Autore: Don Ga e il Movimento Ragazzi

  • Oggi, nella storia della nostra città, dei nostri ragazzi, dei nostri quartieri

    Oggi, nella storia della nostra città, dei nostri ragazzi, dei nostri quartieri

    Ecco che sti­amo per entrare nel­la cosid­det­ta Fase 2 dell’emergenza coro­na virus. Nes­suno di noi sa cosa lo aspet­ta. E’ bene pren­dere le parole di Papa Francesco come linee gui­da: PRUDENZA e OBBEDIENZA alle autorità. La Chiesa gius­ta­mente sof­fre come sof­frono tut­ti. Le stesse cose. La pri­vazione delle lib­ertà ma anche la con­sapev­olez­za che la lib­ertà ora è stare tut­ti insieme stes­sa bar­ca ha det­to Papa Francesco…. La crisi eco­nom­i­ca che tut­ti colpisce, pen­si­amo a Mon­t­ele­co nel suo pic­co­lo per esem­pio, ma anche la con­sapev­olez­za che la PROVVIDENZA non ci ver­rà a man­care come sempre.

    La chiesa si tro­va di fronte a un tem­po di grazia e spe­ri­amo lo sap­pia cogliere. La rif­les­sione sui sacra­men­ti e sul col­lega­men­to che essi han­no alla nos­tra vita è sta­ta e con­tin­ua a essere forte. Pos­si­amo vivere sen­za Eucares­tia? Ma pos­si­amo vivere sen­za Chiesa cioè sen­za incon­trar­ci, sen­za abbrac­cia­r­ci, sen­za stare insieme? La Chiesa vir­tuale è una ten­tazione grande ci ammonisce Papa Francesco. E non può essere esaus­ti­va benchè assai utile in questo momen­to. Sono venu­ti alla luce nodi da sem­pre sot­to­va­l­u­tati. Ridac­chi­a­va qual­cuno al sen­tire dei prob­le­mi dell’Amazzonia sen­za sacra­men­ti, poi non ha più riso ma ver­sato lacrime …..

    La chiesa è al pari di un super­mar­ket? E’ un museo? Molti si sono risen­ti­ti per la non riparten­za imme­di­a­ta delle chiese e l’abbiamo mes­sa sul piano dei gran­di ide­ali invece di far notare cose pratiche con­crete come la con­fu­sione fra funer­ali e ese­quie o la fake news di orde di fedeli mar­cianti ver­so l’Eucarestia quan­do le nos­tre chiese sono gen­eral­mente sen­za prob­le­mi di affol­la­men­to a parte qualche occa­sione lega­ta spes­so al folk­lore, alle tradizioni o a gran­di momen­ti col­let­tivi. Chi si potrebbe accorg­ere delle esigue per­sone che ven­gono a mes­sa feri­ale, già fal­cidiati dal­la pau­ra e dalle invet­tive dei figli che ordi­nano agli anziani gen­i­tori di starsene a casa? Forse bas­ta­va far notare alcune cose per ved­er­si affi­da­ta la ges­tione dei nos­tri spazi con il buon sen­so e la pru­den­za che la situ­azione ci chiede. Se ci trat­ter­an­no come i super­me­r­cati o i ris­toran­ti ora non potremo lamentarcene ….

    Grande è invece la occa­sione invece di cogliere la riemer­gente fame di sen­so molto forte, det­ta­ta dall’esserci scop­er­ti così frag­ili dopo decen­ni di decol­lo sci­en­tifi­co “l’uomo passeg­gia sul­la Luna …. Ma anco­ra non ha capi­to niente”; l’occasione di rivedere bene il nos­tro essere Chiesa, assem­blea feri­ta dal­la dis­tan­za, che si sco­pre mino­ran­za dis­per­sa ma anche desiderosa di stare insieme e di parte­ci­pare; l’occasione di dis­cernere tra la voglia del tornare tut­to e subito come pri­ma e la rif­les­sione che potrem­mo fare sul “non tornare a essere come pri­ma” ma cogliere l’occasione per ripen­sare tut­to, dal­la logis­ti­ca delle cit­tà, ora belle pulite da smog e inquina­men­to, a una nuo­va finan­za e econo­mia che si è incep­pa­ta per un minus­co­lo virus forse per­ché è inca­pace di con­cepire un sis­tema diver­so da quel­lo folle che sti­amo viven­do, a un modo nuo­vo sociale di stare insieme. E’ una occa­sione imperdi­bile per aggiustare il tiro, un seg­nale grande, forte, “tremen­do” per capire tante cose. A iniziare da cias­cuno nelle sue pri­or­ità per­son­ali. L’Eucarestia a questo serve, a ali­menta­re il cam­mi­no del Reg­no, non a essere invo­ca­ta magi­ca­mente fuori da ogni storia.

