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  • Angeli Custodi in piazza

    Angeli Custodi in piazza

    Abbi­amo appe­na fes­teggia­to la nos­tra fes­ta. Quel­la con­vinzione che Dio ci guar­di con amore e si pren­da cura di noi per­sonal­mente, in una for­ma quan­tunque mis­te­riosa, impreved­i­bile, ma anche uno stile di vita. Diventare noi stes­si Angeli Cus­to­di, pren­der­si cura, come dici­amo nel nos­tro annuale prog­et­to: pren­der­ci cura e for­mare a pren­der­si cura.

    In quest’ottica, per così dire spir­i­tuale, mi piace vedere la marea di per­sone che è sce­sa in piaz­za per dare sol­i­da­ri­età e accom­pa­g­na­men­to alla flot­ta che por­ta­va aiu­ti uman­i­tari alla popo­lazione di Gaza. Molte le critiche arrivate: siete politi­ci, non pen­sate a Gaza ma a voi stes­si, avete obi­et­tivi dif­fer­en­ti che non l’aiuto ai palesti­ne­si, siete inutili, siete stru­men­tal­iz­za­ti dai ter­ror­isti, etc etc.

    Io la vedo diver­sa­mente: io vedo che forse c’è un risveg­lio di coscien­ze di fronte alla guer­ra, a quel­la guer­ra, su cui le attuali diri­gen­ze degli sta­ti ci stan­no indot­tri­nan­do con i loro mass-media, con i loro slo­gan solo in apparen­za con­trari alla guer­ra, ma con le azioni esat­ta­mente in quel­la direzione. La gente sce­sa in stra­da non ha volu­to girar­si dall’altra parte come il sac­er­dote, il levi­ta, ma ha volu­to osti­nata­mente dire “fac­ciamo qual­cosa”. Mi pare super­fluo qui ricor­dare che nes­suno ce l’ha con gli ebrei nè tan­tomeno col popo­lo israeliano, ma cer­ta­mente i loro gov­er­nan­ti, per usare un eufemis­mo, non sono lungimi­ran­ti e non ascoltano cer­to gli inseg­na­men­ti del­la Bib­bia Pri­mo tes­ta­men­to a cui fan­no rifer­i­men­to. Che Israele bloc­casse gli aiu­ti uman­i­tari era cer­to, non li fa pas­sare da mesi, pos­si­amo dire da decen­ni, vis­to che da decen­ni, non dà nem­meno l’acqua a quel popo­lo. Tut­tavia, citan­do Mons. Gron­dona e Guc­ci­ni, anche se poco o nul­la arrivasse bisog­na­va pur fare qual­cosa, anche un gesto sim­bol­i­co. E non si dove­va las­cia­re sole quelle per­sone. Ben vengano dunque gli scioperi (dove chi sci­opera non si allun­ga il week­end ma paga in pri­ma per­sona rin­un­cian­do a una gior­na­ta di lavoro). Cer­to un po’ tar­di­vi se si deve indi­vid­uare una col­pa. Ma qual­cosa occorre fare per Gaza, per l’Ucraina, per il Con­go, per il Sudan, per le decine di popoli in guer­ra con le armi che noi ven­di­amo loro. Con che dirit­to poi vor­rem­mo ten­er­ci fuori da un con­flit­to? Allo­ra agiamo ma non bas­ta uno sciopero, non bas­ta un cor­teo, pur impor­tan­ti, finan­co nec­es­sari. Occorre pen­sare e pen­sare, riflet­tere, costru­ire un altro mon­do un’altra econo­mia, altri­men­ti tut­to questo è solo un ribol­lire di pan­cia, pla­ca­to il quale, ritor­ni­amo ai nos­tri son­ni tran­quil­li. Quale mon­do sog­ni­amo? Quel­lo dove (sigh!) il dirit­to inter­nazionale con­ta fino a un cer­to pun­to? Lo dirò anche al vig­ile urbano che mi mul­terà per il posteg­gio “eh, lei non può mul­tar­mi, io ho dirit­to a parcheg­gia­re dove voglio, il dirit­to munic­i­pale con­ta fino a un cer­to pun­to, fino al pun­to dove mi rompe le scat­ole”. Lo dirò anche alla guardia di finan­za “eh, guar­di, io non pago le tasse, lei vuole costru­ire ospedali ma io sto bene di salute e vado in clin­i­ca pri­va­ta; quin­di, il suo dirit­to statale di rac­cogliere le tasse vale fino a un cer­to punto…”

    Noi lig­uri poi dob­bi­amo ben pen­sare a che cosa vogliamo fare: Gen­o­va cap­i­tale dell’idrogeno, dell’economia blu, del­la robot­i­ca, del tur­is­mo, o ….. cap­i­tale delle armi? Ehh­hh, sospi­ra­no quel­li del com­mer­ciale: …. la lin­ea è sot­tile non si può dis­tinguere!!! Baro­lo e Car­carone sono due bot­tiglie di rosso uguali ma si dis­tin­guono benissimo!

