A conclusione della festa di sabato 8 giugno, momento di apertura della prossima fase profetica del cammino sinodale, il nostro vescovo, padre Marco ha presentato la sua lettera pastorale “Evangelizzazione, sinodalità e fraternità di parrocchie. E’ un punto di partenza e non di arrivo. In altre parole, non mettiamola nel cassetto, ma – come ci ha chiesto p. Marco – “parliamone, mi raccomando, parliamone” per crescere come Chiesa di Genova che evangelizza, testimoniando un modo di vivere sinodale e fraterno. La Lettera è scaricabile a questo link: Lettera Pastorale “Evangelizzazione, sinodalità e fraternità di parrocchie”
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Bilancio educativo Il Sentiero del Movimento Ragazzi (a cura di Andrea Mandelli)
Il nostro bilancio è centrato sul tema educativo. Crediamo utile indicare alcune riflessioni:
APERTURA – a ogni passo l’orizzonte si sposta e cresce non appena saliamo, spesso ci costringono a guardare nella stessa parte dell’orizzonte
GENTILEZZA – è rivoluzionaria, ma ci vuole preparazione e lavoro
L’ALTRO – oltre al valore dell’accogliere, che non richiede cambiamento c’è il riconoscere, cioè comprendere il valore proprio per come è l’altro
IL LAVORO – come opportunità di realizzazione
LA COMPETENZA – in quanto ricerca del miglioramento di sé
LA TRASCENDENZA – sapere andare oltre una ricerca di profondità
LA COLLABORAZIONE — il valore del lavorare insieme, larelazione
LA LEALTA’ – contro l’ambiguità
L’ATTENZIONE – cioè la CURA
GLI OPERATORI DELLA COOPERATIVA – un valore se pensati come obiettivi
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Associazione “i ragazzi di Monteleco” (Sara Liga)
Ecco un aggiornamento sulle attività che l’Associazione ha realizzato in questi mesi:
Il Progetto educativo, approvato nella assemblea di marzo, è stato presentato a due Fondazioni attive nella nostra città: La fondazione Passadore e la Fondazione Costa. Ecco la risposta:
- Fondazione Passadore ha erogato 25.000,00 euro finalizzate al “sostegno delle attività di adeguamento della struttura Casa A di Monteleco per l’acquisto di nuovi infissi interni ed esterni”. A fine settembre, a campi estivi conclusi, l’avvio dei lavori.
- Fondazione Costa ha donato utensili per la cucina. Le foto della consegna sono pubblicate sui canali social della Fondazione.
Sempre in attuazione del Progetto Educativo, alla fine del mese di maggio è stata realizzata una attività di formazione di Primo Soccorso, fondamentale per garantire la sicurezza dei giovani ospiti delle nostre Case.
La formazione. a cui hanno partecipato 25 educatori, è stata realizzata presso il SIMAV, Centro di Simulazione Avanzata dell’Università di Genova.
A seguito della Formazione è stato predisposto un elenco di dispositivi e di farmaci che devono essere sempre presenti a Monteleco e si è provveduto alla prima fornitura.
Uno dei dispositivi più importanti è il defibrillatore semiautomatico: il nostro Segretario, Nico Pinasco, ha generosamente deciso di donarlo all’Associazione.
Dopo la Messa in ricordo di Don I celebrata alle Vigne , vi aggiorneremo sulle altre iniziative programmate per il centenario della sua nascita.
In questi giorni siamo impegnati a organizzare il Trivacco degli educatori a Monteleco del 20–22 settembre prossimo, dedicato a fare una valutazione dell’andamento dei campi estivi, che culminerà nell’ ormai tradizionale incontro di fine estate il 22 settembre, indicazioni più dettagliate su orario e organizzazione saranno fornite al più presto!
Continua, infine, “Diamoci una mano” per chi si trova in condizioni di difficoltà e fragilità. Siamo sempre tutti invitati a “darci una mano” per realizzare questo servizio!
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Quanto resta della notte? (terzo anno di Cammino Sinodale)
Grande festa sabato 8 giugno mattina al porto antico. “Quanto resta della notte?” è stato il titolo tratto da una canzone di Guccini ispirata al profeta Isaia
Cliccando su questo link trovate foto e video dell’evento, video integrale (youtube) a questo link
E’ stata la conclusione del terzo anno di cammino sinodale in cui ci si è interrogati sui grandi temi riguardanti la Chiesa di oggi: come aprire le porte della Chiesa, come adeguare il suo linguaggio, come formarsi per essere una vera comunità, come rivedere il ruolo dei laici nella Chiesa e, in particolare, quello delle donne, come rivedere le proprie strutture organizzative per adeguarle alle domande del mondo di oggi.