    Noi come Movi­men­to Ragazzi siamo den­tro ques­ta sto­ria. In pieno. Nel­la sto­ria del­la nos­tra cit­tà, dei nos­tri ragazzi, dei nos­tri quartieri. Vivi­amo e sof­fri­amo con tut­ti, con i ragazzi in prim­is, forte­mente col­pi­ti da questo virus, anche se non diret­ta­mente essendo non tan­to i col­pi­ti ma “gli untori”, spaven­tati anche al pun­to da non vol­er uscire di casa….. Con le famiglie che sono in crisi. Per­ché le famiglie dei nos­tri ragazzi, sono già abit­ual­mente in crisi e vivono in quel­la zona “gri­gia” che spes­so non viene col­ta dalle anal­isi sociali per­ché fuori dagli isee, sans papi­er a volte, o spro­fon­dati nelle neb­bie del dis­a­gio umano e per­son­ale. Alcune affon­dano inesora­bil­mente e ora affon­dano di più. I nos­tri edu­ca­tori tes­sono una rete di sol­i­da­ri­età educa­ti­va e eco­nom­i­ca che va da Oregi­na, al cen­tro stori­co, a Pont­edec­i­mo, dagli asili ai pro­gram­mi delle supe­ri­ori. In alcune delle nos­tre zone ci sono già vali­di col­lega­men­ti e lavori di rete con i Cen­tri di Ascolto e le asso­ci­azioni di Rifer­i­men­to: Pont­edec­i­mo, Cen­tro Stori­co, Oasis. Si crea rete sol­i­dale e si aiu­ta in ciò che si può: sup­por­ti tec­no­logi­ci ai ragazzi (la scuo­la ci ha colti impreparati in questo cam­po…… non tut­ti han­no com­put­er, cel­lu­lari, linee inter­net solide, ban­da larga …….. spes­so si ha un mis­ero cel­lu­lare con lin­ea starna……..e li ci deve stare tut­ta la famiglia…) e seguir­li da casa. Mon­i­tor­ag­gio sulle famiglie se han­no emer­gen­ze di viveri, di affit­ti, di bol­lette insolute. Facen­do rete coi cen­tri di ascolto e coi……benefattori.

    In questo un grup­po dei “Ragazzi di Don Ga” sospin­ti dal suo spir­i­to ha da pro­porvi qual­cosa. E’ vero ci sono tante asso­ci­azioni e tan­ti modi, dal­la Car­i­tas ai cen­tro di ascolto alle mense ………… ma c’è un grup­po di famiglie che sono “le nos­tre famiglie” i nos­tri ragazzi. Se vogliamo farcene cari­co come face­va don Ga infi­lan­do le sue mani nelle tas­cone del­la talare con­sun­ta e traen­done fuori ciò che la Provvi­den­za ave­va riem­pi­to essendo peren­nemente vuote………

    Ma qua ve ne par­lano meglio loro come fare.

    Da sto virus ne uscire­mo diver­si ma toc­ca a noi decidere come: se peg­gio o meglio. Decidiamo…

    Don Ful­ly

  • Movimento Ragazzi on line

    Movimento Ragazzi on line

    (a cura di Francesco Gnecco)

    Da quan­do è inizia­ta l’e­mer­gen­za COVID-19 da un giorno all’al­tro abbi­amo dovu­to chi­ud­ere la nos­tra sede di Oregi­na che ogni giorno ospi­ta­va cir­ca 50 ragazzi. Ma allo­ra che fare? abbi­amo deciso come tan­ti doposcuo­la del­la cit­tà  di cer­care di aiutare i ragazzi, di far sen­tire la nos­tra pre­sen­za a loro attra­ver­so videochia­mate, tele­fonate. Sem­bra­va impos­si­bile pri­ma, ma abbi­amo inizia­to a fare i com­pi­ti con i nos­tri ragazzi da casa. Anche noi edu­ca­tori abbi­amo impara­to a uti­liz­zare diverse appli­cazioni per fare equipe, lab­o­ra­tori di cuci­na da casa, com­pi­ti e giochi da tavola online.