    Qual­cuno ha det­to “si è risveg­li­a­ta la gen­er­azione del G8”, spe­ri­amo! Spe­ri­amo che i ragazzi in piaz­za tan­ti anni fa, ora adul­ti quar­an­ten­ni, pren­dano in mano la situ­azione e pensi­no a qual­cosa di nuo­vo. Il cat­toli­co anti­co, tradizionale e, dunque papali­no, ha un suo cre­do: si chia­ma Lauda­to Sii. C’è scrit­to tut­to! Di cer­to si dirà che i paci­fisti sono ingenui, lo si è sem­pre det­to, che godono del­lo stile di vita che il cap­i­tal­is­mo gli offre (e questo è un po’ più sogget­ti­vo, non per tut­ti è così) che le guerre ci sono sem­pre state! Vero, ma forse noi cre­den­ti cre­di­amo in un Dio che ha det­to “Pace a voi”! Ma non puoi schier­ar­ti con le piazze che sono con­tro il gov­er­no, faresti polit­i­ca! A parte che polit­i­ca dob­bi­amo far­la per vocazione cris­tiana, appun­to pren­der­ci cura del bene comune, ma, come dice­vo, io cre­do che questo gri­do del popo­lo, e che di popo­lo si trat­ti bas­ta­va essere (io non c’ero ma vede­vo le foto che mi man­da­vano) nei cortei con famiglie e car­rozzine di bim­bi pic­coli, per dire bas­ta a questo cli­ma di guer­ra, a questo far fin­ta di nul­la finché non dovran­no par­tire i nos­tri figli, per­ché pri­ma o poi dovran­no par­tire per i vari fron­ti e tan­ti già ci sono. E allo­ra sì, questo gri­do va accolto, non va igno­ra­to. Cer­to come dice­va Radi­ni-Tedeschi nell’800 non siamo ami­ci di tut­ti gli scioperi, ma quan­do ci vuole ci vuole. Cer­to colpisce che si rag­giungano certe cifre di parte­ci­pazione per qual­cosa che col mon­do dei con­trat­ti di lavoro in apparen­za non c’entra. Ma c’entra eccome. La for­bice tra ric­chi e poveri si allarga e col panem (notate il boom di trasmis­sioni legate al cibo) et circens­es (dal cal­cio mala­to alle mille stu­p­idag­gi­ni che invadono web e tele­vi­sioni) stan­no rius­cen­do a fare stare tut­ti zit­ti. Forse è avvenu­to un sus­sul­to delle coscien­ze. Spe­ri­amo non finis­ca. Che non vuol dire spe­ri­amo che ci sia sciopero o che si occu­pino i bina­ri (spero non deb­ba pren­dere le dis­tanze dai vio­len­ti che mi pare una cosa ovvia) ma che spe­ri­amo che questo gri­do pos­sa essere ascolta­to. Ter­mi­no ripe­tendo ques­ta bel­lis­si­ma frase che don Ga propina­va (non so se sia sua…): Un gela­to è buono, due gelati sono molto buoni, tre gelati… a qual­cuno man­ca un gela­to. Nes­suno vuole la fame o vivere a pane e acqua ma, se esage­ri­amo, poi la vita ci chiederà di con­to… “Emmu sa detu” 80 anni fa…vorremmo con­tin­uare a vivere in Pace. Gra­zie. Cam­bi­amo l’economia aiu­ti­amo i pae­si del Sud del mondo!

    Insom­ma, cari ami­ci, gli Angeli cus­to­di ci chiedono di cus­todire la Pace, di cus­todire i Poveri (a propos­i­to Papa Leone ha appe­na scrit­to la esor­tazione sui poveri che si chia­ma “Ti ho ama­to!”) di cus­todire i nos­tri ragazzi e bim­bi. Se non diven­ter­e­mo Angeli Cus­to­di anche noi, temo che loro, quel­li veri, fac­ciano davvero sciopero …… No! Tran­quil­li, Dio lavo­ra anche quan­do sci­opera, mai ci abban­don­erà. I suoi Angeli rin­uncer­an­no allo stipen­dio ma ci pro­tegger­an­no sem­pre … se ci lascer­e­mo proteggere.

    Don Ful­ly

  • Bilancio 2024

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  • Il sentiero del Movimento Ragazzi: Progetti e Realizzazioni (Bilancio 2024)

    Il sentiero del Movimento Ragazzi: Progetti e Realizzazioni (Bilancio 2024)

    Care socie e cari soci,
    dal­la sezione archivi o da questo link si può scari­care l’ultimo bilan­cio educa­ti­vo e sociale del “Sen­tiero del movi­men­to Ragazzi”, coop­er­a­ti­va nata dalle intu­izioni ped­a­gogiche di don Ga e dall’esperienza decen­nale di Mon­t­ele­co. Con­frontan­do­lo con i prece­den­ti bilan­ci, tut­ti reperi­bili sul­lo stes­so sito, si può apprez­zare la cresci­ta di ques­ta orga­niz­zazione, che com­prende moltissi­mi aspet­ti, come si può vedere nell’indice del Bilan­cio (qui a destra) e ogni anno viene arric­chi­ta di nuovi obi­et­tivi, prog­et­ti. In par­ti­co­lare, nel 2024, le novità sono:

    NIDO DI INFANZIA OASISMONTEBRUNO (pas­sato da 25 a 45 posti)

    MOVIMENTO IN CAMPO (Cam­po­morone) e UN PASSO ALLA SVOLTA

    NIDO DI INFANZIA DI GAVI

    NIDO DI INFANZIA OASIS MONTEBRUNO (pas­sato da 25 a 45 posti)

    INDICE

  • Riprendono gli incontri con Mons Marino Poggi

    Riprendono gli incontri con Mons Marino Poggi

    Ripren­dono gli incon­tri con Mons Mari­no Pog­gi
    Parte dal prossi­mo mer­coledì 15 otto­bre un ciclo di incon­tri e cat­e­ch­esi a cura di mons Mari­no Pog­gi
    su Atti degli Apos­toli
    pres­so la Cat­te­drale san Loren­zo
    Orario: 18,30–19,30 con pos­si­bil­ità di fer­mar­si fino alle 19,45 per domande

    Gli incon­tri (ter­zo mer­coledì del mese) seguono questo cal­en­dario:
    – 15 otto­bre
    – 19 novem­bre
    – 17 dicem­bre
    – 21 gen­naio
    – 18 feb­braio
    – 18 mar­zo
    – 15 aprile
    – 20 maggio

  • LA LIBERA REPUBBLICA DEI RAGAZZI

    LA LIBERA REPUBBLICA DEI RAGAZZI

    Anco­ra una vol­ta a Mon­t­ele­co abbi­amo vis­su­to l’avventura del­la Lib­era Repub­bli­ca dei Ragazzi, così anco­ra oggi come sem­pre noi la descriv­i­amo ai ragazzi dei nos­tri turni. Poi ogni turno dec­li­na con una pro­pria ambi­en­tazione pre­sa in genere dal mon­do dei film o dal­la let­ter­atu­ra per ragazzi, in modo da dec­linare anche cul­tural­mente i val­ori del­la Repubblica.

    Lilo e Stich, Up, Le fol­lie dell’imperatore dai quali trarre “inseg­na­men­ti” per la vita di ogni giorno e che coin­ci­dono coi val­ori evan­geli­ci del­la lib­era Repubblica.

    Vedere alla fine del ter­zo turno i nos­tri ragazzi leg­gere i loro sog­ni e affi­dar­li a un pal­lon­ci­no pieno di Elio (al di là dell’imbarazzante uguaglian­za con l’abitudine che ave­va trasmes­so don Acciai alla par­roc­chia del­la Provvi­den­za) è sta­to emozio­nante per­ché non solo appli­cazione del film UP ma per­ché quei val­ori li inseg­na­vano don Ga e don I e ci inseg­na­vano a guardare in alto, a guardare le stelle e l’infinito, anche qua come face­va don Puglisi ai ragazzi di Bran­cac­cio; la tes­ta in alto! Non pie­gar­si alla con­for­mità del mon­do ma pen­sare con la pro­pria testa.

    Ogni anno cer­chi­amo di trasmet­tere questi val­ori attra­ver­so i giochi, le attiv­ità, le rif­les­sioni. Ogni anno vivi­amo sem­pre nuove sen­sazioni nuove espe­rien­ze che nascono dai nuovi ragazzi mis­chiati agli abi­tu­di­nali, quel­li che mag­a­ri ven­gono da anni e che vedi­amo crescere (e miglio­rare) sot­to i nos­tri occhi. Mi sem­bra qua­si di ripetere ogni anno le stesse cose. E chi si loda si imbro­da dice il prover­bio. Però è bel­lo ved­er mis­chiare tutte le com­pe­ten­ze in cam­po da parte di edu­ca­tori volon­tari e i nos­tri edu­ca­tori di oregi­na. I nos­tri ragazzi che prepara­no il cam­po sono ragazzi che fan­no con gioia la loro stra­da; han­no stu­di, com­pe­ten­ze , pro­fes­sion­al­ità. Pen­sar­li anco­ra bam­bi­ni a Mon­t­ele­co sarebbe ridut­ti­vo. Come non­no io li vedo crescere, mat­u­rare essere pron­ti anche nelle situ­azioni più impor­tan­ti. E poi ancor più quest’anno sono state pro­tag­o­niste le famiglie, tan­tis­sime, coi bim­bi pic­col­is­si­mi e pic­coli a scia­mare coi ragazzi. Han­no cre­ato un cli­ma di famiglia mer­av­iglioso che con­tribuisce a ren­dere la Repub­bli­ca una famiglia. Oltre che spig­nattare e lavare piat­ti per sette giorni nat­u­ral­mente. Inclu­si­va anche delle dis­abil­ità, par­ti­co­lare che sem­pre mi scor­do di sot­to­lin­eare, anzi non me ne scor­do ma mi sem­bra sem­pre di esi­bire la dis­abil­ità come un tro­feo e non mi va. La dis­abil­ità e la fragilità, temi sen­si­bili. Per­do­nate se non li sbandiero, e non li esi­bis­co, ma si par­la di minori spes­so, anche se la dis­abil­ità accol­ta a Mon­t­ele­co non riguar­da solo i minori ma anche adul­ti e anziani financo.