Il cuore della festa è stato il racconto e la testimonianza di tante voci di protagonisti che hanno fatto rivivere i momenti più significativi del cammino, tra aspettative, fatiche, ma comunque con tanto impegno, speranza e soprattutto sorrisi.
Il risultato del cammino è confluito in 60 proposte per rispondere alle domande che oggi ci facciamo per svolgere con stile sinodale l’annuncio del Vangelo nella nostra Chiesa. Le proposte sono contenute nel Diario del Cammino inviato alla CEI come contributo della chiesa genovese (scarica la relazione finale).
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CREARE CASA
A breve iniziano i nostri turni di Monteleco che avranno a tema “creare Casa” un tema nazionale del servizio nazionale delle vocazioni che ci richiama una realtà molto semplice.
Creare casa vuol dire creare una casa interiore anzitutto che è il vero compito educativo di Monteleco. Rafforzare la persona, far crescere nella libertà un ragazzo perché possa sentirsi a casa con se stesso. Parole? Non proprio. Biblicamente vi ricordo cosa disse già nel primo testamento Dio a Re Davide “vuoi costruirmi tu una casa? (il tempio di Gerusalemme); sarò io a costruire quella casa e sarà la tua discendenza”. Eh si Dio vuole abitare nella nostra casa non fatta di mura ma fatta di cellule, di coscienza, di scelte, di libertà, di mondo spirituale. Vuole vivere con noi. Creare casa interiore è davvero importante.
Creare casa vuol dire poi creare un ambiente famigliare fraterno fatto di relazioni. Una casa è fatta di relazioni e ci si vive bene, ci si torna perché lì si hanno relazioni vere, forti e libere. E’ la sfida dei turni di Monteleco, è la sfida ogni giorno a Oregina col centro con casa D le bussole. Creare relazioni vere sincere, trasparenti, libere (continua a leggere)
Creare casa è poi creare un ambiente dove l’uomo possa trovare se stesso, vivere bene , vivere bene insieme come persona e non come individuo. Creare una società che sia a misura dell’umano che non lasci indietro nessuno dove il ben-essere non viene identificato unicamente col ben-avere. E creare un ambiente anche naturale adatto all’uomo. La cura della terra, l’equilibrio che l’uomo trova con l’ambiente. La casa comune, il pianeta.
Temi tutti da vivere a Monteleco. Ma io volevo raccontarvi una semplice cosa che riassume tutto questo.
La settimana scorsa sono stato a Assisi sette giorni coi seminaristi, ospiti del seminario di Assisi. Bella settimana anche per respirare questo clima di “Francesco” inteso come santo ma anche come Papa. Non vi sto a descrivere tutti i luoghi francescani, voi mi capirete.
Ma un giorno non ho potuto perdere l’occasione per andare a trovare una esperienza di consacrazione laica di un eremo Francescano a Campello, Fagge vicino a Trevi tra Spoleto e Foligno. Comunità delle allodole. Non vi viene in mente la cantata di don Ga? Dal 1923 viene vissuta qua una esperienza evangelica, ecumenica, laica di consacrate che vivono nello spirito di povertà di Francesco (l’eremo sorge su una grotta dove si narra il santo si soffermava nei suoi viaggi tra Asissi e Spoleto) senza voler essere burocratizzate dalla chiesa ufficiale, vivendo in povertà, fraternità, silenzio, preghiera, accoglienza. Dove è possibile ricostruire la propria casa interiore, dove si vive una casa evangelica fatta di lavoro, accoglienza, semplicità e dove si vive una relazione con sorella terra fatta di lavoro e semplicità. Un eremo poco elettrificato, che vive con sola acqua piovana. La comunità va a celebrare l’eucarestia in paese alla domenica come ogni cristiano (senza costringere i presbiteri a sfiancanti tour) Accoglie chiunque bussa alla porta. Una comunità dove si respira aria di Monteleco! Il rapporto con la terra, l’accoglienza totale verso tutti specie i poveri, la fraternità semplice, il nominare ciascuno per nome, la preghiera costante che segna la giornata, come l’ora della luce e l’ora delle stelle, anche se sono che tanti non ne sono coscienti a Monteleco.
