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  • La voce del Papa (dalla Fratelli Tutti)

    La voce del Papa (dalla Fratelli Tutti)

    “L’inganno è¨ nel cuore di chi tra­ma il male, la gioia invece è di chi pro­muove la pace” (Pr 12,20). Tut­tavia, c’è chi cer­ca soluzioni nel­la guer­ra, che spes­so «si nutre del per­ver­ti­men­to delle relazioni, di ambizioni ege­moniche, di abusi di potere, di pau­ra dell’altro e del­la diver­sità vista come ostacolo».

     La guer­ra non è¨ un fan­tas­ma del pas­sato, ma è¨ diven­ta­ta una minac­cia costante. Il mon­do sta trovan­do sem­pre più dif­fi­coltà  nel lento cam­mi­no del­la pace che ave­va intrapre­so e che com­in­ci­a­va a dare alcu­ni frutti.

    Poichè si stan­no cre­an­do nuo­va­mente le con­dizioni per la pro­lif­er­azione di guerre, ricor­do che la guer­ra è¨ la negazione di tut­ti i dirit­ti e una dram­mat­i­ca aggres­sione all’ambiente. Se si vuole un aut­en­ti­co svilup­po umano inte­grale per tut­ti, occorre pros­eguire sen­za stan­car­si nell’impegno di evitare la guer­ra tra le nazioni e tra i popoli.

    A tal fine bisogna assi­cu­rare il dominio incon­trasta­to del dirit­to e l’infaticabile ricor­so al negozi­a­to, ai buoni uffi­ci e all’arbitrato, come pro­pos­to dal­la Car­ta delle Nazioni Unite, vera nor­ma giuridi­ca fon­da­men­tale. Voglio ril­e­vare che i 75 anni delle Nazioni Unite e l’esperienza dei pri­mi 20 anni di questo mil­len­nio mostra­no che la piena appli­cazione delle norme inter­nazion­ali è real­mente effi­cace, e che il loro man­ca­to adem­pi­men­to è noci­vo. La Car­ta delle Nazioni Unite, rispet­ta­ta e appli­ca­ta con trasparen­za e sin­cer­ità è¨ un pun­to di rifer­i­men­to obbli­ga­to­rio di gius­tizia e un vei­co­lo di pace. Ma ciò esige di non mascher­are inten­zioni ille­git­time e di non porre gli inter­es­si par­ti­co­lari di un Paese o di un grup­po al di sopra del bene comune mon­di­ale. Se la nor­ma viene con­sid­er­a­ta uno stru­men­to a cui ricor­rere quan­do risul­ta favorev­ole e da elud­ere quan­do non lo è¨, si sca­te­nano forze incon­trol­la­bili che dan­neg­giano grave­mente le soci­età, i più deboli, la fra­ter­nità, l’ambiente e i beni cul­tur­ali, con perdite irrecu­per­abili per la comu­nità globale.

    E’ così che facil­mente si opta per la guer­ra avan­zan­do ogni tipo di scuse appar­ente­mente uman­i­tarie, difen­sive o pre­ven­tive, ricor­ren­do anche alla manipo­lazione dell’informazione. Di fat­to, negli ulti­mi decen­ni tutte le guerre han­no prete­so di avere una gius­ti­fi­cazione. Il Cat­e­chis­mo del­la Chiesa Cat­toli­ca par­la del­la pos­si­bil­ità di una legit­ti­ma dife­sa medi­ante la forza mil­itare, con il pre­sup­pos­to di dimostrare che vi siano alcune «rig­orose con­dizioni di legit­tim­ità  morale. Tut­tavia si cade facil­mente in una inter­pre­tazione trop­po larga di questo pos­si­bile dirit­to. Così si vogliono gius­ti­fi­care indeb­ita­mente anche attac­chi “pre­ven­tivi” o azioni bel­liche che dif­fi­cil­mente non trasci­nano a«mali e dis­or­di­ni più gravi del male da eliminare»

     La ques­tione è che, a par­tire dal­lo svilup­po delle armi nucleari, chimiche e bio­logiche, e delle enor­mi e cres­cen­ti pos­si­bil­ità offerte dalle nuove tec­nolo­gie, si è¨ dato alla guer­ra un potere dis­trut­ti­vo incon­trol­la­bile, che colpisce molti civili inno­cen­ti. In ver­ità «mai l’umanità ha avu­to tan­to potere su se stes­sa e niente garan­tisce che lo uti­lizzerà  bene». Dunque non pos­si­amo più¹ pen­sare alla guer­ra come soluzione, dato che i rischi prob­a­bil­mente saran­no sem­pre supe­ri­ori all’ipotetica util­ità che le si attribuisce. Davan­ti a tale realtà, oggi è¨ molto dif­fi­cile sostenere i cri­teri razion­ali mat­u­rati in altri sec­oli per par­lare di una pos­si­bile “guer­ra giusta”.

    E’ impor­tante aggiun­gere che, con lo svilup­po del­la glob­al­iz­zazione, ciò che può apparire come una soluzione imme­di­a­ta o prat­i­ca per una deter­mi­na­ta regione, dà adi­to a una cate­na di fat­tori vio­len­ti molte volte sot­ter­ranei che finisce per colpire l’intero piane­ta e aprire la stra­da a nuove e peg­giori guerre future. Nel nos­tro mon­do ormai non ci sono solo “pezzi” di guer­ra in un Paese o nell’altro, ma si vive una “guer­ra mon­di­ale a pezzi”, per­chè le sor­ti dei Pae­si sono tra loro forte­mente con­nesse nel­lo sce­nario mondiale.

    Come dice­va San Gio­van­ni XXIII «riesce qua­si impos­si­bile pen­sare che nell’era atom­i­ca la guer­ra pos­sa essere uti­liz­za­ta come stru­men­to di gius­tizia». Lo affer­ma­va in un peri­o­do di forte ten­sione inter­nazionale, e così diede voce al grande aneli­to alla pace che si dif­fonde­va ai tem­pi del­la guer­ra fred­da. Raf­forzò la con­vinzione che le ragioni del­la pace sono più for­ti di ogni cal­co­lo di inter­es­si par­ti­co­lari e di ogni fidu­cia pos­ta nell’uso delle armi. Però non si colsero pien­amente le occa­sioni offerte dal­la fine del­la guer­ra fred­da, per la man­can­za di una visione del futuro e di una con­sapev­olez­za con­di­visa cir­ca il nos­tro des­ti­no comune. Invece si cedette alla ricer­ca di inter­es­si par­ti­co­lari sen­za far­si cari­co del bene comune uni­ver­sale. Così si è fat­to di nuo­vo stra­da l’ingannevole fan­tas­ma del­la guerra.

