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  • Diamoci da fare: “Adozione a chilometro zero”

    Diamoci da fare: “Adozione a chilometro zero”

    A cura di Rinal­do Rocca

    Questo mese da Francesco Gnec­co è venu­ta la pro­pos­ta di aiutare l’ asso­ci­azione OASIS, che è un ramo del­la Coop­er­a­ti­va “Il Sen­tiero del Movi­men­to Ragazzi”, medi­ante la inizia­ti­va “Adozione a chilometro zero”.

    L’Associazione Oasis pro­muove l’integrazione sociale delle famiglie in dif­fi­coltà, con par­ti­co­lare rifer­i­men­to alla con­dizione delle madri sole, offren­do la pos­si­bil­ità ai loro figli di fre­quentare i due nidi Oasis (Mascherona e Mon­te­bruno) gesti­ti dal­la Coop­er­a­ti­va sociale il Sen­tiero del Movi­men­to Ragazzi.

    La Coop­er­a­ti­va, inoltre, seleziona, for­ma e invia i pro­pri soci a svol­gere attiv­ità di volon­tari­a­to pres­so i nidi Oasis a sosteg­no del per­son­ale: i volon­tari seguono i bam­bi­ni parte­ci­pan­do ai loro giochi, accom­pa­g­nan­doli nelle uscite e col­lab­o­ran­do ad altre man­sioni per un fun­zion­a­men­to orga­niz­za­to ed effi­ciente dei nidi. La Coop­er­a­ti­va con­tribuisce, così, all’ inser­i­men­to delle famiglie nel con­testo cit­tadi­no cre­an­do occa­sioni di incon­tro tra per­sone di cul­ture diverse per conoscer­si attra­ver­so le parole e gesti comu­ni e costru­ire insieme un futuro di pace.

    Chi desideri con­tribuire a ques­ta inizia­ti­va può far­lo medi­ante il con­to di Diamo­ci da fare, Ban­ca Pas­sadore, IBAN IT65V 0333201404 000000 813723, speci­f­i­can­do di dedi­care il con­trib­u­to a “ Adozione a chilometro zero”.

  • Tutti fratelli

    Tutti fratelli

    A Mon­t­ele­co l’enciclica di Papa Francesco cir­cola­va già a fine anni 60, clas­si­co esem­pio di pro­fezia….. ma a parte del­la “boutade” il mes­sag­gio di fra­ter­nità o sorel­lan­za come alcu­ni sim­pati­ci tipi scrivono era ben chiaro nel­lo spir­i­to e nei doc­u­men­ti del Con­cilio. “Le gioie e le sper­anze, le tris­tezze e le angosce degli uomi­ni d’og­gi, dei poveri soprat­tut­to e di tut­ti col­oro che sof­frono, sono pure le gioie e le sper­anze, le tris­tezze e le angosce dei dis­ce­poli di Cristo, e nul­la Vi è di gen­uina­mente umano che non tro­vi eco nel loro cuore.”

    A Mon­t­ele­co ci pren­de­va­mo per mano alla pace can­tan­do “se tutte le ragazze del mon­do” o si ter­mi­na­va con “di che col­ore è la pelle di Dio” che ti imprimevano nel cuore questo slan­cio di fra­ter­ni­ta ver­so il mon­do intero e ver­so gli scar­tati del­la ter­ra. Ardi­men­ti litur­gi­ci poi affievoli­tisi per una impi­etosa osser­van­za litur­gi­ca ma che tut­tavia ben esprimevano l’essenza stes­sa del­la Eucares­tia dove la Paro­la, il Pane e la vita stes­sa con­di­visa era­no la fonte del­la fraternità.

    La let­tera di Papa Francesco dunque riprende una cosa che pote­va apparire ovvia ma che rischi­a­va col pas­sare del tem­po di diventare cosa anti­ca o cosa data per asso­da­ta men­tre la realtà ci dice che non lo è affat­to. Rig­ur­gi­ti di razz­is­mo in ogni dove, divi­sione, odio sociale, chiusura delle fron­tiere e dei cuori, ricor­so sis­tem­ati­co alla vio­len­za di guer­ra, di scon­tro fisi­co, di urla, di parole. Il mon­do non ha dato sfog­gio del meglio di sé col pas­sare degli anni.

    Così la let­tera di Francesco vuole essere sul­la fra­ter­nità e sull’amicizia sociale una paro­la forte che richia­ma i cre­den­ti alle loro radi­ci e i non cre­den­ti a una forte rif­les­sione. Il Papa, un vero gesui­ta “fur­bac­chione”, inizia dicen­do che la rif­les­sione gli è sta­ta sti­mo­la­ta, oltre che nat­u­ral­mente da San Francesco, che ci gui­da anche a una fra­ter­nità cos­mi­ca col cre­ato, dall’Imam Ahmad Al-Tayyeb col quale ha già scrit­to la dichiarazione con­giun­ta di fratel­lan­za uni­ver­sale tra cris­tiani e musul­mani. Lo dice così con “non scialan” (lo scri­vo in gen­ovese per­donino i france­si) come fos­se nor­male che un papa sia sti­mo­la­to da un Imam….