    E il Cen­tro Stori­co Ragazzi?? beh loro addirit­tura han­no cre­ato appos­ta un canale You Tube per far diver­tire i loro bam­bi­ni con tan­ti lab­o­ra­tori, attiv­ità  e preghiere. Potete seguir­lo anche voi!!!!

    https://www.youtube.com/channel/UCuWwBOB4WegSEBYANubrVww

    Il nos­tro obi­et­ti­vo res­ta sem­pre quel­lo di essere una pre­sen­za accan­to ai bam­bi­ni, ragazzi e le loro famiglie. Cer­to, in questo momen­to così par­ti­co­lare, l’u­ni­ca cosa che pos­si­amo fare è sostenere attra­ver­so l’u­so di un com­put­er o di un tele­foni­no; ma il mes­sag­gio rimane lo stes­so di sempre:

    cer­care di cam­minare insieme, non sen­tir­si soli, provare a crescere giorno dopo giorno anche nelle difficoltà .

  • Andrà tutto bene? Sì, Cristo è risorto per questo andrà  tutto bene.

    Andrà tutto bene? Sì, Cristo è risorto per questo andrà  tutto bene.

    Gli auguri di Buona Pasqua di don Fully

    Caris­si­mi amici, 

    questi tem­pi duri ci invi­tano ad aprire gli occhi e il cuore. Quante volte a Mon­t­ele­co mi sono sen­ti­to inseg­nare che i mira­coli di Gesù a ciechi, sor­di e zop­pi era­no seg­ni per noi che abbi­amo occhi orec­chie e gambe ma non vedi­amo, non sen­ti­amo, non cam­mini­amo. Per­chè queste realtà  era­no soprat­tut­to spir­i­tu­ali ma quel­la spir­i­tu­al­ità  di Mon­t­ele­co, una spir­i­tu­al­ità  dall’umanesimo inte­grale che vede­va nell’uomo un tut­to da crescere e edu­care, inte­gral­mente , cor­po e spirito.

    E allo­ra ques­ta malat­tia del cor­po deve sveg­liare pari­men­ti la gua­ri­gione anche del­lo spir­i­to dove per spir­i­to si intende la capac­ità di riflet­tere sul sen­so di se stes­si, del­la vita, del­la umanità .

    Papa Francesco ci da ogni giorno parec­chie indi­cazioni su questo con parole anche dure e ci siamo illusi di essere sani in un mon­do mala­to. Indub­bi­a­mente la super­bia umana ha rice­vu­to un duro colpo. Ques­ta situ­azione la pen­sava­mo rel­e­ga­ta al medio­e­vo o la guar­dava­mo con una cer­ta suf­fi­cien­za ver­so i pae­si che rite­ni­amo sot­to svilup­pati. E invece abbi­amo scop­er­to di essere tut­ti sul­la stes­sa bar­ca e la tem­pes­ta è forte.

    Può essere dunque una grande occa­sione per tut­ti. Una occa­sione, non un automa­tismo. A noi la scelta. Pos­si­amo uscire da tut­to questo più iso­lati, più cini­ci, più arrab­biati, più cat­tivi, ovvero pri­gion­ieri di noi stes­si.  Oppure com­pren­dere meglio i nos­tri tem­pi, rim­boc­car­ci le maniche per cor­reg­gere gli errori, cam­biare rot­ta,. Aprire orec­chie , occhi e cuore per com­pren­dere il chiaro mes­sag­gio che gli avven­i­men­ti ci pos­sono trasmet­tere. Sprechi­amo risorse lad­dove ci sarebbe bisog­no di altro. Dimen­tichi­amo di essere fat­ti di argilla e dis­prezzi­amo la ter­ra. Ci rite­ni­amo auto­suf­fi­ci­en­ti in tut­to e ci ritro­vi­amo frag­ili e impo­ten­ti abbi­amo riscop­er­to quan­to sono impor­tan­ti le nos­tre relazioni umane , vere, fat­te di uno sguar­do di un abbrac­cio un bacio una tenerez­za vera fat­ta di carne. Lo strazio di chi ci ha las­ci­a­to sen­za un salu­to por­ti, come dal costa­to di Cristo san­guinante, vita nuo­va e più con­sapev­olez­za di met­tere in pri­mo piano ciò che con­ta. Finire­mo così di odi­ar­ci, far­ci guer­ra, derid­er­ci, esser­ci indif­fer­en­ti, sminuir­ci, far­ci insom­ma del male.

    Cara gente, insom­ma, prepari­amo­ci alla Pasqua, a risorg­ere, a ripren­dere la nos­tra vita non come pri­ma ma assai meglio. La Quares­i­ma fisi­ca forse dur­erà anco­ra un po’ ma noi risor­giamo con lo Spir­i­to d’Amore che Gesù dal­la croce ci dona. “Quest’uomo vera­mente è il Figlio di Dio”: che sia ques­ta la nos­tra realtà di Figli, di fratel­li e sorelle. Gesù ci dona lo Spir­i­to: il pri­mo frut­to sia la car­ità fra­ter­na, l’aiuto che ci doniamo fra noi e ver­so tut­ti, nes­suno esclu­so. L’amore frater­no con­cre­to ver­so chi è sta­to dura­mente col­pi­to nel­la malat­tia o nell’impoverimento eco­nom­i­co, deter­mi­na­to anche questo da un sis­tema mala­to e da guarire, sarà il cam­mi­no che il Sig­nore ci pone innanzi. Da subito.

