere. E’ la sfi­da dei turni di Mon­t­ele­co, è la sfi­da ogni giorno a Oregi­na col cen­tro con casa D le bus­sole. Creare relazioni vere sin­cere, traspar­en­ti, libere (con­tin­ua a leggere)

    Creare casa è poi creare un ambi­ente dove l’uomo pos­sa trovare se stes­so, vivere bene , vivere bene insieme come per­sona e non come indi­vid­uo. Creare una soci­età che sia a misura dell’umano che non las­ci indi­etro nes­suno dove il ben-essere non viene iden­ti­fi­ca­to uni­ca­mente col ben-avere. E creare un ambi­ente anche nat­u­rale adat­to all’uomo. La cura del­la ter­ra, l’equilibrio che l’uomo tro­va con l’ambiente. La casa comune, il pianeta.

    Temi tut­ti da vivere a Mon­t­ele­co. Ma io vole­vo rac­con­tarvi una sem­plice cosa che rias­sume tut­to questo.

    La set­ti­mana scor­sa sono sta­to a Assisi sette giorni coi sem­i­nar­isti, ospi­ti del sem­i­nario di Assisi. Bel­la set­ti­mana anche per res­pi­rare questo cli­ma di “Francesco” inte­so come san­to ma anche come Papa. Non vi sto a descri­vere tut­ti i luoghi frances­cani, voi mi capirete.

    Ma un giorno non ho potu­to perdere l’occasione per andare a trovare una espe­rien­za di con­sacrazione laica di un ere­mo Frances­cano a Campel­lo, Fagge vici­no a Tre­vi tra Spo­le­to e Folig­no. Comu­nità delle allodole. Non vi viene in mente la can­ta­ta di don Ga? Dal 1923 viene vis­su­ta qua una espe­rien­za evan­gel­i­ca, ecu­meni­ca, laica di con­sacrate che vivono nel­lo spir­i­to di povertà di Francesco (l’eremo sorge su una grot­ta dove si nar­ra il san­to si sof­fer­ma­va nei suoi viag­gi tra Asis­si e Spo­le­to) sen­za vol­er essere buro­c­ra­tiz­zate dal­la chiesa uffi­ciale, viven­do in povertà, fra­ter­nità, silen­zio, preghiera, accoglien­za. Dove è pos­si­bile ricostru­ire la pro­pria casa inte­ri­ore, dove si vive una casa evan­gel­i­ca fat­ta di lavoro, accoglien­za, sem­plic­ità e dove si vive una relazione con sorel­la ter­ra fat­ta di lavoro e sem­plic­ità. Un ere­mo poco elet­tri­fi­ca­to, che vive con sola acqua pio­vana. La comu­nità va a cel­e­brare l’eucarestia in paese alla domeni­ca come ogni cris­tiano (sen­za costrin­gere i pres­bi­teri a sfi­an­can­ti tour) Accoglie chi­unque bus­sa alla por­ta. Una comu­nità dove si res­pi­ra aria di Mon­t­ele­co! Il rap­por­to con la ter­ra, l’accoglienza totale ver­so tut­ti specie i poveri, la fra­ter­nità sem­plice, il nom­inare cias­cuno per nome, la preghiera costante che seg­na la gior­na­ta, come l’ora del­la luce e l’ora delle stelle, anche se sono che tan­ti non ne sono cosci­en­ti a Monteleco.

    Ma per­ché ci par­li di ques­ta comu­nità che all’inizio si scrive­va con Ghan­di e con altri gran­di per­son­ag­gi quan­do fu fon­da­ta? Ma per­ché la come sorel­la con­sacra­ta abbi­amo incon­tra­to la nos­tra cara Gaia Olla. Una scelta che per molti può apparire assur­da. Ma come, un medico! Quan­to bene pote­va fare e vive là in povertà asso­lu­ta! Ma forse assur­di siamo noi che ten­ten­ni­amo nel seguire Gesù. Gaia l’ho trova­ta molto bene, felice, ser­e­na, in salute, in com­pag­nia. Abbi­amo chi pre­ga ogni giorno per noi. E por­ta Mon­t­ele­co nel cuore davan­ti a Gesù ogni giorno. Ci piace pen­sare che anche lei sia rimas­ta fol­go­ra­ta dal Cristo di Mon­t­ele­co dove i suoi gen­i­tori si sono sposati 46 anni fa. E sap­pi­amo che un po è così. Cresci­u­ta con noi, raf­forzatasi con la comu­nità di Sant’Egidio è poi vola­ta come allodola a cantare le lodi del Sig­nore ogni giorno. Mon­t­ele­co sem­i­na­tore di Sper­an­za e di Amore. Ma ques­ta è un’al­tra sto­ria di cui par­lere­mo presto spe­cial­mente il 21/22 settembre.