    E’ uno scrit­to che anal­iz­za dap­pri­ma le ombre che si sten­dono sul mon­do “ten­den­ze del mon­do attuale che osta­colano lo svilup­po del­la fra­ter­nità uni­ver­sale”: la fine del­la saggez­za stor­i­ca (dimen­ti­care il pas­sato, abban­dono del­la Sto­ria); la cul­tura del­lo scar­to; dirit­ti umani non suf­fi­cien­te­mente uni­ver­sali; i con­flit­ti e le pau­re, glob­al­iz­zazione e pro­gres­so sen­za una rot­ta comune; pan­demie e altri fla­gel­li del­la sto­ria; dis­prez­zo del­la dig­nità alle fron­tiere; aggres­siv­ità sen­za pudore; infor­mazione sen­za saggez­za; sot­tomis­sioni e dis­prez­zo di sè.

    Da qui Papa Francesco, fedele alla sua mis­sione di annun­cia­re il Van­ge­lo, anche se in un con­testo di let­tera aper­ta a tut­ti i pen­sieri e a tutte le reli­gioni, prende la parabo­la del buon Samar­i­tano ( Lc 10,25–37) come par­a­dig­ma di ciò che vuole dire. Questo Papa non man­ca mai di dire che Lui al Van­ge­lo si ispi­ra e non alla filosofia.

    Da questo bra­no derivano tre atteggia­men­ti: pen­sare e gener­are un mon­do aper­to, aprire il cuore al mon­do intero, vivere la migliore polit­i­ca che deve essere la più alta for­ma di Amore.

    Il Papa riflette poi sul dial­o­go e ami­cizia sociale ded­i­can­do un para­grafo intero alla gen­tilez­za come arma per smontare la cul­tura del­lo scon­tro attra­ver­so nuovi per­cor­si di incon­tro, dif­fonden­do la cul­tura del­la pace costru­i­ta a par­tire dagli ulti­mi, ali­men­tan­do il per­dono fat­to non di dimen­ti­canze (bel­lis­si­mo questo capi­to­lo dove dis­tingue il per­dono dal dimen­ti­care e fa del “fare memo­ria” la fonte del per­dono) e riflet­ten­do su due temi molto impor­tan­ti del­la dot­t­ri­na cat­toli­ca, la guer­ra , mai defini­ta gius­ta o inevitabile e la pena di morte, mai gius­ti­fi­ca­ta: due pas­si assai impor­tan­ti che dovran­no cam­biare assai la rif­les­sione cat­toli­ca su questi argo­men­ti. Chi­ude, infine, con un appel­lo alle reli­gioni non come fomen­ta­tri­ci di vio­len­ze, ma pro­motri­ci di pace e fratel­lan­za ripren­den­do la dichiarazione con­giun­ta cristiani-musulmani.

    Insom­ma, cari ami­ci di Mon­t­ele­co, una let­tera fan­tas­ti­ca, un sog­no che don Ga ci ave­va già ben pre­fig­u­ra­to, una aper­tu­ra sen­za lim­i­ti. Gus­tat­evela ques­ta let­tera, scar­i­cat­evela, com­prat­evela o meglio anco­ra col­le­gat­e­vi a Don Mari­no via inter­net per­ché con Lui la leg­ger­e­mo insieme ogni mese. Il prossi­mo incon­tro sarà il 21 novembre.

    A Mon­t­ele­co la fra­ter­nità i ragazzi la res­pi­ra­no, la vivono, in tut­ta la sua bellez­za e fat­i­ca. Ebbene si trat­ta come sem­pre di ren­der­la poi acces­si­bile e vivi­bile a casa, a Gen­o­va, nei luoghi di lavoro, nelle famiglie, nel­lo sport, nel­la cul­tura, negli incon­tri cam­min facendo………

    E nat­u­ral­mente finis­co dicen­do che la let­tera è alta­mente spir­i­tuale, per­ché la vera fra­ter­nità è rad­i­ca­ta in Dio, ed è da Dio che Papa Francesco parte. Non date ret­ta ai detrat­tori di Papa Francesco; lo fan­no per scopi politi­ci e per non perdere poteri acquisi­ti. Chi ha un vero rap­por­to con Dio, una forte ami­cizia con Lui non può che dec­linare l’amore a Dio che non vede ver­so il fratello/sorella che vede.

    Don Ful­ly

  • Giornata di chiusura di Monteleco (18 ottobre, ore 15)

    Giornata di chiusura di Monteleco (18 ottobre, ore 15)

    È tradizione, nel mese di otto­bre, di incon­trar­ci a Mon­t­ele­co per ricor­dare don Ga e don I e ringraziare per il rega­lo dei campi estivi che, sebbene in misura ridot­ta, anche quest’anno è sta­to pos­si­bile svolgere.

    La par­ti­co­lar­ità dell’attuale momen­to ha sug­ger­i­to di lim­itare il nos­tro incon­tro alla sola cel­e­brazione del­la mes­sa sen­za altri momen­ti di incontro.

    Ci incon­tr­ere­mo, per­tan­to, nel­la Chiesa degli Angeli Cus­to­di alle ore 15 per la S.Messa cel­e­bra­ta da don Fully.

