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  • La lealtà

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  • UNA NUOVA TURBINA

    UNA NUOVA TURBINA

    Dal 29 gen­naio è di nuo­vo in fun­zione la turbina a Mon­t­ele­co. Si trat­ta di una vec­chia idea di don Ga e don I, ma è sta­ta rimes­sa in fun­zione nel 2009 con nuo­va macchi­na, gra­zie alla fon­dazione San Pao­lo. L’idea è sem­plice: sfruttare 110 metri di dis­liv­el­lo tra le sor­gen­ti delle sette fontane e la casa di Mon­t­ele­co e con cir­ca 400 metri di tubazioni portare l’acqua for­ni­ta da Madre Natu­ra alla macchi­na che la trasfor­ma in ener­gia. Con le nuove tec­nolo­gie e un accor­do col Gestore dell’Energia la cor­rente prodot­ta, a cos­to zero, puli­ta, rin­nov­abile, sen­za intac­care l’ambiente, nel quale l’acqua viene rimes­sa in cir­co­lazione dopo la pro­duzione, si fa sì che la colo­nia abbat­ta di molto il cos­to del­la cor­rente e anzi for­nisca al paese un sur­plus molto impor­tante di ener­gia elet­tri­ca. Si è eti­ca­mente cor­ret­ti, tec­no­logi­ca­mente avan­za­ti e in più si risparmia e si guadagna un pochi­no. L’unico inghip­po sta nel­la rete elet­tri­ca nazionale che dis­deg­na i pic­coli cen­tri e quin­di la nos­tra vic­i­na cab­i­na dell’Enel (quel­la dove si anda­va a recitare il rosario nelle lunghe not­ti agostane degli anni 70 e 80 per inten­der­ci…) è appun­to anco­ra quel­la degli anni 70 e 80. Spes­so salta a causa di agen­ti atmos­feri­ci e il suo ripristi­no causa sbalzi di cor­rente, inver­sioni e quant’altro che pos­sono dan­neg­gia­re la nos­tra cen­trale. Così è sta­to recen­te­mente e ha causato un lun­go peri­o­do di inattività.

    Ora, gra­zie a una nuo­va fon­dazione “Una mano per gli altri”, la nuo­va turbina è sta­ta allac­cia­ta e ha ripreso la pro­duzione. In più sta­vol­ta la si può con­trol­lare comoda­mente da casa col tele­foni­no: magie del­la tec­nolo­gia! Men­tre scri­vo pro­duce 20 kilowatt/ora e lo vedo da comoda­mente sedu­to al mio tavo­lo in seminario.

    Chi mi segue nei video del Van­ge­lo tut­ti i giorni già avrà vis­to i miei video ripresi davan­ti alla turbina.

    Tut­to qua? Il mon­do bru­cia e tu ci par­li del­la turbina? Il fat­to è cari ami­ci che il nos­tro ami­co Don­ald e il nos­tro ami­co Vladimir han­no come scuse gli attac­chi a Ucraina e Iran, ma in realtà il loro vero obi­et­ti­vo è la turbina di Monteleco!

    È impazz­i­to!! Il nos­tro Ful­ly è impazz­i­to!! Si crede Napoleone!!

    Ma potrebbe di cer­to essere, la fol­lia fa parte dell’essere umano. Tut­tavia vor­rei farvi riflet­tere su questo mon­do impazz­i­to appar­ente­mente sen­za log­i­ca. Appar­ente­mente. Per­ché la log­i­ca è sem­pre quel­la: denaro e potere. E la ques­tione ener­get­i­ca è la ques­tione che con­duce diret­ta­mente al denaro. Il Petro­lio deter­mi­na il con­trol­lo sull’energia, sul­la qual­ità del­la vita, quin­di sul danaro. E il danaro è potere. Se il mon­do, come aus­pi­ca­to nel­la Lauda­to sii di Papa Francesco, si ori­en­tasse ver­so una con­di­vi­sione delle risorse; se le risorse venis­sero dal sole, dal­la ter­ra e fos­sero davvero con­di­vise, tut­ti vivreb­bero molto meglio, il benessere sarebbe dif­fu­so ma ahimè i pochi Pap­er­oni del petro­lio andreb­bero in decli­no. Se le tur­bine di Mon­t­ele­co invadessero il mon­do, se il deside­rio di ener­gia puli­ta e di sbat­ter­si per­ché ciò avvenisse si dif­fondesse, ecco che il mon­do sarebbe davvero riv­o­luzion­a­to. Questo chi coman­da il mon­do non può per­me­t­ter­lo. Da quan­do l’Europa ha fat­to la cosid­det­ta svol­ta green, non è sta­ta più per­do­na­ta. Le guerre che si suc­ce­dono sono sci­en­te­mente fat­te per met­ter­la in ragione, per pie­gar­la alla log­i­ca del Petro­lio, per far­la dipen­dere come pri­ma, o di qua o di là. Un mon­do in Pace con ener­gia per tut­ti dà fas­tidio. A chi pro­duce armi per pri­mo. E invece noi osti­nata­mente vogliamo perseguire un mon­do gius­to e inseg­nare ai nos­tri ragazzi che un mon­do più gius­to è pos­si­bile, che l’AI la si può usare non per rubare lavoro agli esseri umani e favorire così più lau­ti guadag­ni a pochi e mis­e­ria a molti, non per affi­lare armi e sot­tomet­tere con gli algo­rit­mi i cervel­li attra­ver­so i tele­foni­ni, ma per costru­ire un mon­do migliore per tut­ti. Le tec­nolo­gie aiu­tano e van­no ind­i­riz­zate ver­so il bene comune. Per­ché l’AI non esiste!! Esiste chi la pro­duce, la manipo­la e la impos­ta ai suoi scopi, spes­so non chiari e a favore di pochissimi.

