1951 Timelines: Don Ga

L’AVVENTURA DI MONTELECO

Da subito nel­la sua attiv­ità di assis­tente degli Aspi­ran­ti dell’Azione Cat­toli­ca, don Ga sente la neces­sità di una casa in mon­tagna nel­la quale con­tin­uare le attiv­ità inver­nali pros­eguen­do nel cam­mi­no di cresci­ta e for­mazione evi­tan­do la dis­per­sione del peri­o­do estivo.

Già nel 1947 un par­ro­co offre a don Gas­pare e a don Ival­di la casa di Fra­conal­to, sull’Appennino lig­ure. Nel 1950 i due sac­er­doti por­tano i ragazzi a Sam­bu­co, un pic­co­lo paesino nelle Alpi Marit­time, in una caser­ma dismes­sa dagli alpi­ni trasfor­ma­ta per l’occasione in una specie di vil­lag­gio nel quale i ragazzi rico­prono il ruo­lo di sin­da­co e min­istri. Nel­lo stes­so anno arri­va la pro­pos­ta del con­te Acquarone, che per un mod­i­co affit­to mette a dis­po­sizione dei due le sue case di cac­cia, a Mon­t­ele­co vici­no al paese di Volt­ag­gio, nei pres­si del Pas­so del­la Boc­chet­ta, immerse nel bosco, con spazi aper­ti dove pot­er gio­care e rus­cel­li cir­costan­ti che donano acqua fres­ca prove­niente dalle famose “sette fontane”.

Com­in­cia, da quel momen­to, l’avventura di Mon­t­ele­co. Don Gas­pare crea la “Lib­era Repub­bli­ca dei Ragazzi”, dove ogni ragaz­zo ha la pos­si­bil­ità di riap­pro­pri­ar­si del con­tat­to con la natu­ra e di parte­ci­pare alla sfi­da educa­ti­va del vivere comu­ni­tario. I lavori di restau­ro delle due case e la costruzione del­la chiesina, inau­gu­ra­ta nel 1957 e ded­i­ca­ta ai San­ti Angeli Cus­to­di ven­gono effet­tuati con mate­ri­ali di for­tu­na e con il sosteg­no di bene­fat­tori gen­ovesi. Suc­ces­si­va­mente, don Gas­pare acquista le case e l’intera pro­pri­età, gra­zie a una som­ma offer­ta dal­la Curia, che egli riesce a resti­tuire, negli anni suc­ces­sivi, poten­do usufruire di pic­coli lasc­i­ti e don­azioni. L’intera opera viene intes­ta­ta all’istituto dioce­sano Don Minet­ti com­pren­dente altre inizia­tive sim­ili a favore dei minori.

Mon­t­ele­co rap­p­re­sen­ta per cias­cun ragaz­zo l’opportunità di las­ciar da parte le con­vinzioni del mon­do degli adul­ti, le timidezze, le banal­ità e i for­mal­is­mi per but­tar­si nel­la “nos­tra mat­ta e mer­av­igliosa avven­tu­ra” come dice spes­so don Ga.