  • Continuiamo a leggere la Parola con Mons Marino Poggi

    Continuiamo a leggere la Parola con Mons Marino Poggi

    • Ter­zo saba­to del mese, ore 19,30–20,30
    • Pri­mo appun­ta­men­to: saba­to 17 otto­bre, Movi­men­to Ragazzi, Oregina
    • E’ pos­si­bile parte­ci­pare in due modi:

    –in pre­sen­za: avver­tire don Fully

    –in col­lega­men­to on line in diret­ta: col­le­gar­si al seguente link:

    https://meetingsemea29.webex.com/meet/pr1634631306

  • Chi ha vinto le elezioni

    Chi ha vinto le elezioni

    Abbi­amo appe­na vis­su­to le elezioni region­ali e il ref­er­en­dum con­fer­ma­ti­vo. E allo­ra las­ci­ate­mi cel­e­brare i vinci­tori! Siamo noi di Mon­t­ele­co, i ragazzi di Don Ga naturalmente!

    Non è una bat­tuta sar­cas­ti­ca sul fat­to che come in tutte le elezioni alla fine tut­ti han­no vin­to in qualche modo, ma una seria rif­les­sione sul fat­to di quan­to sia attuale , con­cre­to, serio, urgente il mes­sag­gio del­la lib­era Repub­bli­ca dei ragazzi.

    Per­ché dico questo? Per­ché tut­ti i com­men­ta­tori, pre­si dall’entusiasmo che l’affluenza alle urne è addirit­tura aumen­ta­ta nonos­tante il covid rispet­to a 5 anni fa, dimen­ti­cano che il 47% degli elet­tori non è anda­to a votare.

    Quan­to c’è da edu­care a vivere in una lib­era Repub­bli­ca, a parte­ci­pare atti­va­mente con spir­i­to di servizio e non di potere, ad assumer­si le pro­prie respon­s­abil­ità, a vivere i ruoli che in una soci­età ci sono in spir­i­to libero e armon­i­co, sen­ten­dosi parte di un tut­to. Quan­to c’è da edu­care a seder­si nell’anfiteatro del­la vita di tut­ti i giorni per pot­er ASCOLTARE e PARLARE. Mon­t­ele­co è tut­to questo e ha sem­pre edu­ca­to alla polit­i­ca pro­fon­da, al sen­so del bene comune, al pen­sare altro e oltre che a te, par­tendo da te stes­so come cap­ola­voro di Dio, che sen­ten­dosi tale non si sente smi­nu­ito nel con­fron­to con gli altri o nel­la vita con gli altri, ma pien­amente al suo pos­to, con­sapev­ole che sen­za i fratel­li non siamo altro che soli­tari e intristiti.

    Oggi un lig­ure su due non crede sia nem­meno utile dire la sua. Dis­il­lu­so, dis­in­can­ta­to, offe­so, tra­di­to da quel­lo che diven­ta spes­so un eser­cizio di potere.

    Per questo Mon­t­ele­co, le sue idee sono oggi così impor­tan­ti, per ridare sper­an­za, per ricostru­ire un tes­su­to sociale strap­pa­to, imbe­vu­to di un indi­vid­u­al­is­mo esasper­a­to che vede la polit­i­ca solo il luo­go dove si eserci­ta il potere e non il servizio.

    Tut­ti noi siamo appas­sion­ati del vivere civile per­ché abbi­amo bevu­to alla sor­gente delle sette fontane la sor­gente dove

    1. Ognuno di noi è impor­tante e indis­pens­abile nel­la soci­età per­ché ognuno è un tesoro, ognuno è ama­to e cus­todi­to da Dio di un amore uni­co e speciale.
    2. Ognuno di noi è respon­s­abile, deve rispon­dere a una chia­ma­ta alla vita che il Dio di Gesù già ci fa nel­la creazione, nel fat­to di venire al mon­do ed è cos­ti­tu­ito respon­s­abile di ciò che lo cir­con­da a par­tire dal­la ter­ra per­ché ques­ta è la lib­era Repub­bli­ca dei Ragazzi non di altri.
    3. Ognuno è ben con­sapev­ole di far parte di una squadra e sen­za la sua squadra non potrà mai vin­cere sen­za rimanere nel­la relazione con i pro­pri com­pag­ni, una squadra come lo sono il Padre il Figlio e lo Spir­i­to Santo…
    4. Ognuno di noi ha tal­en­ti ben spe­ciali da spendere per gli altri, per il bene comune, e sa bene che se non li dona come il chic­co di gra­no mar­ci­ran­no soli in fon­do a un cassetto
    5. Ognuno di noi ha impara­to a pro­teggere il più debole, per­ché tut­ti devono gio­care nes­suno esclu­so e dove l’arbitro fis­chia sem­pre a favore dei più deboli per­ché l’ultimo sarà pri­mo e la pietra scar­ta­ta è divenu­ta tes­ta­ta d’angolo
    6. Ognuno di noi ha impara­to il val­ore del­la paro­la data e non ci sono avvo­cati azzecca­gar­bugli che mutano la realtà e la ver­ità a favore dei poten­ti, ma la tua paro­la la tua onestà è quel­la che ti cos­ti­tu­isce uomo e don­na, la ver­ità ci farà liberi
    7. Ognuno di noi sa di dover dare fino all’ultima goc­cia di sudore per gli altri, met­ten­dosi a servizio fin oltre le pro­prie forze per la causa comune, sen­za risparmi­ar­si alzan­dosi presto e andan­do a dormire tar­di finchè tut­to non sia pron­to per il giorno dopo, pren­den­do su di sé la pro­pria croce