    Gra­zie Gaia del­la tua tes­ti­mo­ni­an­za. La tris­tez­za del­la tua man­can­za a Mon­t­ele­co si è tra­mu­ta­ta in una onda­ta di gioia per la chiesa tutta.

    Don Ful­ly

  • SE NON DIVENTERETE COME BAMBINI NON ENTRERETE MAI….

    SE NON DIVENTERETE COME BAMBINI NON ENTRERETE MAI….

    Non vi ricor­date ques­ta can­zone a Mon­t­ele­co? Fan­tas­ti­ca! I can­ti di Mon­t­ele­co, quan­to restano impres­si, per 70 anni del­la chiesa dovre­mo rifare il nos­tro canzoniere!

    Ebbene ques­ta can­zone mi è risuona­ta nel­la mente almeno due volte in ques­ta set­ti­mana. Mer­coledì 22 Mag­gio duemi­la bam­bi­ni (fonti gior­nal­is­tiche, ma anche a ved­er­li era­no davvero tan­ti) han­no sfi­la­to dal por­to anti­co fino a De Fer­rari gri­dan­do la loro voglia di Pace. Orga­niz­za­ti da Sant’Egidio e dalle scuole che han­no ader­i­to, i pic­coli bim­bi di ele­men­tari e i ragazzi delle medie por­ta­vano a mano i cartel­li con tut­ti i pae­si in guer­ra, gri­da­vano sem­pli­ci e inof­fen­sivi slo­gan che invo­ca­vano la Pace (con la guer­ra ci perde tut­ta la ter­ra), ave­vano prepara­to cartel­li di pace sen­za offend­ere nes­suno. Solo dice­vano a noi gran­di l’insensatezza del­la guer­ra e ci chiede­vano che cosa gli sti­amo preparando.

    L’occasione era­no gli 80 anni del bom­bar­da­men­to (uno dei tan­ti) che ave­va pesan­te­mente col­pi­to Gen­o­va nell’ultima guer­ra. Alcune tes­ti­mo­ni­anze di anziani pre­sen­ti quel giorno han­no reso ancor più emozio­nante l’evento, del resto assai breve a De Fer­rari. E già, rischi­amo di dimen­ti­care. Ci vogliono i bam­bi­ni a sveg­liar­ci. Un po’ di ver­gogna l’ho prova­ta davan­ti a loro che si assumevano respon­s­abil­ità che noi adul­ti non ci assum­i­amo. Tut­ti desider­a­no la Pace ma non ci fac­ciamo sen­tire. Pau­rosi forse di perdere priv­i­le­gi e ricchezza.

    Allo stes­so modo saba­to 25 mag­gio alcune centi­na­ia di bim­bi al don Bosco (dove era­no pre­sen­ti quat­tro “Bus­sole” con due loro edu­ca­tri­ci a aiutare l’organizzazione dioce­sana) han­no gio­ca­to in atte­sa di col­le­gar­si con Roma con Papa Francesco, dove 50.000 bam­bi­ni di tut­to il mon­do han­no cel­e­bra­to la “Gior­na­ta mon­di­ale dei Bambini”.

    Papa Francesco ha volu­to molto ques­ta gior­na­ta, cre­do per due motivi: Uno è per scac­cia­re tutte le pau­re che han­no avvolto il mon­do eccle­siale rispet­to al tema dell’educazione e del coin­vol­gi­men­to dei bam­bi­ni. Le tristi vicende venute alla luce in questi ulti­mi anni, che gius­ta­mente ci han­no fat­to pren­dere atto di tante situ­azioni orri­bili e ci han­no fat­to pren­dere pre­cauzioni e provved­i­men­ti che devono essere duris­si­mi così come dice il Van­ge­lo stes­so, ave­vano però por­ta­to una gela­ta qua­si che tan­ti avessero pau­ra a occu­par­si di bim­bi e ragazzi. Una soluzione che rischi­a­va di tagliare le gambe alle tante opere buone pre­sen­ti al mon­do, ai tan­ti edu­ca­tori che con affet­to vero e sin­cero si occu­pano con grande empa­tia e rispet­to di ragazzi. Non dob­bi­amo avere pau­ra di occu­par­ci di bam­bi­ni solo per­ché pur non in pochi han­no fat­to orrori. Noi a Mon­t­ele­co non ci siamo mai fer­mati anche per­ché fran­ca­mente (anche se la frase è ulti­ma­mente un po’ abusa­ta) “Male non fare pau­ra non avere”.