    Per questo impeg­nar­si per la turbina ha un val­ore sim­bol­i­co altissi­mo, educa­ti­vo, con­cre­to; uno stile di vita insom­ma; nuo­vo o anti­co come don I che pas­sa­va a speg­nere le luci che noi mon­el­li las­ci­ava­mo accese. Come vedete nul­la di nuo­vo o tut­to di nuo­vo. Scegli­ete voi! Roveri­no a Mon­t­ele­co o Golf a Miami.

  • CUBA E RIFLESSIONI 

    CUBA E RIFLESSIONI 

    Cer­ta­mente mi chiederete, di ritorno da Cuba, nei giorni imme­di­ata­mente seguen­ti il blitz in Venezuela del golfista tex­ano-irlan­dese, come stan­no lag­giù? Cosa si aspet­tano vis­to che i prossi­mi potreb­bero essere pro­prio loro? Saran­no con­tenti o impauriti?

    Cari ami­ci, non sono poli­tol­o­go, non ho nem­meno la sfera di cristal­lo in mano, pos­so solo tes­ti­mo­ni­are che lag­giù si fat­i­ca  a met­tere insieme il pran­zo con la cena, che la scarsa ali­men­tazione fa aumentare a dis­misura le malat­tie por­tate dalle zan­zare, che non han­no cor­rente elet­tri­ca qua­si mai, che i prezzi sono sal­i­ti alle stelle e da 1 dol­laro per 24 pesos di dieci anni fa si è pas­sati a 1 dol­laro per 450 pesos e si con­tin­ua a aumentare. Quat­tro­mi­la pesos sono il cos­to di tre car­toni di uova e lo stipen­dio di un pro­fes­sore; novemi­la pesos è il salario di un medico (cos­to di cir­ca trenta lat­tine di bir­ra…). Il bigli­et­tone verde di Zio Pap­er­one, proibito e puni­to col carcere dieci anni fa, è ora nec­es­sario per com­prare nei negozi di sta­to in mano all’esercito; ah puoi anche usare una car­ta elet­tron­i­ca bas­ta che sia VISA.  Non essendo­ci Petro­lio e, ora­mai, nem­meno can­na da zuc­chero ma solo fagi­oli, aglio, insala­ta, banane, non cre­do che i marines arriver­an­no qui a Cuba. Se poi qual­cuno vuole ven­di­car­si osti­nata­mente beh allo­ra è un altro discorso…….

    Come vedete nul­la di nuo­vo… È col­pa del comu­nis­mo! È col­pa dell’embargo! Forse, forse di entram­bi ma io cre­do che “la col­pa” sia tut­ta nel sis­tema eco­nom­i­co mon­di­ale. Un sis­tema che pro­duce ingius­tizia. Ah! Ecco! Ce l’hai col cap­i­tal­is­mo! Ma guar­date io non lo so di cer­to ce l’ho col pec­ca­to dell’uomo  che ruba truc­can­do bilance (e bilan­ci) , fal­si­f­i­can­do e mod­i­f­i­can­do i cam­bi, i pesi e così truf­fa, ruba. Nei lib­ri del­la pri­ma Allean­za spes­so i pro­feti pun­ta­vano il dito ver­so quei pae­si che, truc­can­do le bilance, non paga­vano il gius­to o al con­trario si arric­chivano ruban­do al povero. Questo accade oggi col prez­zo del petro­lio e del cibo, dell’oro e di qual­si­asi mer­ce. Si met­tono dazi, si tol­go­no dazi e la gente muore di fame e qual­cuno accu­mu­la e arric­chisce. Bas­ta una spara­ta di un pres­i­dente a caso e la bor­sa sale, la bor­sa scende. Non ci sono sol­di per gli asili e la pre­ven­zione alle cat­a­strofi nat­u­rali ma per le armi spun­tano sol­di come formiche attorno al miele.