    Ques­ta è la for­mazione civile , la nos­tra edu­cazione civi­ca, la nos­tra costante sem­i­na che è edu­cazione all’amore e con­tin­uer­e­mo a far­la e for­mare per­sone innamorate del­la soci­età e pronte a spender­si sem­pre per­ché “se più gente guardasse alla gente con favor avrem­mo meno gente dif­fi­cile e più gente di cuor…” e se siamo in direzione osti­na­ta e con­traria pazien­za “ sputi­amo con­tro­ven­to e sputi­amo forte!!

    Don Ful­ly

  • Monteleco: un’estate “sospesa”

    Monteleco: un’estate “sospesa”

    L’estate 2020 rimar­rà anche per Mon­t­ele­co un’ estate “sospe­sa”, asso­lu­ta­mente non parag­o­nabile a nes­suna delle cir­ca set­tan­ta esta­ti che l’hanno pre­ce­du­ta. Tut­tavia anche ques­ta non è potu­ta sfug­gire alla log­i­ca degli Angeli Cus­to­di che “cus­todis­cono”, che provve­dono al loro san­tu­ario dei Ragazzi.

    Par­ti­amo dalle pre­sen­ze e dai campi fat­ti per i ragazzi. Solo tre realtà si sono azzar­date a orga­niz­zare un cam­po: gli scout Ge 5° del nos­tro Dama­sio , il Movi­men­to Litur­gi­co con don Vil­lafiori­ta e don Fis­cer par­ro­co del Chi­ap­peto, respon­s­abile di Radio Fra le Note, notis­si­mo del Web, ma soprat­tut­to, inutile nascon­der­lo e ci dispi­ace per gli altri, ragaz­zo cresci­u­to a Mon­t­ele­co con la par­roc­chia del San­tis­si­mo Sacra­men­to. Campi “min­i­mi” nei numeri, quel­li con­sen­ti­ti dalle leg­gi del Covid, ma “mas­si­mi” nel­la sper­an­za che han­no saputo infondere.

    Anche il Movi­men­to Ragazzi ha osato orga­niz­zare un mini cam­po , del­la dura­ta di 6 giorni, per i ragazzi del­la comu­nità diur­na (casa D) e dei cen­tri estivi , molti dei quali già pre­sen­ti durante l’anno a Oregi­na. Si è così potu­to man­tenere le “bolle” pre­viste dalle norme anti­Covid….. e rispettare tut­to ciò che c’è da rispettare. Un bel cam­po con tema, appun­to, “la pau­ra”. Pau­ra di vivere , di crescere, di amare…….paure raf­forzate da ques­ta ansia che il Covid si por­ta dietro. Bel­la, durante questo cam­po, la cel­e­brazione dei 50 anni di mat­ri­mo­nio di Gian e Angela attor­niati dalle due famiglie, la loro e quel­la del Movi­men­to con quei bim­bet­ti, ere­di e ben­e­fi­cia­ri pro­prio dell’avventura che Gian e Angela ave­vano inizia­to con altri insieme a Don Ga e don I.

    Il Movi­men­to, inoltre, ha fat­to un cam­po di lavoro a Mon­t­ele­co per volon­tari che si sono ded­i­cati ani­ma e cor­po, brac­cia, schiena, gambe…. com­pi­en­do quei lavori pro­gram­mati in pri­mav­era e mai svolti: sis­temazione del cam­po di cal­cio (tutte le reti nuove e pulizia all’intorno); pulizia e imbian­ca­men­to del­la cuci­na, risol­ven­do le note mag­a­gne provo­cate dall’acqua che entra­va in cuci­na e rip­u­len­do il tet­to del­la cuci­na, toglien­do le gran­di pias­trelle, rin­forzan­do la guaina imper­me­abile, ripo­sizio­nan­do le pias­trelle; pulizia e riordi­no dei “box” dove da ven­ti anni si era­no accu­mu­lati reper­ti non defini­bili diver­sa­mente, ormai, che spaz­zatu­ra; pulizia del­la cuci­na e delle stoviglie di casa A, in atte­sa del dono di una nuo­va cuci­na che a breve dovrebbe arrivare;…e mille altre pic­cole cose. Tre cop­pie di adul­ti han­no guida­to e coc­co­la­to una ban­da di gio­vani, alcu­ni già sposati, che han­no dato tut­to. Orgogliosi che fos­sero mis­chiati quel­li che a Mon­t­ele­co ci sono” nati” in cul­la e chi ci è cresci­u­to facen­dosi la gavet­ta da “popo­lo”, tut­ti ora­mai gio­vani in gra­do di offrire la loro pro­fes­sion­al­ità, il loro tem­po, la loro “schiena” a favore degli altri che godran­no del­la colo­nia. Si è avu­ta una media di 25 per­sone pre­sen­ti ogni giorno con vari aiu­ti in alcu­ni giorni occasionali.