    Buona Pasqua cara gente. Andrà tut­to bene? Sì, Cristo è risor­to per questo andrà  tut­to bene.

  • Lavori a Monteleco

    Lavori a Monteleco

    (Paola Marino)

    Abbi­amo com­pra­to da un negozio di ali­men­ta­ri che ha chiu­so una bel­la affet­ta­trice con bilan­cia incor­po­ra­ta (anche se a noi non servirà vista la vorac­ità dei ragazzi) al prez­zo di 450 euro qua­si total­mente cop­er­ti da don­azioni nos­tre e quin­di sen­za esbor­si per il Movi­men­to Ragazzi.

    Gra­zie al lavoro cer­tosi­no di Man­lio Val­frè e alla sua tes­tardag­gine Snam e la soci­età sub­ap­pal­ta­trice ci han­no rim­bor­sato 6.500 euro per i lavori di dis­mis­sione del metan­odot­to fat­ti sen­za preavvi­so; gra­zie a questi sol­di­ni abbi­amo com­pra­to 3.000 euro di pali metal­li­ci per rifare la recinzione crol­la­ta del cam­po da cal­cio e una betoniera per cir­ca 700 euro.

    il 1 mar­zo un grup­po di ragazzi e “vec­chi” han­no sman­tel­la­to la rete vec­chia e a metà  mar­zo si inizier­an­no i lavori per rifare tut­ta la recinzione.

  • La Quaresima è una “quarantena”….

    La Quaresima è una “quarantena”….

    don Fully Doragrossa, marzo 2020

    Cari ami­ci ecco­ci quin­di nel cam­mi­no di Quares­i­ma. Una Quares­i­ma quest’anno all’insegna del fatidi­co coro­na virus.

    Ecco alcune sem­pli­ci rif­les­sioni. L’impedimento a parte­ci­pare alla cel­e­brazione delle ceneri e del­la pri­ma domeni­ca di Quares­i­ma ha forse riac­ce­so in tan­ti di noi una nos­tal­gia forte dell’Eucarestia. Lo ave­vo pen­sato a Cuba: chissà in Italia cosa suc­ced­erebbe se proibis­sero di andare in Chiesa?… forse si riac­cen­derebbe la voglia? In maniera così improvvisa e inaspet­ta­ta è accadu­to! Che cosa è una domeni­ca sen­za il Sig­nore, sen­za i fratel­li? Che cosa è la fede sen­za pot­er “toc­care” il Sig­nore e i fratelli?

    Ques­ta strana sen­sazione ci fac­cia riflet­tere , ci fac­cia gustare la gioia pro­fon­da di parte­ci­pare all’Eucarestia e pos­sa riac­cen­dere in ognuno di noi il deside­rio di far “ girare” la nos­tra vita intorno all’Amore di Dio che la Eucares­tia esprime.

    La Quares­i­ma, lo sap­pi­amo, è una “quar­an­te­na” dove cer­chi­amo di ripren­dere in mano la nos­tra vita, un momen­to di “deser­to” per rial­lac­cia­re i fili dis­ci­olti e sper­si del nos­tro cam­minare. In un mon­do davvero dis­per­si­vo, pieno di tante inutili situ­azioni, di dis­trazioni, di ten­tazioni, ecco che tor­ni­amo a dare pri­or­ità a Lui: la sua Paro­la, il suo Amore, la Car­ità come stile di vita.

    Sare­mo capaci di digiunare dalle parole inutili, dai giudizi fret­tolosi, dal­la voglia di apparire a tut­ti i costi, dall’uso dei nos­tri doni e qual­ità come pic­coli poteri dei nos­tri cos­mi per­son­ali, dal dis­prez­zo ver­so l’altro, dall’indifferenza alla sof­feren­za altrui, dal black out del­la ragione, dall’attaccamento smoda­to alle cose? Rius­cire­mo a rimanere in quar­an­te­na dai virus dell’anima in questi quar­an­ta giorni per pot­er poi ripren­dere con gioia il cam­mi­no? Provi­amo a dar­ci alcune linee del­la quares­i­ma sec­on­do il nos­tro ama­to Papa Francesco.