    Ogni guer­ra las­cia il mon­do peg­giore di come lo ha trova­to. La guer­ra è¨ un fal­li­men­to del­la polit­i­ca e dell’umanità, una resa ver­gog­nosa, una scon­fit­ta di fronte alle forze del male. Non fer­mi­amo­ci su dis­cus­sioni teoriche, pren­di­amo con­tat­to con le ferite, toc­chi­amo la carne di chi subisce i dan­ni. Riv­ol­giamo lo sguar­do a tan­ti civili mas­sacrati come “dan­ni col­lat­er­ali”. Doman­di­amo alle vit­time. Pres­ti­amo atten­zione ai profughi, a quan­ti han­no subito le radi­azioni atom­iche o gli attac­chi chimi­ci, alle donne che han­no per­so i figli, ai bam­bi­ni muti­lati o pri­vati del­la loro infanzia. Con­sid­e­ri­amo la ver­ità di queste vit­time del­la vio­len­za, guardiamo la realtà  coi loro occhi e ascolti­amo i loro rac­con­ti col cuore aper­to. Così potremo riconoscere l’abisso del male nel cuore del­la guer­ra e non ci turberà il fat­to che ci trat­ti­no come ingenui per­chè abbi­amo scel­to la pace.

    Nep­pure le norme saran­no suf­fi­ci­en­ti, se si pen­sa che la soluzione ai prob­le­mi attuali con­sista nel dis­suadere gli altri medi­ante la pau­ra, minac­cian­doli con l’uso delle armi nucleari, chimiche o bio­logiche. Infat­ti, se si pren­dono in con­sid­er­azione le prin­ci­pali minac­ce alla pace e alla sicurez­za con le loro moltepli­ci dimen­sioni in questo mon­do mul­ti­po­lare del XXI sec­o­lo, come, ad esem­pio, il ter­ror­is­mo, i con­flit­ti asim­metri­ci, la sicurez­za infor­mat­i­ca, le prob­lem­atiche ambi­en­tali, la povertà, non pochi dub­bi emer­gono cir­ca l’inadeguatezza del­la deter­ren­za nucleare a rispon­dere effi­cace­mente a tali sfide. Sif­fat­te pre­oc­cu­pazioni assumono ancor più con­sis­ten­za quan­do con­sid­e­ri­amo le cat­a­stro­fiche con­seguen­ze uman­i­tarie e ambi­en­tali che derivano da qual­si­asi uti­liz­zo degli ordig­ni nucleari con dev­as­tan­ti effet­ti indis­crim­i­nati e incon­trol­la­bili nel tem­po e nel­lo spazio.

    Dob­bi­amo anche chieder­ci quan­to sia sosteni­bile un equi­li­bro basato sul­la pau­ra, quan­do esso tende di fat­to ad aumentare la pau­ra e a minare le relazioni di fidu­cia fra i popoli. La pace e la sta­bil­ità inter­nazion­ali non pos­sono essere fon­date su un fal­so sen­so di sicurez­za, sul­la minac­cia di una dis­truzione rec­i­p­ro­ca o di totale annien­ta­men­to, sul sem­plice man­ten­i­men­to di un equi­lib­rio di potere. In tale con­testo, l’obiettivo finale dell’eliminazione totale delle armi nucleari diven­ta sia una sfi­da sia un imper­a­ti­vo morale e umanitario.[La cres­cente inter­dipen­den­za e la glob­al­iz­zazione sig­nif­i­cano che qualunque rispos­ta diamo alla minac­cia delle armi nucleari, essa deb­ba essere col­let­ti­va e con­cer­ta­ta, basa­ta sul­la fidu­cia rec­i­p­ro­ca. Quest’ultima può essere costru­i­ta solo attra­ver­so un dial­o­go che sia sin­ce­ra­mente ori­en­ta­to ver­so il bene comune e non ver­so la tutela di inter­es­si velati o “par­ti­co­lari»

     E con il denaro che si imp­ie­ga nelle armi e in altre spese mil­i­tari cos­ti­tu­iamo un Fon­do mon­di­ale per elim­inare final­mente la fame e per lo svilup­po dei Pae­si più poveri, così che i loro abi­tan­ti non ricor­ra­no a soluzioni vio­lente o ingan­nevoli e non siano costret­ti ad abban­donare i loro Pae­si per cer­care una vita più dignitosa

  • Sputa controvento e sputa forte

    Sputa controvento e sputa forte

    Caris­si­mi non mi sot­trag­go, anzi le apprez­zo sin­ce­ra­mente, alle provo­cazioni del­la chat dei ragazzi di Don Ga dove alcu­ni giorni fa si è scate­na­ta una appas­sion­a­ta dis­cus­sione sul­la guer­ra in Ucraina, un po al di fuori del polit­i­cal­ly correct.

    E’ vero, san­to cielo!! Siamo rimasti sen­za parole per­ché fran­ca­mente cre­de­va­mo di non dover più assis­tere a una cosa del genere.

    Già dicen­do questo ci con­dan­ni­amo. Ciò che accade in Ucraina (dal 2014 tra l’altro ma poi….silenzio!) accade da anni in Siria, nel­lo Yemen in Etipia,e qua e là in tante altre par­ti del mon­do. Ma tant’è…….. finchè non siamo toc­cati ( e cre­de­te­mi aves­si­mo for­ni­ture di Gas solo dal­la Tunisia o gra­no da altre par­ti, poco ci importerebbe anche adesso..) in pri­ma per­sona. Ma questo è solo un inutile sen­so di col­pa. Si supera solo con la con­ver­sione: occhi più aper­ti sul mon­do!! Orec­chie ben tese.