    La provvi­den­za, però, ci ha fat­to un altro grande rega­lo. Nel tem­po del Covid, che tut­ti divide, abbi­amo sen­ti­to forte l’unione con la dio­ce­si. Anz­i­tut­to con l’aiuto provvi­den­ziale che la dio­ce­si ha dato in sen­so eco­nom­i­co assumen­dosi l’ onere dei lavori fat­ti a Mon­t­ele­co, col far­si cari­co dei mutui ban­cari sos­tituen­doli con un deb­ito ver­so la dio­ce­si, assai più affrontabile come entità e come sen­so. Si è trat­ta­to di un gesto di grande fra­ter­nità e sol­i­da­ri­età, impor­tante non solo per l’entità, ma per­ché la dio­ce­si ha così affer­ma­to che sente il Movi­men­to Ragazzi e Mon­t­ele­co come pro­pri stru­men­ti pas­torali cen­trali. Atten­zione che si è espres­sa e con­cretiz­za­ta, poi, addirit­tura nel­la visi­ta a Mon­t­ele­co del nuo­vo Arcivesco­vo Padre Mar­co Tas­ca. “Padre Mar­co” è venu­to per ben due volte a Mon­t­ele­co ques­ta estate. La pri­ma visi­ta è avvenu­ta per incon­trare i bam­bi­ni e i ragazzi del Movi­men­to. Invi­ta­to da Don Ful­ly l’Arcivescovo ha pronta­mente accetta­to, è arriva­to alle 11 ed è rimas­to in mez­zo a noi fino alle 14.30. “Non dir­lo a nes­suno” era sta­to il pat­to affinchè accettasse, “voglio conoscere i miei fratel­li in maniera sem­plice……….” E così è sta­to: solo alcune pre­sen­ze isti­tuzion­ali per­ché avesse chiaro il mon­do di Mon­t­ele­co: Sil­vio, Gian, Rinal­do, i ragazzi di don Ga, Andrea per la coop, Il “gat­to” Gava per l’associazione (poi imped­i­to a venire causa di intop­pi in uffi­cio) e poi ……..i bambini.

    Una visi­ta sem­plice durante la quale ha ascolta­to molto e dove noi abbi­amo potu­to sper­i­menta­re la sua vic­i­nan­za, la sua voglia di stare in mez­zo a noi sem­plice­mente, con gioia e uman­ità evan­gel­i­ca. Ci siamo las­ciati con la promes­sa di ved­er­ci a Oregi­na anche lì in maniera infor­male. Per gli incon­tri uffi­ciali, ricor­ren­ze, vis­ite pas­torali c’è tem­po e ci sarà per tut­ti occa­sione di conoscer­lo e apprez­zar­lo. Il fat­to, però, che un vesco­vo “per­da il suo tem­po” per vis­itare una trenti­na di nos­tri bam­bi­ni è un seg­no inequivocabile.

    La sec­on­da visi­ta dell’Arcivescovo a Mon­t­ele­co è sta­ta per incon­trare i ragazzi del­la par­roc­chia di don Fis­cer, facen­dosi subito coin­vol­gere anche in una par­ti­ta a pallone.

    Ulti­ma nota dell’estate mon­t­elechi­na è che il Cristo del­la chiesa è a restau­rare per tornare sem­pre più bel­lo al cen­tro del­la nos­tra vetra­ta. Un Cristo cos­mi­co che abbrac­cia il mon­do intero e, in modo spe­ciale, ogni sin­go­lo ragaz­zo che entra in quel­la chiesa. Il lab­o­ra­to­rio di restau­ro delle Scuole Pie, fra i pochi enti autor­iz­za­ti dal­la Soprain­ten­den­za alle belle arti, se ne occu­perà e noi vi man­ter­re­mo informati.

    Ora non ci res­ta che attrez­zarci per con­vi­vere col virus e sper­are che Mon­t­ele­co torni a risuonare piena di voci di bam­bi­ni e ragazzi. La Provvi­den­za non mancherà di cer­to di aiutar­ci come sempre.

    Don Ful­ly

  • Mamma dove finisce l’arcobaleno? Il terzo libro di don Ga è in libreria

    Mamma dove finisce l’arcobaleno? Il terzo libro di don Ga è in libreria

    Un arcobaleno di immag­i­ni ricor­di, sen­ti­men­ti e storie …

    La pre­sen­tazione del libro che si è tenu­ta il 20 luglio al Par­co Avven­tu­ra del Righi

  • Il “Ponte”

    Il “Ponte”

    Cari ami­ci si è appe­na spen­ta l’eco delle parole di Ren­zo Piano all’inaugurazione del ponte che rice­vo la tele­fona­ta di Gian a sol­lecitar­mi le parole per la nos­tra news letter.

    Mi è parsa una bel­la coin­ci­den­za. Ascoltare un architetto/ingegnere par­lare di Amore rispet­to a un ponte che di per sé è una cosa inan­i­ma­ta mi è par­so di rac­cogliere un pun­to luce che Dio dis­sem­i­na qua e là nel­la vita degli uomini.