    Gioia e sen­so dell’umorismo: il san­to è capace di vivere con gioia e sen­so dell’umorismo. Sen­za perdere il real­is­mo, illu­mi­na gli altri con uno spir­i­to pos­i­ti­vo e ric­co di sper­an­za. Essere cris­tiani è «gioia nel­lo Spir­i­to San­to» (Rm 14,17), per­ché «all’amore di car­ità segue nec­es­sari­a­mente la gioia. Poiché chi ama gode sem­pre dell’unione con l’amato. Per cui alla car­ità segue la gioia». Ordi­nar­i­a­mente la gioia cris­tiana è accom­pa­g­na­ta dal sen­so dell’umorismo, così evi­dente, ad esem­pio, in san Tom­ma­so Moro, in san Vin­cen­zo de Paoli o in san Fil­ip­po Neri.

    Il malu­more non è un seg­no di san­tità: «Cac­cia la mal­in­co­nia dal tuo cuore» (Qo 11,10). E’ così tan­to quel­lo che rice­vi­amo dal Sig­nore per­ché pos­si­amo goderne (1 Tm 6,17), che a volte la tris­tez­za è lega­ta all’ingratitudine, con lo stare tal­mente chiusi in se stes­si da diventare inca­paci di riconoscere i doni di Dio. Sop­por­tazione, pazien­za, mitez­za: a par­tire da ques­ta fer­mez­za inte­ri­ore è pos­si­bile sop­portare, sostenere le con­tra­ri­età, le vicis­si­tu­di­ni del­la vita, e anche le aggres­sioni degli altri, le loro infedeltà e i loro

    difet­ti: «Se Dio è con noi, chi sarà con­tro di noi?» (Rm 8,31). Questo è fonte di pace che si esprime negli atteggia­men­ti di un san­to. Sul­la base di tale solid­ità inte­ri­ore, la tes­ti­mo­ni­an­za di san­tità, nel nos­tro mon­do accel­er­a­to, vol­u­bile e aggres­si­vo, è fat­ta di pazien­za e costan­za nel bene. Non ci fa bene guardare dall’alto in bas­so, assumere il ruo­lo di giu­di­ci spi­etati, con­sid­er­are gli altri come indeg­ni e pre­tendere con­tin­u­a­mente di dare lezioni. Ques­ta è una sot­tile for­ma di vio­len­za. L’umiltà può radi­car­si nel cuore sola­mente attra­ver­so le umil­i­azioni. Sen­za di esse non c’è umiltà né san­tità. Se tu non sei capace di sop­portare e offrire alcune umil­i­azioni non sei umile e non sei sul­la via del­la san­tità. La san­tità che Dio dona alla sua Chiesa viene medi­ante l’umiliazione del suo Figlio: ques­ta è la via.

    L’umiliazione ti por­ta ad assomigliare a Gesù; è parte ine­ludi­bile dell’imitazione di Cristo: «Cristo patì per voi, las­cian­dovi un esem­pio, per­ché ne seguiate le orme» (1 Pt 2,21). Egli a sua vol­ta man­i­fes­ta l’umiltà del Padre, che si umil­ia per cam­minare con il suo popo­lo, che sop­por­ta le sue infedeltà  e mor­morazioni auda­cia e fer­vore: la san­tità è “par­resia”, auda­cia, è¨ slan­cio evan­ge­liz­za­tore che las­cia un seg­no in questo mon­do. Per­ché ciò sia pos­si­bile, Gesù stes­so ci viene incon­tro e ci ripete con seren­ità e fer­mez­za: «Non abbi­ate pau­ra» (Mc 6,50). «Io sono con voi tut­ti i giorni, fino alla fine del mon­do» (Mt 28,20). Queste parole ci per­me­t­tono di cam­minare e servire con quell’atteggiamento pieno di cor­ag­gio che lo Spir­i­to San­to sus­ci­ta­va negli Apos­toli spin­gen­doli ad annun­cia­re Gesù Cristo. Auda­cia, entu­si­as­mo, par­lare con lib­ertà, fer­vore apos­toli­co, tut­to questo è com­pre­so nel vocabo­lo par­resia, paro­la con cui la Bib­bia esprime anche la lib­ertà  di un’esistenza che è aper­ta, per­ché si tro­va disponi­bile per Dio e per i fratel­li L’abitudine ci seduce e ci dice che non ha sen­so cer­care di cam­biare le cose, che non pos­si­amo far nul­la di fronte a ques­ta situ­azione, che è sem­pre sta­to così e che tut­tavia siamo andati avan­ti. Per l’abitudine noi non affron­ti­amo più il male e per­me­t­ti­amo che le cose vadano come van­no, o come alcu­ni han­no deciso che deb­bano andare. Ma, dunque, las­ci­amo che il Sig­nore ven­ga a risveg­liar­ci, a dare uno scos­sone al nos­tro tor­pore, a lib­er­ar­ci dall’inerzia. Sfidi­amo l’abitudinarietà, apri­amo bene gli occhi e gli orec­chi, e soprat­tut­to il cuore, per las­cia­r­ci smuo­vere da ciò che suc­cede intorno a noi e dal gri­do del­la Paro­la viva ed effi­cace del Risor­to. Chiedi­amo al Sig­nore la grazia di non esitare quan­do lo Spir­i­to esige da noi che fac­ciamo un pas­so avan­ti; chiedi­amo il cor­ag­gio apos­toli­co di comu­ni­care il Van­ge­lo agli altri e di rin­un­cia­re a fare del­la nos­tra vita un “museo di ricor­di”. In ogni situ­azione, las­ci­amo che lo Spir­i­to San­to ci fac­cia con­tem­plare la sto­ria nel­la prospet­ti­va di Gesù risor­to. In tal modo la Chiesa, invece di stan­car­si, potrà andare avan­ti accoglien­do le sor­p­rese del Sig­nore. Ecco cari ami­ci tre piste per la nos­tra quares­i­ma, per il nos­tro cam­mi­no di san­tità!!! Tre pilas­tri del nos­tro ama­to don Ga!! Era l’incarnazione del­la gioia e dell’audacia pas­torale e quante umil­i­azioni ha sop­por­ta­to!! Avvi­amo­ci con lui, nel nos­tro per­son­ale cam­mi­no di santità.