    Il sec­on­do è per­ché solo i bam­bi­ni ci pos­sono sal­vare; “Ci siamo radunati qui allo Sta­dio Olimpi­co, per dare il “cal­cio d’inizio” a un movi­men­to di bam­bine e bam­bi­ni che vogliono costru­ire un mon­do di pace, dove siamo tut­ti fratel­li, un mon­do che ha un futuro, per­ché vogliamo pren­der­ci cura dell’ambiente che ci cir­con­da.”  Quan­do ho sen­ti­to il Papa pro­nun­cia­re queste parole, mi sono venu­ti i bri­v­i­di. Un movi­men­to di bam­bine e bam­bi­ni, ragazze e ragazzi!! Il Papa vuole fare il Movi­men­to Ragazzi!!! Pace, Fratel­lan­za, Cura dell’Ambiente. Ma mi capite bel­la gente? Cosa fece don Ga? E don I? Ma quan­to era­no avan­ti? E qua noi abbi­amo trac­cia­to il cam­mi­no! Tre parole che da sem­pre sono state le nos­tre parole d’ordine! Anco­ra una vol­ta il Papa se ha volu­to avere attorno a se per­sone che dicessero Pace sen­za se e sen­za ma ha dovu­to dar voce ai bam­bi­ni, che sono i più col­pi­ti dal­la guer­ra che non toglie loro solo la casa, il cibo, la scuo­la ma soprat­tut­to l’anima, ini­et­tan­do in loro l’odio, il ran­core, la paura.

    Noi adul­ti siamo inca­paci di par­lare di Pace; ci dividi­amo subito, rin­fac­ciamo, pren­di­amo parte, vogliamo vin­cere, vogliamo avere l’ultima paro­la. Men­tre dovrebbe essere sem­plice­mente il tacere delle armi: pun­to. E dis­cutere, di tut­to. E soprat­tut­to di equi­tà, di gius­tizia. Ma par­lare. Trovare soluzioni che non siano di morte.

    Gra­zie bim­bi che ci aiu­tate. Noi al Movi­men­to, occu­pan­do­ci di loro siamo facil­i­tati a vedere e sper­are la Pace, per­ché già ne vedi­amo parec­chie di sof­feren­ze che ci man­ca solo la guer­ra. Por­ti­amo a tut­ti mes­sag­gi di Pace. Anche ques­ta estate “Creare Casa” sia la casa del­la PACE, FRATELLANZA, CURA DELL’AMBIENTE.

    Don Ful­ly

  • I Cent’anni di Don I

    I Cent’anni di Don I

    Domeni­ca 12 mag­gio u.s., nel­la Chiesa di N.S.delle Vigne, si è cel­e­bra­ta una San­ta Mes­sa in occa­sione dei 100 anni dal­la data di Don Giuseppe (Mario) Ival­di, per molti “Don I”.

    Il binomio “Chiesa delle Vigne-Don I” è inscindibile: lui e i suoi cari abita­vano nelle imme­di­ate vic­i­nanze e Don I rivestì il ruo­lo di Canon­i­co pro­prio in ques­ta Chiesa durante gli anni del­la sec­on­da Guer­ra Mon­di­ale e subito dopo. 

    E’ sta­ta una cer­i­mo­nia molto parte­ci­pa­ta, sia dal­la Comu­nità Par­roc­chiale che dai tan­ti “ragazzi di Mon­t­ele­co” che era­no presenti.

    La pri­ma let­tura, dagli Atti degli Apos­toli, recita: “«Non spet­ta a voi conoscere tem­pi o momen­ti che il Padre ha ris­er­va­to al suo potere, ma ricev­erete la forza dal­lo Spir­i­to San­to che scen­derà su di voi, e di me sarete tes­ti­moni a Gerusalemme, in tut­ta la Giudea e la Samarìa e fino ai con­fi­ni del­la ter­ra».
    Det­to questo, men­tre lo guar­da­vano, fu ele­va­to in alto e una nube lo sot­trasse ai loro occhi. Essi sta­vano fis­san­do il cielo men­tre egli se ne anda­va, quand’ec­co due uomi­ni in bianche vesti si pre­sen­tarono a loro e dis­sero: «Uomi­ni di Galilea, per­ché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mez­zo a voi è sta­to assun­to in cielo, ver­rà allo stes­so modo in cui l’avete vis­to andare in cielo».