    Potrei rac­con­tarvi anche di come parte­ci­pano ragazz­i­ni di altre reli­gioni e di come comunque si sen­tano accolti ma anche questo tema è sen­si­bile ed esporli a com­men­ti e giudizi da chi non capisce non mi piace. Mi sen­to con­for­t­a­to dai fratel­li sale­siani e fil­ip­pi­ni che anche loro han­no ai loro momen­ti di preghiera e di rif­les­sione i ragazzi di altri fedi che parte­ci­pano non come costrizione a un’altra fede ma come ric­chez­za di incon­tro. Nes­suno è costret­to ad abi­u­rare nul­la ma noi non pos­si­amo non annun­cia­re Gesù. Del resto non siamo in una scuo­la pub­bli­ca e chi viene a Mon­t­ele­co sa bene da dove attin­giamo la nos­tra forza. Ma se dico che prob­le­mi non ce ne sono mi cre­dete? Vi fidate sen­za che entri nei par­ti­co­lari e negli aned­doti, sim­pati­cis­si­mi, che mi fan­no sen­tire sem­pre più fratel­lo dell’intera uman­ità e sem­pre più lievi­to di unità di tut­to il genere umano pur viven­do 21 giorni nascos­to nell’ombra del­la Val Lemme? I momen­ti di preghiera gra­zie anche ai can­ti, final­mente tor­nati alla grande e che risuon­a­vano durante la gior­na­ta nelle voci dei ragazzi, li ho sen­ti­ti par­ti­co­lar­mente vivi.

    Di cer­to la sen­sazione è che alla fine ci sia una grande voglia da parte dei più gio­vani di con­tin­uare sem­pre meglio l’avventura e con tut­ti questi mar­moc­chi e pance che stan­no crescen­do il futuro non può che essere bel­lo. Vedi­amo dove ci porterà il cuore e dove la Chiesa ci chi­amerà a servire.

    Cio di cui resto con­vin­to sem­pre più è che in questo mon­do mala­to di pre­poten­za , vio­len­za, sen­so di impoten­za di fronte alla dit­tature anche quelle mascher­ate da democra­zie, un mon­do smar­ri­to e pri­gion­iero del danaro nel­la illu­sione che sia questo a risol­vere le ques­tioni, men­tre rimane uno stru­men­to per riequi­li­brare le varie ingius­tizie; un mon­do attoni­to dal­la poten­za del­la rete, degli algo­rit­mi, iper­con­nes­so ma non per questo auto­mati­ca­mente iper-libero; ebbene in questo mon­do abbev­er­ar­si alla sor­gente del­la Lib­ertà, del­la Con­di­vi­sione, del­la con­sapev­olez­za di essere pro­tag­o­nisti del­la Sto­ria e non spet­ta­tori è fondamentale.

    Fon­da­men­tale un pos­to dove ci si gio­ca in pri­ma per­sona, si è rispet­tati e amati per il sem­plice fat­to di esistere, dove insieme si vive l’avventura del­la vita e non iso­lati, dove si cura l’anima e la coscien­za come luoghi di incon­tri con l’Assoluto, dove la natu­ra è ama­ta e rispet­ta­ta, dove per­di e vin­ci con lo stes­so sor­riso, dove chi può dare il trenta da il trenta, chi può dare il ses­san­ta da il ses­san­ta e chi può dare cen­to è chiam­a­to a dare cen­to. Dove si sco­pre la vocazione bel­lis­si­ma a essere umani nel volto e nelle brac­cia del Figlio dell’Uomo. E solo essendo umani si riesce a cogliere il Divino.

    C’è bisog­no di Mon­t­ele­co insomma.

    Don Ful­ly

  • Monteleco è Monteleco!

    Monteleco è Monteleco!

    Ecco­ci anco­ra a iniziare (anzi è già inizia­ta a giug­no con AC, San Siro Strup­pa, Apparizione, Chi­ap­peto….) la nos­tra estate a Mon­t­ele­co con­for­t­ati da tan­ti pic­coli seg­nali che ci spin­gono a pros­eguire nel nos­tro pel­le­gri­nag­gio di Speranza.

    Come ad esem­pio la splen­di­da ser­a­ta a favore di Mar­co Gardel­la, un pienone al Politea­ma, che ha volu­to donare a Mon­t­ele­co una bel­la cifra per ono­rare questo ragaz­zo appas­sion­a­to di Mon­t­ele­co cuo­co al pri­mo turno ora­mai da alcu­ni anni; come l’approvazione del prog­et­to ora­tori lig­uri che ci vede pro­tag­o­nisti; come il bilan­cio del­la nos­tra coop­er­a­ti­va anco­ra una vol­ta in stra­or­di­nario equi­lib­rio pos­i­ti­vo; come l’entusiasmo dei nos­tri edu­ca­tori per l’estate e un incor­ag­giante avvio di iscrizioni.

