E PACE AGLI UOMINI AMATI DAL SIGNORE

È il gri­do del­la notte di Natale. Da duemi­la e più anni lo ascolti­amo, lo can­ti­amo ma non lo abbi­amo anco­ra né com­pre­so né mes­so in prat­i­ca. Dunque la casa è costru­i­ta sul­la sab­bia e rischia di crollare.

Papa Leone ci ha par­la­to fin da subito di Pace “LA Pace sia con voi” e di Pace dis­ar­ma­ta e dis­ar­mante. Per questo Natale è usci­ta una nota del­la Cei su questo tema che riprende l’immediato invi­to che gli fece il Papa a costru­ire “case del­la Pace” a essere casa di Pace per gli uomi­ni. A dire il vero la nos­tra dio­ce­si subito si era adegua­ta pro­po­nen­do a tut­ti un cam­mi­no di Evan­ge­liz­zazione a par­tire dal­la Pace. Annun­cia­re Gesù è annun­cia­re la Pace.

Ora la nota del­la Cei si fa anco­ra più esplici­ta. Non è breve, benchè si chi­a­mi nota, ma anzi è un appro­fondi­men­to molto ben arti­co­la­to sul tema del­la pace. Non c’è dub­bio che il suo pres­i­dente Card. Zup­pi, derivante dal mon­do di Sant’Egidio, sia par­ti­co­lar­mente prepara­to sul tema. Ma davvero non ci si era mai spin­ti così in avan­ti su questo tema. Vi invi­to a leg­gere la nota, molto luci­da e molto dura che prende posizione assai netta.

Anz­i­tut­to svela con lungimi­ran­za che l’Europa viene mes­sa in croce dai ven­ti di guer­ra e viene mes­sa in mez­zo da poten­ti impe­ri­al­is­mi evi­den­te­mente mai sopi­ti: Rus­si, Amer­i­cani, Ottomani, Calif­fati vari, Cina, India, sono i vec­chi imperi a cui molti vor­reb­bero addirit­tura appog­gia­r­si, dimen­ti­can­do la sto­ria di Israele che, a forza di bal­lon­zo­lare fra impero Egiziano e impero Assiro-Babilonese, fu spaz­za­to via. Occorre seguire il Sig­nore, il Dio del­la Pace. Ci vuol poco a capire che la guer­ra all’Ucraina è una guer­ra all’Europa sostenu­ta anche dagli Sta­ti Uni­ti. Per­ché in un’era di imperi l’Europa è l’unica che si rifi­u­ta di esser­lo, almeno fino­ra. Ma la ten­tazione è pro­prio quel­la. Riar­mar­si, sostenere che la guer­ra è inelut­ta­bile, persi­no nec­es­saria. È già par­ti­ta la cam­pagna dei gior­nali (in mano a pochi edi­tori) delle tele­vi­sioni (idem come sopra) suadente, non diret­ta ma sub­dola, fat­ta di pic­cole abi­tu­di­ni, di video­giochi, di spez­zoni tele­vi­sivi, di lin­guag­gio appar­ente­mente sporti­vo. Ci stan­no preparan­do alla guer­ra. L’Avvenire, gior­nale dei vescovi, del­la chiesa ital­iana è l’unico a non scivolare in ques­ta direzione par­lan­do osti­nata­mente di Pace. Davvero la lun­ga e arti­co­la­ta nota del­la Cei affronta la situ­azione inter­nazionale con lungimi­ran­za sen­za cedere min­i­ma­mente ai ven­ti di guer­ra. Nes­sun odio alla Rus­sia, all’America ai musul­mani all’oriente; ma fer­ma e deter­mi­na­ta oppo­sizione alla trasver­sale lob­by delle armi che sof­fia ven­ti di guer­ra e che vede ben alleati tut­ti questi imperi, non per i popoli ma con­tro di essi, scar­i­can­do sul­la gente le bombe per pot­er­si tenere danaro, ric­chez­za, potere, inequità. Stra­no che gli ami­ci demonolo­gi, che vedono il demo­nio ovunque, tac­ciano e non lo vedono dietro questo mostru­oso movi­men­to di Mam­mona, il Dio denaro che sof­fia sulle guerre.

La Cei, dunque, prende posizione anche sul­la pro­duzione di armi e sug­li inves­ti­men­ti a cui un cre­dente è richiesto di fug­gire. Un fat­to non pro­prio scon­ta­to. E in maniera net­ta e precisa.

E, infine, per la pri­ma vol­ta in tan­ti anni si per­me­tte di dire che la pre­sen­za dei cap­pel­lani mil­i­tari può essere di cer­to dif­fer­ente e rimanere effi­cace­mente e spir­i­tual­mente atti­va in maniera dif­fer­ente che entrare coi gra­di nell’esercito. Una vera bom­ba. Vedremo se avrà fat­ti con­seguen­ti. Curiosità!

Infine, per noi del Movi­men­to Ragazzi l’altro ter­mine che appare nel doc­u­men­to è “edu­care” ‚edu­care alla Pace. È un fat­to lento, costante, per­se­ver­ante. Edu­care a relazioni vere, pro­fonde, paci­fiche. Edu­care l’ascolto, l’incontro, la val­oriz­zazione dell’altro. Edu­care i ragazzi a vol­er­si bene. Ad aiutare i più poveri. A difend­er­si, sì ma con la non vio­len­za che non è debolez­za ma forza.

A un vec­chio Boomer come me cresci­u­to nel Movi­men­to a pane e Ghan­di, pane e Luther King, tut­to ciò sem­bra persi­no super­fluo, qua­si anti­co, assoda­to, chiaro come l’acqua. E invece…eccoci anco­ra qua come Benedet­to XV a par­lare inascoltati di inutili stra­gi, di fol­lia del­la guer­ra men­tre tut­ti fan­no spal­luc­ce speran­do che a loro non toc­chi. Ma davvero abbi­amo a cuore i nos­tri nipoti? Davvero li vogliamo vedere attac­cati da droni spun­tati da chissà dove per difend­ere il mer­ca­to e la ric­chez­za di pochi?

Alzi­amo la voce per far sen­tire che noi vogliamo economie giuste non di guer­ra e che vogliamo vivere con tut­ti in san­ta pace.

Un gra­zie di cuore alla Cei che osa l’inosabile, che va con­tro cor­rente. Arriverà di cer­to il dilu­vio di critiche, ma non si può sem­pre tacere, occorre annun­ziare il Van­ge­lo sem­pre, e a Natale il Van­ge­lo dice “PACE IN TERRA AGLI UOMI AMATI DAL SIGNORE” e sic­come par­la ai pas­tori vuol dire che in questi “UOMINI” sono com­pre­si TUTTI GLI UOMINI!

Cosa del resto palese in un bim­bo che si offre da man­gia­re e che nasce in una povertà dis­ar­ma­ta e dis­ar­mante men­tre il potere già cer­ca di uccider­lo. E lui incon­tra i magi di Ori­ente, non gli spara…

Buon Natale gente…!

Don Ful­ly