    Ma andi­amo avan­ti. E’ vero che noi siamo cresciu­ti nel­la pace. La mia gen­er­azione almeno. Abbi­amo rimosso gli orrori delle guerre, abbi­amo cre­du­to che non potessero più accadere, che l’orrore con cui si è chiusa la sec­on­da guer­ra mon­di­ale fos­se suf­fi­ciente a ren­der­ci immu­ni. E abbi­amo sbaglia­to di grosso. Col mon­do vir­tuale di oggi, con la soci­età delle immag­i­ni ci è par­so che la guer­ra fos­se un gio­co, un video gio­co; anzi abbi­amo las­ci­a­to crescere intere gen­er­azioni gio­can­do alla guer­ra nei video-games e han­no introi­ta­to il fat­to che la guer­ra è vir­tuale e invece è dan­nata­mente vera. Ci siamo illusi che fab­bri­can­do armi queste fos­sero usate su un altro piane­ta. Eppure sap­pi­amo bene da sem­pre che la nos­tra ter­ra, l’Italia e in specie la Lig­uria, alla quale la cos­ti­tuzione vieta la guer­ra, è uno dei mag­giori pro­dut­tori d’armi. Pro­prio, assur­da­mente per questo fat­to: che intan­to noi non pos­si­amo, nè siamo autor­iz­za­ti, usar­le aven­do per­so l’ultimo con­flit­to. Avrem­mo dovu­to cam­biare stile eco­nom­i­co. “Ma le avreb­bero prodot­ti altri”. Bene. Iniziamo da noi. Cosa com­p­lessa direte voi, e poi ci sono cose che occorre dis­cernere; i cin­go­lati ser­vono ai trat­tori, i radar sono utilis­si­mi; la mari­na mil­itare preser­va le coste e serve per la ricer­ca. Ma infat­ti qua non si vuole met­tere in dis­cus­sione l’esercito o meglio il servizio al bene comune che deve esser­ci in ogni paese. Potrem­mo chia­mar­la pro­tezione civile. Gen­eral­mente non ha bisog­no di bombe a grap­po­lo, né di mis­sili. Sug­li arma­men­ti mil­i­tari davvero potrem­mo spender­ci molto di più a con­trastar­li. E’ insen­sato aumentare le spese mil­i­tari e anche se lo dice la Nato, la Nato non mi pare un dog­ma di fede. “Siamo insieme agli altri non pos­si­amo tirar­ci fuori” . beh allo­ra ha ragione anche il pread­o­les­cente che mas­sacra un coeta­neo a ter­ra per­ché così fan tut­ti e fac­cio parte del bran­co, mica pos­so tirarmene fuori. E allo­ra? Immo­bil­is­mo, quin­di stra­da spi­ana­ta ai dit­ta­tori. E pure questo col Van­ge­lo non c’entra molto.

    Non solo: e allo­ra il dirit­to alla dife­sa? A un popo­lo inva­so non bas­tano carezze, pac­che sulle spalle. Ai nos­tri par­ti­giani non ser­vivano spille da balia per pun­zec­chiare i tedeschi ma mitragli­atri­ci e bombe. Si pos­sono las­cia­re gli ucrai­ni sen­za dife­sa? E’ un dilem­ma che abbi­amo nel cuore. Se non esiste la guer­ra gius­ta, e la chiesa su questo si è ampia­mente pro­nun­ci­a­ta dal Con­cilio Vat­i­cano in poi in modo sem­pre più deciso, esiste il dirit­to di legit­ti­ma dife­sa. Ma un mis­sile è per la dife­sa? E poi non era la dife­sa non vio­len­ta quel­la più aus­pi­ca­bile? Ma se l’assassino ha la pis­to­la pun­ta­ta alla tem­pia di mio figlio, come accade nel più clas­si­co poliziesco o west­ern, pos­so sparar­gli pri­ma io e nat­u­ral­mente far­lo fuori per­ché non ho altra pos­si­bil­ità? Tut­to questo ci dila­nia l’anima. Per­ché in realtà noi tut­ti spareremmo.

    Una vol­ta acclam­a­to che siamo nel­la lin­ea del Van­ge­lo accoglien­do profughi, soste­nen­do le cro­ci rosse, Car­i­tas e quant’altro lag­giù vici­no all’Ucraina, non pos­si­amo elud­ere il prob­le­ma dicen­do “noi cris­tiani ci occu­pi­amo degli ospedali da cam­po e dei fer­i­ti, del­la guer­ra si occu­pino altri”. Per­ché quegli “altri” son bat­tez­za­ti che stan­no ammaz­zan­do altri bat­tez­za­ti tra l’altro, e non pos­so lavar­mi la coscien­za solo ospi­tan­do (tra l’altro non si capisce per­ché questi profughi siano veri e altri era­no indesiderati….ma questo sarebbe trop­po, las­ci­amo stare) o aiu­tan­do mag­a­ri stan­do in poltrona. Anche questo ci dila­nia l’anima.

