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UNA NUOVA TURBINA

Dal 29 gennaio è di nuovo in funzione la turbina a Monteleco. Si tratta di una vecchia idea di don Ga e don I, ma è stata rimessa in funzione nel 2009 con nuova macchina, grazie alla fondazione San Paolo. L’idea è semplice: sfruttare 110 metri di dislivello tra le sorgenti delle sette fontane e la casa di Monteleco e con circa 400 metri di tubazioni portare l’acqua fornita da Madre Natura alla macchina che la trasforma in energia. Con le nuove tecnologie e un accordo col Gestore dell’Energia la corrente prodotta, a costo zero, pulita, rinnovabile, senza intaccare l’ambiente, nel quale l’acqua viene rimessa in circolazione dopo la produzione, si fa sì che la colonia abbatta di molto il costo della corrente e anzi fornisca al paese un surplus molto importante di energia elettrica. Si è eticamente corretti, tecnologicamente avanzati e in più si risparmia e si guadagna un pochino. L’unico inghippo sta nella rete elettrica nazionale che disdegna i piccoli centri e quindi la nostra vicina cabina dell’Enel (quella dove si andava a recitare il rosario nelle lunghe notti agostane degli anni 70 e 80 per intenderci…) è appunto ancora quella degli anni 70 e 80. Spesso salta a causa di agenti atmosferici e il suo ripristino causa sbalzi di corrente, inversioni e quant’altro che possono danneggiare la nostra centrale. Così è stato recentemente e ha causato un lungo periodo di inattività.
Ora, grazie a una nuova fondazione “Una mano per gli altri”, la nuova turbina è stata allacciata e ha ripreso la produzione. In più stavolta la si può controllare comodamente da casa col telefonino: magie della tecnologia! Mentre scrivo produce 20 kilowatt/ora e lo vedo da comodamente seduto al mio tavolo in seminario.
Chi mi segue nei video del Vangelo tutti i giorni già avrà visto i miei video ripresi davanti alla turbina.
Tutto qua? Il mondo brucia e tu ci parli della turbina? Il fatto è cari amici che il nostro amico Donald e il nostro amico Vladimir hanno come scuse gli attacchi a Ucraina e Iran, ma in realtà il loro vero obiettivo è la turbina di Monteleco!
È impazzito!! Il nostro Fully è impazzito!! Si crede Napoleone!!
Ma potrebbe di certo essere, la follia fa parte dell’essere umano. Tuttavia vorrei farvi riflettere su questo mondo impazzito apparentemente senza logica. Apparentemente. Perché la logica è sempre quella: denaro e potere. E la questione energetica è la questione che conduce direttamente al denaro. Il Petrolio determina il controllo sull’energia, sulla qualità della vita, quindi sul danaro. E il danaro è potere. Se il mondo, come auspicato nella Laudato sii di Papa Francesco, si orientasse verso una condivisione delle risorse; se le risorse venissero dal sole, dalla terra e fossero davvero condivise, tutti vivrebbero molto meglio, il benessere sarebbe diffuso ma ahimè i pochi Paperoni del petrolio andrebbero in declino. Se le turbine di Monteleco invadessero il mondo, se il desiderio di energia pulita e di sbattersi perché ciò avvenisse si diffondesse, ecco che il mondo sarebbe davvero rivoluzionato. Questo chi comanda il mondo non può permetterlo. Da quando l’Europa ha fatto la cosiddetta svolta green, non è stata più perdonata. Le guerre che si succedono sono scientemente fatte per metterla in ragione, per piegarla alla logica del Petrolio, per farla dipendere come prima, o di qua o di là. Un mondo in Pace con energia per tutti dà fastidio. A chi produce armi per primo. E invece noi ostinatamente vogliamo perseguire un mondo giusto e insegnare ai nostri ragazzi che un mondo più giusto è possibile, che l’AI la si può usare non per rubare lavoro agli esseri umani e favorire così più lauti guadagni a pochi e miseria a molti, non per affilare armi e sottomettere con gli algoritmi i cervelli attraverso i telefonini, ma per costruire un mondo migliore per tutti. Le tecnologie aiutano e vanno indirizzate verso il bene comune. Perché l’AI non esiste!! Esiste chi la produce, la manipola e la imposta ai suoi scopi, spesso non chiari e a favore di pochissimi.