    Io non so quale sia il sis­tema eco­nom­i­co gius­to, so che è l’uomo che truc­ca, che fal­si­fi­ca, che ci mar­cia con grande gus­to in questi truc­chet­ti. Basterebbe seder­si attorno a un tavo­lo e sta­bilire salari giusti per tut­ti, sta­bilire val­ori che siano equi, con­di­videre e non imboscare o dis­trug­gere le mer­ci. Basterebbe las­cia­re ai popoli gestire le loro risorse e ridis­tribuir­le a chi ne ha davvero bisog­no e invece …  solo arric­chir­si, avere il potere.

    Tut­to questo è lon­tano dal Van­ge­lo mille miglia. È con­tro il Van­ge­lo, anche se lo si bran­disce come spa­da, per­ché solo chi mette in prat­i­ca la sua Paro­la è nel Reg­no di Dio, non chi dice “Sig­nore Sig­nore”.  Vedere in diret­ta le dis­par­ità che esistono sul­la ter­ra non ric­on­cil­ia affat­to col nos­tro mon­do, mette voglia di stare dal­la parte gius­ta: nos­tal­gi­co, sì un poco! Per for­tu­na Mon­t­ele­co e il Movi­men­to Ragazzi, la Con­sul­ta il Benedet­to XV mi ric­on­cil­iano un poco, e anche la mia Chiesa che cam­mi­na a fian­co di chi non ha niente e rimane l’unica voce uffi­ciale fuori dal coro mi aiu­ta un poco. Anche se il mon­do, i media trasfor­mano il rug­gi­to in una voce sot­tile, qua­si silen­ziosa. Ma è così e lì che si ascol­ta Gesù.

    La voce del Sig­nore gri­da alla cit­tà e chi ha sen­no teme il suo nome: “Ascoltate, tribù e assem­blea 10del­la cit­tà. Ci sono anco­ra nel­la casa del­l’em­pio i tesori ingius­ta­mente acquis­ta­ti e una detesta­bile efa ridot­ta?11Potrò io gius­ti­fi­care le bilance truc­cate e il sac­chet­to di pesi fal­si?  Michea 6,11

    Chi acca­parra il gra­no è maledet­to dal popo­lo, la benedi­zione è invo­ca­ta sul capo di chi lo vende. Prover­bi 11,26

  • Notizie dalla Diocesi — (sintesi relazione ai 5 sabati di mons Erio Castellucci, 22 novembre)

    Notizie dalla Diocesi — (sintesi relazione ai 5 sabati di mons Erio Castellucci, 22 novembre)

    La pace di Gesù pas­sa attra­ver­so le ferite. La “pace” di Gesù non è la pace del mon­do. Gesù non inten­de­va la pace in ter­mi­ni qui­etis­ti­ci, la “pace del divano”, ma piut­tosto una “pace che impeg­na” (beati gli oper­a­tori di pace), né la “pace del dit­ta­tore”, tut­ti uguali, sot­tomes­si, ma una “pace che lib­era” (la ver­ità vi farà liberi), né, infine, la “pace del cimitero”, ma è venu­to a portare la vita: io sono la res­ur­rezione e la vita). È una “pace pasquale” (mostrò loro le mani e il costa­to). Le ferite che Gesù fa vedere agli apos­toli la sera di Pasqua sono il sim­bo­lo del­la sua pace. Per inseg­nar­ci il suo stile di pace Gesù-Dio va a cer­care le ferite nei malati, nei pec­ca­tori. Ci pas­sa in mez­zo, altri­men­ti la pace è fin­ta. E con­siglia addirit­tura la “spa­da”, come stru­men­to di pace, per tagliare via dal cuore l’e­go­is­mo: è la pace atti­va degli oper­a­tori di pace che non accettano tut­to, una pace che crea l’in­qui­etu­dine per la gius­tizia, per la lib­ertà, per la ver­ità, altri­men­ti è la pace del mondo.