    Pos­si­amo anche poi iniziare a pen­sare alle cause di tut­to questo e alle con­seguen­ze. Sot­to ci stan­no enor­mi inter­es­si. La guer­ra è tut­to un inter­esse eco­nom­i­co. Sig­ni­fica­ti­vo l’arrivo di molti mer­ce­nari, che guar­da caso son quel­li che fan­no poi mas­sac­ri. Per­ché i popoli sono molto più mis­chiati di quan­to non immag­ini­amo. E la guer­ra non la vogliono questo è sicuro. Ma noi siamo sta­ti inter­es­sati in questi anni a costru­ire un ordine eco­nom­i­co più gius­to o abbi­amo prete­so solo che l’inflazione non ci fos­se, che le nos­tre mense fos­sero riem­pi­bili a prezzi bassi, aumen­tan­do il nos­tro stile di vita in maniera persi­no eccen­tri­ca a volte? Schiere di oli­garchi occi­den­tali e ori­en­tali, ara­bi e cine­si, sono pro­posti come mod­el­li di vita, inse­gui­ti, ado­rati per un self­ie o una fir­ma, e invece non fan­no altro che preparare le prossime guerre. “Con noi questo non c’entra non siamo oli­garchi”. Forse ma non ho mai sen­ti­to un genoano sper­are che la squadra andasse in terza cat­e­go­ria per far gio­care i nos­tri ragazzi e lì si, div­i­den­dosi i sol­di guadag­nati al bot­tegh­i­no vin­cere di cat­e­go­ria in cat­e­go­ria; piut­tosto sbavava­mo di deside­rio che un oli­gar­ca rus­so o arabo com­prasse il Genoa. Questo per dire una sce­ma­ta, ma alla fine indica­ti­va. E allo­ra noi che ci cre­di­amo assolti siamo tut­ti coin­volti. A dar segui­to alla fol­lia del­la guer­ra del riar­mo c’è un ris­chio enorme di effet­to domi­no dal­la Mol­davia, Tran­si­tria, Fin­lan­dia, Bielorus­sia, Esto­nia, Let­to­nia e via dicen­do. Se esci dai con­fi­ni ital­iani la gente non vive in pace. Sono sta­to un paio d’anni fa a Sara­je­vo e la situ­azione non è per nul­la tran­quil­la, stan buoni per non perdere gli aiu­ti ma tut­ti pron­ti a scattare illusi da sog­ni impe­ri­al­is­ti­ci quali la grande Ser­bia o la grande Alba­nia. Il nazion­al­is­mo sof­fia sulle situ­azioni ingiuste o incan­cren­ite o che non si vogliono risol­vere. Il fat­to è che la diver­sità di stile di vita tra noi e il resto del mon­do rimane enorme. Ma causa ingius­tizie. La dis­tan­za tra cen­tri e per­iferie aumen­ta. Tra metropoli e campagne/montagne/isole ci sono abis­si cul­tur­ali e eco­nomi­ci e di lavoro. Dietro ogni crisi ci sono moti­vazioni e cause pre­cise, ricon­ducibili all’economia. “Sei un social­ista”, diran­no in molti. “Ciò che con­ta è la con­ver­sione del cuore, non del sis­tema”. Gius­to, vero e per questo serve la preghiera. Ma il cuore deve con­ver­tir­si a cer­care con la ragione meto­di di scam­bio e di relazione giusti; cioè una econo­mia gius­ta. Per­ché l’economia non è un Dio che va da solo, ma qual­cosa che è gov­er­na­to dall’uomo e dalle sue scelte. E l’economia di salvez­za, di gius­tizia non è solo la bilan­cia o il 50% per­ché a volte facen­do così si è ingiusti. Il dis­cor­so è lun­go ma occor­rerà far­lo. Scusate ma non vi è venu­to in mente sen­ten­do che il gas rus­so è mac­chi­a­to di Sangue e fomen­ta sangue, di chi­ud­ere il rubi­net­to del gas? Ovvero dis­dire subito le for­ni­ture? Per­ché no? Final­mente instal­lare i pan­nel­li solari, cam­biare le fonti ener­getiche con buona pace delle belle arti. Chi ci guadagna con queste for­ni­ture? Pren­di­amole dagli altri pae­si almeno. Chi ci ha lega­to mani e pie­di al gas rus­so? Noi poveri comu­ni mor­tali non abbi­amo infor­mazioni tali da pot­er capire bene, per­ché non ce le dan­no, ma è cer­to che qual­cuno sa bene il per­ché si è scate­na­ta sta guer­ra. Non cre­do ai malan­ni di un uomo solo. Cre­do ai tan­ti che ora si ingras­sano bel­li con­tenti ( e con­tan­ti) e soddisfatti.

    Insom­ma Ful­ly, non ciurlare nel man­i­co. Che fare?

    1. Pre­gare. Si pre­gare per­ché sen­za il suo Aiu­to, la sua Grazia siamo inca­paci di scegliere le cose giuste, le vedi­amo mag­a­ri ma non ne abbi­amo la forza. Pre­gare non per fug­gire, non per girar­si dall’altra parte, non per del­e­gare a Dio ciò che Lui ha manda­to noi a fare, non per placare la nos­tra coscien­za ma per ascoltare Lui, l’unico che ci ren­da capaci di ascoltare gli altri
    2. Accogliere, ospitare, aiutare accom­pa­gnare. Ridare uman­ità alla vita, al mon­do, resti­tuire un sor­riso e una sol­i­da­ri­età a queste per­sone che fug­gono dalle bombe e dai massacri.
    3. Per quan­to può apparire dis­umano non odi­are, non fis­sar­ci sul “nemi­co”. Il nemi­co è il demo­nio ed è den­tro di noi quan­do ci instil­la l’odio. Non dif­fondere parole d’odio, né man­i­festare con­tro qual­cuno. Ma sem­pre spie­gare quan­to il dial­o­go sia l’unica sor­gente del­la pace.
    4. Stu­di­are, infor­mar­si, conoscere, svilup­pare l’idea di un mon­do gius­to in modo eco­nom­i­co, fare piani di inves­ti­men­to che per­me­t­tano di dis­in­ve­stire sulle armi. Abbi­amo eccel­len­ze in Italia dedite solo alle armi. E per armi non mi riferisco alle doppi­ette dei cac­cia­tori. Fac­ciamo con­trat­ti sulle eccel­len­ze che ci com­petono a favore degli esseri umani nel­la vera uni­ca lot­ta che abbi­amo da fare insieme quel­la con­tro i cam­bi climatici.
    5. Non aval­lare l’idea che allargan­do la guer­ra si tro­va la gius­tizia, che più armi entra­no e più pace si vede. Si vedrà più morte.

    Autode­ter­mi­nazione dei popoli e indipen­den­za per chi vuole essere indipen­dente con sta­ti che attuino scam­bi liberi delle materie prime che apparten­gono ai popoli; nes­suna col­o­niz­zazione ide­o­log­i­ca e culturale.

    1. Denu­cleariz­zazione del mon­do, dis­truzione armi chimiche, dis­truzione armi a dis­truzione di mas­sa, di car­ri armati, trasfor­mazione delle navi, ritiro di ogni trup­pa mil­itare straniera da qual­si­asi luo­go, attra­ver­so le quali molte nazioni occu­pano interi pae­si altrui. For­mazione di una forza mul­ti­lat­erale di pace che man­ten­ga l’ordine. Non solo euro­pea ma anche mon­di­ale. Abo­lizione del dirit­to di veto non solo per la Rus­sia e la Cina ma per Europa e Amer­i­ca. (pen­sate 60 anni di votazioni con 99,8% a favore di togliere l’embargo a Cuba annul­late per­ché solo uno si oppone­va. E’ uno scandalo.)

    Utopie? Lo so. Ma ora­mai son decen­ni che ci han­no det­to di smet­ter­la con le utopie che tan­to non si real­iz­zano. E a forza di non cred­er­ci ecco­ci qua!! La pace va cer­ca­ta, va costru­i­ta. Da ragaz­zo anche a Mon­t­ele­co can­ta­vo “E ti pren­dono in giro se con­tinui a cer­car­la Ma non dar­ti per vin­to, per­ché Chi ci ha già rin­un­ci­a­to e ti ride alle spalle forse è anco­ra più paz­zo di te”

    Ne sono pro­prio con­vin­to, chi ha rin­un­ci­a­to alla pace è un paz­zo. Cer­to l’avremo in pienez­za nel Reg­no dei cieli, ma solo se la cercher­e­mo e costru­ire­mo osti­nata­mente qua sul­la ter­ra; sputi­amo con­tro ven­to ma sputi­amo forte amici.