Per questo impegnarsi per la turbina ha un valore simbolico altissimo, educativo, concreto; uno stile di vita insomma; nuovo o antico come don I che passava a spegnere le luci che noi monelli lasciavamo accese. Come vedete nulla di nuovo o tutto di nuovo. Scegliete voi! Roverino a Monteleco o Golf a Miami.
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CUBA E RIFLESSIONI
Certamente mi chiederete, di ritorno da Cuba, nei giorni immediatamente seguenti il blitz in Venezuela del golfista texano-irlandese, come stanno laggiù? Cosa si aspettano visto che i prossimi potrebbero essere proprio loro? Saranno contenti o impauriti?
Cari amici, non sono politologo, non ho nemmeno la sfera di cristallo in mano, posso solo testimoniare che laggiù si fatica a mettere insieme il pranzo con la cena, che la scarsa alimentazione fa aumentare a dismisura le malattie portate dalle zanzare, che non hanno corrente elettrica quasi mai, che i prezzi sono saliti alle stelle e da 1 dollaro per 24 pesos di dieci anni fa si è passati a 1 dollaro per 450 pesos e si continua a aumentare. Quattromila pesos sono il costo di tre cartoni di uova e lo stipendio di un professore; novemila pesos è il salario di un medico (costo di circa trenta lattine di birra…). Il bigliettone verde di Zio Paperone, proibito e punito col carcere dieci anni fa, è ora necessario per comprare nei negozi di stato in mano all’esercito; ah puoi anche usare una carta elettronica basta che sia VISA. Non essendoci Petrolio e, oramai, nemmeno canna da zucchero ma solo fagioli, aglio, insalata, banane, non credo che i marines arriveranno qui a Cuba. Se poi qualcuno vuole vendicarsi ostinatamente beh allora è un altro discorso…….
Come vedete nulla di nuovo… È colpa del comunismo! È colpa dell’embargo! Forse, forse di entrambi ma io credo che “la colpa” sia tutta nel sistema economico mondiale. Un sistema che produce ingiustizia. Ah! Ecco! Ce l’hai col capitalismo! Ma guardate io non lo so di certo ce l’ho col peccato dell’uomo che ruba truccando bilance (e bilanci) , falsificando e modificando i cambi, i pesi e così truffa, ruba. Nei libri della prima Alleanza spesso i profeti puntavano il dito verso quei paesi che, truccando le bilance, non pagavano il giusto o al contrario si arricchivano rubando al povero. Questo accade oggi col prezzo del petrolio e del cibo, dell’oro e di qualsiasi merce. Si mettono dazi, si tolgono dazi e la gente muore di fame e qualcuno accumula e arricchisce. Basta una sparata di un presidente a caso e la borsa sale, la borsa scende. Non ci sono soldi per gli asili e la prevenzione alle catastrofi naturali ma per le armi spuntano soldi come formiche attorno al miele.
Io non so quale sia il sistema economico giusto, so che è l’uomo che trucca, che falsifica, che ci marcia con grande gusto in questi trucchetti. Basterebbe sedersi attorno a un tavolo e stabilire salari giusti per tutti, stabilire valori che siano equi, condividere e non imboscare o distruggere le merci. Basterebbe lasciare ai popoli gestire le loro risorse e ridistribuirle a chi ne ha davvero bisogno e invece … solo arricchirsi, avere il potere.