    Tut­ti dietro a Gesù. Buona Quaresima!!!

  • Una lettera in Paradiso: evento-spettacolo-libro

    Una lettera in Paradiso: evento-spettacolo-libro

    Crescono le aspet­ta­tive per l’even­to-spet­ta­co­lo di mag­gio. Fer­vono i prepar­a­tivi.  Lo staff è nel pieno del lavoro e, sen­za antic­i­parvi i det­tagli di alcune sor­p­rese che Vi svel­ere­mo nelle prossime pun­tate, vi dici­amo che sarà un even­to spe­ciale come quel­lo di otto­bre, anche se con carat­ter­is­tiche com­ple­ta­mente diverse. 

    Un grup­po di noi sta lavo­ran­do allo spet­ta­co­lo al quale parteciper­an­no anche illus­tri per­son­ag­gi del panora­ma cul­tur­ale gen­ovese, un altro grup­po si sta inter­es­san­do di tut­ti gli aspet­ti del­la comu­ni­cazione cit­tad­i­na, un altro  anco­ra del­la Giuria e dei pre­mi del concorso. 

    Ma la cosa impor­tante è che tut­to questo even­to sarà trasfer­i­to in un libro nel quale saran­no rac­colte tutte le let­tere per­venute, ma anche poe­sie e preghiere, assieme ad alcu­ni con­tribu­ti orig­i­nali del­lo spet­ta­co­lo. Questo libro, come i due prece­den­ti sarà un ulte­ri­ore tas­sel­lo nel­la ricostruzione del­la nos­tra comune iden­tità, attorno alle fig­ure dei nos­tri due gran­di sacerdoti. 

    Fino al 10 mar­zo si pos­sono inviare anco­ra let­tere agli ind­i­rizzi sot­to indi­cati. Fino­ra la parte­ci­pazione da parte di tut­ti ha dato risul­tati molto con­for­t­an­ti, ma spe­ri­amo che in questi ulti­mi giorni per­vengano anco­ra molte let­tere in modo da sug­gel­lare un vero e pro­prio successo.

  • Intervista ai volontari del servizio civile del Movimento Ragazzi

    Intervista ai volontari del servizio civile del Movimento Ragazzi

    Inter­vista ai volon­tari del servizio civile del Movi­men­to Ragazzi 

  • Una lettera in paradiso

    Una lettera in paradiso

    Con­tin­ua il lavoro di preparazione per l’evento del 10 mag­gio 2020. E’ anco­ra pos­si­bile man­dare contributi.

  • Dio ha le sue strade che non sono le nostre

    Dio ha le sue strade che non sono le nostre

    Don Fully commenta

    Scri­vere due righe sui temi eco­logi­ci e su come stan­no influen­zan­do i nos­tri ragazzi puo apparire estrema­mente facile, forse sem­plicis­ti­co. Chi par­la di ecolo­gia oggi è subito tac­cia­to di essere un sem­p­li­ciot­to che segue la moda e si è las­ci­a­to intener­ire dal­la figu­ra di Gre­ta Thum­berg procla­ma­ta per­son­ag­gio dell’anno.

