| Possiamo interpretare una parte importante della pedagogia di Monteleco attraverso un’espressione semplice: educare non soltanto a “guardare”, ma a “vedere”: -vedere oltre l’apparenza; -vedere la persona dietro il comportamento; -vedere il valore dentro il gioco; -vedere la comunità dentro il gruppo; -vedere il dono dentro la fatica; -vedere il significato dentro la natura; -vedere la presenza dentro il silenzio. E infine, per chi compie il cammino della fede, imparare a intravedere Dio dentro la vita. La percezione dell’invisibile non sarebbe allora un capitolo marginale della storia di Monteleco. Potrebbe esserne una delle chiavi interpretative più profonde: educare un ragazzo significa aiutarlo a scoprire che la realtà è più grande di ciò che appare e che le cose più importanti della vita, proprio perché non sempre sono immediatamente visibili, richiedono occhi capaci di riconoscerle. È forse questo il “tesoro” che tanti ragazzi, diventati adulti, hanno continuato a cercare anche dopo essere scesi dalla Bocchetta. |