Tutto questo è lontano dal Vangelo mille miglia. È contro il Vangelo, anche se lo si brandisce come spada, perché solo chi mette in pratica la sua Parola è nel Regno di Dio, non chi dice “Signore Signore”. Vedere in diretta le disparità che esistono sulla terra non riconcilia affatto col nostro mondo, mette voglia di stare dalla parte giusta: nostalgico, sì un poco! Per fortuna Monteleco e il Movimento Ragazzi, la Consulta il Benedetto XV mi riconciliano un poco, e anche la mia Chiesa che cammina a fianco di chi non ha niente e rimane l’unica voce ufficiale fuori dal coro mi aiuta un poco. Anche se il mondo, i media trasformano il ruggito in una voce sottile, quasi silenziosa. Ma è così e lì che si ascolta Gesù.
La voce del Signore grida alla città e chi ha senno teme il suo nome: “Ascoltate, tribù e assemblea 10della città. Ci sono ancora nella casa dell’empio i tesori ingiustamente acquistati e una detestabile efa ridotta?11Potrò io giustificare le bilance truccate e il sacchetto di pesi falsi? Michea 6,11
Chi accaparra il grano è maledetto dal popolo, la benedizione è invocata sul capo di chi lo vende. Proverbi 11,26

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Notizie dalla Diocesi — (sintesi relazione ai 5 sabati di mons Erio Castellucci, 22 novembre)
La pace di Gesù passa attraverso le ferite. La “pace” di Gesù non è la pace del mondo. Gesù non intendeva la pace in termini quietistici, la “pace del divano”, ma piuttosto una “pace che impegna” (beati gli operatori di pace), né la “pace del dittatore”, tutti uguali, sottomessi, ma una “pace che libera” (la verità vi farà liberi), né, infine, la “pace del cimitero”, ma è venuto a portare la vita: io sono la resurrezione e la vita). È una “pace pasquale” (mostrò loro le mani e il costato). Le ferite che Gesù fa vedere agli apostoli la sera di Pasqua sono il simbolo della sua pace. Per insegnarci il suo stile di pace Gesù-Dio va a cercare le ferite nei malati, nei peccatori. Ci passa in mezzo, altrimenti la pace è finta. E consiglia addirittura la “spada”, come strumento di pace, per tagliare via dal cuore l’egoismo: è la pace attiva degli operatori di pace che non accettano tutto, una pace che crea l’inquietudine per la giustizia, per la libertà, per la verità, altrimenti è la pace del mondo.
3.Sono i suoi discepoli, siamo noi, a dover completare la sua opera. “Date loro voi stessi da mangiare”: la pace passa attraverso le ferite, la fame, la sete, la nudità, il carcere, l’estraneità, la malattia. E sono queste le “domande di esame” che il Figlio dell’uomo ci farà: “Ho avuto fame, ho avuto sete, ero povero. ero malato, ero straniero, carcerato, mi hai accolto? Sono queste le grandi ferite dell’umanità attraverso le quali passa la pace.
Gesù è vivo e il Regno è già qui. “Non state col naso all’insù” aspettando grandi cose. Il Regno di Dio sta crescendo dal basso e lo Spirito soffia. Guardate quello che già è piantato. Cercate il tesoro, il granello di senape…. Questo è lo stile della pace, così si è operatori di pace, oggi: favorire la crescita di tutti i semi di bene che ci sono nella storia. E non da soli, ma come popolo di Dio, convocati, discepoli accorpati, attraverso i sacramenti nel corpo di Cristo che è la Chiesa. Siamo membra di un unico corpo: noi siamo dentro a Cristo nostra pace, come parte di Lui, siamo sue membra e Lui ci dà l’energia per essere operatori di pace, a cominciare dalle cose piccole. “Non guardate il cielo”, ci ha detto, “guardate dentro, curate le relazioni, cercate le ferite”. Questo è il suo stile di pace.
Informazioni sui prossimi incontri, sul sito della diocesi cliccando Formazione diocesana_Brochure_2025_2026

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Continuano gli incontri con Mons Marino Poggi
Da molti anni ormai gli amici di Monteleco chiedono a mons Marino Poggi di leggere insieme la Parola di Dio o i Documenti della Chiesa.