    La scrit­tura dà spun­ti inter­es­san­ti in Luca 1,76 dove si pre­an­nun­cia che “tu bam­bi­no sarai chiam­a­to pro­fe­ta dell’Altissimo” oppure il salmo 8,3 “con la boc­ca di bim­bi e lat­tan­ti affer­mi la tua poten­za”. Fa gius­ta­mente impres­sione vedere una bim­ba che bac­chet­ta i gran­di del­la ter­ra e questi che ascoltano e sono costret­ti a divider­si fra chi si bat­te il pet­to e chi la irride dall’alto del suo potere. Eppure a questo siamo giun­ti. A dover­ci far rim­prover­are dai bambini.

    Il tema eco­logi­co è pre­sente nel­la realtà delle cose ben al di là di Gre­ta Thum­berg, e le domande su dove il pro­gres­so, pri­ma indus­tri­ale poi tec­no­logi­co, ora dig­i­tale, medico, geneti­co, ci sta por­tan­do. Non si trat­ta di irrid­ere o di spostare il tema sul­la manipo­lazione o manipo­la­bil­ità di Gre­ta e dei gio­vani. Si trat­ta di affrontare le Domande cru­ciali ver­so il futuro. È un futuro sosteni­bile? È un futuro sosteni­bile per tut­ti? Sti­amo dif­fonden­do come cre­den­ti del Van­ge­lo il prin­ci­pio di fratel­lan­za e di con­di­vi­sione che Gesù ci ha inseg­na­to con sem­plic­ità? Trattare la ter­ra come una con­quista sot­to­pos­ta al denaro e al potere è il nor­male des­ti­no del­la sto­ria o è il demo­nio che cer­ca di osta­co­lare il Reg­no di Dio? La natu­ra ha i suoi lim­i­ti evi­den­ti, siamo dis­posti a rischiare il suo equi­lib­rio in nome di uno squilib­rio evi­dente fra pochi ric­chi e tan­ti poveri? 

    La ques­tione eco­log­i­ca è una ques­tione sociale ci dice Papa Francesco. Non si trat­ta di tin­gere di “verde” le attuali politiche las­cian­dole invari­ate, né di aggiun­gere “bio” come suff­is­so di ogni cibo o eco a qual­si­asi por­ca­ta. Si trat­ta di cam­biare stile di vita, di pen­sare sci­en­tifi­ca­mente e non con­tro la scien­za, a un modo diver­so di vivere. Per noi europei e statu­niten­si inclusi si trat­ta di met­tere il naso fuori dal­la por­ta di casa e vedere come vive il mon­do altrove, di capire che il nos­tro stile non è il migliore né il più aus­pi­ca­bile in molti aspet­ti. Si trat­ta di edu­care i nos­tri ragazzi a vivere con meno e con più sem­plic­ità. Mon­t­ele­co in questo è avan­ti da anni.….. E non solo con la turbina, bel­l’e­sem­pio di risparmio, pro­duzione puli­ta e pic­co­la, pic­co­lo guadag­no. Ma anche da anni i nos­tri campi ne par­lano e il prossi­mo anno si attuerà col Comune di Volt­ag­gio la rac­col­ta por­ta a por­ta, com­pre­so il com­postag­gio coin­vol­gen­do tutte le par­roc­chie. Pic­coli gesti per costru­ire una nuo­va men­tal­ità, più sol­i­dale, più atten­ta alla natu­ra, meno con­sum­isti­ca, più pronta a cer­care val­ori umani e spir­i­tu­ali e non materiali. 

    Noi ci cre­di­amo in nome del Van­ge­lo, del­la grat­i­tu­dine al cre­atore, delle linee di Papa Francesco nell’enciclica Lauda­to sii. E a Gre­ta dici­amo gra­zie per aver­ci sveg­lia­to per aver­ci mes­so la fac­cia e aver­la resa dura come pietra nonos­tante quante gliene han­no dette. Incred­i­bile ci sia rius­ci­ta una bam­bi­na e non scien­ziati, pro­fes­sion­isti, politi­ci etc etc etc ma qua rien­tri­amo alle citazioni iniziali.…. Dio ha le sue strade che non sono le nostre…(ISAIA 50,7)

    Ful­ly 

  • Francesco: quando siete a tavola..

    Francesco: quando siete a tavola..

    Don Fully commenta

    Buona fine anno a tut­ti quan­ti e buon inizio 2020. Quan­ti pen­sieri di gra­zie e quan­ti sog­ni, imi­tan­do il buon San Giuseppe sognatore.