    Don Ful­ly

  • AMORIS LAETITIA (Mons. Marino Poggi)

    AMORIS LAETITIA (Mons. Marino Poggi)

    Appun­ta­men­to men­sile: con Mons Mari­no Pog­gi leg­giamo insieme l’Esortazione apos­toli­ca sull’amore nel­la famiglia: Amor­is Laetitia.

    Gli incon­tri si ter­ran­no gen­eral­mente il ter­zo saba­to del mese. Il prossi­mo incon­tro è pro­gram­ma­to per saba­to 26 Mar­zo ore 19,30, in pre­sen­za (al Sem­i­nario Arcivescov­ile, Sali­ta Emanuele Cav­al­lo, 104) oppure in stream­ing all’indirizzo:

    https://private-boa.my.webex.com/meet/testi

    La reg­is­trazione del ses­to incon­tro del 19 feb­braio 2022 è disponi­bile nel­la video gallery del sito o a questo link

  • Signore dacci forza di risorgere

    Signore dacci forza di risorgere

    La quares­i­ma di Mon­t­ele­co è inizia­ta con la peste suina, una bel­la pen­iten­za che ci toc­ca e ci caricher­e­mo sulle spalle per por­tar­la fino alla res­ur­rezione. Ma subito dopo è inizia­ta una croce ben più grande per tut­ti. La sci­agu­ra­ta guer­ra di Ucraina che ci è piovu­ta come al soli­to all’improvviso dal cielo quan­do col sen­no di poi così improvvisa non era. Una croce pesante che sus­ci­ta in noi tante domande per­ché è ovvio che risol­vere tut­to in un “siamo nelle mani di un paz­zo” è un po sem­plicis­ti­co e occor­rerebbe sapere come mai siamo fini­ti even­tual­mente nelle mani di questo paz­zo, tra par­ente­si ono­ra­to da moltissi­mi fino a dieci giorni fa.

    Ques­ta guer­ra risveg­lia in noi le domande sul­la pace e sul­la costruzione e ven­di­ta di armi, sul­la gius­tizia e su un nuo­vo ordine mon­di­ale mai più ricostru­ito, sulle ques­tioni dell’energia mai risolte e sem­pre più ine­ludi­bili, sulle ques­tioni del nos­tro stile di vita non più adat­to a sop­portare sac­ri­fi­ci, sul rap­por­to con tan­ti pae­si che conos­ci­amo solo mar­ginal­mente gra­zie all’immigrazione, sulle nos­tre conoscen­ze storiche e geogra­fiche improvvisa­mente così bal­bet­tan­ti, sul nos­tro mene­freghis­mo e inca­pac­ità a vedere le cose ad ampio rag­gio acce­cati soprat­tut­to dall’urgenza degli affari. Tante cro­ci che intasano il nos­tro cuore e rischi­ano di schi­antar­ci al suo­lo uni­ta­mente alle cro­ci mate­ri­ali di per­sone che scap­pano dalle bombe, dal­la fame, dal­la per­se­cuzione, dal­la guer­ra frat­ri­ci­da di due popoli che baciano le stesse icone e sono “costret­ti” a sparar­si addosso.

    Iniziamo ques­ta via cru­cis appe­san­ti­ti e sfi­ac­cati dal­la croce del covid, le forze sem­bra­no man­care eppure anco­ra una vol­ta il Sig­nore ci chiede di abbrac­cia­re ques­ta croce e salire fino alla res­ur­rezione. Ci chiede di trovare strade di luce, di vita nuo­va, di per­dono. Anco­ra una vol­ta e anco­ra e ancora.

    Il demo­nio , che non è Putin per inciso e a scan­so di frain­tendi­men­ti, esiste ed è divi­sione e si insin­ua in noi per divider­ci den­tro. Dividere la pace dal­la gius­tizia, la fra­ter­nità dall’identità, il pro­gres­so dall’equità, l’energia dal­la sosteni­bil­ità. Cer­ca di con­vin­cer­ci che l’amore non esiste, che dare la vita è inutile, che solo nel­la guer­ra potrem­mo avere tut­ti i reg­ni del­la terra.

    Noi dob­bi­amo scegliere la pace, in maniera osti­na­ta; e con lei la gius­tizia, la fra­ter­nità, l’accoglienza, la con­so­lazione, il sup­por­to umano, l’intelligenza che cer­ca strade nuove di pace. La res­ur­rezione questo è. Il Sig­nore ci chiede di digiunare dall’odio per preparar­ci a una stra­da nuo­va. Anco­ra una vol­ta. Cre­de­va­mo che la lezione fos­se servi­ta e invece ecco­ci anco­ra qua. Ma dici­amo­lo sommes­sa­mente, solo noi cre­de­va­mo che l’ordine mon­di­ale post sec­on­da guer­ra mon­di­ale fos­se idil­li­a­co. Il resto del mon­do è sem­pre sta­to in guer­ra. Noi ci cul­liamo nel nos­tro benessere, del quale tra l’altro ci lagni­amo con­tin­u­a­mente. Men­tre il resto del mon­do sof­fre da sem­pre. Dob­bi­amo smet­tere di occu­par­ci solo di noi stes­si. Finchè al mon­do ci sarà anche solo una guer­ra anche in un altro con­ti­nente tut­ti siamo in guer­ra. E tut­ti invece vor­rem­mo la pace.

    Sig­nore dac­ci forza di risorg­ere. Portaci alla res­ur­rezione. Dona la tua pace e il tuo amore. Ren­di­ci costrut­tori di pace e gius­tizia. Non las­cia­r­ci nel ven­erdì san­to. Guardan­do queste madri che scap­pano coi loro bim­bi fa che covi­amo con loro, ospi­tan­dole, un mon­do di pace e non di vendet­ta. Ora siamo nel­la croce, donaci di vedere al ter­mine di ques­ta quares­i­ma mon­di­ale la tua luce, fa che oltre le nubi adden­sate vedi­amo che anco­ra il sole c’è, che è pos­si­bile qual­cosa di nuo­vo. L’aurora di una nuo­va età. Un sen­tiero mai per­cor­so, un pen­siero che osa sognare ciò che nes­suno mai ha pen­sato. Siamo in atte­sa. Sen­tinel­la dim­mi quan­to dur­erà la notte?