    Io ne ho trova­to uno fan­tas­ti­co andan­do a Roma per il giu­bileo dei sem­i­nar­isti. Papa Leone ha tenu­to un dis­cor­so incen­tra­to sull’importanza del­la for­mazione agli affet­ti , ai sen­ti­men­ti, all’educazione del cuore. Se ci fos­se chi cre­de­va che fos­sero tutte roman­ti­cate di Papa Francesco si vada a leg­gere i dis­cor­si di Papa Leone ai sem­i­nar­isti e ai for­ma­tori del clero il giorno 24 e 25 giug­no su vatican.va. Rimar­rà stupi­to di come il prog­et­to dioce­sano sug­li ora­tori abbia cen­tra­to un leit motiv dell’educazione che sta a cuore alla Chiesa. Edu­care alle relazioni, al dis­cernere e capire i sen­ti­men­ti, i moti pro­fon­di del cuore dell’uomo. E edu­care non vuol dire “dire cosa devi fare” ma accom­pa­gnare nel­la lib­ertà e alla lib­ertà l’essere umano a sco­prire la sua vera dimen­sione di essere in relazione, con l’assoluto, il mis­tero del­la vita, la trascen­den­za e in relazione con gli altri, i fratel­li e sorelle del cam­mi­no del­la vita.

    “C alla quar­ta” si chia­ma il prog­et­to: curare il cuore per avere a cuore la cura gli uni degli altri anche pren­den­dosi cura dell’ambiente e delle com­p­lesse relazioni sociali. Per­ché se c’è una cosa che ci ha inseg­na­to Papa Francesco, ma las­ci­ate­mi dire la Chiesa nel suo insieme, è che il cuore non è il luo­go intimisti­co dove rifu­gia­r­si per­ché spaven­tati dagli even­ti stori­ci, ma il cuore, il motore del cam­bi­a­men­to. Sen­za per­sone capaci di amare non esiste cam­bio, non esiste per­cor­so ma tut­to si are­na e piet­ri­fi­ca. Il mon­do è seg­na­to dall’individualismo, dal nar­ci­sis­mo, dal si salvi chi può e se il nos­tro PIL cresce con le armi che sia benedet­ta la guer­ra, altrui nat­u­ral­mente. Visioni miopi che solo cuori vera­mente vivi, sen­si­bili, sveg­li pos­sono cam­biare. Pren­der­si cura dei deboli, dei frag­ili, pren­der­si cura di tutti.

    A Mon­t­ele­co c’è un momen­to anzi due dove ci si prende cura del pro­prio cuore in maniera spe­ciale e con­sapev­ole (ogni attiv­ità, spe­cial­mente nel gio­co è pren­der­si cura!). L’ora del­la luce e delle stelle. Momen­ti di silen­zio, di rif­les­sione dove Gesù ci pone domande e si pro­pone come ami­co per adden­trar­si nei mean­dri del­la vita, dell’adolescenza. In maniera adegua­ta attra­ver­so rac­con­ti, sto­rielle, sen­za rin­un­cia­re a un annun­cio esplic­i­to del­la vita di Gesù. Un momen­to impor­tante. Con­frontan­do­mi con i sale­siani di Sampier­dare­na, con Padre Andrea , anche loro, ben pieni di tan­ti ragazz­i­ni di altre fedi, ho scop­er­to che, comunque, non rin­un­ciano mai al momen­to di preghiera. Un momen­to di rif­les­sione e di sen­so, di cura di sé e del mis­tero del­la vita in noi. Pri­varne alcu­ni per­ché di altre reli­gioni sarebbe far loro un tor­to. Nes­suno è obbli­ga­to nel­la fede, ma a pren­der­si cura di sé e delle domande pro­fonde di fronte al mis­tero del­la vita: questo fa parte del­la for­mazione. E noi abbi­amo radi­ci piantate nel Van­ge­lo, rin­un­cia­r­ci per qual­cosa di vago vor­rebbe dire smar­ri­men­to. Diver­so è il riconoscere quan­to di bel­lo e buono risie­da ovunque e dove ovunque è pre­sente la “scin­til­la di Dio” che noi chi­ami­amo Spir­i­to San­to, Amore. E l’Amore è libero, non sai da dove viene e dove va. Occorre solo dis­cernere con atten­zione se è vero e in questo è Gesù la via. L’ora del­la luce e delle stelle per quan­to pos­sano sem­brare “alter­na­tive” (e non lo sono poi più di tan­to) sono la nos­tra cura del Cuore; sen­za non sarebbe Monteleco.