    Le parole di Ren­zo Piano le ho trovate così stra­or­di­nar­i­a­mente vicine al mes­sag­gio di Gesù trasmes­so­ci da don Ga. Don Ga sog­na­va uomi­ni e donne architet­ti, ingeg­neri, operai, baristi, imp­ie­gati, arti­giani, com­mer­cianti, medici, tec­ni­ci, mec­ca­ni­ci, pro­fes­sori capaci di par­lare d’Amore col lavoro delle loro mani. Lavo­ra­va per quel­lo. Per­ché il Reg­no di Dio fos­se nel­la vita di ogni giorno.

    “Res­pi­ra amore” sem­bra essere una can­zone da dedi­care al ponte, la bal­la­ta degli uccel­li e dei pesci. Un ponte che res­pi­ra col ven­to e dal ven­to rac­coglie amore. Per­ché anz­i­tut­to è un ponte che unisce sim­bo­lo di unioni ben più pro­fonde, umane, cul­tur­ali, sociali; poi per­ché è frut­to del lavoro dell’uomo, quel lavoro “insieme” che è uno dei pun­ti forza del nos­tro sis­tema educa­ti­vo del­la nos­tra gior­na­ta educa­ti­va del Leco. For­mare per­sone che sap­pi­ano lavo­rare duro, insieme, con com­pe­ten­za, con amore. Anche le cose appar­ente­mente iner­ti han­no un? ani­ma e la mis­sione del cris­tiano, del cre­dente nel mon­do è dare un’anima a ciò che esiste. È il com­pi­to dell’uomo ver­so il cre­ato. L’uomo deve amare ogni cosa per­ché in ogni cosa ama Dio.

    Pren­der­si cura, amare, cus­todire è il nos­tro com­pi­to oltreché quel­lo di costru­ire. Per dare un sen­so a una trage­dia che sen­so non ave­va occor­re­va qual­cosa di nuo­vo ed è sta­to fat­to. Ora toc­ca all’uomo cus­todire, amare, curare.

    Gesù “cura­va” le per­sone. Anche noi dob­bi­amo pren­dere a cura, a cuore i ragazzi che pas­sano da noi. Ques­ta è la mis­sione. Se essi sentono un respiro di amore, che è lib­ertà, che è dono, che è sol­i­da­ri­età saran­no pon­ti per la vita pron­ti a unir­si ad altri. Cam­min­er­an­no in sicurez­za su questo ponte che è il Movi­men­to Ragazzi per avviar­si nelle strade del­la vita.

    E se tut­ti i ragazzi
    I ragazzi del mon­do Volessero una vol­ta
    Diventare mari­nai
    Allo­ra si farebbe un grande ponte
    Con tante barche
    Intorno al mare

    Canzoni……….canzonette………. per alcu­ni stu­p­idag­gi­ni. Ed ecco la realtà invece pren­dere forma…..

    Ma come non appli­care le parole di Piano al ponte San Gior­gio alla nos­tra Mon­t­ele­co. Mon­t­ele­co ha bisog­no di Amore. Ha bisog­no che ce ne pren­di­amo cura. Le cose mate­ri­ali per essere sim­bo­lo di quelle spir­i­tu­ali. Abban­do­nan­do quelle spir­i­tu­ali ci dimen­tichi­amo anche di quelle mate­ri­ali. Allenan­do­ci in quelle mate­ri­ali ci scal­diamo per quelle spirituali.

    Da qui la set­ti­mana di lavoro che fare­mo in agos­to, pre­ce­du­ta da un mini-cam­po fat­to coi ragazzi del nos­tro cen­tro diurno, del cen­tro esti­vo, ragazzi già den­tro una “bol­la” di relazioni facili da con­trol­lare causa coro­na virus. Casa A ha bisog­no di cure, di essere amata.

    Da qui un prog­et­to che sta pren­den­do for­ma per la pulizia del bosco e la sua usufrut­ta­bil­ità da parte dei ragazzi, affinché torni­no a gio­care sem­pre nel bosco. Ne par­lere­mo molto presto entro sei mesi.

    Da qui il restau­ro del Cro­ci­fis­so, un po’ tra­bal­lante, “camo­la­to”, da rimet­tere a luci­do, da curare, da amare.

    Da qui la riparazione del­la vas­ca di rac­col­ta del­la turbina per far­la fun­zionare sem­pre meglio.

    Pren­der­ci cura di Mon­t­ele­co, amar­la per­ché sia un ponte dove pas­sano tut­ti, per­ché unis­ca i cuori dei ragazzi a Gesù, per­ché unis­ca gli uomi­ni e for­mi per­sone capaci di amare e essere pon­ti nel­la soci­età. C’è solo un modo per abil­itare ad amare: amare per pri­mi. Come Dio ha fat­to con ognuno di noi.

    Affinché poi Mon­t­ele­co diven­ti per tan­ti un seg­no per pren­der­si cura del ter­ri­to­rio (povera val Lemme abban­do­na­ta….) e del­la ter­ra intera. La Lauda­to sii ci gui­da a cer­care nuovi stili di vita a cui educare.