    3.Sono i suoi dis­ce­poli, siamo noi, a dover com­pletare la sua opera. “Date loro voi stes­si da man­gia­re”: la pace pas­sa attra­ver­so le ferite, la fame, la sete, la nudità, il carcere, l’estraneità, la malat­tia. E sono queste le “domande di esame” che il Figlio dell’uomo ci farà: “Ho avu­to fame, ho avu­to sete, ero povero. ero mala­to, ero straniero, carcer­a­to, mi hai accolto? Sono queste le gran­di ferite del­l’u­man­ità attra­ver­so le quali pas­sa la pace.

    Gesù è vivo e il Reg­no è già qui. “Non state col naso all’in­sù” aspet­tan­do gran­di cose. Il Reg­no di Dio sta crescen­do dal bas­so e lo Spir­i­to sof­fia. Guar­date quel­lo che già è pianta­to. Cer­cate il tesoro, il granel­lo di senape…. Questo è lo stile del­la pace, così si è oper­a­tori di pace, oggi: favorire la cresci­ta di tut­ti i semi di bene che ci sono nel­la sto­ria. E non da soli, ma come popo­lo di Dio, con­vo­cati, dis­ce­poli accor­pati, attra­ver­so i sacra­men­ti nel cor­po di Cristo che è la Chiesa. Siamo mem­bra di un uni­co cor­po: noi siamo den­tro a Cristo nos­tra pace, come parte di Lui, siamo sue mem­bra e Lui ci dà l’en­er­gia per essere oper­a­tori di pace, a com­in­cia­re dalle cose pic­cole. “Non guar­date il cielo”, ci ha det­to, “guar­date den­tro, curate le relazioni, cer­cate le ferite”. Questo è il suo stile di pace.

    Infor­mazioni sui prossi­mi incon­tri, sul sito del­la dio­ce­si clic­can­do For­mazione diocesana_Brochure_2025_2026

  • Continuano gli incontri con Mons Marino Poggi

    Continuano gli incontri con Mons Marino Poggi


    Da molti anni ormai gli ami­ci di Mon­t­ele­co chiedono a mons Mari­no Pog­gi di leg­gere insieme la Paro­la di Dio o i Doc­u­men­ti del­la Chiesa.


    Il prossi­mo incon­tro è
    mer­coledì 17 dicem­bre

    (vedi locan­d­i­na), sem­pre pres­so la Cat­te­drale san Loren­zo, ore 18,30. Mes­sa. Quest’anno leg­giamo gli Atti degli Apos­toli, dove si rac­con­ta la nasci­ta del­la Chiesa e la dif­fu­sione del Van­ge­lo nel mon­do. Alle 19,30 abbi­amo anche la pos­si­bil­ità di fer­mar­ci per con­di­videre qualche domanda.

    La reg­is­trazione dell’incontro del 19 novem­bre si tro­va a questo link

  • E PACE AGLI UOMINI AMATI DAL SIGNORE

    E PACE AGLI UOMINI AMATI DAL SIGNORE

    È il gri­do del­la notte di Natale. Da duemi­la e più anni lo ascolti­amo, lo can­ti­amo ma non lo abbi­amo anco­ra né com­pre­so né mes­so in prat­i­ca. Dunque la casa è costru­i­ta sul­la sab­bia e rischia di crollare.

    Papa Leone ci ha par­la­to fin da subito di Pace “LA Pace sia con voi” e di Pace dis­ar­ma­ta e dis­ar­mante. Per questo Natale è usci­ta una nota del­la Cei su questo tema che riprende l’immediato invi­to che gli fece il Papa a costru­ire “case del­la Pace” a essere casa di Pace per gli uomi­ni. A dire il vero la nos­tra dio­ce­si subito si era adegua­ta pro­po­nen­do a tut­ti un cam­mi­no di Evan­ge­liz­zazione a par­tire dal­la Pace. Annun­cia­re Gesù è annun­cia­re la Pace.

    Ora la nota del­la Cei si fa anco­ra più esplici­ta. Non è breve, benchè si chi­a­mi nota, ma anzi è un appro­fondi­men­to molto ben arti­co­la­to sul tema del­la pace. Non c’è dub­bio che il suo pres­i­dente Card. Zup­pi, derivante dal mon­do di Sant’Egidio, sia par­ti­co­lar­mente prepara­to sul tema. Ma davvero non ci si era mai spin­ti così in avan­ti su questo tema. Vi invi­to a leg­gere la nota, molto luci­da e molto dura che prende posizione assai netta.