    Don Ful­ly

  • Associazione “I Ragazzi di Monteleco” (Sara Liga)

    Associazione “I Ragazzi di Monteleco” (Sara Liga)

    Care socie e cari soci,
    siamo feli­ci e orgogliosi di con­di­videre con voi una notizia che seg­na un tra­guar­do impor­tante per la nos­tra Asso­ci­azione: la Fon­dazione Pas­sadore ha deciso di sostenere il nos­tro prog­et­to di real­iz­zazione del­la Scala Anti­ncen­dio per Casa A di Mon­t­eLe­co con un con­trib­u­to molto sig­ni­fica­ti­vo!!
    Questo finanzi­a­men­to ci con­sente di garan­tire, in con­dizioni di sicurez­za, un sig­ni­fica­ti­vo incre­men­to del­la capac­ità recetti­va e di offrire quin­di l’esperienza educa­ti­va di Mon­t­ele­co ad un mag­giore numero di ragazzi del­la nos­tra città.

    Si trat­ta di un inter­ven­to essen­ziale che non avrem­mo potu­to affrontare sen­za questo gen­eroso aiu­to, e che ora ci per­me­t­terà di pros­eguire ser­e­na­mente le attiv­ità di accoglien­za e for­mazione che da anni por­ti­amo avan­ti con dedi­zione.
    Un gra­zie sin­cero va a tutte e tut­ti col­oro che si sono impeg­nati nell’attività di prog­et­tazione tec­ni­ca e acqui­sizione delle autor­iz­zazioni isti­tuzion­ali nec­es­sarie per la real­iz­zazione del prog­et­to.
    Vi ter­re­mo aggior­nati sui prossi­mi svilup­pi, e non vedi­amo l’ora di costru­ire insieme ques­ta nuo­va entu­si­as­mante avventura!

  • La Pace sia con noi!

    La Pace sia con noi!

    Ecco­ci, dunque, con un nuo­vo Pon­tefice: LEONE 14°. Ammet­ti­amo­lo: il nome uni­to al fat­to che il luo­go di nasci­ta lo col­lo­ca negli Sta­ti Uni­ti ci ha un poco spaventato.

    Chi sarà mai l’Attila che dovrà fer­mare? (Leone Mag­no ricor­date fer­mò Atti­la lan­ci­a­to ver­so Roma)… forse Putin, Xi Jin­ping? E’ un amer­i­cano, come potrà capire il mon­do seden­do dal­la parte dei vinci­tori e non dei vin­ti, sul trono di Cesare piut­tosto che quel­lo del­la croce?.

    Tut­ti dub­bi dis­si­pati imme­di­ata­mente: amer­i­cano ma di orig­i­ni umili, figlio di immi­grati france­si, spag­no­li, ital­iani fino a sco­prire addirit­tura radi­ci cubane (se lo sape­vano pri­ma dubito che i Car­di­nali lo avreb­bero elet­to); prati­ca­mente da sem­pre mis­sion­ario in Perù tan­to da pren­derne la doppia cit­tad­i­nan­za. Il tam-tam dei sudamer­i­cani è par­ti­to imme­di­a­to; un uomo umile ben inser­i­to nel­la dio­ce­si, vici­no ai poveri. C’è chi si azzar­da a dire ami­co di Gutier­rez. Ma ques­ta sarebbe trop­po grossa. Dall’America del nord subito rim­balza la notizia “un anti-Trumpiano” ha pre­so posizioni for­ti con­tro di lui. La curia romana tira un sospiro di sol­lie­vo: da tre anni Papa Leone era prefet­to del dicas­t­ero dei vescovi, uno di curia insom­ma, che conosce gli ambi­en­ti. Ambi­en­ti in effet­ti un po’ desta­bi­liz­za­ti dal “primear” (pren­dere inizia­tive improvvise e inno­v­a­tive) di Francesco. Esat­ta­mente quel­lo che, al con­trario, man­da­va in vis­i­bilio le folle. Essendo poi Agos­tini­ano, di forte e pro­fon­da for­mazione spir­i­tuale e intel­let­tuale (voglio dire: Agosti­no!!) e soprat­tut­to Gen­erale dell’ordine per dod­i­ci anni (come il nos­tro Padre Mar­co lo fu per i con­ven­tu­ali), quin­di pro­fon­do conosc­i­tore e pro­fon­da­mente conosci­u­to, in tut­ti i con­ti­nen­ti. Insom­ma, come potete capire, tut­ti gli ele­men­ti per farne il catal­iz­za­tore di tut­ti i gusti. E, infat­ti, pare abbia avu­to rap­i­da e stra­biliante mag­gio­ran­za , qua­si asso­lu­ta. Qual­cuno storce il naso, qual­cuno esul­ta per questo totale consenso.