    Don Ful­ly

  • Essere liberi per vivere i Sacramenti

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  • AMORIS LAETITIA (Mons. Marino Poggi)

    AMORIS LAETITIA (Mons. Marino Poggi)

    Appun­ta­men­to men­sile: con Mons Mari­no Pog­gi leg­giamo insieme l’Esortazione apos­toli­ca sull’amore nel­la famiglia: Amor­is Laetitia.

    Gli incon­tri si ter­ran­no gen­eral­mente il ter­zo saba­to del mese. Il prossi­mo incon­tro è pro­gram­ma­to per saba­to 19 feb­braio ore 19,30, in pre­sen­za (al Sem­i­nario Arcivescov­ile, Sali­ta Emanuele Cav­al­lo, 104) oppure in stream­ing all’indirizzo:

    https://private-boa.my.webex.com/meet/testi

    La reg­is­trazione del quin­to incon­tro del 15 gen­naio 2022 è disponi­bile nel­la video gallery del sito o a questo link

  • #Diamoci una mano (a cura di Rinaldo Rocca)

    #Diamoci una mano (a cura di Rinaldo Rocca)

    Ricor­do che il codice IBAN del con­to pres­so la Ban­ca Pas­sadore è IT65V 03332 01404 000000813723.

    In questo peri­o­do sono sta­ti ver­sa­ti Euro 2.000. Non ci sono state spese quin­di il sal­do al 31.01.2022 è di Euro 5.213. Inoltre sono sta­ti ver­sa­ti Euro 150 per il Cro­ci­fis­so di Mon­t­ele­co e Euro 150 per lavori da effet­tuare a Mon­t­ele­co. In questo momen­to l’at­tiv­ità di “Diamo­ci una mano” sta aiu­tan­do due famiglie con capo­famiglia inva­li­di, sen­za la pos­si­bil­ità di lavo­rare e sen­za aver rag­giun­to i req­ui­si­ti per una pen­sione e che vivono con un min­i­mo dovu­to al Red­di­to di neces­sità. Il grup­po, purtrop­po esiguo nel numero, cer­ca di aiutare, risol­ven­do prob­le­mi buro­crati­ci, con­tat­tan­do patronati e medici ami­ci, per cer­care di miglio­rare un po’ la loro qual­ità di vita. Il sal­do attuale ci per­me­tte per tut­to il 2022, oltre ad alcu­ni buoni spe­sa, un pic­co­lo aiu­to men­sile alle famiglie di cui ci sti­amo occupando.

    Ringrazio infini­ta­mente chi ha volu­to anco­ra sosten­er­ci per­me­t­ten­do­ci, in questo anno e mez­zo di attiv­ità, di aiutare per­sone in dif­fi­coltà. Nel tem­po alcune situ­azioni si sono risolte in modo autonomo, soprat­tut­to per chi ave­va per­so il lavoro, in altri casi siamo rius­ci­ti a portare ver­so una com­ple­ta autono­mia chi non sape­va come muover­si. I molti casi risolti ci incor­ag­giano ad andare avan­ti e con­tin­uare la nos­tra attiv­ità con l’aiu­to di voi tutti.

  • Un progetto per pre adolescenti e adolescenti

    Un progetto per pre adolescenti e adolescenti

    La regione Lig­uria sta preparan­do una con­ven­zione con le dio­ce­si lig­uri per sostenere lo sfor­zo educa­ti­vo, post-pan­demia riv­olto a ado­les­cen­ti e preadolescenti.

    E’ una buona notizia e rima­ni­amo in atte­sa di conoscere bene le indi­cazioni del­la con­ven­zione e svilup­parne i contenuti,

    Ma riflet­ti­amo un atti­mo solo sui ter­mi­ni del progetto.

    Pre-Ado­les­cen­ti. Chi sono? Il pre-ado­les­cente è il ragazzo/a che va tra i 12 e i 14 anni. E’ quel­la età che non più bambino/a non anco­ra gio­vane né pien­amente ado­les­cente è l’età più abban­do­na­ta e meno cura­ta dall’intero sis­tema educa­ti­vo ital­iano. L’adolescente è infat­ti più attraente; già mez­zo uomo/donna ragiona, è qua­si svilup­pa­to nel fisi­co, indipen­dente abbas­tan­za nelle cose di autono­mia spic­ci­o­la. Il pre ado­les­cente invece ha carat­ter­is­ti­ca anco­ra tipiche del bam­bi­no, spes­so non sa assumer­si una respon­s­abil­ità, non la regge nel tem­po; ha uno sfasa­men­to forte tra fisi­co, volon­tà e emozioni. I gen­i­tori non san­no come pren­der­lo. Pic­co­lo ma già alto un metro e ottan­ta o al con­trario dall’aspetto di un bam­bi­no pic­co­lo ma già qua­si quindi­cenne. Tut­ti lo guardano sospet­tosi. E’ in piena trasfor­mazione. Si è ten­tati di ten­er­lo per mano ma lui non vuole più. E tut­tavia ha bisog­no anco­ra di tut­to. Neanche la legge lo con­sid­era al di sot­to dei 14 anni. Eppure bas­ta osser­var­li spes­so han­no l’aspetto di un adul­to. Estranei spes­so a loro stessi.

    Ma il pread­o­les­cente, che in genere fre­quen­ta le scuole medie appare al ter­mine del­la pri­ma media, si con­cen­tra in sec­on­da e terza media sfio­ran­do i pri­mi mesi delle supe­ri­ori, per poi diventare un ado­les­cente vero e pro­prio: è pro­prio il pane quo­tid­i­ano del Movi­men­to Ragazzi. E’ l’età vera e pro­pria in cui si for­ma il carat­tere , in cui si pon­gono basi per una ado­lescen­za che non sia una vera e pro­pria guer­ra mon­di­ale. E’ l’età in cui i ragazzi ne com­bi­nano di ogni col­ore, si met­tono alla pro­va, sfi­dano i gran­di, han­no bisog­no di essere appog­giati da qual­cuno che non si spaven­ti di loro ma sap­pia guardare in loro la grandez­za di Dio che si man­i­fes­ta nel­la novità di un uomo/donna nuo­vo! I dodi­cen­ni sono affasci­nan­ti, liberi, sin­ceri, capaci di qual­si­asi grandez­za e qual­si­asi scioc­chez­za. Bisog­nosi del grup­po, del bran­co ma bisog­nosi di una pro­pria per­son­ale iden­tità. In essi esplode l’affettività anco­ra immatu­ra total­mente ma che cer­ca dis­per­ata­mente di amare ed essere ama­ta. Spaven­tano, non bam­bi­ni, non gran­di…… a volte inca­paci anco­ra di veri ragion­a­men­ti…… gli adul­ti così se ne dis­tac­cano e li las­ciano andare “ora­mai è grande”!