    Anz­i­tut­to svela con lungimi­ran­za che l’Europa viene mes­sa in croce dai ven­ti di guer­ra e viene mes­sa in mez­zo da poten­ti impe­ri­al­is­mi evi­den­te­mente mai sopi­ti: Rus­si, Amer­i­cani, Ottomani, Calif­fati vari, Cina, India, sono i vec­chi imperi a cui molti vor­reb­bero addirit­tura appog­gia­r­si, dimen­ti­can­do la sto­ria di Israele che, a forza di bal­lon­zo­lare fra impero Egiziano e impero Assiro-Babilonese, fu spaz­za­to via. Occorre seguire il Sig­nore, il Dio del­la Pace. Ci vuol poco a capire che la guer­ra all’Ucraina è una guer­ra all’Europa sostenu­ta anche dagli Sta­ti Uni­ti. Per­ché in un’era di imperi l’Europa è l’unica che si rifi­u­ta di esser­lo, almeno fino­ra. Ma la ten­tazione è pro­prio quel­la. Riar­mar­si, sostenere che la guer­ra è inelut­ta­bile, persi­no nec­es­saria. È già par­ti­ta la cam­pagna dei gior­nali (in mano a pochi edi­tori) delle tele­vi­sioni (idem come sopra) suadente, non diret­ta ma sub­dola, fat­ta di pic­cole abi­tu­di­ni, di video­giochi, di spez­zoni tele­vi­sivi, di lin­guag­gio appar­ente­mente sporti­vo. Ci stan­no preparan­do alla guer­ra. L’Avvenire, gior­nale dei vescovi, del­la chiesa ital­iana è l’unico a non scivolare in ques­ta direzione par­lan­do osti­nata­mente di Pace. Davvero la lun­ga e arti­co­la­ta nota del­la Cei affronta la situ­azione inter­nazionale con lungimi­ran­za sen­za cedere min­i­ma­mente ai ven­ti di guer­ra. Nes­sun odio alla Rus­sia, all’America ai musul­mani all’oriente; ma fer­ma e deter­mi­na­ta oppo­sizione alla trasver­sale lob­by delle armi che sof­fia ven­ti di guer­ra e che vede ben alleati tut­ti questi imperi, non per i popoli ma con­tro di essi, scar­i­can­do sul­la gente le bombe per pot­er­si tenere danaro, ric­chez­za, potere, inequità. Stra­no che gli ami­ci demonolo­gi, che vedono il demo­nio ovunque, tac­ciano e non lo vedono dietro questo mostru­oso movi­men­to di Mam­mona, il Dio denaro che sof­fia sulle guerre.

    La Cei, dunque, prende posizione anche sul­la pro­duzione di armi e sug­li inves­ti­men­ti a cui un cre­dente è richiesto di fug­gire. Un fat­to non pro­prio scon­ta­to. E in maniera net­ta e precisa.

    E, infine, per la pri­ma vol­ta in tan­ti anni si per­me­tte di dire che la pre­sen­za dei cap­pel­lani mil­i­tari può essere di cer­to dif­fer­ente e rimanere effi­cace­mente e spir­i­tual­mente atti­va in maniera dif­fer­ente che entrare coi gra­di nell’esercito. Una vera bom­ba. Vedremo se avrà fat­ti con­seguen­ti. Curiosità!

    Infine, per noi del Movi­men­to Ragazzi l’altro ter­mine che appare nel doc­u­men­to è “edu­care” ‚edu­care alla Pace. È un fat­to lento, costante, per­se­ver­ante. Edu­care a relazioni vere, pro­fonde, paci­fiche. Edu­care l’ascolto, l’incontro, la val­oriz­zazione dell’altro. Edu­care i ragazzi a vol­er­si bene. Ad aiutare i più poveri. A difend­er­si, sì ma con la non vio­len­za che non è debolez­za ma forza.

    A un vec­chio Boomer come me cresci­u­to nel Movi­men­to a pane e Ghan­di, pane e Luther King, tut­to ciò sem­bra persi­no super­fluo, qua­si anti­co, assoda­to, chiaro come l’acqua. E invece…eccoci anco­ra qua come Benedet­to XV a par­lare inascoltati di inutili stra­gi, di fol­lia del­la guer­ra men­tre tut­ti fan­no spal­luc­ce speran­do che a loro non toc­chi. Ma davvero abbi­amo a cuore i nos­tri nipoti? Davvero li vogliamo vedere attac­cati da droni spun­tati da chissà dove per difend­ere il mer­ca­to e la ric­chez­za di pochi?

    Alzi­amo la voce per far sen­tire che noi vogliamo economie giuste non di guer­ra e che vogliamo vivere con tut­ti in san­ta pace.

    Un gra­zie di cuore alla Cei che osa l’inosabile, che va con­tro cor­rente. Arriverà di cer­to il dilu­vio di critiche, ma non si può sem­pre tacere, occorre annun­ziare il Van­ge­lo sem­pre, e a Natale il Van­ge­lo dice “PACE IN TERRA AGLI UOMI AMATI DAL SIGNORE” e sic­come par­la ai pas­tori vuol dire che in questi “UOMINI” sono com­pre­si TUTTI GLI UOMINI!