    L’Avventura dunque con­tin­ua, la Provvi­den­za ci sostiene. A set­tem­bre spe­ri­amo di pot­er dare la data per incon­trar­ci nuo­va­mente a Mon­t­ele­co e rac­con­ter­e­mo la Provvi­den­za dell’estate che già ha fat­to capoli­no abbon­dante a inizio estate. Ne vedremo e rac­con­ter­e­mo delle belle……

    Don Ful­ly

  • Campi estivi a Monteleco

    Campi estivi a Monteleco

    La chiusura impos­ta dall’emergenza san­i­taria tra feb­braio e mag­gio ha di fat­to imped­i­to la con­sue­ta attiv­ità di manuten­zione del­la colo­nia. In quest’anno un po’ sfor­tu­na­to, conoscen­do la quan­tità di attiv­ità da svol­gere, erava­mo addirit­tura par­ti­ti in anticipo rimuoven­do la recinzione e abbat­ten­do molti alberi che ave­vano ormai inva­so lo spazio perime­trale e anche “aereo” del cam­po da calcio.

    Ques­ta attiv­ità con­dot­ta intorno alla pri­ma decade di feb­braio ha, se vogliamo, peg­gio­ra­to lo sta­to del­la colo­nia, rimas­ta in com­ple­to abban­dono fino ad aprile inoltra­to. For­tu­nata­mente, uno spe­ciale per­me­s­so rilas­ci­a­to da Don Ful­ly in accor­do con la stazione dei Cara­binieri di Volt­ag­gio ci ha per­me­s­so di antic­i­pare di qualche giorno, le attiv­ità, nonos­tante fos­se pre­sente il divi­eto di sposta­men­to tra regioni.

    Alla ria­per­tu­ra ci siamo lan­ciati nel riordi­no gen­erale degli spazi esterni, immagazz­i­nan­do oltre 120 quin­tali di leg­na (sostanzial­mente gli alberi intorno al cam­po) e con­cen­tran­do­ci sulle case B e C per una pulizia accu­ra­ta in vista delle prime prenotazioni.

    Il prossi­mo obi­et­ti­vo, vista la sostanziale impos­si­bil­ità di effet­tuare campi in stile tradizionale, sarà quel­lo di orga­niz­zare una set­ti­mana (la terza di agos­to) di lavori, che ci con­sen­ta di ottenere una colo­nia in per­fet­to ordine da offrire alla comu­nità a par­tire da settembre.

    Di segui­to una tabel­la delie prin­ci­pali attiv­ità che saran­no intrap­rese a sec­on­da delle ade­sioni raccolte:

  • Che  cosa ci lascia questo tempo del corona virus?

    Che cosa ci lascia questo tempo del corona virus?

    Una delle con­sid­er­azioni che mi sono venute alla mente leggen­do le cronache quo­tid­i­ane è che abbi­amo riscop­er­to l’ovvio, la sem­plic­ità, l ‘essen­zial­ità del­la vita che ave­va­mo forse smarito.

    Ci siamo ricor­dati che siamo frag­ili, che pos­si­amo morire, che siamo fat­ti in maniera mer­av­igliosa ma frag­ile e se vogliono con­vin­cer­ci che passer­e­mo all’eternità attra­ver­so indo­lori titoli di coda dob­bi­amo pas­sar­ci attra­ver­so un ben più mis­te­rioso pas­sag­gio che ci las­cia sgo­men­ti, almeno li per li, con la sen­sazione di essere abbandonati.

    Ci siamo ricor­dati che è impor­tante lavar­ci le mani! Come se pri­ma lo aves­si­mo del tut­to dimen­ti­ca­to. Dimen­ti­ca­to che la nos­tra civiltà, la nos­tra lun­ga media di vita, è pas­sa­ta pro­prio dal­la divi­sione delle acque bianche e le acque nere, dall’avere un sis­tema fog­nario, dall’avere l’acqua in casa. Solo chi ha la grazia di essere sta­to dall’altra parte del mon­do e di aver vis­to come si vive sen­za un rubi­net­to in casa, sen­za un gabi­net­to, sen­za avere l’acqua da bere puli­ta sen­za ger­mi, ha il dono di pot­er ringraziare ogni giorno per questi basi­ci ele­men­ti per noi divenu­ti solo ogget­to di stram­berie estetiche.

    Ci siamo ricor­dati di stare a casa se ammalati per­ché pos­si­amo infettare qual­cuno. Una cosa log­i­ca, ma la log­i­ca dell’efficienza, dell’apparire ci ave­va un po’ tra­volti. Non si può ammet­tere di essere ammalati, ci si sente inutili, get­tati via. E allo­ra via a star­nu­tire in giro.

    Ci siamo ricor­dati che ci si mette in fila, ordi­nati, dis­tanziati, sen­za spin­gere, sen­za guardare il car­rel­lo del vici­no, sen­za par­lare ad alta voce approf­ittan­do dell’imbarazzo dei vici­ni per i nos­tri comizi del qualunque, sen­za l’assalto alla dili­gen­za del “c’ero pri­ma io” che trasfor­ma inno­cen­ti sig­nore in Ram­bo del pan­i­fi­cio o del macellaio.