Ma perché ci parli di questa comunità che all’inizio si scriveva con Ghandi e con altri grandi personaggi quando fu fondata? Ma perché la come sorella consacrata abbiamo incontrato la nostra cara Gaia Olla. Una scelta che per molti può apparire assurda. Ma come, un medico! Quanto bene poteva fare e vive là in povertà assoluta! Ma forse assurdi siamo noi che tentenniamo nel seguire Gesù. Gaia l’ho trovata molto bene, felice, serena, in salute, in compagnia. Abbiamo chi prega ogni giorno per noi. E porta Monteleco nel cuore davanti a Gesù ogni giorno. Ci piace pensare che anche lei sia rimasta folgorata dal Cristo di Monteleco dove i suoi genitori si sono sposati 46 anni fa. E sappiamo che un po è così. Cresciuta con noi, rafforzatasi con la comunità di Sant’Egidio è poi volata come allodola a cantare le lodi del Signore ogni giorno. Monteleco seminatore di Speranza e di Amore. Ma questa è un’altra storia di cui parleremo presto specialmente il 21/22 settembre.
Grazie Gaia della tua testimonianza. La tristezza della tua mancanza a Monteleco si è tramutata in una ondata di gioia per la chiesa tutta.
Don Fully
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SE NON DIVENTERETE COME BAMBINI NON ENTRERETE MAI….
Non vi ricordate questa canzone a Monteleco? Fantastica! I canti di Monteleco, quanto restano impressi, per 70 anni della chiesa dovremo rifare il nostro canzoniere!
Ebbene questa canzone mi è risuonata nella mente almeno due volte in questa settimana. Mercoledì 22 Maggio duemila bambini (fonti giornalistiche, ma anche a vederli erano davvero tanti) hanno sfilato dal porto antico fino a De Ferrari gridando la loro voglia di Pace. Organizzati da Sant’Egidio e dalle scuole che hanno aderito, i piccoli bimbi di elementari e i ragazzi delle medie portavano a mano i cartelli con tutti i paesi in guerra, gridavano semplici e inoffensivi slogan che invocavano la Pace (con la guerra ci perde tutta la terra), avevano preparato cartelli di pace senza offendere nessuno. Solo dicevano a noi grandi l’insensatezza della guerra e ci chiedevano che cosa gli stiamo preparando.
L’occasione erano gli 80 anni del bombardamento (uno dei tanti) che aveva pesantemente colpito Genova nell’ultima guerra. Alcune testimonianze di anziani presenti quel giorno hanno reso ancor più emozionante l’evento, del resto assai breve a De Ferrari. E già, rischiamo di dimenticare. Ci vogliono i bambini a svegliarci. Un po’ di vergogna l’ho provata davanti a loro che si assumevano responsabilità che noi adulti non ci assumiamo. Tutti desiderano la Pace ma non ci facciamo sentire. Paurosi forse di perdere privilegi e ricchezza.
Allo stesso modo sabato 25 maggio alcune centinaia di bimbi al don Bosco (dove erano presenti quattro “Bussole” con due loro educatrici a aiutare l’organizzazione diocesana) hanno giocato in attesa di collegarsi con Roma con Papa Francesco, dove 50.000 bambini di tutto il mondo hanno celebrato la “Giornata mondiale dei Bambini”.
Papa Francesco ha voluto molto questa giornata, credo per due motivi: Uno è per scacciare tutte le paure che hanno avvolto il mondo ecclesiale rispetto al tema dell’educazione e del coinvolgimento dei bambini. Le tristi vicende venute alla luce in questi ultimi anni, che giustamente ci hanno fatto prendere atto di tante situazioni orribili e ci hanno fatto prendere precauzioni e provvedimenti che devono essere durissimi così come dice il Vangelo stesso, avevano però portato una gelata quasi che tanti avessero paura a occuparsi di bimbi e ragazzi. Una soluzione che rischiava di tagliare le gambe alle tante opere buone presenti al mondo, ai tanti educatori che con affetto vero e sincero si occupano con grande empatia e rispetto di ragazzi. Non dobbiamo avere paura di occuparci di bambini solo perché pur non in pochi hanno fatto orrori. Noi a Monteleco non ci siamo mai fermati anche perché francamente (anche se la frase è ultimamente un po’ abusata) “Male non fare paura non avere”.