    I pri­mi pas­si li sti­amo veden­do. Dis­cor­si, omelie, sot­to­lin­ea­ture sono palese­mente sec­on­do la lin­ea di Francesco. La sua pri­ma paro­la Pace non ha las­ci­a­to dub­bi. Non si cam­bia lin­ea, prospet­ti­va che ter­ror­iz­za­va non solo i cosid­det­ti pro­gres­sisti ma l’intera chiesa che sarebbe sta­ta dis­ori­en­ta­ta. La for­ma e il modo di fare appare più paca­to, più den­tro il pro­to­col­lo, sen­za dis­ori­entare chi alla for­ma tiene tan­to. Il pas­sag­gio di gus­to sporti­vo da Mes­si a Sin­ner è un po’ sim­bol­i­co se vogliamo. Due dif­fer­en­ti modi di essere popolari.

    Dunque? Vedremo!

    Vedremo un corno!! Il Papa non è un con­cor­so di sim­pa­tia, di bellez­za. Lo Spir­i­to San­to guiderà la chiesa. Papa Leone quat­tordices­i­mo è il Papa gius­to. Pun­to. Ascolter­e­mo ciò che dice, vedremo ciò che farà. Ques­ta sto­ria di seguire il Papa che mi piace mi ha pro­fon­da­mente amareg­gia­to in questi ulti­mi anni. I sosten­i­tori del Papa Re, del­la chiesa tri­on­fante e reg­nante era­no quel­li che non ubbidi­vano al Papa! Che fac­cia tosta!

    I Papi non han­no un potere se non quel­lo di servire. Si sta den­tro la Chiesa nell’unità e nel­la car­ità. Le sim­patie per­son­ali si las­ciano da parte. Vero che a volte aiu­tano o non aiu­tano, ma, insom­ma, siamo seri! L’obbedienza al Papa non è l’obbedienza a un capo dell’esercito, ma l’obbedienza alla car­ità, all’unità, all’umiltà. E quin­di siamo obbe­di­en­ti, a pre­scindere. Che fac­cia cose a me sim­patiche o meno, ma chi sono io per dire questo va bene o questo va male? Diamo­ci piut­tosto da fare per annun­cia­re il Reg­no di Amore e di Pace e per costru­ire insieme quel­la civiltà dell’Amore che Pao­lo VI dice­va ai tem­pi in cui il Movi­men­to Ragazzi nasce­va e che di cer­to ispirò il nos­tro don GA. E che Pao­lo VI fos­se noto (non dico non lo fos­se ma che fos­se noto per questo) per essere sim­pati­co e bonac­cione trovateme­lo scrit­to da qualche parte. Frate Leone, fedele ami­co di Francesco, ci guiderà a portare Pace in ques­ta ter­ra dove siamo “tut­ti collegati”.

    Don Ful­ly

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  • Papa Francesco

    Papa Francesco

    Chissà quante ne avete lette e sen­tite in questi tem­pi sul nos­tro ama­to Papa. Un Papa decisa­mente sim­pati­co al Movi­men­to Ragazzi e a Mon­t­ele­co tutta.

    Sia ben chiaro una cosa come pre­mes­sa. I Papi non sono un con­cor­so di bellez­za (e fin qui…) di sim­pa­tia, di feel­ing, di intel­li­gen­za e cul­tura. Il Papa è Papa e bas­ta. Chi­unque esso sia. La chiesa è molto di più, lo Spir­i­to è molto di più. Ogni Papa è quel che ci vuole in quel momen­to. Per­ché? Lo capire­mo solo alla fine del­la sto­ria. Quin­di mor­to un Papa se ne fa un altro e avanti.

    Tut­tavia, las­ci­ate­mi spendere alcune parole per Francesco. Avrete sicu­ra­mente let­to che ci sono i “par­ti­ti”, che esistono i “Bergogliani di fer­ro” . Io non so se sono un Bergogliano di fer­ro, Jorge Mario Bergoglio non l’ho mai conosci­u­to di per­sona, l’ho sfio­ra­to varie volte, a Cuba, a Gen­o­va, a Roma con i cres­i­man­di (dove, quan­do pote­vo abbrac­cia­r­lo e dirgli il bene che gli vole­vo in mez­zo alla ban­da di ragazz­i­ni del­la cres­i­ma, sta­vo por­tan­do uno zaino stra­col­mo di vom­i­to che un ragazz­i­no un po’ ingor­do a colazione ave­va riem­pi­to tra il tragit­to fra l’albergo e il Vat­i­cano e non mi parve il caso!).