Il prossimo incontro è
mercoledì 17 dicembre
(vedi locandina), sempre presso la Cattedrale san Lorenzo, ore 18,30. Messa. Quest’anno leggiamo gli Atti degli Apostoli, dove si racconta la nascita della Chiesa e la diffusione del Vangelo nel mondo. Alle 19,30 abbiamo anche la possibilità di fermarci per condividere qualche domanda.La registrazione dell’incontro del 19 novembre si trova a questo link

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E PACE AGLI UOMINI AMATI DAL SIGNORE
È il grido della notte di Natale. Da duemila e più anni lo ascoltiamo, lo cantiamo ma non lo abbiamo ancora né compreso né messo in pratica. Dunque la casa è costruita sulla sabbia e rischia di crollare.
Papa Leone ci ha parlato fin da subito di Pace “LA Pace sia con voi” e di Pace disarmata e disarmante. Per questo Natale è uscita una nota della Cei su questo tema che riprende l’immediato invito che gli fece il Papa a costruire “case della Pace” a essere casa di Pace per gli uomini. A dire il vero la nostra diocesi subito si era adeguata proponendo a tutti un cammino di Evangelizzazione a partire dalla Pace. Annunciare Gesù è annunciare la Pace.
Ora la nota della Cei si fa ancora più esplicita. Non è breve, benchè si chiami nota, ma anzi è un approfondimento molto ben articolato sul tema della pace. Non c’è dubbio che il suo presidente Card. Zuppi, derivante dal mondo di Sant’Egidio, sia particolarmente preparato sul tema. Ma davvero non ci si era mai spinti così in avanti su questo tema. Vi invito a leggere la nota, molto lucida e molto dura che prende posizione assai netta.
Anzitutto svela con lungimiranza che l’Europa viene messa in croce dai venti di guerra e viene messa in mezzo da potenti imperialismi evidentemente mai sopiti: Russi, Americani, Ottomani, Califfati vari, Cina, India, sono i vecchi imperi a cui molti vorrebbero addirittura appoggiarsi, dimenticando la storia di Israele che, a forza di ballonzolare fra impero Egiziano e impero Assiro-Babilonese, fu spazzato via. Occorre seguire il Signore, il Dio della Pace. Ci vuol poco a capire che la guerra all’Ucraina è una guerra all’Europa sostenuta anche dagli Stati Uniti. Perché in un’era di imperi l’Europa è l’unica che si rifiuta di esserlo, almeno finora. Ma la tentazione è proprio quella. Riarmarsi, sostenere che la guerra è ineluttabile, persino necessaria. È già partita la campagna dei giornali (in mano a pochi editori) delle televisioni (idem come sopra) suadente, non diretta ma subdola, fatta di piccole abitudini, di videogiochi, di spezzoni televisivi, di linguaggio apparentemente sportivo. Ci stanno preparando alla guerra. L’Avvenire, giornale dei vescovi, della chiesa italiana è l’unico a non scivolare in questa direzione parlando ostinatamente di Pace. Davvero la lunga e articolata nota della Cei affronta la situazione internazionale con lungimiranza senza cedere minimamente ai venti di guerra. Nessun odio alla Russia, all’America ai musulmani all’oriente; ma ferma e determinata opposizione alla trasversale lobby delle armi che soffia venti di guerra e che vede ben alleati tutti questi imperi, non per i popoli ma contro di essi, scaricando sulla gente le bombe per potersi tenere danaro, ricchezza, potere, inequità. Strano che gli amici demonologi, che vedono il demonio ovunque, tacciano e non lo vedono dietro questo mostruoso movimento di Mammona, il Dio denaro che soffia sulle guerre.
La Cei, dunque, prende posizione anche sulla produzione di armi e sugli investimenti a cui un credente è richiesto di fuggire. Un fatto non proprio scontato. E in maniera netta e precisa.
E, infine, per la prima volta in tanti anni si permette di dire che la presenza dei cappellani militari può essere di certo differente e rimanere efficacemente e spiritualmente attiva in maniera differente che entrare coi gradi nell’esercito. Una vera bomba. Vedremo se avrà fatti conseguenti. Curiosità!