    Nel 2019 Papa Francesco ci ha las­ci­a­to una provo­cazione educa­ti­va molto spe­ciale nel giorno del­la san­ta Famiglia. Pre­oc­cu­pazione, sfi­da con la quale noi edu­ca­tori ci con­fron­ti­amo ogni giorno al nos­tro cen­tro del Movi­men­to Ragazzi e in egual misura noi pro­fes­sori alle scuole sec­on­darie, e, ora­mai anche primarie.Ha det­to con mol­ta sem­plic­ità par­lan­do del­la Famiglia “Quan­do siete a tavola speg­nete i tele­foni­ni; par­late tra di voi, non state in silen­zio come fos­te a mes­sa, guardan­do i tele­foni­ni…. Siate famiglie che comunicano…” 

    Non ha bisog­no di molte spie­gazioni ques­ta sem­plice, chiara indi­cazione di Papa Francesco. Forse a Mon­t­ele­co i ragazzi si trovano così bene per­ché il tele­foni­no non prende e poi sono cus­todi­ti in cas­saforte…. Usati solo nel momen­to di chia­mare casa…. Mi capite cari ami­ci che il tema è molto vas­to: l’educazione e i social media; l’educazione ai social media….. 

    Non bastereb­bero enci­clo­pe­die (che non esistono più…) a par­lare di questo tema che per noi adul­ti è sor­pren­dente e ci sor­prende impreparati per­ché anche noi di fronte alla tec­nolo­gia e ai social siamo come i bam­bi­ni; siamo sta­ti sor­pre­si e siamo anco­ra a boc­ca aper­ta, affas­ci­nati, attrat­ti molto più che i ragazzi ver­so questi mezzi. Li stra­maledi­ci­amo, li insul­ti­amo ma ne siamo fatal­mente attrat­ti e ci sen­ti­amo tagliati fuori se non impar­i­amo a usar­li. Non abbi­amo espe­rien­za da trasmet­tere, sti­amo nav­i­gan­do a vista insieme ai nos­tri figli e nipoti…. non ne sap­pi­amo nul­la! Per questo anco­ra siamo così impreparati. Pron­ti a dare ordi­ni, regole che noi non rispet­ti­amo affat­to, pre­si e affas­ci­nati dai mod­el­li sem­pre più nuovi e tut­ti pre­si a impara­re in maniera asse­ta­ta le nuove pos­si­bil­ità che un tele­foni­no offre. Per­ché l’offerta è quel­la dell’onniscienza; col tele­foni­no si può tut­to. Persi­no le banche ti dicono che ora potrai fare tut­to con ques­ta specie di propag­gine del­la nos­tra mano. Abbi­amo sposta­to la comu­ni­cazione dal cuore all’orecchio e alla vista. Il tema è grosso, lo capite. Dai prob­le­mi prati­ci (ma a che età devo dare il cel­lu­lare al figlio?) a quel­li legali (cyber bullis­mo e pri­va­cy che ora­mai è una chimera che osses­siona ma che non fa altro che intor­tigliare le cose) a quel­li medici (vista, pos­tu­ra, osses­sioni, psichi­a­tria..) a quel­li inter­nazion­ali (ques­tione di rete 5G , spi­onag­gio pas­sag­gio dati) a quel­li eco­logi­ci (smal­ti­men­to, dura­ta, costruzione) che si trasci­nano dietro vere e pro­prie guerre preda­to­rie per avere il mate­ri­ale per costru­ir­li. Bas­ta vedere il sud del mon­do dove fogne, acqua pota­bile, dimo­ra, salute, igiene lavoro, dirit­ti man­cano ma a nes­suno man­ca un cel­lu­lare che rimane spes­so l’unica richi­es­ta di fronte a tut­to il resto….

    Che cosa ci stan­no preparan­do? Che raz­za di trap­po­la stan­no sca­v­an­do intorno alla nos­tra lib­ertà e autono­mia? E’ pos­si­bile usare questo stru­men­to a esserne padroni o dob­bi­amo abdi­care? Le ques­tioni non sono poche… Noi spes­so ne par­liamo tra noi edu­ca­tori…. alcune ser­ate di for­mazione sono state fat­te, alcune linee prese, ma siamo solo all’inizio per­ché, cari ami­ci il prob­le­ma non sono i ragazzi, siamo noi………. Trop­po innamorati anco­ra di ques­ta tec­nolo­gia che ci stra­bil­ia, ci fa sen­tire poten­ti e ci impedisce di val­u­tarne con seren­ità oppor­tu­nità e lim­i­ti, peri­coli e van­tag­gi. Loro, i ragazzi ci sono immer­si e non han­no nes­suno che li gui­di con espe­rien­za, che inseg­ni, trasmet­ta buone pratiche, han­no solo squali che cer­cano danaro e potere. 

    Come vedete il Papa è sem­pre trop­po avanti….