    Grande un corno! E allo­ra loro cer­cano pun­ti di rifer­i­men­to, su inter­net, nei tele­foni­ni, ovunque. Stan­no las­cian­do il como­do cor­ri­mano dei gen­i­tori ma anco­ra non han­no affer­ra­to il cor­ri­mano del­la vita. Noi adul­ti che cer­chi­amo con­ferme e sicurezze con loro per­diamo la bus­so­la, non ci ori­en­ti­amo, ci richi­u­di­amo in noi stes­si o all’opposto inva­di­amo il loro cam­po e ci sos­ti­tu­iamo a loro.

    Grande sfi­da quel­la dei pread­o­les­cen­ti. Occor­rono luoghi dove essi pos­sono ritrovar­si, avere pun­ti di rifer­i­men­to oltre ai loro genitori.

    E qui ecco il prog­et­to. “Semi di ven­to” . Sem­i­nare pun­ti luce dove i ragazzi trovano chi li accoglie. Diventare semi di sper­an­za, di accoglien­za. Chi­ami­amoli doposcuo­la, chi­ami­amoli scuole del­la pace, chi­ami­amoli ora­tori, chi­ami­amoli locan­de. Ma impeg­ni­amo­ci come comu­nità cris­tiana a viver­li, aprir­li, gestir­li, coor­di­narli, offrir­li. Il Movi­men­to c’è!!!

    Ado­les­cen­ti : L’adolescente con le sue tris­tezze, i suoi entu­si­as­mi le sue alta­l­ene emo­tive è decisa­mente più affasci­nante. Il mon­do con­sum­ista lo corteggia, lo insegue. Gli adul­ti ne sono spaven­tatis­si­mi. Li vor­reb­bero chiusi in casa ma che escano, dedi­ti allo stu­dio oltre ogni lim­ite ma alle­gri, tut­ti a pos­to sen­ti­men­tal­mente ma con chi va bene a mam­ma e papà, molto seri ma non noiosi, attac­cati a mam­ma e papà ma agli occhi degli altri che appa­iano indipen­den­ti. Insom­ma proi­et­ti­amo su di loro tut­ta la nos­tra con­fusa ado­lescen­za non risol­ta. Loro avreb­bero bisog­no del­la seren­ità dei loro gen­i­tori più che di dis­cor­si o prediche , che pure ricer­cano e ascoltano oltre ogni appar­ente rifi­u­to. Anche qua la ten­tazione di noi adul­ti è di mol­lare la pre­sa, sparire, abban­donare, las­cia­re il cam­po ad altri edu­ca­tori. Del resto nell’età del­la ado­lescen­za la pre­sa sei costret­to a mol­lar­la…… ma non a mol­lare il mes­sag­gio educa­ti­vo, la tes­ti­mo­ni­an­za, la relazione. Spes­so gli ado­les­cen­ti si sentono soli nel loro per­cor­so, non sentono da parte degli adul­ti la nec­es­saria lib­ertà nel trat­tar­li. Invece con loro occorre appren­dere la fat­i­ca del­la relazione. Stan­no crescen­do, si stan­no for­man­do, abbi­amo a che fare con qual­cosa di nuo­vo. Al ter­mine dell’adolescenza avre­mo da con­tem­plare e bas­ta. Ci par­rà impos­si­bile e invece…

    Altro tema grande è quan­do finis­ca l’adolescenza. Nel mon­do di oggi pare non finire mai. Di adul­ti ado­les­cen­ti ne è pieno il mon­do. Eppure un proces­so educa­ti­vo dovrebbe avere il cor­ag­gio di dare un ter­mine. Arrivare a dis­cernere le pro­prie respon­s­abil­ità. Rispon­dere in pri­ma per­sona. Ecco un adul­to. E’ nec­es­sario avere 30 anni? 35? Ci vuole cer­ta­mente un lavoro, una autono­mia. Ci può essere una fase di gioven­tù che fa entrare nell’adulto, sep­pur ancor gio­vane. Ma trascinare l’adolescenza a età impens­abili non è forse la stra­da migliore. A un cer­to pun­to si trat­ta di impara­re a scegliere. Ma rima­ni­amo all’età per noi impor­tante 14/18 anni …19? ma non di più. Anche di ques­ta età la comu­nità cris­tiana ha il dovere di occu­par­si, di fornire pun­ti e pon­ti di accom­pa­g­na­men­to; edu­ca­tori, spazi. Anche qua spazio alla fan­ta­sia ma occorre agire per pen­sare a questo. Il Papa Francesco ci ha pun­go­la­to nel­la Cristus Viv­it ma …

    Post-pan­demia: è il peri­o­do che ci toc­ca ammes­so che esista una post pan­demia e non entri­amo in una nuo­va era pan­dem­i­ca sof­fusa e dif­fusa con cui fare i con­ti in una ter­ra mala­ta. E’ chiaro che ado­les­cen­ti e pre ado­les­cen­ti che vivono asse­tati di relazioni e crescono solo sper­i­men­tan­do relazioni tra coetanei e tra loro e gli adul­ti han­no pati­to l’inverosimile le chiusure, la pau­re, le ribel­lioni, le illu­sioni, gli stop and go di questi ulti­mi due anni. Psi­colo­gi, psichi­a­tri soci­olo­gi ce lo rac­con­tano ogni giorno ma noi inseg­nan­ti e gen­i­tori non abbi­amo bisog­no del­la rete per capire ciò che è sot­to i nos­tri occhi. Le fragilità aumen­tano i prob­le­mi si molti­pli­cano. La chiesa si schiera accan­to a loro con l’insolita inizia­ti­va del Papa di chia­mare a se pread­o­les­cen­ti e ado­les­cen­ti il giorno di Pas­quet­ta. Ma come e i rischi? Osser­van­do ogni pre­cauzione ma dob­bi­amo occu­par­ci di loro. Chiuse le chiese, chiusi gli sport, chiuse le scuole da far­si in DAD, sti ragazzi han­no una sola opzione: andare dove si spende. Li si, li puoi. In sicurez­za naturalmente.