    Cosa del resto palese in un bim­bo che si offre da man­gia­re e che nasce in una povertà dis­ar­ma­ta e dis­ar­mante men­tre il potere già cer­ca di uccider­lo. E lui incon­tra i magi di Ori­ente, non gli spara…

    Buon Natale gente…!

    Don Ful­ly

  • 100 Anni di Don Minetti: chi era costui?

    100 Anni di Don Minetti: chi era costui?

    I mon­t­ele­chi­ni doc sicu­ra­mente avran­no sen­ti­to par­lare del fan­tomati­co ISTITUTO CATECHISTICO DON MINETTI, for­ma giuridi­ca di Fon­dazione di Reli­gione, sot­to la quale vive Mon­t­ele­co e persi­no lo stes­so Movi­men­to Ragazzi, ragion per cui sono state cos­ti­tu­ite 25 anni fa la coop­er­a­ti­va IL SENTIERO DEL MOVIMENTO RAGAZZI e più recen­te­mente le forme asso­cia­tive, ulti­ma delle quali, “I RAGAZZI DI MONTELECO”.

    Vi con­fi­do che all’inizio del mio servizio, quan­do vidi questo fan­tomati­co ISTITUTO CATECHISTICO DON MINETTI, ci rimasi assai per­p­lesso, spe­cial­mente leggen­do il suo statu­to, data­to 1938 e fir­ma­to dall’allora “Cav­a­liere d’Italia”, pro­prio Lui, lui, lui!!!

    Essere l’assistente di un robo fir­ma­to da “lui, lui, lui” non mi piace­va molto. Poi un giorno, non so chi, mi regalò, o forse lo trovai in giro, un libro di Don Durante del 1960 inti­to­la­to “Un don Bosco in miniatu­ra – DON VINCENZO MINETTI”. Lo lessi di cor­sa e ammet­to che vi trovai quel filo rosso del Sig­nore e del­la sua provvi­den­za che scrive su righe storte. Poi, anni dopo, quan­do diven­ni par­ro­co del­la Provvi­den­za incon­trai la Sig­no­ra Sil­via Rina del 1933; mi prese in sim­pa­tia grande e poi capii per­ché. Mi regalò un libro del 1940 di Umber­to Mon­ti “Pre’ Minet­ti – un edu­ca­tore da ricor­dare” . anche questo divo­ra­to e la con­fer­ma che la Dio­ce­si ave­va vis­to bene a inti­to­lare le sue case a questo prete di Cer­tosa anche se nato a Sampier­dare­na nel 1856 e mor­to 100 anni fa nel 1935. E ora capirete per­ché e cosa c’entra lui con Don Ga e tut­ti noi. La Sig­no­ra Sil­via mi ha las­ci­a­to anche una foto dove si vede lei e la sua marea di fratel­li, una famiglia delle tante dell’epoca non cer­ta­mente in agio e che a Don Minet­ti ave­va affida­to i suoi ragazzi. Lei era prati­ca­mente l’ultima e se conobbe diret­ta­mente don Minet­ti non lo ricor­da­va. Sco­prii che con un salto di solo una per­sona ave­vo già incon­tra­to diret­ta­mente don Minet­ti!! E pazien­za se all’epoca in cui fon­darono la Fon­dazione di Reli­gione (prob­a­bil­mente pro­prio per non cadere nelle mani del fas­cio) era fir­ma­ta pro­prio da “ello”.

    E allo­ra: Don Minet­ti nasce nel 1856 alla Cel­la di Sampier­dare­na, da emi­granti di Ova­da, fer­rovieri. La mam­ma era sorel­la di un padre di San Fil­ip­po (e qui ci ricol­leghi­amo a don Ga e don I e all’attuale col­lab­o­razione con Padre Decaroli). Presto va alla Cer­tosa per pas­sare poi agli Arti­gianel­li fon­dati da Don Francesco Mon­te­bruno (Mon­te­bruno ….. qual­cuno sa come si chia­ma l’asilo Oasis in Albaro tenu­to dal­la nos­tra coop­er­a­ti­va? ….. Mon­te­bruno …… tut­to ha un filo…) Minet­ti Vin­cen­zo diven­ta dunque inseg­nante, mae­stro per la pre­ci­sione e nel 1880 è mae­stro nelle civiche scuole di Gen­o­va (civiche ….. che ci sia sot­to l’indicazione di una vocazione futu­ra del Movi­men­to a col­lab­o­rare con le scuole “civiche”?) E ci rimane per 40 anni!!