Infine, per noi del Movimento Ragazzi l’altro termine che appare nel documento è “educare” ‚educare alla Pace. È un fatto lento, costante, perseverante. Educare a relazioni vere, profonde, pacifiche. Educare l’ascolto, l’incontro, la valorizzazione dell’altro. Educare i ragazzi a volersi bene. Ad aiutare i più poveri. A difendersi, sì ma con la non violenza che non è debolezza ma forza.
A un vecchio Boomer come me cresciuto nel Movimento a pane e Ghandi, pane e Luther King, tutto ciò sembra persino superfluo, quasi antico, assodato, chiaro come l’acqua. E invece…eccoci ancora qua come Benedetto XV a parlare inascoltati di inutili stragi, di follia della guerra mentre tutti fanno spallucce sperando che a loro non tocchi. Ma davvero abbiamo a cuore i nostri nipoti? Davvero li vogliamo vedere attaccati da droni spuntati da chissà dove per difendere il mercato e la ricchezza di pochi?
Alziamo la voce per far sentire che noi vogliamo economie giuste non di guerra e che vogliamo vivere con tutti in santa pace.
Un grazie di cuore alla Cei che osa l’inosabile, che va contro corrente. Arriverà di certo il diluvio di critiche, ma non si può sempre tacere, occorre annunziare il Vangelo sempre, e a Natale il Vangelo dice “PACE IN TERRA AGLI UOMI AMATI DAL SIGNORE” e siccome parla ai pastori vuol dire che in questi “UOMINI” sono compresi TUTTI GLI UOMINI!
Cosa del resto palese in un bimbo che si offre da mangiare e che nasce in una povertà disarmata e disarmante mentre il potere già cerca di ucciderlo. E lui incontra i magi di Oriente, non gli spara…
Buon Natale gente…!
Don Fully
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100 Anni di Don Minetti: chi era costui?
I montelechini doc sicuramente avranno sentito parlare del fantomatico ISTITUTO CATECHISTICO DON MINETTI, forma giuridica di Fondazione di Religione, sotto la quale vive Monteleco e persino lo stesso Movimento Ragazzi, ragion per cui sono state costituite 25 anni fa la cooperativa IL SENTIERO DEL MOVIMENTO RAGAZZI e più recentemente le forme associative, ultima delle quali, “I RAGAZZI DI MONTELECO”.
Vi confido che all’inizio del mio servizio, quando vidi questo fantomatico ISTITUTO CATECHISTICO DON MINETTI, ci rimasi assai perplesso, specialmente leggendo il suo statuto, datato 1938 e firmato dall’allora “Cavaliere d’Italia”, proprio Lui, lui, lui!!!
Essere l’assistente di un robo firmato da “lui, lui, lui” non mi piaceva molto. Poi un giorno, non so chi, mi regalò, o forse lo trovai in giro, un libro di Don Durante del 1960 intitolato “Un don Bosco in miniatura – DON VINCENZO MINETTI”. Lo lessi di corsa e ammetto che vi trovai quel filo rosso del Signore e della sua provvidenza che scrive su righe storte. Poi, anni dopo, quando divenni parroco della Provvidenza incontrai la Signora Silvia Rina del 1933; mi prese in simpatia grande e poi capii perché. Mi regalò un libro del 1940 di Umberto Monti “Pre’ Minetti – un educatore da ricordare” . anche questo divorato e la conferma che la Diocesi aveva visto bene a intitolare le sue case a questo prete di Certosa anche se nato a Sampierdarena nel 1856 e morto 100 anni fa nel 1935. E ora capirete perché e cosa c’entra lui con Don Ga e tutti noi. La Signora Silvia mi ha lasciato anche una foto dove si vede lei e la sua marea di fratelli, una famiglia delle tante dell’epoca non certamente in agio e che a Don Minetti aveva affidato i suoi ragazzi. Lei era praticamente l’ultima e se conobbe direttamente don Minetti non lo ricordava. Scoprii che con un salto di solo una persona avevo già incontrato direttamente don Minetti!! E pazienza se all’epoca in cui fondarono la Fondazione di Religione (probabilmente proprio per non cadere nelle mani del fascio) era firmata proprio da “ello”.