Il secondo è perché solo i bambini ci possono salvare; “Ci siamo radunati qui allo Stadio Olimpico, per dare il “calcio d’inizio” a un movimento di bambine e bambini che vogliono costruire un mondo di pace, dove siamo tutti fratelli, un mondo che ha un futuro, perché vogliamo prenderci cura dell’ambiente che ci circonda.” Quando ho sentito il Papa pronunciare queste parole, mi sono venuti i brividi. Un movimento di bambine e bambini, ragazze e ragazzi!! Il Papa vuole fare il Movimento Ragazzi!!! Pace, Fratellanza, Cura dell’Ambiente. Ma mi capite bella gente? Cosa fece don Ga? E don I? Ma quanto erano avanti? E qua noi abbiamo tracciato il cammino! Tre parole che da sempre sono state le nostre parole d’ordine! Ancora una volta il Papa se ha voluto avere attorno a se persone che dicessero Pace senza se e senza ma ha dovuto dar voce ai bambini, che sono i più colpiti dalla guerra che non toglie loro solo la casa, il cibo, la scuola ma soprattutto l’anima, iniettando in loro l’odio, il rancore, la paura.
Noi adulti siamo incapaci di parlare di Pace; ci dividiamo subito, rinfacciamo, prendiamo parte, vogliamo vincere, vogliamo avere l’ultima parola. Mentre dovrebbe essere semplicemente il tacere delle armi: punto. E discutere, di tutto. E soprattutto di equità, di giustizia. Ma parlare. Trovare soluzioni che non siano di morte.
Grazie bimbi che ci aiutate. Noi al Movimento, occupandoci di loro siamo facilitati a vedere e sperare la Pace, perché già ne vediamo parecchie di sofferenze che ci manca solo la guerra. Portiamo a tutti messaggi di Pace. Anche questa estate “Creare Casa” sia la casa della PACE, FRATELLANZA, CURA DELL’AMBIENTE.
Don Fully
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I Cent’anni di Don I
Domenica 12 maggio u.s., nella Chiesa di N.S.delle Vigne, si è celebrata una Santa Messa in occasione dei 100 anni dalla data di Don Giuseppe (Mario) Ivaldi, per molti “Don I”.
Il binomio “Chiesa delle Vigne-Don I” è inscindibile: lui e i suoi cari abitavano nelle immediate vicinanze e Don I rivestì il ruolo di Canonico proprio in questa Chiesa durante gli anni della seconda Guerra Mondiale e subito dopo.
E’ stata una cerimonia molto partecipata, sia dalla Comunità Parrocchiale che dai tanti “ragazzi di Monteleco” che erano presenti.
La prima lettura, dagli Atti degli Apostoli, recita: “«Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra».
Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».Ecco, perché stiamo a guardare il cielo? Qui sulla terra abbiamo avuto la splendida occasione di essere letteralmente accompagnati da Don I (e Don Ga) nel nostro cammino, discretamente, senza imposizioni né coercizioni, affinché lo Spirito potesse agire in noi trovando ampio e libero spazio.
Sta a noi metterci in ascolto e agire fraternamente, come ci insegnava anche Don I.
Impossibile non ricordare Don I in occasione della cerimonia funebre celebrata per Don Ga: i suoi occhi erano sì lucidi, ma le sue parole così accorate e coinvolgenti da far venire i brividi, gli stessi provati domenica nel ricordare quello spilungone che tutto vedeva, tutto memorizzava ma che non si è mai dimenticato dell’incontro individuale.
Molti hanno volentieri acquistato il libro su Don I, il primo, ma sono certa che anche chi non ha potuto farlo troverebbe in quegli scritti un ricordo, una frase, una testimonianza che rimarranno impresse nel suo cuore, nella mente e nei segni che vorrà imprimere alla propria vita e a quella “dell’altro”. P.M.
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LETTERA AGLI EFESINI (Mons. Marino Poggi)
Continuano gli incontri con Mons Marino Poggi (terzo sabato del mese) per riflettere insieme su Lettera agli Efesini.
Penultimo incontro: sabato 20 aprile ore 19,30 – 20,30, (al Seminario Arcivescovile, Salita Emanuele Cavallo, 104, posteggio comodo) con breve cena autogestita condivisa al termine.
A questo link troverete la registrazione dell’incontro di gennaio (presente anche in galleria video)
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#Diamoci una mano
Diamoci una mano, nata durante la pandemia da Covid-19 per dare sostegno non solo economico a famiglie che improvvisamente si sono trovate in difficoltà, non soltanto economiche, è di fatto una realtà operativa che ancora oggi si occupa di tale scopo.