    Ci siamo ricor­dati che si va a com­prare per­ché abbi­amo bisog­no: del pane, del­la carne, del dolce, di una bevan­da, del sale, del­la ver­du­ra, del deter­si­vo……… Non per una sfi­la­ta dove si pre­mia il car­rel­lo più pieno e chi l’ha vuo­to è un po’… sfi­ga­to. Ci siamo ricor­dati del­la nos­tra bot­te­ga sot­to casa e chi non l’aveva l’ha rimpianta……..

    Ci siamo ricor­dati che si può anche fare qual­cosa a casa, il pane, la pas­ta e tante altre pic­cole cose, risco­pren­do il sem­plice fat­to di accud­ire la casa, di viver­la e che non è un dor­mi­to­rio o una mul­ti­sala cin­e­ma con wifi annes­so. Forse le nos­tre case potreb­bero miglio­rare in tante pic­cole cose per essere più vivi­bili e forse c’è una casa comune (la ter­ra…) da cus­todire, da curare nelle sue fon­da­men­ta e nelle sue ….sup­pel­let­tili che noi uomi­ni le appic­ci­chi­amo sopra costruendo…..

    Ci siamo ricor­dati di chia­mare gli ami­ci, di pen­sare a per­sone lon­tane che improvvisa­mente diven­ta­vano vicine; mai abbi­amo avu­to così vivo il deside­rio di avere vici­no per­sone che gen­eral­mente las­ci­amo indi­etro o diamo addirit­tura per scon­tate. Le per­sone sono divenute impor­tan­ti, essen­ziali. Abbrac­cia­re, par­lare, bacia­re li ave­va­mo dati per scon­tati e ci sono man­cati, per nul­la alle­viati nel­la man­can­za da stu­pende inno­vazioni tec­no­logiche che altro non potran­no che ripren­dere il loro buon servizio a favore dell’incontro di PERSONE fat­te in carne e ossa!!

    Ci siamo ricor­dati di come era il mare, l’aria, la natu­ra pri­ma che le dessi­mo l’assalto. Mai avu­to un mare così puli­to, un’aria così buona………forse è il seg­nale che dovrem­mo cam­biare qual­cosa… illusi di vivere sani in un man­do ammalato………

    Ci siamo ricor­dati dei poveri, degli emar­ginati, di chi vive nel lavoro som­mer­so, di chi è pre­cario, di chi vive, mag­a­ri pure beni­no, con le nos­tre brici­o­line. Ma ci siamo ricor­dati di non spre­care le brici­o­line e allo­ra per loro non è rimas­to che fare la coda ai pac­chi ali­men­ta­ri. Ci erava­mo scor­dati che esistessero i sen­za tet­to ma occor­re­va bloc­car­li per la pan­demia, per difend­ere noi stes­si più che loro, e allo­ra sono emer­si. Speran­do non si inabissi­no nel dimenticatoio.

    Ci siamo ricor­dati del “lat­taio, del posti­no e la guardia comu­nal” , non avrem­mo mai cre­du­to ci fos­sero tante cat­e­gorie di per­sone per far fun­zionare la soci­età e tutte ugual­mente impor­tan­ti; impeg­nati a par­lare di ascen­sori e dis­tanze sociali ci siamo scor­dati che la soci­età è un cor­po fat­to da tan­tis­sime par­ti ognuna molto impor­tante e ognuna meritev­ole di essere riconosci­u­ta non se sta in alto o in bas­so ma per­ché sta al suo servizio del bene comune.

    Ci siamo ricor­dati che potrem­mo anche chi­ud­er­ci a ric­cio e pas­sare le vacanze in Italia, chi­ud­ere fron­tiere, por­ti e aero­por­ti ma se dagli altri pren­di­amo ener­gia, lavoro, materie prime e quant’altro ci pren­di­amo anche le con­seguen­ze di ques­ta mescolan­za che dob­bi­amo affrontare tut­ti insieme per­ché il virus fron­tiere non ne ha avute …. e che la pelle di Dio “è nera, rossa, gial­la, bruna, bian­ca per­ché Lui ci vede uguali davan­ti a sé…”

    Ci siamo infine ricor­dati persi­no di pre­gare!!! Un po’ pre­si dall’ansia del­la pan­demia , col­pi­ti dalle file di bare infi­nite che ci han­no ricorda­to che la vita deve ben valere qual­cosa di più di quel che c’è qua. E allo­ra forse un po’ di tem­po al Van­ge­lo si può ricavare per ripren­dere in mano la bus­so­la del­la nav­igazione del­la vita.

    E’ di questo sale, di ques­ta luce che noi dob­bi­amo essere tes­ti­moni in un mon­do che dis­prez­za col­oro che ritiene deboli, diver­si, ai mar­gi­ni portare la poten­za dell’amore che dice “vi fu det­to di odi­are chi ritieni nemi­co ma io vi dico di amare ogni per­sona per­ché è figlia di Dio…”

    Abbi­amo riscop­er­to l’ovvio, la sem­plic­ità del Van­ge­lo, la sua lib­ertà, la sua gius­tizia, la sua ver­ità, la sua bon­tà. Con ques­ta leg­gerez­za del cuore ritrova­ta ripar­ti­amo per un mon­do sem­pre uguale ma sem­pre diverso.

    Don Ful­ly