E allora: Don Minetti nasce nel 1856 alla Cella di Sampierdarena, da emigranti di Ovada, ferrovieri. La mamma era sorella di un padre di San Filippo (e qui ci ricolleghiamo a don Ga e don I e all’attuale collaborazione con Padre Decaroli). Presto va alla Certosa per passare poi agli Artigianelli fondati da Don Francesco Montebruno (Montebruno ….. qualcuno sa come si chiama l’asilo Oasis in Albaro tenuto dalla nostra cooperativa? ….. Montebruno …… tutto ha un filo…) Minetti Vincenzo diventa dunque insegnante, maestro per la precisione e nel 1880 è maestro nelle civiche scuole di Genova (civiche ….. che ci sia sotto l’indicazione di una vocazione futura del Movimento a collaborare con le scuole “civiche”?) E ci rimane per 40 anni!!
Nel frattempo frequenta l’Azione Cattolica e fonda la Società Operaia Cattolica della Certosa; buon attore si premura di inscenare opere; è un buon catechista e forse questo gli fa balenare in testa un’idea: non potrei divenire “sacerdote”?… come si diceva allora….
Nel 1886, 14 Marzo, prese la decisione di andare da Don Bosco. Don Bosco ha fondato l’oratorio di Sampierdarena e spesso veniva a visitare la sua creatura. Vincenzo Minetti andò, espose al santo i suoi dubbi e le sue speranze, don Bosco gli chiese “perché vuol farsi prete?” “perché così potrei attendere meglio e con più efficacia all’insegnamento della dottrina cristiana”. Linguaggio d’altri tempi naturalmente ma il desiderio di annunciare il Vangelo traspare. Don Bosco gli pose una mano sulla spalla e disse “Si faccia prete allora!”
Iniziò gli studi e nel 1889 venne ordinato sacerdote. Fu da subito evidente la sua intenzione di dedicarsi ai giovani. Fonda la piccola congregazione degli operai di San Giuseppe. Gli “operai” erano i catechisti che FORMAVA perché fossero capaci a “insegnare”. E pure qua ….. formatore di formatori!! E ben presto ….. “raccoglieva nel suo cortile i fanciulli delle scuole pubbliche che ne avessero fatta domanda; dopo una mezz’ora di ricreazione erano avviati per classi nelle aule dove gli insegnanti per un quarto d’ora spiegavano il catechismo e poi assistevano i ragazzi nello svolgimento dei loro compiti, distribuendo loro gratuitamente penne, copie e quaderni.” Inutile dire che si rivolgeva soprattutto ai poveri che non avevano altro …. Cosa ne dite cari montelechini? Questo faceva il doposcuola già nel 1890 ….. prima del Genoa!!
Si racconta nel libro delle attività estive di “ripetizioni” ( A Cuba ancora oggi si parla di “repaso”); delle gite alla Madonna del Guardia, al Garbo, alla Madonnetta, a Coronata, Gazzo, Acquasanta….; della sua opera grafica di stampe illustrate per il catechismo diffuse in tutta Italia (uso delle immagini…); fondò anche società ginniche a San Teodoro; la sua opera davvero si espanse in tutta la Valpolcevera , Sampierdarena, Lagaccio; fondò e iniziò a costruire la chiesa del Borghetto; dopo la grande guerra si dedicò agli orfanelli col “Patronato di San Giuseppe” aprendo una tipografia e una falegnameria per dar lavoro ai ragazzi che durarono però poco. Il tutto naturalmente andando a chiedere “beneficenza” a chi poteva senza altri fondi. Altri tempi. Basti pensare che insegnò alle elementari come prete, pur essendo la scuola laica e senza possibilità di fare lì catechismo. Eppure, il Comune lo premiò ai 40 anni di insegnamento.