Sono varie le attività che svolge, quelle di carattere economico ovvero di sostegno immediato e concreto a chi si rivolge a noi e che, grazie a benefattori, vengono portate avanti, quelle riguardanti problemi di salute, burocratici, amministrativi in forza di contatti e disponibilità di medici specialisti, commercialisti, Centri di Assistenza Fiscale, Assistenti Sociali che alcuni di noi conoscono.
Naturalmente non mancano i rapporti diretti con i soggetti che ci chiedono sostegno per mantenere vivo il senso di vicinanza che non si limita quindi alla sola donazione pecuniaria. Gianfranco Pitto è in prima linea, Paola Marino lo supporta, Nico Pinasco viene informato circa eventuali necessità: sarebbe auspicabile che vi fossero altri soggetti disposti a collaborare, allargando così la “rete” di contatti che potrebbero aiutare a individuare professionisti, fonti di finanziamento.
Alcune situazioni si sono risolte, altre purtroppo no, altre ancora presentano ulteriori complicazioni, anche legate a problemi di salute sopravvenuti, alcuni purtroppo gravanti su nuclei familiari già in difficoltà sociali ed economiche.
Le attività descritte rientrano negli obiettivi propri dell’Associazione I Ragazzi di Monteleco, questo deve essere chiaro: il gruppetto che si occupa del “Diamoci da fare” non è una struttura a sé stante. I fondi a disposizione, le donazioni, le spese, sono dettagliatamente monitorati e rendicontati a e da Nico Pinasco in forza del conferimento degli stessi nell’Associazione I Ragazzi di Monteleco.
Non dimentichiamoci che la promozione umana è il valore fondante che ci è stato trasmesso da Don Ga e da Don I e che da credenti dobbiamo mettere in pratica.
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NEWS dall’Associazione I ragazzi di Monteleco (Nico Pinasco)
Il 14 marzo si è riunita l’assemblea della associazione Ragazzi di Monteleco. Ecco una sintesi degli argomenti discussi e delle decisioni prese:
1- Iniziative per il centenario della nascita di don I:
- Santa Messa il 12 maggio alle ore 11 nella Basilica di Nostra Signora delle Vigne
- Libro di testimonianze, aneddoti, fotografie sulla figura di Don I da parte di tanti che lo hanno conosciuto. L’edizione è curata da Silvio Cantoni e si prevede la presentazione per il 12 maggio.
- “Trivacco” a Monteleco nel week end 20–22 settembre, rivolto a tutti gli educatori che frequentano la
struttura per valorizzare la figura di educatore di don Ivaldi.
- Convegno su “ Don Ivaldi come leader educativo attraverso l’accompagnamento e il dialogo” da programmare per il mese di ottobre.
2‑Progetto educativo
E’ stato presentato un progetto educativo (CONSULTABILE A QUESTO LINK) basato sulla riqualificazione delle strutture e degli spazi di Monteleco allo scopo di farne un centro di formazione per educatori e ragazzi sempre più adeguato alla realtà di oggi. Ecco in sintesi i punti salienti:
- Le case hanno bisogno di manutenzione per adeguarle alle direttive legislative. In particolare si evidenzia la necessità di intervenire sugli infissi di casa A e sulle scale per uscita di sicurezza. Questi due interventi richiedono complessivamente risorse economiche per circa 50.000,00 €.
- Uno dei costi di gestione “pesanti” per la struttura di Monteleco è il costo del gas che viene utilizzato prioritariamente nel periodo primavera/estate in concomitanza con i campi, per uso sanitario (docce) e per la cucina. Purtroppo l’energia prodotta dalla turbina nel periodo estivo, a causa del minore apporto di acqua della fonte delle 7 Fontane, non è sufficiente per la produzione di acqua calda ad uso sanitario e per la cucina, pertanto si sta valutando la possibilità di installare sul tetto di casa A pannelli solari per la produzione di acqua calda.
- Il Progetto di ripristino del bosco, finanziato dalla Regione Piemonte, è stato portato a compimento. Ora il sentiero che porta alle 7 fontane e ritorna nei pressi del campo indiani costituisce un arricchimento del sito di Monteleco, spetta a noi manutenerlo in ottima conservazione e renderlo visibile con cartelli “indicatori”. In futuro, prossimo, sarà necessario programmare una manutenzione straordinaria per la strada di accesso alle case che parte dalla strada provinciale e porta anche al campo di calcio.
-Progetto di educazione ambientale. Si prevede la progettazione di iniziative educative per la difesa e conservazione dell’ambiente da proporre alle scuole e la predisposizione di materiale di comunicazione e didattico a supporto. Si prevede di essere operativi per il prossimo anno scolastico.