    Ecco, per­ché sti­amo a guardare il cielo? Qui sul­la ter­ra abbi­amo avu­to la splen­di­da occa­sione di essere let­teral­mente accom­pa­g­nati da Don I (e Don Ga) nel nos­tro cam­mi­no, disc­re­ta­mente, sen­za impo­sizioni né coer­cizioni, affinché lo Spir­i­to potesse agire in noi trovan­do ampio e libero spazio.

    Sta a noi met­ter­ci in ascolto e agire fra­ter­na­mente, come ci inseg­na­va anche Don I.

    Impos­si­bile non ricor­dare Don I in occa­sione del­la cer­i­mo­nia fune­bre cel­e­bra­ta per Don Ga: i suoi occhi era­no sì luci­di, ma le sue parole così acco­rate e coin­vol­gen­ti da far venire i bri­v­i­di, gli stes­si provati domeni­ca nel ricor­dare quel­lo spilun­gone che tut­to vede­va, tut­to mem­o­riz­za­va ma che non si è mai dimen­ti­ca­to del­l’in­con­tro individuale.

    Molti han­no volen­tieri acquis­ta­to il libro su Don I, il pri­mo, ma sono cer­ta che anche chi non ha potu­to far­lo tro­verebbe in quegli scrit­ti un ricor­do, una frase, una tes­ti­mo­ni­an­za che rimar­ran­no impresse nel suo cuore, nel­la mente e nei seg­ni che vor­rà imprimere alla pro­pria vita e a quel­la “del­l’al­tro”. P.M.

  • LETTERA AGLI EFESINI (Mons. Marino Poggi)

    LETTERA AGLI EFESINI (Mons. Marino Poggi)

    Con­tin­u­ano gli incon­tri con Mons Mari­no Pog­gi (ter­zo saba­to del mese) per riflet­tere insieme su Let­tera agli Efesini.

    Penul­ti­mo incon­tro: saba­to 20 aprile ore 19,30 – 20,30, (al Sem­i­nario Arcivescov­ile, Sali­ta Emanuele Cav­al­lo, 104, posteg­gio como­do) con breve cena auto­gesti­ta con­di­visa al termine.

    A questo link tro­verete la reg­is­trazione dell’incontro di gen­naio (pre­sente anche in gal­le­ria video)

  • #Diamoci una mano

    #Diamoci una mano

    Diamo­ci una mano, nata durante la pan­demia da Covid-19 per dare sosteg­no non solo eco­nom­i­co a famiglie che improvvisa­mente si sono trovate in dif­fi­coltà, non soltan­to eco­nomiche, è di fat­to una realtà oper­a­ti­va che anco­ra oggi si occu­pa di tale scopo.

    Sono varie le attiv­ità che svolge, quelle di carat­tere eco­nom­i­co ovvero di sosteg­no imme­di­a­to e con­cre­to a chi si riv­olge a noi e che, gra­zie a bene­fat­tori, ven­gono por­tate avan­ti, quelle riguardan­ti prob­le­mi di salute, buro­crati­ci, ammin­is­tra­tivi in forza di con­tat­ti e disponi­bil­ità di medici spe­cial­isti, com­mer­cial­isti, Cen­tri di Assis­ten­za Fis­cale, Assis­ten­ti Sociali che alcu­ni di noi conoscono.

    Nat­u­ral­mente non man­cano i rap­por­ti diret­ti con i sogget­ti che ci chiedono sosteg­no per man­tenere vivo il sen­so di vic­i­nan­za che non si limi­ta quin­di alla sola don­azione pecu­niaria. Gian­fran­co Pit­to è in pri­ma lin­ea, Pao­la Mari­no lo sup­por­ta, Nico Pinasco viene infor­ma­to cir­ca even­tu­ali neces­sità: sarebbe aus­pi­ca­bile che vi fos­sero altri sogget­ti dis­posti a col­lab­o­rare, allargan­do così la “rete” di con­tat­ti che potreb­bero aiutare a indi­vid­uare pro­fes­sion­isti, fonti di finanziamento.

    Alcune situ­azioni si sono risolte, altre purtrop­po no, altre anco­ra pre­sen­tano ulte­ri­ori com­pli­cazioni, anche legate a prob­le­mi di salute sopravvenu­ti, alcu­ni purtrop­po gra­van­ti su nuclei famil­iari già in dif­fi­coltà sociali ed economiche.

    Le attiv­ità descritte rien­tra­no negli obi­et­tivi pro­pri dell’Associazione I Ragazzi di Mon­t­ele­co, questo deve essere chiaro: il grup­pet­to che si occu­pa del “Diamo­ci da fare” non è una strut­tura a sé stante. I fon­di a dis­po­sizione, le don­azioni, le spese, sono det­tagli­ata­mente mon­i­torati e ren­di­con­tati a e da Nico Pinasco in forza del con­fer­i­men­to degli stes­si nell’Associazione I Ragazzi di Monteleco.