Don Minetti andò incontro anche a un grande fallimento. A 70 anni iniziò a cercare come tutte queste opere avrebbero potuto andare avanti. Cercò nei Salesiani, in don Orione ma non si dimostrarono interessati; si affidò a una società di Milano che in quattro e quattr’otto fallì, dopo averlo estromesso dalla opera; fu mandato a Roma quattro anni. Ritornò e ci fu di mezzo persino il tribunale. Ma oramai Don Minetti era anziano e malato. Volò in cielo nel 1935.
Un prete donato completamente ai ragazzi, ai poveri, all’educazione. Capite bene che allora chiamarci don Minetti ci è meno indigesto. E poi ci sentiamo così parte di una larga storia che da Don Bosco arriva direttamente a noi: una storia di fede, di bene, di idee, di avventure tutte tese a far si che i nostri ragazzi crescano bene e facciano della loro vita un capolavoro.
Grazie Signore perché ci accompagni sempre e ci chiami a essere operai della tua vigna. Operai di San Giuseppe o di Don Ga e don I non importa sempre santi sono e alcuni della porta accanto … pardon della colonia accanto.
Don Fully
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Riprendono gli incontri con Mons Marino Poggi
Da molti anni ormai gli amici di Monteleco chiedono a mons Marino Poggi di leggere insieme la Parola di Dio o i Documenti della Chiesa.La sede degli incontri si è spostata dal MR a Oregina, al seminario (seguendo Fully) e dall’anno scorso alla Cattedrale per offrire questa possibilità a tutta la diocesi. Il prossimo incontro è mercoledì 19 novembre (vedi locandina), sempre presso la Cattedrale san Lorenzo. Quest’anno leggeremo gli Atti degli Apostoli, dove si racconta la nascita della Chiesa e la diffusione del Vangelo nel mondo. Alle 19,30 abbiamo anche la possibilità di fermarci per condividere qualche domanda.
La registrazione dell’incontro del 15 ottobre si trova a questo link

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Notizie dalla Diocesi — Gesù: Pace a Voi: formazione diocesana per tutti
Dall’inizio del cammino sinodale, ormai iniziato quattro anni fa, in ogni incontro è emersa la richiesta di una formazione rivolta a tutti, preti, consacrati, laici, tutti insieme.
una formazione rivolta a tutti, preti, consacrati, laici, tutti insieme.
Sono nati così, lo scorso anno, i “5 sabati”, registrando una presenza al di sopra di ogni aspettativa: ciascun incontro è stato seguito in presenza da circa 1000 persone, distribuite in 6 sedi decentrate (quest’anno saranno 8) collegate con la Cattedrale di san Lorenzo, in streaming.
La seconda edizione dei “5 sabati”, che prende il via dal prossimo 22 novembre fino a marzo, tratta un tema particolarmente urgente: “Gesù: pace a voi”, per accendere nei cuoriil desiderio di una pace che cominci dentro ciascuno e si apra alla comunità.
Per saperne di più fate click sul codice QR della locandina, oppure scaricate la brochure completa cliccando sul sito della diocesi
Formazione diocesana_Brochure_2025_2026

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Riprendono gli incontri con Mons Marino Poggi
Da molti anni ormai gli amici di Monteleco chiedono a mons Marino Poggi di leggere insieme la Parola di Dio o i Documenti della Chiesa. La sede degli incontri si è spostata dal MR a Oregina, al seminario (seguendo Fully) e dall’anno scorso alla Cattedrale per offrire questa possibilità a tutta la diocesi.
Il prossimo ciclo di incontri parte dal prossimo mercoledì 15 ottobre (vedi locandina), sempre presso la Cattedrale san Lorenzo. Quest’anno leggeremo gli Atti degli Apostoli, dove si racconta la nascita della Chiesa e la diffusione del Vangelo nel mondo. Alle 19,30 abbiamo anche la possibilità di fermarci per condividere qualche domanda.