    E allo­ra aprire “spazi di incon­tro” gra­tu­iti non solo eco­nomi­ca­mente ma nelle relazioni è il nos­tro com­pi­to di chiesa oggi. E il 18 aprile sarà solo un seg­no. Poi dovre­mo cam­minare. Aiu­tati un min­i­mo anche dal­la soci­età civile ma soprat­tut­to con le nos­tre gambe con il nos­tro entu­si­as­mo, la nos­tra voglia di crescere insieme. Aprire luoghi, fisi­ci e non, di relazione e incon­tro, di cam­mi­no, di pre­sen­za. Ripuntare gli occhi sul cam­mi­no, sul­la sper­an­za e non solo sul virus e le sue pau­re. Ogni comu­nità deve sen­tir­si chia­ma­ta a questo grande gesto di amore. Preghi­amo per questo per­ché noi come Movi­men­to pos­si­amo aiutare tut­ti a fare questo. Del resto è il nos­tro pane di ogni giorno e mai abbi­amo smes­so di far­lo nem­meno in questi due anni.

    Don Ful­ly

  • Educare il ragazzo all’incontro con l’altro

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  • LA NOSTRA E’ LA CHIESA DEL “MANIMAN”?

    LA NOSTRA E’ LA CHIESA DEL “MANIMAN”?

    Cari ami­ci del Movi­men­to vi scri­vo nel giorno dei Magi, l’Epifania man­i­fes­tazione di Gesù a tut­ti i popoli. Beh insom­ma è un po’ la fes­ta di Gas­pare insom­ma!! Uno dei Magi. Che poi fos­sero tre lo rac­con­tano i van­geli apoc­ri­fi. I Van­geli di Fede rac­con­tano di “alcu­ni” magi da Ori­ente. Anco­ra una vol­ta per­sone lon­tane di altre fedi intrave­dono una stel­la, un seg­no, intu­is­cono che qual­cosa sta per accadere di impor­tante per la pro­pria vita. Un richi­amo anco­ra una vol­ta a cam­minare insieme anche con chi noi non reputi­amo idonei alla fede. Anco­ra una vol­ta il Sin­o­do e la sacra scrit­tura ci invi­tano ad ascoltare anche chi non crede o chi ha altre fedi. Chi ha nel cuore un sin­cero deside­rio di “met­ter­si in gio­co” di “met­ter­si in cam­mi­no”. Uscire dagli sche­mi, iniziare cose nuove. Per noi del movi­men­to, cer­to, una cosa che da sem­pre attuiamo. Pro­prio questo fece don Ga. Fare rete con chi non crede come noi, lavo­rare per il bene comune insieme a per­sone che non sono “i nos­tri”. E’ questo il nos­tro modo di annun­cia­re sen­za tan­ti dis­cor­si. Questo i nos­tri edu­ca­tori fan­no ogni giorno. Far si che ognuno apra i pro­pri scrig­ni, o per meglio dire lo scrig­no del pro­prio cuore, e impari a donarli riconoscen­do in ogni uomo la pre­sen­za dell’Assoluto. Un modo di lavo­rare di fron­tiera che ora la chiesa mette al centro.

    Per noi è una grande respon­s­abil­ità, per­ché anche per noi c’è il con­tin­uo ris­chio di fer­mar­ci, di chi­ud­er­ci, di esclud­ere, di con­tar­ci, di fer­mar­si nel “si è sem­pre fat­to così” dimen­ti­can­do che il Movi­men­to nacque pro­prio per dire cose nuove del “si è sem­pre fat­to così” che Gen­o­va impone­va, un po’ pri­gion­iera del suo “man­i­man”; man­i­man i ragazzi che vivono con le ragazze chissà cosa suc­cede; man­i­man che i nos­tri ragazzi incon­tra­no quel­li dei vicoli o delle per­iferie; man­i­man che un can­to fat­to un po’ più rapi­do del gre­go­ri­ano fa perdere la spir­i­tu­al­ità; man­i­man che ci sono altre reli­gioni i nos­tri si per­dono; man­i­man che se si lavo­ra con le assis­ten­ti sociali per­diamo la nos­tra vocazione e il nos­tro “speci­fi­co” (ma quale sarà mai lo “speci­fi­co” di chi crede se non l’ostinazione nell’amore, l’immersione nel­lo Spir­i­to?); man­i­man che ci si con­fronta aper­ta­mente col modo di pen­sare di oggi e dei gio­vani ci las­ci­amo con­vin­cere..; man­i­man che se si usano le scien­ze umane dell’educazione si perde lo spir­i­tuale e via dicen­do… se ne son sen­tite delle belle e mag­a­ri fos­sero rimaste ferme ai tem­pi del sec­o­lo scorso…continuano a sen­tir­si e for­ti in giro. Così accul­turati da diventare la chiesa del man­i­man e non la chiesa lib­er­ante di quel­li che sof­frono del maniman…

    E’ un grande tesoro quel­lo che noi abbi­amo rice­vu­to dai nos­tri fonda­tori, cor­ag­giosi cap­i­tani di rotte nuove. Dob­bi­amo ora met­ter­lo a servizio di tut­ti. Può essere quel bel momen­to di cresci­ta per noi. Provi­amo­ci. Vi promet­to che la prossi­ma vol­ta vi par­lerò di un bel prog­et­to regionale di atten­zione del­la chiesa ver­so pread­o­les­cen­ti e ado­les­cen­ti, nel quale vor­rem­mo essere pre­sen­ti come attori e trasci­na­tori. Nel nome di Don Bosco, di don Minet­ti, di don Ga. Ma per fare ciò dovre­mo un po’, covid per­me­t­ten­do, ser­rare le fila, incon­trar­ci e con­di­videre il cammino.

    E per finire alcune chic­che da con­di­videre. Essere ret­tore mi fa conoscere pic­cole cose che sono sim­patiche e importanti.

    Per esem­pio lo sapete che Papa Francesco tra le filas­troc­che ered­i­tate dai suoi ante­nati gen­ovesi quan­do era pic­co­lo ricor­da e can­tic­chia “olidin olidin oli­den sabu a camug­gi dumene­ga a zena” ? Lo aspet­ti­amo a Mon­t­ele­co a cantare insieme il nos­tro inno!!!

    Lo sapete che il nos­tro cro­ci­fis­so nell’ultima guer­ra è sta­to bom­barda­to ed è una delle opere super­sti­ti dei con­ven­ti delle suore tur­chine rasi al suo­lo in cen­tro durante i bom­bar­da­men­ti? Quel Crsi­to gron­da dunque sangue vero, la sof­feren­za del­la guer­ra, la tris­tez­za degli sfol­lati….. è un Cristo sfol­la­to pure Lui. Pen­si­amo a questo men­tre lo preghi­amo affascinati…

    Don Ful­ly