    Non dimen­tichi­amo­ci che la pro­mozione umana è il val­ore fon­dante che ci è sta­to trasmes­so da Don Ga e da Don I e che da cre­den­ti dob­bi­amo met­tere in pratica.

  • NEWS dall’Associazione I ragazzi di Monteleco (Nico Pinasco)

    NEWS dall’Associazione I ragazzi di Monteleco (Nico Pinasco)

    Il 14 mar­zo si è riu­ni­ta l’assemblea del­la asso­ci­azione Ragazzi di Mon­t­ele­co. Ecco una sin­te­si degli argo­men­ti dis­cus­si e delle deci­sioni prese:

    1- Inizia­tive per il cen­te­nario del­la nasci­ta di don I:

    - San­ta Mes­sa il 12 mag­gio alle ore 11 nel­la Basil­i­ca di Nos­tra Sig­no­ra delle Vigne

    - Libro di tes­ti­mo­ni­anze, aned­doti, fotografie sul­la figu­ra di Don I da parte di tan­ti che lo han­no conosci­u­to. L’edizione è cura­ta da Sil­vio Can­toni e si prevede la pre­sen­tazione per il 12 maggio.

    - “Trivac­co” a Mon­t­ele­co nel week end 20–22 set­tem­bre, riv­olto a tut­ti gli edu­ca­tori che fre­quen­tano la

    strut­tura per val­oriz­zare la figu­ra di edu­ca­tore di don Ivaldi.

    - Con­veg­no su “ Don Ival­di come leader educa­ti­vo attra­ver­so l’accompagnamento e il dial­o­go” da pro­gram­mare per il mese di otto­bre.

    2‑Progetto educa­ti­vo

    E’ sta­to pre­sen­ta­to un prog­et­to educa­ti­vo (CONSULTABILE A QUESTO LINK) basato sul­la riqual­i­fi­cazione delle strut­ture e degli spazi di Mon­t­ele­co allo scopo di farne un cen­tro di for­mazione per edu­ca­tori e ragazzi sem­pre più adegua­to alla realtà di oggi. Ecco in sin­te­si i pun­ti salienti:

    - Le case han­no bisog­no di manuten­zione per adeguar­le alle diret­tive leg­isla­tive. In par­ti­co­lare si evi­den­zia la neces­sità di inter­venire sug­li infis­si di casa A e sulle scale per usci­ta di sicurez­za. Questi due inter­ven­ti richiedono com­p­lessi­va­mente risorse eco­nomiche per cir­ca 50.000,00 €.

    - Uno dei costi di ges­tione “pesan­ti” per la strut­tura di Mon­t­ele­co è il cos­to del gas che viene uti­liz­za­to pri­or­i­tari­a­mente nel peri­o­do primavera/estate in con­comi­tan­za con i campi, per uso san­i­tario (doc­ce) e per la cuci­na. Purtrop­po l’energia prodot­ta dal­la turbina nel peri­o­do esti­vo, a causa del minore appor­to di acqua del­la fonte delle 7 Fontane, non è suf­fi­ciente per la pro­duzione di acqua cal­da ad uso san­i­tario e per la cuci­na, per­tan­to si sta val­u­tan­do la pos­si­bil­ità di instal­lare sul tet­to di casa A pan­nel­li solari per la pro­duzione di acqua calda.

    - Il Prog­et­to di ripristi­no del bosco, finanzi­a­to dal­la Regione Piemonte, è sta­to por­ta­to a com­pi­men­to. Ora il sen­tiero che por­ta alle 7 fontane e ritor­na nei pres­si del cam­po indi­ani cos­ti­tu­isce un arric­chi­men­to del sito di Mon­t­ele­co, spet­ta a noi manuten­er­lo in otti­ma con­ser­vazione e ren­der­lo vis­i­bile con cartel­li “indi­ca­tori”. In futuro, prossi­mo, sarà nec­es­sario pro­gram­mare una manuten­zione stra­or­di­nar­ia per la stra­da di acces­so alle case che parte dal­la stra­da provin­ciale e por­ta anche al cam­po di calcio.

    -Prog­et­to di edu­cazione ambi­en­tale. Si prevede la prog­et­tazione di inizia­tive educa­tive per la dife­sa e con­ser­vazione dell’ambiente da pro­porre alle scuole e la pre­dis­po­sizione di mate­ri­ale di comu­ni­cazione e didat­ti­co a sup­por­to. Si prevede di essere oper­a­tivi per il prossi­mo anno scolastico.