    Nel frat­tem­po fre­quen­ta l’Azione Cat­toli­ca e fon­da la Soci­età Opera­ia Cat­toli­ca del­la Cer­tosa; buon attore si pre­mu­ra di inscenare opere; è un buon cat­e­chista e forse questo gli fa balenare in tes­ta un’idea: non potrei divenire “sac­er­dote”?… come si dice­va allora….

    Nel 1886, 14 Mar­zo, prese la deci­sione di andare da Don Bosco. Don Bosco ha fonda­to l’oratorio di Sampier­dare­na e spes­so veni­va a vis­itare la sua crea­tu­ra. Vin­cen­zo Minet­ti andò, espose al san­to i suoi dub­bi e le sue sper­anze, don Bosco gli chiese “per­ché vuol far­si prete?” “per­ché così potrei atten­dere meglio e con più effi­ca­cia all’insegnamento del­la dot­t­ri­na cris­tiana”. Lin­guag­gio d’altri tem­pi nat­u­ral­mente ma il deside­rio di annun­cia­re il Van­ge­lo traspare. Don Bosco gli pose una mano sul­la spal­la e disse “Si fac­cia prete allora!”

    Iniz­iò gli stu­di e nel 1889 venne ordi­na­to sac­er­dote. Fu da subito evi­dente la sua inten­zione di dedi­car­si ai gio­vani. Fon­da la pic­co­la con­gregazione degli operai di San Giuseppe. Gli “operai” era­no i cat­e­chisti che FORMAVA per­ché fos­sero capaci a “inseg­nare”. E pure qua ….. for­ma­tore di for­ma­tori!! E ben presto ….. “rac­coglie­va nel suo cor­tile i fan­ci­ul­li delle scuole pub­bliche che ne avessero fat­ta doman­da; dopo una mezz’ora di ricreazione era­no avviati per clas­si nelle aule dove gli inseg­nan­ti per un quar­to d’ora spie­ga­vano il cat­e­chis­mo e poi assis­te­vano i ragazzi nel­lo svol­gi­men­to dei loro com­pi­ti, dis­tribuen­do loro gra­tuita­mente penne, copie e quaderni.” Inutile dire che si riv­ol­ge­va soprat­tut­to ai poveri che non ave­vano altro …. Cosa ne dite cari mon­t­ele­chi­ni? Questo face­va il doposcuo­la già nel 1890 ….. pri­ma del Genoa!!

    Si rac­con­ta nel libro delle attiv­ità estive di “ripe­tizioni” ( A Cuba anco­ra oggi si par­la di “repa­so”); delle gite alla Madon­na del Guardia, al Gar­bo, alla Madon­net­ta, a Coro­na­ta, Gaz­zo, Acquas­an­ta….; del­la sua opera grafi­ca di stampe illus­trate per il cat­e­chis­mo dif­fuse in tut­ta Italia (uso delle immag­i­ni…); fondò anche soci­età gin­niche a San Teodoro; la sua opera davvero si espanse in tut­ta la Valpol­cev­era , Sampier­dare­na, Lagac­cio; fondò e iniz­iò a costru­ire la chiesa del Borghet­to; dopo la grande guer­ra si dedicò agli orfanel­li col “Patrona­to di San Giuseppe” apren­do una tipografia e una faleg­name­ria per dar lavoro ai ragazzi che durarono però poco. Il tut­to nat­u­ral­mente andan­do a chiedere “benef­i­cen­za” a chi pote­va sen­za altri fon­di. Altri tem­pi. Basti pen­sare che inseg­nò alle ele­men­tari come prete, pur essendo la scuo­la laica e sen­za pos­si­bil­ità di fare lì cat­e­chis­mo. Eppure, il Comune lo pre­miò ai 40 anni di insegnamento.

    Don Minet­ti andò incon­tro anche a un grande fal­li­men­to. A 70 anni iniz­iò a cer­care come tutte queste opere avreb­bero potu­to andare avan­ti. Cer­cò nei Sale­siani, in don Ori­one ma non si dimostrarono inter­es­sati; si affidò a una soci­età di Milano che in quat­tro e quattr’otto fal­lì, dopo aver­lo estromes­so dal­la opera; fu manda­to a Roma quat­tro anni. Ritornò e ci fu di mez­zo persi­no il tri­bunale. Ma ora­mai Don Minet­ti era anziano e mala­to. Volò in cielo nel 1935.