    Io vi par­lo solo del Francesco che ho let­to nei doc­u­men­ti uffi­ciali, che ho ascolta­to nelle inter­viste; ebbene sì di quel­lo, lo con­fes­so pub­bli­ca­mente, sono tremen­da­mente innamora­to. Per la stra­grande mag­gio­ran­za delle cose che ha scrit­to pen­sa­vo “ma sto Papa mi legge nel pen­siero!” Quan­do pen­sa­vo alle nos­tre par­roc­chie e movi­men­ti pen­sa­vo pro­prio esat­ta­mente ciò che c’è scrit­to nel­la Evan­geli Gaudi­um! Avrei usato le stesse parole, la tro­vo adegua­ta, la tro­va prat­i­ca, essen­ziale e tremen­da­mente evan­gel­i­ca e attuale. A Cuba potei met­ter­la bene in attuazione; tro­vo la “Amor­is Letizia” bel­lis­si­ma, piena di grande con­tenu­to per le cop­pie e il loro amore, men­tre tut­ti stan­no a vedere solo un aspet­to, un pun­to, la comu­nione ai risposati, dove il Papa ha smascher­a­to i fari­sei che già da decen­ni face­vano quel che dice lui ma se lo tenevano per loro, per i priv­i­le­giati, per chi vol­e­vano loro, mag­a­ri i poten­ti di turno. La “Lauda­to sii” dice ciò che pen­sa­vo nei giorni del G8 a Gen­o­va. Pen­sa­vo, “ma la mia chiesa potrà mai dire certe cose?” E esce la Lauda­to sii! Una spir­i­tu­al­ità altissi­ma e l’hanno bol­la­ta come eco­log­i­ca. Beh, cer­to se han­no investi­to tut­ti i sol­di sul petro­lio han fat­to bene! La “Fratel­li tut­ti” poi è di una logic­ità fan­tas­ti­ca così come la “Gaudete et Exul­tate” che delin­ea la spir­i­tu­al­ità laicale per­fet­ta­mente o la “Chris­tus viv­it”. Che cose mer­av­igliose! E la dichiarazione sui dirit­ti umani fat­ta con i fratel­li musul­mani? E i gesti, i viag­gi alle per­iferie. Il fat­to di entrare negli Sta­ti Uni­ti da Cuba, cosa proibi­ta, e tan­tis­si­mi altri gesti inter­pre­tati come polit­i­ca ma di fat­to vere opere di ric­on­cil­i­azione con uno sguar­do ampio fin oltre la cris­tian­ità. Gli sforzi fat­ti per met­tere d’accordo sci­iti e sun­ni­ti. Persi­no Ucrai­ni e Rus­si. Cer­to a volte pare­va scon­tentare tut­ti. Tut­ti avreb­bero volu­to che si schierasse di qua o di là. E invece ha vis­su­to pro­fon­da­mente la sua mis­sione di unità del genere umano, schieran­dosi solo dal­la parte dei più poveri. Lì si schier­a­va ed era di parte. Potrei scri­vere ore e fare esa­mi appro­fon­di­ti di quan­to vi dico. Vi era poi una parte educa­ti­va e psi­co­log­i­ca che era affine alla nos­tra sto­ria. Pen­sate all’idea dell’annuncio del Van­ge­lo come nar­razione del­la fede e non come dog­ma­tismo o moral­is­mo. La sua dife­sa del lavoro coop­er­a­ti­vo. Lo ascolta­vo e lo legge­vo e vede­vo alle sue spalle don Ga che se la ride­va lassù nel cielo. Quel che lui dice­va ora era legge del­la chiesa!

    Cer­ta­mente non sarà sta­to per­fet­to. Quante volte scherza­va sulle sue nevrosi e quan­to ci ha inseg­na­to l’autoironia, il saper rid­ere su se stes­si. La sua spir­i­tu­al­ità da gesui­ta era ed è davvero sopraf­fine. Il Vat­i­cano gli ha fat­to una forte resisten­za e di cer­to lì non è rius­ci­to a entrare nei cuori, né a gestire bene cer­ti cam­bi. È vero, tante cose annun­ci­ate sono state appe­na abboz­zate. Del resto, era il suo pen­siero. Aprire per­cor­si che altri percorreranno.

    Ora tut­ti spe­ri­amo che vengano per­cor­si con deci­sione anche se a poco a poco. Le sue pro­poste era­no avver­sate dai poten­ti del­la ter­ra e purtrop­po anche da tan­ti, trop­pi all’interno del­la chiesa; cer­to non aper­ta­mente ma cer­ti muri, cer­ti silen­zi, cer­ti “fac­ciamo cadere la cosa”, “aspet­ti­amo che pas­si”. Cam­bi­a­ta la ratio dei sem­i­nari nel 2016 in Italia l’abbiamo mes­sa in atto nel 2025……. C’è una con­sol­i­da­ta abil­ità nel porre ostruzione e nel gat­topar­dare. Cam­bi­a­men­ti di fac­cia­ta. Riem­pire doc­u­men­ti di citazioni (a volte nem­meno quel­lo! Igno­rati in toto!) e las­cia­re tut­to come sta … Dire bene uffi­cial­mente e sot­to­ban­co sparg­ere veleni e insin­u­azioni. Tal­vol­ta persi­no osten­ta­ta avver­sione! Al Papa! E non sto par­lan­do del “mon­do”, dei laicisti…

    Mi fer­mo qua non vor­rei eccedere. Ho ora­mai una cer­ta età e dei ruoli da rispettare. Cer­ta­mente lo Spir­i­to San­to soffierà e quel che sarà, sarà il Papa che ci vor­rà. Come sem­pre. Non siamo noi a decidere i tem­pi del­la sto­ria. Ma Dio la sua sto­ria la por­ta avan­ti … non indietro.

    Ful­ly umil­mente Bergogliano