    Un prete dona­to com­ple­ta­mente ai ragazzi, ai poveri, all’educazione. Capite bene che allo­ra chia­mar­ci don Minet­ti ci è meno indi­gesto. E poi ci sen­ti­amo così parte di una larga sto­ria che da Don Bosco arri­va diret­ta­mente a noi: una sto­ria di fede, di bene, di idee, di avven­ture tutte tese a far si che i nos­tri ragazzi cres­cano bene e fac­ciano del­la loro vita un capolavoro.

    Gra­zie Sig­nore per­ché ci accom­pa­g­ni sem­pre e ci chi­a­mi a essere operai del­la tua vigna. Operai di San Giuseppe o di Don Ga e don I non impor­ta sem­pre san­ti sono e alcu­ni del­la por­ta accan­to … par­don del­la colo­nia accanto.

    Don Ful­ly

  • Riprendono gli incontri con Mons Marino Poggi

    Riprendono gli incontri con Mons Marino Poggi


    Da molti anni ormai gli ami­ci di Mon­t­ele­co chiedono a mons Mari­no Pog­gi di leg­gere insieme la Paro­la di Dio o i Doc­u­men­ti del­la Chiesa. 

    La sede degli incon­tri si è sposta­ta dal MR a Oregi­na, al sem­i­nario (seguen­do Ful­ly) e dall’anno scor­so alla Cat­te­drale per offrire ques­ta pos­si­bil­ità a tut­ta la dio­ce­si. Il prossi­mo incon­tro è mer­coledì 19 novem­bre (vedi locan­d­i­na), sem­pre pres­so la Cat­te­drale san Loren­zo. Quest’anno leg­ger­e­mo gli Atti degli Apos­toli, dove si rac­con­ta la nasci­ta del­la Chiesa e la dif­fu­sione del Van­ge­lo nel mon­do. Alle 19,30 abbi­amo anche la pos­si­bil­ità di fer­mar­ci per con­di­videre qualche domanda.

    La reg­is­trazione dell’incontro del 15 otto­bre si tro­va a questo link

  • Notizie dalla Diocesi — Gesù: Pace a Voi: formazione diocesana per tutti

    Notizie dalla Diocesi — Gesù: Pace a Voi: formazione diocesana per tutti

    Dall’inizio del cam­mi­no sin­odale, ormai inizia­to quat­tro anni fa, in ogni incon­tro è emer­sa la richi­es­ta di una for­mazione riv­ol­ta a tut­ti, preti, con­sacrati, laici, tut­ti insieme.

    una for­mazione riv­ol­ta a tut­ti, preti, con­sacrati, laici, tut­ti insieme.

    Sono nati così, lo scor­so anno, i “5 sabati”, reg­is­tran­do una pre­sen­za al di sopra di ogni aspet­ta­ti­va: cias­cun incon­tro è sta­to segui­to in pre­sen­za da cir­ca 1000 per­sone, dis­tribuite in 6 sedi decen­trate (quest’anno saran­no 8) col­le­gate con la Cat­te­drale di san Loren­zo, in streaming.

    La sec­on­da edi­zione dei “5 sabati”, che prende il via dal prossi­mo 22 novem­bre fino a mar­zo, trat­ta un tema par­ti­co­lar­mente urgente: “Gesù: pace a voi”, per accen­dere nei cuori­il deside­rio di una pace che com­in­ci den­tro cias­cuno e si apra alla comunità.

    Per saperne di più fate click sul codice QR del­la locan­d­i­na, oppure scar­i­cate la brochure com­ple­ta clic­can­do sul sito del­la diocesi 

    For­mazione diocesana_Brochure_2025_2026

  • Riprendono gli incontri con Mons Marino Poggi

    Riprendono gli incontri con Mons Marino Poggi

    Da molti anni ormai gli ami­ci di Mon­t­ele­co chiedono a mons Mari­no Pog­gi di leg­gere insieme la Paro­la di Dio o i Doc­u­men­ti del­la Chiesa. La sede degli incon­tri si è sposta­ta dal MR a Oregi­na, al sem­i­nario (seguen­do Ful­ly) e dall’anno scor­so alla Cat­te­drale per offrire ques­ta pos­si­bil­ità a tut­ta la diocesi.

    Il prossi­mo ciclo di incon­tri parte dal prossi­mo mer­coledì 15 otto­bre (vedi locan­d­i­na), sem­pre pres­so la Cat­te­drale san Loren­zo. Quest’anno leg­ger­e­mo gli Atti degli Apos­toli, dove si rac­con­ta la nasci­ta del­la Chiesa e la dif­fu­sione del Van­ge­lo nel mon­do. Alle 19,30 abbi­amo anche la pos­si­bil­ità di fer­mar­ci per con­di­videre qualche domanda.